Categoria: AIRA – IN EVIDENZA

AIRA in evidenza – sezione dedicata ad eventi di formazione, networking articoli organizzati dall’associazione.

image_pdfimage_print

L’Italia vista da un barattolo di Nutella

Vi presentiamo una fantastica iniziativa di Enit a cura di Francesca Cicatelli, ufficio stampa di Enit

Enit– Agenzia Nazionale del Turismo italiana celebra la penisola con un tour virtuale

Uno sguardo al barattolo più dolce d’Italia e inizia il viaggio in 3d

Si chiama “Ti amo Italia” la special edition inneggia alla straordinarietà del nostro paese con immagini da collezione selezionate da Enit

Dal 12 ottobre 2020 
ROMA, 18 SETTEMBRE 2020

L’Italia con Enit griffa la Nutella con un’edizione speciale a sostegno dell’amore per la Penisola.

Si chiama “Ti Amo Italia” la nuova confezione in edizione limitata e da collezione che infonde tutta la gioia di vivere e la positività delle immagini più suggestive dell’Italia da gustare con il cucchiaino.

La Special Edition uscirà il 12 ottobre 2020 e sarà un invito a ricordare quanta meraviglia ci circonda, promuovendo un processo di riscoperta dello straordinario nell’ordinario.

Sarà composta da una serie limitata di 30 vasetti che celebrano il Paese, toccando tutte le regioni.

Dai borghi alle montagne, dalle isole alle città, dalle acque cristalline ai paesi colorati: ogni vasetto è uno scorcio d’Italia. E’ stata realizzata in collaborazione con Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo per valorizzare e promuovere il territorio italiano e diffondere maggiore consapevolezza sulla bellezza che ci circonda e su quanto questi luoghi siano a portata di mano e accessibili a tutti.

I vasetti saranno soltanto l’inizio di un viaggio che porterà i consumatori a visitare virtualmente 30 località d’Italia, rimanendo comodamente seduti a casa.
Inquadrando il QR code su ogni vasetto sarà infatti possibile vivere un’esperienza immersiva di virtual reality.

I contenuti saranno fruibili all’interno di una piattaforma digitale, dove si potrà inoltre mettere alla prova le proprie conoscenze legate al territorio, alla storia, alla cultura e godere di video-ricette legate alla tradizione culinaria del paese rivisitate in chiave Nutella.

L’Italia ancora una volta protagonista, un luogo dove ogni cosa è legata all’unicità delle sue ricchezze eterogenee: i suoi luoghi, dai più noti ai più nascosti; le sue persone, di diverse età, etnie, genere; le sue ricette tradizionali, che sono espressione di tutte le sfumature d’Italia attraverso le diverse interpretazioni in cucina.

“Un viaggio multisensoriale per coinvolgere ogni persona in uno storytelling suggestivo e inesauribile di esperienze visive e gastronomiche. Enit promuove l’immagine dell’Italia nel mondo, lo fa con ben 28 sedi in tutto il globo. Questo progetto contribuirà ad affermare l’Italianità e le eccellenze del Made in Italy con un brand immediatamente riconoscibile” dichiara il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

Nutella firma il suo amore per l’Italia su ogni vasetto e ci ricorda che per cogliere il buono della vita non serve cercare lontano, a volte basta soltanto guardarsi attorno.
In questo difficile momento per un settore strategico della nostra Economia come il turismo, Nutella si stringe, di proposito, accanto all’Enit per valorizzare presso gli italiani la loro ricchezza nazionale più grande: la bellezza dell’Italia stessa, quella vera e reale, fatta di natura ed arte, città e borghi, mari e montagne, quella che il mondo intero ci invidia” dichiara Alessandro d’Este Amministratore Delegato di Ferrero Commerciale Italia.

I luoghi rappresentati dai vasetti sono:
1.    Abruzzo: Gran Sasso
2.    Basilicata: Matera
3.    Calabria: Arco Magno di San Nicola Arcella
4.    Campania: Faraglioni di Capri
5.    Emilia Romagna: Portici di Bologna
6.    Friuli Venezia Giulia: Vigneto di Savorgnano – Lago di Fusine
7.    Lazio: Civita di Bagnoregio – Monte Circeo – Via Appia Antica
8.    Liguria: Cinque Terre
9.    Lombardia: Lago di Como
10.  Marche: Colli di San Severino
11.  Molise: Cascate di Santa Maria del Molise
12.  Piemonte: Langhe – Monte Rosa – Lago Maggiore
13.  Puglia: Alberobello – Roca Vecchia
14.  Sardegna: Arcipelago della Maddalena – Su Nuraxi di Barumini
15.  Sicilia: Scala dei Turchi – Stromboli
16.  Toscana: Val d’Orcia
17.  Trentino Alto Adige: Parco Adamello Brenta – Lago di Braies
18.  Umbria: Piani di Castelluccio
19.  Valle d’Aosta: Gran Paradiso
20.  Veneto: Venezia – Burano

Italiani all’estero? No grazie

Italiani all’estero? No grazie, solo 3 su 100 ha varcato il confine.

Qui di seguito presentiamo una panoramica a cura di Francesca Cicatelli, dell’ Ufficio Stampa Enit

Il 97% degli Italiani ha scelto la penisola : oltre 24 milioni di viaggiatori in treno da Nord a Sud…

Gli Italiani soddisfatti della vacanza : l’Italia prende un 8 come valutazione.

Relax e Benessere al mare superano il piacere del cibo.
Italia percepita come sicura dall’ 85% dei vacanzieri italiani

Ancora vacanze in autunno per il 58% degli Italiani anche nelle città d’arte.

Il 33% degli Italiani già pensa al Natale in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania.
ROMA, 14 SETTEMBRE 2020 – Estate senza fine.
Il desiderio di vacanza si prolunga fino all’autunno e le previsioni lasciano sperare: il  58% di Italiani ha in programma almeno un soggiorno in quel periodo stando ai dati Enit- Agenzia Nazionale del Turismo.
Saranno ancora vacanze al mare (57%) o in montagna (48%), ma si prevede anche un ritorno alle città d’arte (42%).

Tra gli altri tipi di soggiorni ci sono quelli enogastronomici (29%), al lago (29%) e alle terme (28%).

Il 33% poi già pensa alle vacanze di Natale, per il 92% in Italia, in particolare in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania.

All’estero, on the top il Nord Europa. Enit ha intervistato oltre 4 mila persone nell’ultima settimana di agosto (dal 24 al 30) per fare il punto sull’estate.
E dal bilancio emerge che il 41% degli italiani non ha potuto fare vacanza, mentre il 59% della popolazione ha effettuato almeno 1 periodo fuori casa: il 42% ha trascorso un periodo di vacanza mentre il 17% ha passato due o più periodi fuori dalla propria residenza.

In media le ferie sono durate 7 notti (il 34% soggiorni tra le 3 e le 6 notti, il 24% 1 o 2 notti, il 22% tra le 7 e le 10 notti ed il 20% oltre 10 notti).

La maggior parte degli italiani è rimasta in patria nel 97% dei casi, preferendo destinazioni quali l’Emilia Romagna, la Puglia e la Sicilia, tutte sul podio del periodo scelte dal 9% dei vacanzieri italiani.

Buone performance anche quelle della montagna con il Trentino Alto Adige (8%), ma anche la Toscana (8%), il Piemonte (7%) e la Lombardia (7%).
All’estero (3%), gli italiani sono rimasti in Europa mediterranea (35%), in Nord Europa (24%) o nell’Est europeo (14%).

In media una famiglia ha speso 850 euro per una vacanza e tre su dieci arrivano a spendere mille euro. La maggior parte degli italiani è andata infatti in vacanza in coppia (46%) o in famiglia con i figli (40%), mentre solo il 17% si è spostata con amici. Il 7% ha scelto la vacanza da solo.

“I dati resi noti dall’Enit sono confortanti, sia per quanto riguarda il numero delle presenze dei vacanzieri nei mesi di luglio e agosto, sia per la scelta fatta dalla maggioranza degli italiani di rimanere nel nostro Paese per trascorrere il periodo di ferie” dichiara Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretaria al Turismo del Mibact.

“Fin dall’inizio – aggiunge Bonaccorsi – avevamo invitato gli italiani a fare le vacanze nel nostro Paese, riscoprendo le meraviglie diffuse lungo tutta la Penisola: dal mare alle montagne, dai borghi alla natura incontaminata. Sono confortanti anche i dati che prevedono il prolungamento della stagione anche a settembre e nei mesi autunnali. Periodo, quest’ultimo, in cui gli italiani potranno continuare a utilizzare il bonus vacanze, valido fino al 31 dicembre”.
 
“L’hotel 3 stelle e più (25%) resta la modalità del soggiorno preferita dagli italiani, sebbene il 16% sia stato ospite da amici e parenti, il 13% sia stato in appartamento in affitto, il 12% in un B&B. Segue la casa di proprietà (7%) ed il villaggio turistico (7%)” dichiara il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

“Le strutture ricettive hanno dimostrato un rapido adeguamento alle nuove disposizioni e la versatilità e la scrupolosità con cui si è proceduto hanno contribuito a garantire, insieme al senso di responsabilità di ciascun viaggiatore, la sicurezza del viaggio e della conoscenza dei luoghi senza inficiare la vacanza” conclude Palmucci.

Ancora dall’indagine Enit, a contribuire alle spese il Bonus Vacanze richiesto dal 23% dei vacanzieri, che servirà a sostenere anche le vacanze autunnali e di Natale poiché il 14% l’ha richiesto ma non lo ha ancora speso, mentre in estate l’ha utilizzato il 9% dei soggiornanti.

La vacanza ricercata dagli italiani post lockdown ha visto prevalere la voglia di mare (60%) che alla fine ha addirittura doppiato la vacanza in montagna (30%) e quella naturalistica (25%).

Ma i vacanzieri nostrani cercano dalla vacanza l’esperienza culturale (24%) e il relax (23%). Il giudizio degli italiani sulla vacanza è stato molto positivo: voto medio 8 su 10 per una vacanza che ha avuto il gusto del relax e del benessere (75%), tanto desiderato dopo una stagione così difficile.

Apprezzata la bellezza del luogo di vacanza (32%), il mare (31%), il fatto di aver goduto di una esperienza positiva (23%) ma anche del cibo e della buona cucina italiana (23%). L’85% dei vacanzieri tornerebbe il prossimo anno o fra due nello stesso posto.

Il tema sicurezza ha dato garanzia all’85% degli italiani per le misure adottate nelle strutture in cui erano ospiti, all’80% per le misure sul territorio. Nel complesso dell’estate tra italiani e stranieri sono stati circa 24 milioni i viaggiatori sulle tratte di Trenitalia e che hanno apprezzato la costa adriatica in particolare la Puglia ma anche sul Tirreno la Liguria, la Toscana, Il Lazio, la Campania e la Calabria.
Anche i passeggeri Italo, sul target prevalente entro i 40 anni, hanno apprezzato tutto il network comprese le nuove tratte che attraversano l’Italia da Torino a Reggio Calabria e da Milano ad Ancona.

Stando ad Anas e Autostrade i volumi di traffico sono aumentati del 4% ad agosto rispetto a quanto registrato nelle settimane precedenti, portando la settimana di Ferragosto quasi in pari rispetto all’anno scorso (-3,8%).

Il Catering e il Banqueting post-covid

Nonostante le grandi difficoltà che stiamo affrontando, il mondo degli eventi a piccoli passi sta ripartendo, chiaramente adottando un nuovo modo di lavorare che implica il rispetto dei nuovi protocolli. Attualmente non esiste un numero massimo di partecipanti a un evento per cui diventa fondamentale mantenere il distanziamento sociale di almeno un metro.

Le nuove regole da seguire sono semplici: in primis bisogna sanificare gli ambienti in cui vengono allestiti i catering e i banqueting, successivamente bisogna misurare la temperatura dei dipendenti e dei partecipanti all’evento e fornire loro il gel per la disinfezione delle mani. Tutti gli ospiti devono avere con sè la mascherina e utilizzarla qualora l’evento venga organizzato in un posto chiuso oppure anche all’aperto qualora non si riesca a mantenere  la distanza di sicurezza. E’ doveroso, inoltre, tracciare gli ospiti mantenendo i loro contatti per 14 giorni.

E’ molto interessante evidenziare l’aspetto del buffet nei Catering. I nuovi protocolli prevedono due possibilità: il servizio singolo effettuato dal cameriere che personalmente porta gli alimenti desiderati dal cliente al suo tavolo su un piatto singolo oppure il buffet assistito con un cameriere che, dietro al banco delle pietanze, prepara il piatto secondo le richieste dell’ospite, che ovviamente deve restare a distanza.

E’ chiaro che il senso di responsabilità debba appartenere non soltanto agli operatori del settore, ma anche tutti i partecipanti agli eventi.

Associazioni professionali d’hotel: le potenzialità future

E’ innegabile che il ruolo delle associazioni professionali sia cambiato nel tempo, abbandonando la centralità amicale.

La forte componente “dopolavoristica” ha ceduto il passo alle odierne esigenze professionali del socio e non, che vede nell’associazione un’opportunità di accrescimento professionale ed eventualmente di supporto per una collocazione lavorativa.

Le caratteristiche richieste qualche decennio fa a chi operava nel comparto sono mutate completamente, subendo una progressiva evoluzione. Basti vedere il ruolo di direttore d’albergo: si è passati dal ruolo di “padrone di casa” a quello di manager a 360 gradi: il direttore d’albergo oggi deve essere un professionista dotato di un’alta formazione con competenze multidisciplinari che spaziano da elementi di marketing e promozione sino alla gestione contabile.

La necessità di aggiornare le proprie competenze, tecniche e personali, interessa non solo i soggetti con responsabilità manageriali, ma anche quelli cui sono affidate mansioni di tipo operativo.

Il forte cambiamento che sta interessando il comparto turistico-alberghiero è testimoniato dalla diffusione di profili che richiedono compentenze e capacità specifiche, basti pensare alla miriade di nuove professioni create con l’avvento di Internet.

A latere, vi è l’annosa mancanza di una formazione adeguata che crea, di fatto, una scarsa professionalizzazione del settore rispetto a valori ottimali.

Tale situazione è notevolmente danneggiata da un’offerta formativa frammentata e in alcuni casi di inadeguato insegnamento.

A mio avviso, l’attività formativa continua, attraverso i corsi di aggiornamento e/o specialistici, presso apposite scuole di alta formazione o prodotte da entità formative costituite da figure professionali di spessore, rappresenterebbe una soluzione, fermo restando che venga attivato un iter formativo di base che trasmetta le competenze necessarie per operare nel settore e si adegui alle rapide evoluzioni del mercato turistico.

Tale attività deve rivolgersi indistintamente a lavoratori di tutti i livelli, a partire da quelli con ruoli operativi e tanto nelle piccole strutture ricettive quanto in quelle medio-grandi. Oggi nel sistema turistico italiano, e ancor più nel settore alberghiero e della ristorazione, il tema della formazione rappresenta un “nodo” da risolvere al più presto.

Tra i requisiti fondamentali per i “formatori”, l’esperienza dovrebbe superare la teoria.

In virtù di quanto esposto, le associazioni professionali potrebbero inserirsi a pieno titolo quale “contenitore di opportunità formative” da offrire al settore. Queste hanno competenze e titoli per poterlo fare in favore di una rilevante domanda (e di un’urgente necessità) di conoscenze professionali.

Un’associazione professionale riconosciuta rappresenta, peraltro, una garanzia sul mercato e per l’importante “cantera”, da dove gli alberghi e non solo, potrebbero prelevare professionisti e servizi qualitativi.

La cultura imprenditoriale del settore snobba questa importante opportunità a “parametro zero”, per dirla in termini calcistici, preferendo il suggerimento di un amico (la classica raccomandazione) che il più delle volte si rivela non efficace e nei casi più estremi rompe amicizie durature a causa dei drammatici esiti della “segnalazione”, oltre a creare problemi alla gestione della struttura.

In precedenti articoli ho fortemente evidenziato la necessità di obbligare la proprietà alberghiera ad “assoldare” un direttore o responsabile certificato, proprio per le catastrofiche vicissitudini che si succedono nell’ hotellerie italiana che, ricordo, causano un effetto domino su tutto il contenitore di una destinazione turistica.

Prezzi troppo alti o anche troppo bassi, quando gestiti senza senso, abbassano notevolmente la brand reputation dell’area, creando anche problemi a quelle strutture che invece adottano protocolli qualitativi e hanno personale con alto spessore professionale. Al di là di questo, penso che con l’attuale gestione di una struttura ricettiva, non si possa più improvvisare, bisogna sempre essere al passo con i tempi e costantemente “formati”.

E chi meglio delle Associazioni professionali specifiche per settore potrebbe fornire di più?

Io penso che nessuno in nessuna parte del mondo possa parlare di futuro del proprio popolo o della propria organizzazione senza parlare di formazione. Chiunque controlli la formazione dei nostri ragazzi controlla il futuro”: Wilma Mankiller (politica e attivista statunitense)

Il Business Travel

Durante il lockdown i meeting on line erano l’unica modalità di relazionarsi per aziende, manager e professionisti i quali hanno scoperto i grandi vantaggi nella gestione del tempo e delle risorse.

Anche dopo il lockdown molti si stanno organizzando con lo Smart Working, segno evidente che hanno metabolizzato la possibilità di interagire in remoto grazie ai nuovi software come Skype, Slack e Zoom.

Questa modalità non è efficace per gli incontri in cui la presenza e la fisicità sono determinanti, come il caso dei primi approcci finalizzati ad avviare una collaborazione o nella prima fase di una contrattazione commerciale. Successivamente, una volta stabilita la sintonia tra gli interlocutori, i meeting potranno tranquillamente essere gestiti a distanza.

Tutto ciò penalizza gli hotel d’affari ma anche l’intera economia delle località di riferimento poichè molte meno persone soggiorneranno per lavoro.

Come rovescio della medaglia la conversione in Smart Working renderà necessario creare dei momenti di incontro per stimolare l’affiatamento e la motivazione dei collaboratori e questo comporterà un forte incremento sia degli eventi aziendali quali convention, lanci di prodotti, team building, incentive ma anche dei congressi.

Infatti per questi ultimi almeno per i prossimi cinque anni è prevista una notevole crescita.

Turismo al tempo del Covid-19

Il mondo è cambiato! Chi lo avrebbe mai pensato che il turismo, fonte inesauribile di ricchezza nazionale, sarebbe stato messo letteralmente KO da un organismo invisibile?

Eppure è successo e gli effetti li stiamo vedendo e vivendo in ogni parte del mondo. Negli ultimi mesi ho sentito colleghi in buona parte d’Europa essere preoccupati per quello che può riservarci il futuro… lavorano in alberghi nelle maggiori capitali europee che mai ci saremmo aspettati fossero stati costretti alla chiusura, seppur temporanea, per combattere un nemico invisibile.

Parole d’ordine al momento: -mascherina; -distanziamento sociale; -confinamento.

Qui in Svizzera, dove lavoro, in montagna e sui laghi nel turismo si sta lavorando, anche con buone prospettive. Sentendo diversi colleghi però capisco che il turismo nelle città soffre, e parecchio.

Quanto durerà questa situazione?

Di certo è una crisi dagli effetti devastanti, ancora purtroppo facciamo fatica a crederci! Qualche giorno fa parlando con un collega di Monaco di Baviera entrambi concordavamo che gli effetti della crisi finanziara del 2008 sono durati un decennio ed è stata una crisi che ha fatto tanto preoccupare i maggiori leader mondiali. Ed il Covid-19?

Di certo non possiamo fare previsioni, anche quando le facessimo non dimentichiamo che il Covid-19 ci ha, difatti, messi in allerta quando pensiamo ad una PREVISIONE.

Bisogna sostenere che un altro, eventuale, lockdown sarebbe insostenibile per ogni economia, anche per le più avanzate.

Cosa fare allora?

Dobbiamo continuare nel cambiamento delle nostre abitudini e pensare al fatto che stiamo ripartendo da zero, non aggrappiamoci ai bei tempi anti Covid che furono. Ripartiamo, ripartiamo!! Questa pandemia è già nella storia.

15 TENDENZE TURISMO NEL 2020

Sia che vogliate staccare la spina, andare in un luogo poco turistico, fare un viaggio all’insegna del cibo o trascorrere le vostre giornate di vacanza facendo qualcosa di avventuroso, nel 2020 tra le “tendenze turismo” c’è quella che fa per voi.

Sono finiti i giorni in cui bastava andare in un’agenzia di viaggi per prenotare un pacchetto turistico generico. Ora le persone vogliono un viaggio che sia “a prova di Instagram”, possibilmente fatto a mano per adattarsi al meglio alle proprie esigenze. La buona notizia è che le tendenze al turismo sono cosí tante che ce n’è una adeguata per ogni budget! Qui ne elenchiamo 15 tra le nostre preferite.

1. VIAGGI PROPOSITIVI

Le tendenze al turismo sostenibile per aiutare le persone al posto di una vacanza classica non sono una novità. Le persone vogliono sapere che il proprio viaggio sta facendo del bene. Per realizzare un progetto simile non è necessario mettersi in catene, passare il tempo a costruire case per i meno fortunati o raccogliere la spazzatura sulla spiaggia. Anche solo mangiare in ristoranti locali e viaggiare all’insegna del turismo ecosostenibile, avendo rispetto dei luoghi che visitate, sará un modo per rendere la vostra vacanza propositiva.

2. EVITARE I “MUST”

Andare in città molto famose è un po’ old school.  Nel 2020 le tendenze del turismo sono quelle di cercare invece un posto meno conosciuto nel tentativo di evitare i luoghi invasi dai turisti e andare alla scoperta di terre meno esplorate. Pensate a una vacanza in Cambogia piuttosto che in Thailandia, in Groenlandia invece che in Islanda o a Chicago e Detroit invece che a New York e Los Angeles. Non ve ne pentirete.

3. CROCIERA BOUTIQUE

Perché scegliere una crociera qualsiasi quando si può avere una crociera su misura? Compagnie come Virgin stanno introducendo un’alternativa diversa da quella proposta dalla classica crociera. La crociera boutique propone un viaggio diverso, con intrattenimento a bordo selezionato nel dettaglio, itinerari nuovi e interessanti, cabine eleganti, cibo e cocktail alla moda.

4. VIAGGI CULINARI

Cosa? Non tutti scelgono la propria destinazione in base al cibo? Le tendenze al turismo culinario stanno diventando sempre piú popolari e le persone prenotano sempre più frequentemmente viaggi che coinvolgono un’esperienza di questo tipo. Che sia un road trip alla scoperta dei gusti di un paese o che vogliate dedicare un pomeriggio ad un corso di cucina tradizionale, sicuramente questo viaggio vi fará venire l’acquolina in bocca.

5. VACANZA MINIMAL E DISINTOSSICAZZIONE DIGITALE

Certo, soggiornare in un hotel di lusso è fantastico. Ma che ne dite di passare un weekend in una iurta senza elettricità? Poichè l’elettronica e il consumismo prendonosempre di più il sopravvento sulle nostre vite, alcune persone scelgono di fare una vacanza minimalista dove si può veramente sentire il flusso del proprio pensiero. Questo potrebbe comportare la scelta di un alloggio fuori mano e di fare a meno del proprio telefono.

6. SPAZIO

No, ancora non possiamo suggerirvi una navicella che vi porti a esplorare Marte, ma nel 2020 due aziende stanno pianificando voli di prova o brevi viaggi nello spazio con clienti paganti. Ci vorranno ancora almeno 5 anni prima che le persone possano effettivamente volare nello spazio e soggiornare in un hotel, ma potete iniziare a risparmiare per il vostro viaggio nello spazio già da ora!

7. SLOW TRAVEL AD IMPATTO ZERO

Ispirati dal cambiamento climatico e da attivisti come Greta Thunberg, sempre più viaggiatori pensano all’impatto che i loro viaggi stanno avendo sul pianeta. Ciò significa che invece di volare o di guidare, prendono il treno o altri mezzi pubblici per arrivare dove devono andare. Questo è fattibile soprattutto nei paesi europei e asiatici, dove è possibile viaggiare in treno in modo veloce ed economico.

8. ALLA SCOPERTA DELLE PROPRIE RADICI

Lo sapevate che sta aumentando sempre di più la diffusiobne dei kit per il test del DNA in casa? Grazie a questi molti viaggiatori sono ora interessati a visitare il paese o il continente da cui provengono i loro antenati. Forse avete scoperto di essere irlandesi o di avere radici filippine. Non importa da dove provenite, potete viaggiare lì e scoprire di più su quella cultura.

9. HOTEL VEGANO

Dato che sempre più persone scelgono di diventare vegani, gli hotel e i tour operator stanno modificando il proprio operato a favore di questa caratteristica. I nuovi hotel nel Regno Unito e negli Stati Uniti hanno rivoluzionato i prodotti da bagno, la biancheria da letto e il cibo all’insegna del veganesimo, così che i clienti possano riposare sapendo che nessun animale è stato ferito per il loro comfort.

10. VIAGGIARE SENZA CONTANTI

In alcuni paesi è sempre più difficile trovare un negozio o un ristorante che accetti contanti. Questo è un vantaggio per i viaggiatori del mondo che possono chiamare un taxi tramite un’applicazione e pagare beni e servizi utilizzando una carta di credito. In questo modo non è necessario cambiare denaro contante o pagare le spese di prelievo al bancomat.

11. FRIENDMOON

Se pensate che andare in luna di miele con il vostro nuovo partner possa essere noioso, forse una friendmoon fa per voi. Questa “luna di miele tra amici” è la nuova tendenza degli sposi che riuniscono un gruppo dei loro più cari amici e si dirigono verso il luogo della luna di miele di loro scelta per continuare i festeggiamenti dopo il matrimonio!

12. LAVORO DA REMOTO

Se lavorate in un luogo dove non vi sono concesse molte ferie, ma avete la possibilità di lavorare a distanza, non disperate. Spesso, le persone che fanno lavori del genere hanno la possibilità di lavorare da remoto. In questo modo, potrete svolgere le vostre ore di lavoro in una piccola casetta in riva al mare o in una baita di montagna. L’importante è avere una buona connessione a internet.

13. ACCRESCERE LE PROPRIE CAPACITÁ

Se avete mai voluto imparare una nuova abilità, forse il 2020 è il momento giusto per farlo. Spesso le persone usano le vacanze per andare ad imparare qualcosa di nuovo, come lavorare a maglia, codificare, lavorare il legno o la ceramica o imparare come navigare a vela.

14. VIAGGIO MULTIGENERAZIONALE

Certo, non è raro che le famiglie facciano viaggi insieme. Ma sempre più spesso capita di vedere 3, o anche 4, generazioni partire insieme per una vacanza all’insegna della famiglia. Che si tratti di un’avventura all’aperto in un parco nazionale, di un viaggio all’estero o di un’escursione di una settimana in un parco a tema, i bambini, i genitori, i nonni e persino i bisnonni possono trascorrere una bellissima esperienza condivisa.

15. COMBINAZIONE DI PAESI

Se state pianificando un grande viaggio in un paese, perché non cercate di esplorare anche quello che c’è accanto? Puoi viaggiare in Spagna, ma anche visitare il Portogallo, combinare un viaggio in Brasile con qualche giorno in Argentina, o vedere i luoghi d’interesse in Sud Africa e poi visitare la Namibia. Molti Paesi non richiedono il visto per una visita di meno di 90 giorni, a seconda del Paese di provenienza del passaporto, rendendo più facile il viaggio successivo!

www.sixt.it

Jesolo, manca il personale per gli alberghi. Non si trovano lavoratori: «Preferiscono bonus e reddito di cittadinanza»

JESOLO – «Siamo nel momento clou di una stagione già di per sé molto complicata e si è aggiunto un problema gravoso: la difficoltà a reperire personale. In tanti vengono a fare il colloquio e poi ci rispondono che preferiscono rimanersene a casa, coperti da reddito di cittadinanzabonus o altre forme di sostegno».

L’allarme è del presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori, Alberto Maschio. “Molti colleghi, ma il problema riguarda anche le attività di ristorazione, stanno continuando a segnalare alla nostra segreteria, ma anche a me personalmente, la difficoltà a reperire personale: si tratta di figure professionali tra le più disparate, per un totale che si assesta attorno al 30%. Già nel mese di luglio, quando il lavoro richiedeva l’assunzione di altre persone, avevamo ottenuto una risposta non particolarmente confortante da parte di varie figure professionali; in questo momento la situazione si è aggravata. Anche LavoroTurismo, il sito leader in Italia per la ricerca di personale nei settori dell’ospitalità, della ristorazione e del turismo, con il quale l’associazione collabora, sta riscontrando difficoltà a proporre potenziali collaboratori. «Vien da pensare che a molti conviene stare a casa, anziché cercare occupazione e questo è preoccupante, anche in prospettiva futura», ha insistito Maschio.

«Il problema è imputabile in parte a una sorta di cultura dell’assistenzialismo che si sta creando: stiamo pagando potenziali lavoratori per starsene a casa. Più di qualcuno, al termine del colloquio, ci ha risposto che preferisce non venire a lavorare, perché comunque percepisce, ad esempio, il reddito di cittadinanza. Anche per evitare questa situazione e creare comunque posti di lavoro, oltre che aiutare le aziende, fin da subito avevamo proposto la decontribuzione dei rapporti di lavoro stagionali. Il concetto era semplice: visto che lo Stato comunque garantiva un sostegno alle persone, proponevamo che questo importo si tramutasse in abbattimento del costo del lavoro; le aziende avrebbero potuto permettersi di avere del personale a pieno organico (oltre che un po’ di respiro, dal punto di vista dei costi, visto che quest’anno gli incassi avranno un abbattimento di almeno il 50%) anche nei momenti iniziali più critici della stagione. Il lavoratore avrebbe avuto un compenso più alto, rispetto, ad esempio, ai vari bonus ricevuti fino ad ora, la garanzia di un posto di lavoro, creando così economia. Purtroppo non ci hanno voluto ascoltare e queste sono le conseguenze. Ricordiamoci sempre che molte imprese hanno aperto, nonostante le incognite, per un senso di responsabilità sociale, cui non sono mai venute meno, contrariamente alle istituzioni. Il primo, vero, ammortizzatore sociale sono sempre state le piccole e medie imprese”.

«L’ultima bozza del decreto di agosto – continua Maschio – prevede l’esonero dei contributi per le assunzioni a tempo determinato per turismo e terme. Visto che siamo ormai a metà del mese e che questo decreto potrebbe partire da settembre, ovvero a stagione balneare ormai quasi conclusa, è da capire se il decreto sarà o meno retroattivo; nel caso non lo fosse, sarebbe per il nostro comparto del tutto inutile, rasentando la beffa inaccettabile. Con un pizzico di malizia verrebbe da pensare che sia stato fatto volutamente per evitare un sostegno a tutte le imprese che hanno assunto migliaia di lavoratori per la stagione estiva».

Sabato 8 Agosto 2020 di Marco Corazza www.ilgazzettino.it

L’Italia rilancia il Congressuale per un Turismo senza stagioni

Turismo Congressuale in Italia…

Sì ALLE FIERE CON IL NUOVO DPCM

ENIT, 70% sul Leisure e il 30% sul MICE per la promozione dell’ Italia all’estero

L’Italia sempre di più verso crescita a valore, sostenibilità e innovazione.


ROMA, 13 AGOSTO 2020  – Con le nuove disposizioni del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri ripartono le fiere e Enit investe sulla promozione del turismo che concilia lavoro e divertimento.

L’Italia ha ancora memoria del suo posizionamento pre Covid nella classifica mondiale del turismo congressuale, dove si posizionava tra i primi 6 Paesi al mondo con 550 meeting internazionali nel 2019 (ENIT su dati ICCA) con una crescita del 5,4%.

La Penisola superava Cina (539), Giappone (527), Paesi Bassi (356), Portogallo (342), pur essendo in testa gli USA (934 meeting), la Germania (714), la Francia (595), la Spagna (578) e UK (567).

La scienza medica (17%), la tecnologia (15%) e la scienza (13%) sono i tre temi di meeting internazionali più popolari.

I viaggi per congressi raggiungono 874 milioni di euro (+7,2% sul 2018) coprendo il 15,1% del totale speso dagli stranieri per motivi d’affari. Enit per fronteggiare questa fase di incertezza lancia, da ottobre, workshop in ben 12 Paesi: Austria, Canada, Cina, Corea del Sud, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e USA per amplificare la promozione di MICE, lusso, leisure e active.

Per gli eventi successivi, Enit ha puntato specifici segmenti e mercati, tra cui MICE e Wedding a novembre.

In Europa, dove si concentra il maggior numero dei Paesi consolidati in termini di flussi turistici verso l’Italia, Enit ha concentrato le attività di promozione nei singoli mercati puntando sulla crescita a valore e come obiettivi primari la sostenibilità, l’innovazione e la destagionalizzazione.

Il Turismo Congressuale è un settore in forte espansione e cruciale per l’Italia. Già da tre anni Enit ha ripreso ad investire impegnando il 70% nel Leisure e il 30% della promozione all’estero dell’Italia nel mice. Un settore trainante: nel 2019, la spesa totale media per meeting è stata di quasi 11 miliardi di dollari, esclusi gli investimenti spin-off e lo sviluppo economico.

 
Francesca Cicatelli
Direzione Esecutiva
Comunicazione e Ufficio Stampa
Via Marghera 2 – ROMA
Cell: (+39) 392.9225216
e-mail: francesca.cicatelli@enit.it

Come cambia il mercato del Lavoro

Trovare un’opportunità di lavoro non è semplice, richiede tempo, competenze, creatività, attenzione e molta fortuna. Il trucco sta nel trovare una soluzione lavorativa che meglio si adatta alle tue capacità.

Il mercato della libera professione offre una varietà di idee e per coloro che cercano la libertà finanziaria e soprattutto un’alternativa alla profonda crisi del “posto fisso”.

Certo, si può sperare di ottenerlo ma la tendenza della Pubblica Amministrazione è volta a pubblicare sempre meno bandi per l’assunzione di lavoratori nel pubblico anche per via dello sviluppo della gestione burocratica, attraverso l’uso informatico.  

Il mercato del lavoro nel privato a sua volta è sottoposto a una forte pressione fiscale su lavoro, quale:

–      Cuneo fiscale e contributivo che ammonta al 46%, ciò significa che a fronte di un lordo di 1.900 euro il lavoratore percepirà uno stipendio pari a 1.000 euro. In altre parole, il cuneo fiscale è la differenza tra quanto un dipendente costa all’azienda e quanto il dipendente incassa, in netto, in busta paga.

Di conseguenza, il mercato del lavoro privato è oramai totalmente indirizzato verso le contrattazioni di lavoro atipiche che sono caratterizzate da maggiore flessibilità del lavoro. Quei contratti di lavoro non abituali, diversi dai tradizionali contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato e dalle forme di lavoro autonomo.

Il mercato del lavoro italiano ha assistito ad una radicale trasformazione verso la fine degli anni ’90, con l’introduzione delle forme di lavoro atipico. In particolar modo, una normativa quadro di riferimento in materia viene introdotta dal legislatore con la legge del 14 febbraio 2003 che introduce sul mercato del lavoro italiano le forme dei contratti di lavoro non standard (lavoro atipico) regolamentandone le modalità di attuazione. Queste tipologie contrattuali sono caratterizzate da una maggiore flessibilità del lavoro, in risposta alle variazioni della produzione.

Esempi di tipologie contrattuali atipiche e flessibili sono il lavoro in somministrazione tramite Agenzia di Lavoro, detto appunto temporaneo (ex lavoro interinale), il rapporto di collaborazione, l’associazione in partecipazione, il lavoro accessorio mediante buoni-lavoro (voucher), il lavoro a chiamata.

Per ovvie ragioni, non esiste più una certezza o sicurezza quel che si voglia, di un lavoro di lunga durata per le ragioni succitate, oltre alla forte concorrenza di tantissime persone disoccupate che seguono perlopiù, la chimera di un posto da dipendente a contratto indeterminato. La ricerca in tal senso, diventa estenuante, piena di ostacoli, di fallimenti proprio per la ricerca di un posto di lavoro che possa garantire il futuro, opportunità probabilmente realizzabile in caso di Aziende “ricche e famose” dove l’asticella del livello di competenze richieste è posto molto in alto e probabilmente anche la nostra vita (affetti, residenza, abitudini) ne subisce forti variazioni.  

Insomma, fino a pochi anni fa, l’instabilità era l’eccezione del lavoro a tempo indeterminato oggi è la norma. La situazione oggi è completamente ribaltata. I lavoratori sono sempre più instabili e i lavoratori con contratti a lungo termine sono specie rare e chiaramente a rischio di estinzione. Oggi l’insicurezza è stata considerata come un fatto normale, il che è indubbiamente sgradevole. Da aggiungere quale elemento cruciale, gli effetti della globalizzazione.

Il lavoro ha un costo e se un imprenditore può ottenere la stessa manodopera a un costo molto inferiore, cosa possibile in un mondo globalizzato che abbatte le barriere del mercato, lo farà sicuramente senza esitazione.

Ma non è tutto …

Con lo sviluppo della tecnologia, il mondo del lavoro ha subito un ulteriore danno. Proviamo ad immaginare un prossimo futuro (nemmeno tanto futuro) in cui l’intelligenza artificiale sostituirà il lavoro svolto dagli esseri umani in molti campi professionali. In passato eravamo abituati a sostituire le persone con macchine per i compiti più ripetitivi, ma ora, con la comparsa di sempre più macchine nel mondo del lavoro, la situazione è molto diversa.

Il progresso tecnologico, quindi, rischierà di ridurre ulteriormente le opportunità di lavoro, anche se solo diversi tipi di occupazione. Il settore dei servizi alla persona ad esempio, non avrà la stessa sorte dei lavori dove imperversa la tecnologia. 

Quindi quale potrebbe essere la soluzione?

L’alternativa alle problematiche succitate è da ricercarsi nell’investimento su te stesso. Abbracciare il nuovo che arriva e non rimanere “ancorato” a vecchi cliché di posizioni lavorative anacronistiche e quindi non più al passo dei tempi. A seguito della comparsa di Internet, sono avvenuti molti cambiamenti e molte persone stanno cominciando a considerare alcune opportunità di lavoro che in passato erano inimmaginabili. Queste opportunità sono reali e specifiche grazie ad Internet che fornisce uno strumento per proporre servizi alle persone, globalmente.

Le nuove opportunità

La rete offre una varietà di idee e fornisce opportunità di gestione ad esempio di Agenzie di Viaggio con il supporto della videoconferenza ad appuntamento prefissato! Una soluzione “esplosiva” che permette alle nuove imprese di viaggi di vendere il proprio prodotto, a tutto il mondo. È un’idea che ha un impatto impressionante in termini di successo. Una condizione che sfrutta il “petrolio” dell’Italia: il Turismo!

Mino Reganato – Vice Presidente Aira

L’ITALIA QUASI SOLD OUT PER FERRAGOSTO

GIA’ VENDUTO IL 79 % DELLE OFFERTE ONLINE
L’ITALIA PERDE MENO PIL DEGLI ALTRI PAESI

BUONE PERFORMANCE E QUASI TUTTO ESAURITO PER RIMINI, RAVELLO, CAVALLINO-TREPORTI, CILENTO E SALENTO
 
LA MONTAGNA RISPONDE ALLE ZONE BALNAERI CON LE ALPI QUASI FULL (84%) QUASI AL PARI CON LA FRANCIA (87%)
ROMA, 31 LUGLIO 2020 – L’Italia non si lascia abbattere dal Covid e anzi con il turismo reagisce meglio di altri Paesi. Il settore infatti – nonostante il contesto complesso – sta godendo di un periodo di tenuta soprattutto in alcune località. Promette bene la settimana di Ferragosto dal 10 al 16 agosto 2020: la Penisola risulta quasi sold out. L’Italia fa meglio della Spagna: già “vendute” il 79% delle disponibilità di offerte online (fonte Booking.com) mentre il Paese iberico è al 72 per cento di prenotazioni online. In Italia spiccano le maggiori destinazioni balneari: non più disponibili l’80% a Rimini, l’81% a Ravello, l’86% a Cavallino-Treporti, il 94% nel Cilento ed il 98% nel Salento. Anche la montagna italiana vede le destinazioni delle Alpi non più disponibili all’84%, correndo la competizione con quelle francesi (87%). Alla data del 30 luglio, l’analisi delle prenotazioni aeroportuali da agosto a ottobre in confronto con i competitor diretti Spagna e Francia, indicano ancora un calo delle prenotazioni sia in Italia che negli altri Paesi analizzati, nonostante l’Italia nel correre dei mesi estivi recuperi spazio di mercato. Nel complesso tra agosto e ottobre sono 191 mila 533 prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali per l’Italia, 204 mila 641 per la Spagna e 150 mila 672 per la Francia. Certo si tratta di un momento in continua evoluzione in cui le performance del settore sono evidentemente connesse all’andamento dell’epidemia in Italia e nel resto del mondo. In termini economici, tenendo costante il Pil totale dell’Italia 2019, il confronto indica che il contributo diretto del turismo all’economia italiana diminuirà di -2,6 punti percentuali nel 2020 rispetto al 2019 quando rappresentava il 5,7 del prodotto interno lordo. Si prevede, quindi, che il contributo totale (che comprende gli effetti indiretti e indotti, nonché l’impatto diretto) del settore diminuirà di -5,8 punti percentuali, rispetto al 13% del Pil nel 2019. Come per gli impatti diretti, la riduzione prevista per l’Italia è inferiore rispetto agli altri Paesi selezionati (-7,4% la Spagna sul valore 2019). Inoltre l’Italia continua a campeggiare sugli altri Paesi con 882,7mila mention totali sul travel Italia di cui 83,3 mila provenienti dal web e 799,4 mila dai social. Le mention hanno prodotto 233,7 milioni di interazioni totali. Il tema “bonus vacanza” produce un miliardo e 100 milioni di visualizzazioni seguito dal tema turismo con 362,2 milioni di visualizzazioni.
 
 
Francesca Cicatelli
Direzione Esecutiva
Comunicazione e Ufficio Stampa
Via Marghera 2 – ROMA
Cell: (+39) 392.9225216
e-mail: francesca.cicatelli@enit.it

Siamo i migliori. Lo dimostreremo

Gli italiani hanno dimostrato compostezza e senso civico indiscutibili. Ora si tratta di affrontare la ripartenza dell’economia italiana con la stessa sensibilità e senso di responsabilità.

Per l’ospitalità, risulta inderogabile la necessità di un Ministero del Turismo e del Made in Italy centrale nel Governo italiano.

Intervista con Francesco Guidugli, Presidente nazionale di SOLIDUS

“La   Fase  1  della   pandemia   di  Covid-19  è  terminata  il 4 maggio”  esordisce Francesco Guidugli, Presidente nazionale di SOLIDUS, l’associazione di secondo livello  che  raggruppa  otto delle  principali associazioni professionali del mondo

dell’ospitalità in Italia – ABI, ADA, AIH, AIRA, AIS, AMIRA, FAIPA, FIC – con circa 60.000 iscritti. “E’ finita la clausura forzata di gran parte dei 60 milioni di italiani e di una quota assai consistente dell’industria manifatturiera mentre quella dei servizi è stata bloccata pressoché nella sua interezza. In termini di perdite umane, abbiamo chiuso la Fase 1 con 30.000 morti di cui la metà nella sola regione Lombardia. E’ stata falcidiata un’intera generazione considerando che la stragrande maggioranza dei deceduti erano connazionali ultrasettantenni e ultraottantenni. Di questi, il 70% erano di genere maschile. Sono dati su cui si dovrà riflettere con calma a bocce ferme. Bisognerà riflettere con calma anche sulle scelte che sono state fatte nei decenni passati, sull’impoverimento della sanità pubblica, e di quella relativa ai medici di famiglia in maniera particolare, e sulla delega alle Regioni sia della Sanità che del Turismo, settori in cui si sono manifestate evidenti debolezze strutturali. Con la Fase 2 sono ripartite importanti filiere della produzione industriale, scelta fondamentale per poter dare ossigeno di qui a qualche settimana anche al settore dell’ospitalità, il più penalizzato in assoluto dalla pandemia. L’ospitalità per definizione si basa sulla mobilità delle persone, sulla loro possibilità di spostarsi e viaggiare, sull’esistenza di trasporti funzionanti su gomma, su rotaia, su nave, in aereo. I trasporti nei fatti sono stati bloccati, sono state perfino chiuse le frontiere tra gli Stati ma anche quelle tra le regioni. Ora si tratta di ripartire con gradualità, con prudenza, con le necessarie precauzioni a partire dalle mascherine da indossare sempre e ovunque quando ci si muove in pubblico, rispettando la distanza fisica di almeno un metro, meglio il doppio, rispetto agli estranei, sia all’aperto che sui mezzi di trasporto. Il nostro settore – ristoranti, alberghi, villaggi turistici, campeggi, pullman – non riparte subito perché la gradualità delle aperture inizia a partire dal 18 maggio e in particolare dal primo giugno. Inoltre, aprire senza pubblico non ha molto senso se non per chi voglia rodare la propria attività sulla base delle disposizioni relative alla sanificazione delle camere e degli spazi comuni, al distanziamento fisico tra Staff e ospiti, alle barriere trasparenti che dovranno essere installate alla Reception e nei ristoranti, ai percorsi che andranno stabiliti sempre per garantire la massima sicurezza sia allo Staff che agli ospiti. Si prevede che i primi ospiti saranno corporate, laddove le aziende avranno riaperto e avranno necessità di organizzare riunioni o trasferte appoggiandosi agli alberghi, poi arriveranno i turisti italiani, che potranno spostarsi più facilmente con le proprie vetture o con i mezzi pubblici. Per il 2020 il turismo incoming (oltre 45 miliardi di euro nel 2019), legato ai viaggiatori internazionali, verrà drasticamente ridotto innanzitutto dalla mancanza di voli, a meno che le compagnie aeree internazionali non registrino richieste allo stato attuale abbastanza difficili da prevedere. Potremo contare su un turismo internazionale di prossimità, da Francia, Svizzera, Austria, Germania, Slovenia, Croazia, di chi si muove in auto o in camper, sempre che la pandemia di Covid-19 lo consenta visto che anche in quei Paesi esistono limitazioni più o meno importanti alla mobilità. La pandemia ragionevolmente si attenuerà entro l’estate, forse si ridurrà ulteriormente in vista della prossima stagione invernale a seconda che abbia ragione chi pronostica un’attenuazione intrinseca della potenza del virus o chi preveda all’opposto una seconda ondata della pandemia entro l’anno. Il vaccino non sarà pronto prima del 2021 e non sarà disponibile prima della fine del prossimo anno a essere ottimisti. Siamo davvero in balia dell’incertezza e dobbiamo comportarci con la massima prudenza ma senza farci prendere dal panico o dalla frustrazione. Si riparte, e questo è di certo un fattore positivo. Si riparte tutti assieme con le precauzioni del caso, che noi italiani abbiamo dimostrato di aver condiviso e adottato con il massimo senso di responsabilità. Nel 2019 abbiamo speso oltre 25 miliardi di euro per andare all’estero. Sono soldi che quest’anno dovremmo spendere nel nostro paese, approfittando della situazione per scoprirlo o riscoprirlo: ci sono 20.000 borghi storici da vivere e visitare, ci sono alcune migliaia di chilometri tra Alpi e Appennini che ci garantiscono la migliore delle arie condizionate, quella naturale, i colleghi che propongono ospitalità sulle coste faranno del loro meglio per garantire le migliori condizioni di sicurezza e di comfort ambientale, idem nelle città d’arte, il tutto declinato con la migliore enogastronomia del pianeta, quella italiana, che consente di abbinare sport, natura, salute, sposando la digeribilità della dieta mediterranea, la più sana e gustosa del pianeta, con un clima e un territorio baciati da sempre dagli dèi del turismo. C’è il fenomeno delle seconde case che quest’anno immagino sarà sfruttato al meglio. Le navi da crociera invece quest’anno registreranno il blocco pressoché totale della loro attività. Per loro se ne riparla solo dopo la fine della pandemia. Tutto il settore è proiettato verso la Fase 3, la ripartenza a pieno regime, che dovrà aiutarci quest’anno a contenere le perdite economiche e a ripartire nel 2021 per recuperare, di lì a un paio di anni, il posto in prima fila che spetta al turismo italiano nell’ambito di un fenomeno, il turismo mondiale, che fletterà pesantemente come noi quest’anno e inizierà a recuperare nel 2021 per tornare alla normalità entro pochi anni. Mai dimenticare che nel 2019 il turismo nel mondo ha significato 1,4 miliardi di viaggiatori, oltre un triliardo di dollari di fatturato, diventando tra i primi tre comparti economici del pianeta. Una cosa questa pandemia non impedirà: che la gente continui a desiderare di viaggiare e che lo faccia appena gli è possibile. E’ accaduto qualcosa di analogo dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre del 2001. I voli furono sospesi per settimane, gli aeroporti adottarono stringenti misure di sicurezza che complicarono non poco la vita a chi viaggiava. Abbiamo digerito il tutto e il turismo è balzato in avanti con ancora maggiore vigore. Accadrà lo stesso anche questa volta. E’ nella natura umana l’impulso alla curiosità, alla scoperta dei luoghi e delle persone, al confronto con lingue e culture diverse, alla ricerca costante di esperienze ed emozioni sempre nuove. E’ un bisogno intrinseco. Nel 2020 il turismo sarà condannato al breve raggio, ai weekend, alla difficoltà per molti di potersi concedere una vacanza più lunga visto che le ferie magari le ha dovute forzatamente bruciare durante la quarantena, altri hanno visto ridursi bruscamente i guadagni perché messi in cassa integrazione o per la cessazione netta dell’attività, per i professionisti, per i lavoratori stagionali o a contratto determinato. Per tutti costoro contiamo che lo Stato faccia la sua parte e integri i mancati guadagni: lo Stato in questo momento deve ragionare non secondo logiche di bilancio ma secondo logiche di solidarietà. Primum vivere deve essere il motto sulla nostra bandiera. Si deve investire ciò che è necessario perché tutti gli italiani possano disporre dei mezzi economici non solo per sopravvivere alla pandemia ma anche per far ripartire l’economia nazionale nella quale l’industria dell’ospitalità, nella sua accezione più ampia, copre dal 25 al 30% del PIL nazionale.”

Qual è la situazione delle associazioni professionali?

E’ molto impegnativa proprio perché rappresentiamo coloro che materialmente combattono in trincea e sono stati colpiti per primi dall’attacco del virus. Moltissimi sono in cassa integrazione. Le associazioni professionali rappresentano la spina dorsale dell’industria dell’ospitalità italiana, hanno esperienza, professionalità, passione. Peccato che tutto ciò non sia stato utilizzato dal Governo italiano che ci ha completamente ignorato, nonostante i nostri appelli, mai includendoci nelle Commissioni più e meno scientifiche che sono state nominate, mai rispondendo ai nostri appelli, mai raccogliendo le nostre proposte. Anche in questa occasione l’Italia è andata in guerra con generali improvvisati, impreparati, inadeguati. Spiace dirlo ma è la constatazione di un dato di fatto. Ci siamo rivolti al ministro competente pe il nostro settore e al presidente del Consiglio perché ci ricevessero e ci consentissero di partecipare alla discussione delle misure che dovevano essere adottate per affrontare l’emergenza. Pensiamo di conoscere il nostro settore assai meglio di chi nella vita privata fa altri lavori, dall’avvocato all’onorevole di mestiere. E’ una delusione che condividiamo non solo con i nostri associati ma anche con i rappresentanti per esempio dei nostri datori di lavoro, le associazioni degli imprenditori alberghieri oltre che di molte altre associazioni, come quelle dei gestori di hotels piuttosto che di stabilimenti balneari. Temevano che disturbassimo il guidatore? Finita la pandemia, come SOLIDUS incontreremo i rappresentanti di tutte le altre associazioni professionali, dei proprietari, dei gestori dell’ospitalità in Italia. Rappresentiamo 3 milioni di italiani, centinaia di migliaia di famiglie, una consistente quota del PIL italiano, soprattutto un settore, quello del Made in Italy, che va ben oltre l’ospitalità per includere moda, design, formazione, sport, artigianato, che rappresenta il futuro per un Paese come l’Italia che dispone di un retaggio storico e culturale davvero unico sul pianeta Terra.

Come deve mutare la comunicazione post Covid?

Per chi si occupa di ospitalità, è fondamentale proporre messaggi rassicuranti. L’albergo non è un ospedale ma è un presidio sanitario del territorio da sempre. Da sempre l’albergo, a seconda della situazione storica in cui si trovava, propone un’ospitalità di qualità superiore rispetto a quella che l’ospite aveva lasciato a casa sua. Il cibo era migliore, la camera era più pulita, l’ambiente era meglio riscaldato l’inverno, nella stalla il cavallo trovava biada e avena, il personale era accogliente e disponibile. Gli alberghi sanificano camere e spazi comuni da sempre, e in maniera sempre più sofisticata a mano a mano che scienza e tecnologia ci hanno messo a disposizione detergenti e disinfettanti più efficienti ed efficaci, a mano a mano che la scienza alberghiera ha insegnato alle cameriere a pulire gli ambienti con una metodologia che elimini lo sporco anziché distribuirlo attorno come fanno molte casalinghe, a mano a mano che sono stati introdotti protocolli sanitari rigorosi quanto efficaci come l’HACCP per la conservazione e la manipolazione del cibo. Gli alberghi per legge ogni sei mesi sottopongono l’intero impianto di climatizzazione al trattamento anti legionella, che in molti alberghi è regolato con strumenti automatici che operano tutti i giorni. In questi alberghi batteri patogeni e virus sono ospiti indesiderati e messi alla porta da sempre. Idem pulci e cimici, che a volte vengono introdotte involontariamente dagli ospiti tramite le loro valigie ma che gli alberghi sanno come affrontare ed eliminare a ogni cambio di camera. Il vantaggio degli alberghi, rispetto agli ospedali, è che negli ospedali ci vanno persone ammalate, che portano con sé la loro carica di virus e batteri, rendendo oggettivamente pericolosi quei luoghi, l’albergo invece è frequentato da persone sane, allegre, con sistemi immunitari perfettamente efficienti. Guai all’albergo se diventasse simile a una sala operatoria: diventerebbe pericoloso per i sani. La comunicazione oggi deve affrontare il problema della sanificazione, che una volta era ritenuto un argomento secondario, scontato, mettendolo al centro della qualità dell’ospitalità. La vostra salute è la nostra prima preoccupazione è sempre stato il leitmotiv degli alberghi, solo che non era sbandierato. Oggi l’ospite si aspetta che lo sia. Ovviamente, a mano a mano che ci allontaneremo dalla pandemia, dobbiamo tornare a comunicare l’eccellenza della nostra offerta turistica e sottolineare ciò che rende unica l’Italia, dal suo patrimonio storico e culturale allo stile di vita. Siamo unici proprio per questo e dobbiamo raccontarlo sempre meglio. Ci sono tedeschi, austriaci, svizzeri, belgi, danesi, olandesi, scandinavi, russi, britannici, spagnoli, francesi che non vedono l’ora di tornare in Italia. Gli americani fremono dal desiderio impellente di poter tornare in Italia. Le prenotazioni in vista del 2020 erano a dir poco incredibili: negli Stati Uniti si lamentavano che non c’erano abbastanza posti in Business Class verso l’Italia… Dobbiamo essere positivi e ottimisti. L’Italia ripartirà alla grande.”

Francesco Guidugli, Presidente SOLIDUS