Categoria: AIRA – IN EVIDENZA

AIRA in evidenza – sezione dedicata ad eventi di formazione, networking articoli organizzati dall’associazione.

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Come gestire una situazione di emergenza nelle strutture ricettive

Si definisce emergenza ogni situazione in cui il personale e i mezzi disponibili in un determinato territorio risultino insufficienti all’attuazione di un efficace intervento. Si tratta di avvenimenti improvvisi e imprevedibili, che richiedono un’azione decisa e immediata e che possono essere dovuti a cause epidemiche, naturali o tecnologiche.

Nella mia esperienza, soprattutto all’estero, ho assistito a vari episodi in cui l’azienda o la struttura alberghiera non aveva previsto adeguatamente tutte le possibili situazioni a rischio restando così sprovvista di risorse quando poi l’evento è arrivato. Ricordo un episodio in Francia in cui l’allarme é scattato alle 3 di notte in un hotel appartenente a una nota catena alberghiera. La gestione dell’emergenza era alquanto inadeguata, i vigili del fuoco erano presenti ma non sapevano cosa fare. Nessuno del personale alberghiero sapeva dare informazioni precise e i clienti dell’hotel vagavano nella hall (dunque non nel punto di raccolta designato) oppure ritornavano nelle loro camere senza aver ricevuto istruzioni. E’ chiaro che tutta la parte organizzativa doveva venire rivista.

Ogni azienda ha il compito di individuare e formare un adeguato numero di addetti alle emergenze, tenendo presente la dimensione dell’attività, i turni lavorativi e la tipologia delle lavorazioni che vengono svolte, in particolare per attività all’estero, dove i meccanismi di gestione delle emergenze possono essere notevolmente differenti rispetto alla situazione del nostro paese.

Il datore di lavoro, nell’elaborare il piano e le procedure di emergenza, deve prevedere tutti i possibili scenari ipotizzabili. Deve inoltre comunicare le rispettive misure di soccorso da attuare in ogni caso specifico e descrivere la modalità di chiamata ai numeri di emergenza. Spesso infatti la situazione di panico non permette a chi chiama di fornire le esatte indicazioni per attivare il soccorso. Può capitare in alcuni casi che siano state fatte più chiamate contraddittorie.

In fase di stesura della procedura è quindi necessario che venga descritto anche il processo di chiamata agli enti di soccorso, precisando:

· La lingua parlata e compresa

· l’identità della persona incaricata alla chiamata, (la quale deve essere a conoscenza dei rischi presenti nell’ambiente per dare le adeguate indicazioni);

· il numero telefonico dal quale si chiama;

· nome dell’azienda;

· luogo ed indirizzo da raggiungere;

· la tipologia di incidente in corso;

· l’eventuale presenza di sostanze chimiche presenti;

· il numero di lavoratori coinvolti.

Il datore di lavoro deve provvedere ad una adeguata informazione, formazione ed addestramento sulle procedure operative indicate nel piano di emergenza, come previsto dagli artt.36 e 37 del D.Lgs.81/08 in Italia e dalle normative in vigore presso i paesi stranieri in cui si svolgono le attività. Il datore di lavoro deve altresì mettere nelle giuste condizioni il lavoratore designato come addetto alle emergenze. Costui dev’essere in grado di riconoscere le eventuali criticità dell’emergenza rapportate all’ambiente di lavoro, in modo da avere la prontezza di agire mettendo se stesso e gli altri al sicuro.

Dal momento che il rischio zero non esiste, agire sui comportamenti, sulla formazione del lavoratore, sulle procedure e sulla cultura della sicurezza aziendale può consentire al datore di lavoro di ridurre drasticamente la possibilità di crearsi di una situazione di emergenza.

Prevedere una simulazione di emergenza periodica (annuale in tutte le aziende dove sia presente un numero di lavoratori superiore a 10 e/o aziende soggette a rilascio del CPI da parte dei VVF), rientrante tra gli addestramenti previsti dagli articoli sopra citati, può evidenziare comportamenti adottati che potrebbero comportare possibili scenari infortunistici.

In particolare gli alberghi con oltre 200 posti letto sono classificati come strutture ad elevato rischio incendio e, come tali, gli addetti antiincendio, nominati dal datore di lavoro, dovranno frequentare un corso di formazione della durata di almeno 16 ore di cui una parte di teoria e una parte di pratica. Inoltre le prove effettuate, coinvolgendo tutto il team di lavoro, possono creare o migliorare una maggiore coesione del gruppo ed aumentare la fiducia tra colleghi.

Forte di molti anni di esperienza all’estero in paesi considerati difficili, il sottoscritto offre adeguata consulenza e programmi formativi ad hoc alle aziende italiane del settore per prevenire e gestire al meglio le possibili problematiche di natura emergenziale.

Turismo, l’effetto vaccino fa volare le prenotazioni in Italia: +20% da Gennaio

Presentiamo un articolo a cura di Marco Palermo, redazione di Marketing Italia specializzata in Marketing territoriale.

Il clamoroso comunicato della Pfizer sui risultati del vaccino anti-Covid, non solo ha acceso una luce di speranza sulla fine dell’incubo lockdown, ma anche scatenato l’entusiasmo dell’intero settore viaggi e ristorazione.

Dopo il fatidico annuncio, a Wall Street i titoli delle imprese del travel hanno registrato rialzi in doppia cifra percentuale. Tra i top performer nel settore alberghiero c’è Sotherly Hotel con un +64% ed InnSuites Hospitality che addirittura è arrivata ad un +75%.

Straordinari risultati anche per le linee aree, prima tra tutte l’Hawaiian Airlines, le cui azioni hanno segnato un risultato storico +50%, seguite dall’American Airlines che è arrivata ad ottenere un +25%, per poi ripiegare rimanendo comunque sopra il +13%. Grandi guadagni ha registrato pure il gruppo crocieristico Carnival, i cui titoli sono letteralmente schizzati a +31,98%.

La diffusione a livello mondiale della notizia del vaccino, ha avuto un impatto positivo anche nei flussi di prenotazione verso la destinazione Italia. Dai dati rilevati da Visit Italy, finalista quest’anno ai Web Awards di Bruxelles come migliore portale d’Europa, il trend di crescita si sta manifestando anche nella domanda verso la nostra penisola.

Lo studio condotto attraverso la piattaforma Booking.com sulla disponibilità di camere online nel 2021, ha evidenziato come l’effetto psico-emotivo dell’annuncio di Pfizer, rispetto alle ultime settimane abbia concorso a generare un +20% nelle prenotazioni da fine Gennaio ed un +34% se guardiamo l’intero andamento di Febbraio.

“Si tratta di piccoli segnali di una grande voglia, quella di tornare a viaggiare. Il turismo – tra i settori più colpiti dalla crisi Covid, avrà un rimbalzo importante. È già accaduto a Luglio ed Agosto e la dinamica si ripeterà in maniera più forte nel 2021. Lo crediamo con fermezza” affermano Ruben Santopietro e Paolo Landi, fondatori di visititaly.eu, la guida online dell’Italia.

E’ Barolo la città italiana del vino 2021

Presentiamo un articolo a cura di TurismoItaliaNews, il quotidiano online dedicato al turismo sul riconoscimento assegnato a Barolo come Città italiana del Vino 2021.

Una sfida culturale e ambientale per la prima “Capitale della Cultura Enologica” del Belpaese. Un nuovo concorso tra Città del Vino con uno sguardo al domani e alla ripresa economica ed enoturistica, duramente colpita dal Covid 19: per tutto l’anno mostre d’arte contemporanea nelle cantine, gemellaggi internazionali, convention, seminari e tanto altro. Il programma vincitore di Barolo, che prevede vari eventi come mostre, seminari, Lectio magistralis, installazioni artistiche e tanto altro, è stato sviluppato dal Comune in collaborazione con la Barolo & Castle Foundation, che è anche il braccio esecutivo del calendario di appuntamenti della Città Italiana del Vino 2021.

“Siamo molto contenti che sia stato premiato il nostro dossier e lo sforzo di coinvolgimento del territorio e delle istituzioni locali e regionali, che ci supporteranno nel programma di appuntamenti ed eventi previsti per il 2021 – commenta Renata Bianco, sindaco di Barolo – il 2020 è stato un anno molto difficile e crediamo che questa iniziativa sia un forte messaggio di speranza e ripartenza“. “Questo concorso tra i Comuni a vocazione vitivinicola ed enoturistica intende mettere in risalto l’influenza della cultura del vino nella società, nel paesaggio, nella cultura e nell’economia locale – aggiunge il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon – è un’occasione per promuovere modelli virtuosi di gestione del territorio e valori culturali e di sostenibilità che da sempre contraddistinguono la nostra Associazione. Insignire Barolo del titolo di Città Italiana del Vino 2021 è un riconoscimento del lavoro e dell’impegno di un Comune che ha saputo valorizzare il legame del territorio con il vino e l’enoturismo, al centro di un’area, le Langhe, che è anche Patrimonio Unesco”.

Barolo & Castles Foundation e in particolare il WiMu-Museo del Vino di Barolo (gestito dalla Fondazione) sono gli organi tecnici che supervisioneranno un articolato programma d’iniziative che mette a sistema tanti enti e istituzioni locali: l’Unione dei Comuni “Colline di Langa e del Barolo”, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, la Strada del Barolo e grandi vini di Langa, l’Enoteca Regionale del Barolo, Slow Food, ma anche Artissima, la Film Commission Torino Piemonte, Opera Barolo, l’Associazione Culturale Castello di Perno, la Fondazione Bottari Lattes; il tutto con il sostegno della Regione Piemonte.

Complessivamente sono previste 24 grandi iniziative nell’ambito del programma di “Barolo Città Italiana del Vino 2021”. Tra queste, per i temi della “memoria” e della “comunità”, la Hall of Fame, cioè la cerimonia d’ingresso nel Museo del Vino delle grandi personalità del vino italiano. Inoltre gemellaggi internazionali tra realtà museali e territori del vino; iniziative di avvicinamento tra campagne e città; la Convention d’Autunno delle Città del Vino; ma anche mostre d’arte contemporanea in alcune cantine del Barolo, in collaborazione con Artissima, la principale fiera italiana di settore.

E naturalmente, se la situazione sanitaria lo consentirà, grandi degustazioni di Barolo. Il programma sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito internet ufficiale, in fase di realizzazione. “Il tema di fondo della candidatura è un grande viaggio tra tradizione e modernità, che racchiude l’anima stessa del Barolo, un vino dalla storia antica che ha saputo rinnovarsi e aprirsi al mondo – spiega Tiziano Gaia, referente della Fondazione Barolo&Castle e del comitato tecnico scientifico del WiMu Museo del Vino -. Sarà una sorta di viaggio nel tempo attraverso riti e feste tradizionali, stagionalità e recupero della memoria dei personaggi che hanno fatto la storia del vino. In questo lavoro di ricerca e approfondimento saremo accompagnati da antropologi e storici, ma non mancheranno i tributi ai grandi scrittori del territorio, Pavese e Fenoglio su tutti, intorno ai quali costruire un percorso di valorizzazione dei luoghi raccontati nelle loro opere, nelle quali il vino e la cultura contadina avevano un’importanza centrale”.

“È stato difficile giungere alla scelta finale – conclude il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon – a conferma della validità dei dossier presentati dai sette Comuni. Abbiamo comunque colto gli obiettivi che avevamo con l’avvio di questa prima edizione: mettere in risalto la cultura enologica ed enoturistica di un territorio, la sua influenza nella società e nell’economia locale; inoltre vogliamo promuovere quelle buone pratiche che valorizzano la biodiversità, la tutela dell’ambiente e che possano portare benefici permanenti in termini di servizi, infrastrutture, eventi”. Secondo lo spirito per cui è stato ideato dall’Associazione Città del Vino il concorso della “Città Italiana del Vino” tra i progetti e i territori deve fare da stimolo per le comunità locali, incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini, delle categorie sociali ed economiche e del volontariato, con uno sguardo oltre i propri confini, consolidando legami con altri territori vitivinicoli italiani.

Covid-19, il riequilibrio per vivere meglio

Presentiamo un articolo a cura di TurismoItaliaNews, il quotidiano online dedicato al turismo su una nuova iniziativa delle 269 Cittaslow.

Nuove tendenze si vanno affermando al seguito del cambiamento dell’epoca che stiamo vivendo, e non sono episodi del momento, piuttosto paiono trend strutturali che dureranno anni. Mentre le metropoli un poco si spopolano e operano per rendere sempre più “slow” i loro quartieri, molte famiglie decidono di trasferirsi dalla città ai piccoli “borghi slow” in campagna, in collina, in montagna, sulle coste, invertendo una direzione prevalente e contraria durata decenni. La campagna è un’ottima alternativa per il buon vivere al tempo del Covid-19, a patto però che ci siano connessioni, servizi, infrastrutture green, digitalizzazione per lo smart working. Ecco perché i piccoli centri di Cittaslow sono sempre più attenzionati: l’associazione nata oltre 20 anni fa da un’intuizione geniale di Paolo Saturnini allora sindaco di Greve in Chianti, per prima ha proposto e applica da anni un modello che traguarda la sostenibilità ambientale attraverso la comunità attiva, le tecnologie, i servizi alla persona, i cluster di micro economie locali.

L’economia circolare e la resilienza per fortuna oggi presenti nelle agende mondiali, sono state perseguite attraverso il rispetto della memoria dei luoghi e l’economia di comunità. Solo così il territorio “resiste” alle spinte globalizzanti che tanto danno hanno determinato negli ultimi decenni sotto il profilo ambientale e sociale. La visione Cittaslow anticipa il progetto, e di qui discende “il buon vivere” che oggi tutti ricerchiamo. La petizione dei sindaci Cittaslow richiede impegni immediati da parte delle istituzioni internazionali, dei governi nazionali e locali e da parte dei cittadini tutti per indirizzare lo sviluppo in equilibrio col pianeta e assicurare il “buon vivere“.

Comunicato Stampa di Francesco Guidugli, Presidente Nazionale SOLIDUS

Lunedì 26 ottobre 2020

L’ultimo decreto del Governo italiano testimonia di una situazione sociale ed economica provocata dalla nuova ondata di pandemia di Covid-19 che rischia di andare fuori controllo.

C’è stata una evidente sottovalutazione dei rischi cui andavamo incontro allentando le misure antipandemiche durante la scorsa estate, per esempio consentendo la riapertura delle discoteche e l’affollamento indiscriminato nei luoghi della movida.

Ne siamo stati tutti più o meno corresponsabili anche perché la speranza che la pandemia con l’estate cessasse era nel cuore e nella mente di milioni e milioni di persone, in Italia e altrove.

Così non è stato e ne dobbiamo prendere consapevolmente atto.

Il virus è tornato a contagiare decine di migliaia di persone, gli ospedali sono tornati ad affollarsi di pazienti più o meno gravi, i morti sono tornati a essere centinaia giorno dopo giorno. Un’intera generazione di anziani nati prima e a cavallo della seconda guerra mondiale rischia di scomparire lasciando un vuoto di memoria, affetti, esperienza che non sarà colmabile.

Le nuove misure rappresentano un danno assai concreto per molte categorie di professionisti, non solo per i ristoratori che si ritrovano loro malgrado sulla prima linea di questa faticosa lotta contro la pandemia.

Dal Governo ci aspettiamo innanzitutto misure economiche per evitare il fallimento di decine di migliaia  se non centinaia di migliaia di aziende con un dramma sociale e umano per decine di milioni di persone che potrebbe essere strumentalizzato da chi odia la democrazia e le regole del vivere civile che richiedono partecipazione e anche manifestazione individuale e pubblica del proprio dissenso ma che condannano ogni forma di violenza, che in questo momento sarebbe un crimine prima ancora che un errore.

Il Governo dovrebbe smetterla di creare comitati di burocrati interpellando soprattutto chi opera in prima linea nei vari settori economici, come le associazioni che fanno capo a SOLIDUS e che lavorano nel mondo alberghiero a tutti i livelli, come governanti, barman, cuochi, maestri di sala, sommelier, addetti al ricevimento e alla portineria, direttori d’albergo.

Rappresentiamo milioni di persone che hanno fatto dell’Italia una delle destinazioni turistiche più ambite nel pianeta. Abbiamo contribuito e contribuiamo al benessere concreto di questo Paese e all’immagine che l’Italia si è conquistata nel mondo. Noi siamo i migliori ambasciatori dello stile di vita italiano presso i milioni di ospiti, italiani e internazionali, che affollano da sempre l’Italia e che torneranno ad affollarla non appena finirà questa maledetta pandemia.

Il nostro è l’ottimismo della ragione. Dal Governo ci aspettiamo che ci coinvolga in maniera decisamente più seria e concreta, meno burocratica, rispetto ai mesi scorsi.

Noi rappresentiamo la realtà del turismo italiano. E continueremo a rappresentarla anche in futuro.

Il Covid passerà, l’Italia resta.

Francesco Guidugli, Presidente Nazionale SOLIDUS

Intervista a Luisa Rellini, Consulente Ospitalità e Web

Presentiamo l’intervista di Luisa Rellini a cura di Direzione Hotel, il primo network di consulenti alberghieri.

“Parlaci di te e della tua attività”

Mi chiamo Luisa e, oramai dal 2013, svolgo il ruolo di Consulente Ospitalità e Web.

Mi occupo in particolare di aiutare strutture ricettive sia con la parte commerciale-distributiva, sia con la corrispondenza con il cliente finale, ma anche del digital branding e blogging ove richiesto.

Periodicamente sono docente del corso per Hotel receptionist dove affrontiamo gli argomenti e casistiche quotidiane del settore Room Division. I ragazzi che scelgono questo corso hanno la curiosità che avevo anch’io di saperne di più e capire come fare per crescere, migliorare, restare nell’ambiente, restare in Italia o partire per una esperienza all’estero.

“Com’è nata la tua attività?”

Ho sempre lavorato in Front/ Back office ma, nel corso del tempo, ho ampliato le conoscenze e funzioni iniziali, nonché iniziato a partecipare sia a corsi di formazione in revenue management, viral marketing & SEO, sia a frequentare alcune tra le principali fiere di settore in Italia, Londra o Berlino.

Ho aperto il mio blog nel 2012, quando ancora lavoravo operativamente in hotel, per condividere pensieri ed opinioni su situazioni che facevano parte del mio quotidiano. Nel corso di qualche anno ho pensato di trasformare quell’idea in qualcosa di proficuo ed utile come vetrina pubblicitaria… La classica situazione iniziata per caso.

“Cosa consigli agli albergatori che vogliono migliorare la loro attività/struttura?”

Ho imparato quanto il Web listening sia utile per capire quanto i nostri clienti siano soddisfatti o al contrario delusi dell’offerta ricevuta.

Penso che qualsiasi struttura, alberghiera o extralberghiera, non debba smettere di migliorare la propria offerta e mantenere buoni o alti standard di qualità con l’obiettivo di aumentare il proprio target di riferimento, nonché la buona reputazione sviluppata nel corso degli anni.

In casi difficili di strutture poco curate e spesso deludenti, il lavoro diventa molto più complicato.

“Cosa consigli a chi sta per aprire una struttura ricettiva?”

Partire da zero è sempre difficile, non essere bene informati su ciò che si desidera realizzare può essere un autentico flop della propria attività.

Fare quindi un’analisi della propria struttura, territorio, pro e contro della zona, numero di strutture presenti nel quartiere e loro prezzo di vendita può essere un aiuto per un business plan che possa guardare avanti e reggere per almeno i primi 5 anni di attività.

Pensare oggi di non essere online con una buona offerta e coerente comunicazione è sicuramente una opportunità da non perdere.

In questo periodo così arduo causato da una pandemia inaspettata si può progettare per il futuro con un po’ di ottimismo e calcolando più di prima i rischi, studiando il proprio target di riferimento e tempistiche possibili… ci sarebbe ancora molto da dire, questo è solo un piccolo messaggio.

“Come possono collaborare con te le strutture ricettive per migliorare la loro attività?”

Ideale sarebbe che capissero a fondo cosa migliorare, sia nella struttura sia nel motivare ed aggiornare il proprio personale. Cosa cerca il vostro cliente ideale? Mi è capitato in questi anni, infatti, di conoscere imprenditori ed host che non capivano cosa fare e perché il loro business stava inesorabilmente cambiando di anno in anno.

Intervista a Mino Reganato CEO di HTMG (Hotel & Tourism Management Group)

Presentiamo l’intervista di Mino Reganato a cura di Direzione Hotel, il primo network di consulenti alberghieri.

“Parlaci di te e della tua attività”

Sono Mino Reganato, CEO di HTMG (Hotel & Tourism Management Group). Ho una lunga esperienza nel settore alberghiero e nella gestione dei tour operators e della promozione di destinazioni turistiche.

Sono docente per la formazione della gestione alberghiera e del Destination management e collaboro con diverse strutture ricettive in Italia e all’estero nell’ambito dello start-up e della gestione.

Ho ideato un format per la promozione dei network di strutture extralberghiere e dei Tour Operators.

Sono Vice Presidente Nazionale di A.I.R.A. (associazione italiana ricettività ed accoglienza) che raggruppa figure professionali del settore turistico-alberghiero. Vincitore del Premio di Solidus turismo quale “Professionista dell’anno 2017”, del Premio italiano per il turismo responsabile nelle edizioni 2010 e 2013 e del Tourism Web Award nelle edizioni 2006 e 2009.

“Com’è nata la tua attività?”

L’inizio dell’attività di Hotel & Tourism Management Group coincide con l’anno 2010. Tutti i consulenti ed i formatori facenti parte del gruppo, vantano numerosi anni di esperienze nel settore turistico-alberghiero ed alcuni di essi hanno prestato la propria attività professionale nei settori del tour operating, nella formazione professionale, nella gestione di network e nello sviluppo di prodotti quali l’organizzazione di eventi e wedding dall’estero, di fiere e worshop e dei famtrip di operatori italiani e stranieri. Altamente specializzati per il marketing e pianificazione dei servizi, la formazione di professionisti attraverso corsi di specializzazione o di aggiornamento, la promozione e la commercializzazione di aree turistiche, il destination management di nuove aree territoriali, la gestione e la formazione nel settore food & beverage.

Tali esperienze, si traducono evidentemente, in importanti risorse da offrire sul mercato, permettendo di giungere a importanti risultati in tempi più rapidi. Altro fattore importantissimo e che scaturisce dalle esperienze avute sul campo dai consulenti è la propensione al “problem solving” una condizione vitale per fronteggiare la forte imprevedibilità della gestione turistico-alberghiera, altamente sensibile a eventi internazionali, al meteo e al trend del momento. L’intento è quello di giungere a fine collaborazione a un netto miglioramento o in casi di “distressed asset” al ripristino delle condizioni di equilibrio economico attraverso la realizzazione di obiettivi specifici e contingenti ad indirizzi gestionali predeterminati.

“Cosa consigli agli albergatori che vogliono migliorare la loro attività/struttura?”

Per rivitalizzare l’organizzazione aziendale e stimolare i dipendenti, bisogna a mio avviso motivare il team. Bisogna cercare di raccogliere qualche successo iniziale, in modo da ottenere un impatto positivo.

Saper dare l’esempio nella soluzione dei problemi, concedendo loro anche la possibilità di mediazione diretta (laddove è possibile delegare) e trattare sempre, ogni figura professionale con pieno rispetto al fine di ottenere reciproco rispetto e stima.

Altro elemento fondamentale è la visione condivisa degli obiettivi aziendali: bisogna far sapere a tutti quali sono i risultati da raggiungere e definire le linee guida per centrarli attraverso il senso dell’accoglienza, la tempestività nel problem solving e la piena partecipazione alle sorti dell’albergo.

Personalmente, ho assistito a numerose proprietà alberghiere indirizzate a vendere su ogni canale di distribuzione (booking.com, expedia, etc) senza attuare un controllo sul pricing e senza valutarne il reale revenue.

Basti pensare solamente alle campagne GENIUS di Booking.com che offre il 10% di sconto fisso sulla tariffa più economica e/o su quella più venduta ai clienti abituali di Booking, in ogni periodo dell’anno.

Lo sconto del programma Genius è pari al 10%.Visto così non sembra un costo eccessivo da sostenere, ma analizzando meglio si scopre che il costo reale sostenuto per generare la prenotazione è vicino al 30%.

A questo punto cosa fare: semplificare utilizzando il proprio sito web diretto non come vetrina ma come strumento vero e proprio di vendita, collegandoci un engine booking integrato con un software di gestione del revenue. 

Bisogna assicurarsi una presenza costante sul web e risultare più appetibile dei nostri competitor con servizi sempre più performanti e decisamente innovativi attraverso l’uso di filmati, immagini, ottime recensioni e la consulenza diretta attraverso la tecnologia 4.0 (se qualcuno è interessato a saperne di più, sarò lieto dare ulteriori informazioni).

La gestione di una struttura alberghiera deve puntare fortemente sul flusso di cassa. La prima operazione è l’analisi dei costi …superflui i quali generalmente non vengono quasi mai verificati, analizzati ed eliminati.

Il controllo dei costi parte dai rapporti con i fornitori. È importante un continuo screening sulla qualità dei prodotti e sulla loro convenienza e per tale ragione, la gestione delle merci è il primo passo verso una sana gestione aziendale. Un tempo i direttori d’albergo non provenivano dal reparto ricevimento bensì dall’economato dove potevano formarsi su una reale gestione dei costi.

In tema di CASH FLOW, è importante creare campagne di vendite FLASH con prepagamento, offrendo ad esempio un limitato numero di camere a prezzi concorrenziali e premiando dunque la Clientela che a fronte di una prenotazione in largo anticipo, paga contestualmente alla conferma.

“Cosa consiglia a chi sta per aprire una struttura ricettiva?”

Un’impresa ricettiva situata in un’area territoriale con differenti fattori attrattivi non può assolutamente a mio avviso, unicamente indirizzare la gestione in virtù dell’offerta dei suoi servizi.

La soddisfazione dell’Ospite non può dipendere da servizi offerti da un unico operatore della filiera, quanto invece dall’insieme di attività e servizi presenti sul territorio.

Prendiamo ad esempio, un soggiorno in una località balneare: il grado di soddisfazione dell’Ospite non potrà dipendere unicamente dai servizi della struttura ricettiva ma un’offerta completa, quindi: dalla proprietà dei servizi in spiaggia, dalla qualità delle acque, dalle amenità del posto, dall’offerta degli eventi programmati, dai servizi ludici messi a disposizione dall’area turistica, dalla viabilità per arrivare alla località.

Tutte condizioni che creano un “contenitore” che l’Ospite si aspetta nel momento in cui sceglie una destinazione. Dunque una molteplicità di elementi che concorrono all’accrescimento di valore di un’area turistica offerti comunque con una costante componente qualitativa.

E’ impensabile che un singolo operatore possa soddisfare da solo il Turista! Dunque, un’impresa ricettiva per raggiungere risultati apprezzabili deve necessariamente entrare in un contesto aggregativo di gestione turistica.

Un insieme di attori privati e pubblici che concorrono alla creazione di un “contenitore” di servizi ed attività. A definire quindi, un prodotto turistico unico nel suo genere e caratterizzante del territorio di riferimento. Questa ultima caratteristica è alla base di un auspicato successo: proporre quindi un prodotto che non abbia eguali per cui il Turista lo sceglie per la sua particolarità, pensato e gestito da entità capaci e competenti a cambiare se necessario, il fattore di attrattiva e il livello di appeal.

Si pensi ad esempio alla realizzazione di eventi che mettano in luce peculiarità tipiche territoriali e quindi all’organizzazione del sistema di trasporti, alla gestione dell’arredo urbano, alla formazione degli attori, alla realizzazione degli impianti.

Si evidenzia dunque, la necessità di una regia competente che riesca a raggruppare, formare e gestire gli elementi da mettere in campo. Un’entità con un ruolo di facilitatore, di consulenza e di mediazione allo scopo aumentare il coinvolgimento, la partecipazione e stimolare all’analisi e alla soluzione dei problemi. Il successo delle imprese locali, grazie anche all’importante indotto che il fenomeno turistico crea, passa attraverso azioni comuni e dallo sviluppo delle caratteristiche della destinazione, dove un unico operatore non potrà mai essere unico artefice.

Le nuove regole per viaggiare al tempo del coronavirus

Presentiamo una panoramica delle nuove regole per viaggiare a partire dall’8 ottobre, a cura di Nicoletta Cottone – Redazione ilSole24ore

Viaggiare al tempo del coronavirus è un percorso a ostacoli fra tamponi molecolari, antigenici e quarantene, e regole in movimento, legate ai dati della seconda ondata di Covid che ha colpito in modo rilevante molti stati europei. E non solo.

Un dpcm del ministro della Salute Roberto Speranza ha inasprito le regole per le persone che intendono fare ingresso in Italia e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna.

Ecco le nuove indicazioni e le regole attualmente in vigore, in base ai decreti che si sono susseguiti in questi mesi.

A partire dall’8 ottobre sono state adottate due misure di prevenzione, alternative tra loro, per entrare in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna. La prima è l’obbligo di presentazione all’imbarco dell’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore precedenti all’ingresso in Italia, a un tampone molecolare o antigenico, risultato negativo.

L’alternativa è sottoporsi a un tampone molecolare o antigenico al momento dell’arrivo in aeroporti, porti o luoghi di confine, se possibile, o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’Azienda sanitaria locale di riferimento. In attesa di sottoporsi al test presso la Asl le persone sono obbligate all’isolamento fiduciario presso la propria casa o dimora. Inoltre le persone, anche se asintomatiche, che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Italia hanno soggiornato o transitato in questi paesi sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione della Asl per territorio. Come tutti quelli che entrano da questi paesi, anche se asintomatici. Obbligo di comunicazione immediata al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio dell’eventuale insorgenza di sintomi Covid-19.

Per ingressi da Croazia, Grecia e Malta è ora solo necessario compilare una autodichiarazione su un format ad hoc, da consegnare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli alla frontiera. In caso di insorgenza di sintomi compatibili con il Covid, resta l’obbligo per chiunque di segnalare la situazione, con tempestività, all’Autorità sanitaria tramite i numeri telefonici dedicati e di sottoporsi a isolamento, in attesa delle decisioni dell’Autorità sanitaria.

Per gli altri paesi Ue (tranne Romania, Croazia, Grecia, Malta, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna) e Schengen, compresi Andorra e Principato di Monaco, l’ingresso e gli spostamenti verso Paesi Ue (tranne la Romania) sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo, e senza obbligo di isolamento al rientro, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi C, D, E, o F. Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione, tranne che per Repubblica di San Marino Stato della Città del Vaticano.

Sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da/per la Romania, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi E, o F. Al rientro in Italia, vige l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria ed è necessario compilare un’autodichiarazione. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Non è prevista nessuna limitazione per viaggi che interessino la Repubblica di San Marino, che ha un’estensione territoriale di 61,19 km², e lo Stato della Città del Vaticano, il più piccolo Stato sovrano del mondo sia per popolazione (618 abitanti)che per estensione territoriale (0,44 km²). Non c’è l’obbligo di compilare l’autodichiarazione.

Queste regole valgono per Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay (Elenco D – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020). Sono consentiti gli spostamenti da e per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi E, o F. Al rientro in Italia, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Gli spostamenti da e per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, che sono: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani, Ue o Schengen e loro familiari e ai titolari di regolare di permesso di soggiorno e loro familiari.

Il Dpcm del 7 settembre 2020 ha introdotto la possibilità di ingresso in Italia, dai Paesi dell’elenco E, per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani, Ue o Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione, il domicilio o la residenza del partner in Italia.

Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).(Elenco E – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020)

Divieto di ingresso in Italia, con l’eccezione dei cittadini Ue, inclusi quelli italiani e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020 per chi proviene da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana (Elenco F – Allegato C Dpcm 7 settembre 2020).

Esclusi dal divieto di ingresso anche equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto, funzionari e agenti diplomatici, personale militare nell’esercizio delle funzioni. Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono consentiti spostamenti per turismo.

Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale indicare la motivazione che consente il rientro (possesso di cittadinanza Ue, Schengen o condizione di familiare di cittadino Ue e residenza in Italia) e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Stesse regole per Kosovo e Montenegro (Elenco F – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020 ). Stesse restrizioni per la Colombia (elenco F- Allegato C del dpcm 7 settembre 2020 ): è in vigore un divieto di ingresso con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi quelli italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020.

A condizione che non insorgano sintomi di Covid e che non ci siano stati soggiorni o transiti in uno o più Paesi inseriti negli elenchi C e F nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in Italia – fermo restando l’obbligo di compilazione della dichiarazione – le disposizioni relative all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria e all’utilizzo del mezzo privato per raggiungere la destinazione finale non si applicano: 1) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario; 2) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di questo termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario; 3) ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro; 4) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo; 5) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora; 6) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore; 7) ai funzionari e agli agenti dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e personale della Polizia di Stato nell’esercizio delle funzioni;agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

L’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria non si applica: 1) all’equipaggio dei mezzi di trasporto; 2) al personale viaggiante; 3) ai movimenti da e per gli stati e territori dell’Elenco A; 4) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria; 5) agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa autorizzazione del ministero della Salute e con obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, l’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, un tampone molecolare o antigenico, risultato negativo.

Federalberghi e Politecnico creano il Competence center per l’hotel del futuro

Presentiamo un articolo sul Competence center a cura di Andrea Rinaldi – Redazione Corriere della Sera

Dimenticatevi i «non luoghi» di Marc Augè, l’hotel del futuro non sarà più un posto di transito, anonimo e privo di emozioni, bensì a a filiera corta, con offerta personalizzata, ridotti tempi di costruzione, camere modulabili, microbiologicamente controllato e amico dell’ambiente.

Il cambiamento delle abitudini imposto dalla globalizzazione e ora anche il Covid-19 hanno accelerato la trasformazione del turismo e a Torino hanno scelto di cavalcare l’onda: Federalberghi e Politecnico hanno firmato una convenzione per dare vita al «Competence center» dell’albergo di domani.

Come quello che sta nascendo a Mirafiori per innovare la manifattura delle pmi, il nuovo laboratorio agirà su sei caposaldi per aggiornare l’hotellerie regionale pullulata più da strutture a conduzione familiare che da grandi catene: finanza di progetto, economia circolare, offerta su misura, costruzione, sanificazione, digitalizzazione.

Per sostenerlo sono in corso contatti con il Mibact e la Regione. I dati d’altronde parlano chiaro: tra gennaio e agosto la Mole ha perso il 55% di occupazione delle camere, le presenze hanno registrato un saldo negativo di 1,4 milioni e a ottobre sarà difficile superare il 30%. O si cambia paradigma o si muore.

«Il sistema va efficientato e riprogettato con competenze — dice Fabio Borio, numero uno di Federalberghi —. Il Competence nasce dall’idea di identificare trend futuri di rivalutazione immobiliare coniugando un risparmio nelle spese di costruzione».

Il nuovo laboratorio è già al lavoro per un progetto pilota su un albergo nel centro di Sauze d’Oulx. «Intel e Honeywell stanno investendo pesantemente nel settore alberghiero, sono big con cui un piccolo hotel difficilmente potrà negoziare quando gli proporranno soluzioni tecnologiche — osserva Luca Caneparo, docente di Tecnologie dell’architettura e promotore del Competence —. Con una giusta capacità operativa invece gli hotel si possono aiutare».

Sestante del laboratorio è l’offerta personalizzata, ispirata ai boutique hotel di Ian Schager con analisi dei dati del cliente per soddisfare tutte le sue esigenze e stanze di dimensioni ridotte per lasciare spazio a luoghi comuni adattabili dove socializzare, lavorare o fare la spesa.

Nell’ottica del Competence — a cui Federalberghi guarda come un caso di scuola nazionale — le nuove strutture dovranno costruire relazioni con il territorio per offrire valori e servizi locali oltre che soggiorni e adottare sistemi di riciclo delle risorse come l’acqua. Costruendo una catena di fornitura di prodotti dal check-in al check-out passando per l’animazione, i trasporti, le informazioni, la ristorazione.

L’innovazione dovrà concretizzarsi anche nella parte edificabile adottando sistemi di costruzione a secco per facilitare posa e integrazioni, isolamento acustico e ridurre i tempi. II nuovo immobile potrà a quel punto modularsi su offerta alberghiera, locazione, residenza o condhotellerie.

Il Competence svilupperà poi procedure di sanificazione e tecnologie come nanoparticelle, luce ultravioletta, ventilazione meccanica per ridurre la propagazione di agenti patogeni.

A Torino esistono 400 strutture turistiche tra alberghi, residence, b&b, case per ferie che prevedono di chiudere il 2020 con un calo dei ricavi del 70% causa coronavirus.

Federalberghi è corsa ai ripari con polizze gratuite a difesa di illeciti amministrativi per gli associati e con uno stand alla fiera del settore Ttg di Rimini. Finora il Comune si è prodigato con la sospensione della tassa di soggiorno, la riduzione della Tari del 25% e l’occupazione gratuita di suolo pubblico. Ma con il Competence ora si cerca di prendere il coronavirus in contropiede.

Il check-in on line come nuova strategia di marketing

Grazie all’innovazione tecnologica, sempre più spesso gli alberghi, i B&B e le case vacanza gestiscono in maniera più veloce la fase del check-in.

Gli ospiti che scaricano sul proprio smartphone l’applicazione possono fare il check-in online ed aprire direttamente la stanza, evitando di fare la fila alla reception, e dirigendosi autonomamente in camera.

Inoltre, grazie al check-in online è possibile evitare la compilazione delle schede alloggiati e non perdere tempo con la burocrazia.

Ogni ospite può tranquillamente inserire i propri dati anagrafici e inviare i documenti, prima ancora dell’arrivo in albergo.

Per aprire la porta della camera basterà avvicinare lo schermo dello smartphone alla serratura digitale.

Grazie ai sistemi automatizzati di check-in è possibile risparmiare tempo all’arrivo: ogni ospite fa la registrazione comodamente da casa e consente ai receptionist di guadagnare tempo e di fare subito un’ ottima impressione sul cliente.

Grazie al check in e al check out automatico, è possibile procedere anche con il saldo della prenotazione: ogni host può optare per il pagamento all’arrivo o alla partenza, conteggiando anche la tassa di soggiorno e i servizi di cui gli ospiti hanno usufruito. 

Booking.com ha inserito tra i servizi offerti l’automatizzazione della consegna delle chiavi per B&B e case vacanze e anche Airbnb offre maggiore visibilità per chi offre questo servizio. 

Concludendo, il check in automatico consente di far risparmiare tempo agli ospiti al momento della registrazione, al check out e soprattutto risolve il problema della consegna delle chiavi.

Nuove regole per chi viaggia in Italia

Presentiamo la lista aggiornata dei Paesi a rischio con le relative restrizioni, a cura della redazione di InfoHotel, il portale italiano sull’informazione alberghiera.

Esteso l’obbligo di tampone per chi arriva da Parigi e dai dipartimenti della Francia più colpiti dalla seconda ondata di contagi e per questo dichiarati zone di circolazione attiva del virus. Questa è una delle novità riportate nell’ultima ordinanza firmata dal Ministro della Salute, che resterà in vigore fino al prossimo 7 ottobre.

L’aumento dei casi di Coronavirus in Europa e nel Mondo ha spinto il Governo ad introdurre nuove restrizioni per chi viaggia in Italia, in modo da contenere la diffusione del virus sul territorio nazionale e non vanificare i sacrifici fatti finora.

Paesi con obbligo di tampone:

fino al 7 ottobre (salvo successivi aggiornamenti), il Governo italiano richiede obbligo di tampone ai viaggiatori provenienti dai seguenti Paesi europei

  • Croazia
  • Grecia
  • Malta
  • Spagna
  • Francia (nello specifico i dipartimenti di Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Ilȇ -de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra).

Chi arriva da una di queste nazioni dovrà presentare un attestato con cui si dichiara di aver effettuato un tampone (con esito negativo) 72 ore prima dell’ingresso in Italia. In mancanza di questa documentazione, sarà possibile effettuare il test in aeroporto o altro luogo di confine, oppure presso una Asl di riferimento entro e non oltre le 48 ore dall’arrivo. 

Paesi con obbligo di quarantena:

l’elenco dei Paesi che devono osservare l’isolamento fiduciario (con relativa sorveglianza sanitaria), non ha subito sostanziali modifiche. L’obbligo di quarantena, infatti, vige ancora per:

  • Romania
  • Australia
  • Canada
  • Georgia
  • Giappone
  • Nuova Zelanda
  • Ruanda
  • Repubblica di Corea
  • Tailandia
  • Tunisia
  • Uruguay

Unica novità riguarda la Bulgaria. Per chi proviene da questa nazione non è più previsto l’isolamento fiduciario di 14 giorni al momento dell’ingresso in territorio italiano. 

Resta, invece, l’obbligo di compilare l’autocertificazione per l’ingresso in Italia dall’estero, in cui bisogna specificare la località da cui si rientra e i Paesi dove si è viaggiato negli ultimi 14 giorni.

Divieto d’ingresso in Italia:

anche la lista dei Paesi per cui è stato posto il divieto di ingresso è rimasta pressoché immutata. Ancora bloccati, infatti, gli arrivi in Italia per chi ha soggiornato o transitato, nei 14 giorni precedenti, in queste nazioni:

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Bosnia Erzegovina
  • Brasile
  • Cile
  • Colombia
  • Kosovo
  • Kuwait
  • Macedonia del Nord
  • Moldova
  • Montenegro
  • Oman
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana

Ovvio che, per i cittadini italiani che hanno residenza in Italia l’ingresso è garantito con obbligo di quarantena al momento del rientro in territorio italiano. Stessa situazione per gli spostamenti che avvengono in presenza di precise motivazioni (lavoro, salute, studio o diversa e assoluta urgenza).

Talking Suite – Il salotto televisivo di MHR

Vi presentiamo il nuovo programma televisivo targato Media Hotel Radio, la web radio e web tv  italiana dedicata al mondo  turistico – alberghiero, a cura della Redazione di Media Hotel Radio.

Talking Suite, il salotto televisivo di MHR  è un programma televisivo trasmesso sul web a cadenza settimanale e disponibile on demand, definito già il Porta a Porta del turismo italianoun programma in cui si affronteranno, con un format totalmente nuovo, i principali temi del settore Hospitality e Travel.

Dal Lumen Cocktail Bar dell’esclusivo Hotel St Regis di Roma, ex Grand Hotel, i conduttori Alessandra Piscopo e Palmiro Noschese, noto professionista del settoreavranno il piacere di ospitare  i nomi più prestigiosi del mondo Hospitality e Travel, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, vip ed altri grandi professionisti del settore, sia nazionali che internazionali.

Il programma andrà in diretta dal 1° ottobre tutti i giovedì alle ore 19:00  sulla pagina Facebook  di MHR.

Sarà poi disponibile on demand sul canale youtube di MHR e divulgato  su tutti i canali di comunicazione di MHR (Web Radio, App, Podcast, Canali Social).

Cliccate sul link per la programmazione delle prime puntate:
https://www.youtube.com/watch?v=fXLjNOgpAhw

(la programmazione potrebbe subire delle variazioni) 

Vi invitiamo pertanto a seguirli: 
– Tutti i giovedì ore 19:00 in diretta sulla pagina FB di MHR:  https://www.facebook.com/MHR.MediaHotelRadio

– On demand sul canale youtube di MHR 
https://www.youtube.com/channel/UCNKzAnslNkoGXIYTwVpPXIQ