Categoria: SOLIDUS

Solidus Turismo – sezione dedicata ad articoli o eventi organizzati dalla associazione Solidus che riunisce le categorie dei Professionisti dell’ospitalità italiana.

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L’Italia vista da un barattolo di Nutella

Vi presentiamo una fantastica iniziativa di Enit a cura di Francesca Cicatelli, ufficio stampa di Enit

Enit– Agenzia Nazionale del Turismo italiana celebra la penisola con un tour virtuale

Uno sguardo al barattolo più dolce d’Italia e inizia il viaggio in 3d

Si chiama “Ti amo Italia” la special edition inneggia alla straordinarietà del nostro paese con immagini da collezione selezionate da Enit

Dal 12 ottobre 2020 
ROMA, 18 SETTEMBRE 2020

L’Italia con Enit griffa la Nutella con un’edizione speciale a sostegno dell’amore per la Penisola.

Si chiama “Ti Amo Italia” la nuova confezione in edizione limitata e da collezione che infonde tutta la gioia di vivere e la positività delle immagini più suggestive dell’Italia da gustare con il cucchiaino.

La Special Edition uscirà il 12 ottobre 2020 e sarà un invito a ricordare quanta meraviglia ci circonda, promuovendo un processo di riscoperta dello straordinario nell’ordinario.

Sarà composta da una serie limitata di 30 vasetti che celebrano il Paese, toccando tutte le regioni.

Dai borghi alle montagne, dalle isole alle città, dalle acque cristalline ai paesi colorati: ogni vasetto è uno scorcio d’Italia. E’ stata realizzata in collaborazione con Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo per valorizzare e promuovere il territorio italiano e diffondere maggiore consapevolezza sulla bellezza che ci circonda e su quanto questi luoghi siano a portata di mano e accessibili a tutti.

I vasetti saranno soltanto l’inizio di un viaggio che porterà i consumatori a visitare virtualmente 30 località d’Italia, rimanendo comodamente seduti a casa.
Inquadrando il QR code su ogni vasetto sarà infatti possibile vivere un’esperienza immersiva di virtual reality.

I contenuti saranno fruibili all’interno di una piattaforma digitale, dove si potrà inoltre mettere alla prova le proprie conoscenze legate al territorio, alla storia, alla cultura e godere di video-ricette legate alla tradizione culinaria del paese rivisitate in chiave Nutella.

L’Italia ancora una volta protagonista, un luogo dove ogni cosa è legata all’unicità delle sue ricchezze eterogenee: i suoi luoghi, dai più noti ai più nascosti; le sue persone, di diverse età, etnie, genere; le sue ricette tradizionali, che sono espressione di tutte le sfumature d’Italia attraverso le diverse interpretazioni in cucina.

“Un viaggio multisensoriale per coinvolgere ogni persona in uno storytelling suggestivo e inesauribile di esperienze visive e gastronomiche. Enit promuove l’immagine dell’Italia nel mondo, lo fa con ben 28 sedi in tutto il globo. Questo progetto contribuirà ad affermare l’Italianità e le eccellenze del Made in Italy con un brand immediatamente riconoscibile” dichiara il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

Nutella firma il suo amore per l’Italia su ogni vasetto e ci ricorda che per cogliere il buono della vita non serve cercare lontano, a volte basta soltanto guardarsi attorno.
In questo difficile momento per un settore strategico della nostra Economia come il turismo, Nutella si stringe, di proposito, accanto all’Enit per valorizzare presso gli italiani la loro ricchezza nazionale più grande: la bellezza dell’Italia stessa, quella vera e reale, fatta di natura ed arte, città e borghi, mari e montagne, quella che il mondo intero ci invidia” dichiara Alessandro d’Este Amministratore Delegato di Ferrero Commerciale Italia.

I luoghi rappresentati dai vasetti sono:
1.    Abruzzo: Gran Sasso
2.    Basilicata: Matera
3.    Calabria: Arco Magno di San Nicola Arcella
4.    Campania: Faraglioni di Capri
5.    Emilia Romagna: Portici di Bologna
6.    Friuli Venezia Giulia: Vigneto di Savorgnano – Lago di Fusine
7.    Lazio: Civita di Bagnoregio – Monte Circeo – Via Appia Antica
8.    Liguria: Cinque Terre
9.    Lombardia: Lago di Como
10.  Marche: Colli di San Severino
11.  Molise: Cascate di Santa Maria del Molise
12.  Piemonte: Langhe – Monte Rosa – Lago Maggiore
13.  Puglia: Alberobello – Roca Vecchia
14.  Sardegna: Arcipelago della Maddalena – Su Nuraxi di Barumini
15.  Sicilia: Scala dei Turchi – Stromboli
16.  Toscana: Val d’Orcia
17.  Trentino Alto Adige: Parco Adamello Brenta – Lago di Braies
18.  Umbria: Piani di Castelluccio
19.  Valle d’Aosta: Gran Paradiso
20.  Veneto: Venezia – Burano

Solidus e Milano che riparte

Da ” Piazza Duomo: le voci dalla città, le risorse per ripartire”

La Milano che si impegna a ripartire vista dai professionisti dell’accoglienza turistico alberghiera, 8 associazioni nazionali del settore unite in una sola confederazione con sede a Milano. Manager, Chef di cucina, Maitre d’hotel, Sommelier, Impiegati e Portieri, Governanti e Barmen per un totale di 57.600 soci.

Abbiamo chiesto a Francesco Guidugli, Presidente nazionale di Solidus di descriverci la Milano del turismo che riparte.

Milano nel 2019 era diventata la seconda destinazione turistica d’Italia dopo Roma sopravanzando anche Venezia come fatturato e soprattutto come valore aggiunto prodotto dai turisti che a Milano spendevano almeno il doppio rispetto alle altre principali destinazioni turistiche nazionali. Non era solo la città del turismo, era tra le capitali mondiali del design, del fashion, della moda oltre che della finanza, dell’istruzione, dell’HiTech. Trainata da Milano, la Lombardia stava diventando la regione di punta del turismo in Italia con l’obiettivo, per le Olimpiadi della neve del 2026, di diventare la regione di punta del sistema Italia con la cerimonia di inaugurazione a Milano e la Valtellina ad accogliere alcune delle gare più significative.

Si parla di circa 4 milioni di turisti in meno, un calo dei consumi di circa 900 milioni, professionisti e lavoratori del settore, circa 30.000 in cassa integrazione e lavoratori stagionali ed occasionali senza occupazione per lungo tempo.

Solo a metà giugno, timidamente, alcune strutture hanno ricominciato a riaprire seppur con numero ridotto di camere disponibili. Dopo la presa di coraggio di luglio e fine agosto con settembre si stanno rompendo gli indugi e i grandi nomi dell’hotellerie milanese riaprono le porte e con coraggio riprendono le attività.

Gli alberghi milanesi garantiscono i più alti standard di sicurezza sia nelle aree dedicate agli ospiti che nelle zone riservate ai dipendenti. Un po’ più complicata è la situazione dei ristoranti. Molti non riescono ancora a riaprire.

Solidus si è impegnata fin da subito in rappresentanza dei suoi 57.600 iscritti analizzando la situazione che si andava a sviluppare a causa del virus in Italia, Europa e mondo intero.

Tanti sono stati i collegamenti on line di ogni tipo e a ogni livello. Si sono anche concretizzati momenti di confronto diretto con le massime Istituzioni del Paese, arrivando ad accordi nazionali per alcuni versi storici rispetto al passato.

Con l’inizio ritardato della stagione estiva, almeno parte del settore, ha ricominciato a operare con risultati molto diversi fra settore e settore, regione e regione. La stagione, ancora in corso, dovrà essere analizzata per meglio comprenderne tutti gli effetti, cosa che faremo anche per le nostre professioni.

Renderemo visibili le nostre conclusioni ed indicazioni sul nostro sito Solidusturismo e sulla nostra pagina Facebook.

Ci rincuora apprendere che Milano, per il mercato francese e non solo torna ad essere percepita come destinazione sicura, insieme alla grande determinazione dei milanesi e dei Professionisti dell’Ospitalità siamo certi che con determinazione e volontà usciremo da questa situazione e riprenderemo ad essere protagonisti della nuova crescita della grande Milano.

Entro il 2021/2022 anche la Milano turistica tornerà alla normalità perché il mondo comunque non si ferma e Milano ne è uno dei poli di riferimento a livello planetario.

Intervista al nuovo Presidente della confederazione Solidus Francesco Guidugli

Da “La Rubrica di Antonio e Giovanni” di ABI PROFESSIONAL

Buongiorno e buona Domenica, amici, amiche, colleghi e colleghe che seguite la nostra rubrica. Ieri sera io e Giovanni abbiamo avuto il piacere di incontrare anche se attraverso i canali web il Presidente della confederazione SOLIDUS Francesco Guidugli.

SOLIDUS è la confederazione che raggruppa tutte le associazioni di categoria nel mondo dell’ospitalità turistica – alberghiero, abbiamo chiesto al Presidente attraverso qualche domanda di parlare un pò del nostro mondo professionale.

1. IN BREVE CI PUÒ RACCONTARE CHI È FRANCESCO GUIDUGLI E QUALE È STATO IL SUO PERCORSO PROFESSIONALE? DOVE NASCE LA PASSIONE PER QUESTA PROFESSIONE E QUANTO HA INVESTITO PER RAGGIUNGERE GLI OBBIETTIVI CHE SI È PREFISSATO FIN DA QUANDO HA DECISO DI INTRAPRENDERE IL MONDO DEL TURISMO E DEL FOOD AND BEVERAGE?

Sono nato a La Spezia nel 1957, sposato e padre di due figli. La mia vita nel mondo alberghiero è nata un giorno di fine scuole medie quando in classe entrò un professore di scuola alberghiera con un depliant di presentazione dell’IPAS di Lerici. Rimasi affascinato dalle materie di studio, ma soprattutto per le lingue, inglese, francese e tedesco.

Alla fine del primo anno di scuola andai subito a lavorare a Cervo Ligure (IM) come principiante di ricevimento. Quando i miei genitori vennero a prendermi per riportarmi a casa, avevo 15 anni e mezzo, il Direttore dell’albergo disse loro che se avevo intenzione di proseguire su quella strada, era quella giusta per me. Alla fine del secondo anno, la scuola mi segnalò al Jolly Hotel di La Spezia, che cercava un segretario. Dichiarando i miei 16 anni e mezzo, il Direttore mi disse che aveva bisogno di un impiegato con un po’ più di esperienza. Salutandolo manifestai il mio dispiacere perché stavo perdendo una buona occasione in quanto da grande avrei voluto fare il Direttore d’albergo.

Ero già sulla porta, mi fece ritornare indietro e ripetere ciò che avevo appena detto. Mi provò due settimane ed al termine della prova mi fece firmare il mio primo contratto con la Jolly Hotels. Terminato il terzo anno e dopo 6 mesi a Londra come cameriere per praticare la lingua rientrai in Jolly Hotels, dove, dopo la parentesi del servizio Militare, ho lavorato per il resto della mia vita professionale. La Spezia per molti anni, poi, Taormina, Milano, Torino, New York salendo i gradini da segretario a Vice Direttore.

La prima direzione nel 1993 a Siracusa, poi Catania, Ravenna, Genova e Milano in NH Hotel Group che nel frattempo aveva acquisito la gloriosa Jolly Hotels. Nelle diverse città sono stato chiamato a ricoprire incarichi come VP del Settore Turismo a Catania ed a Genova, Probiviro per Confindustria, Amministratore Delegato in Convention Bureau a Genova, in A.D.A Presidente Regionale in Liguria, VP Regionale in Lombardia, VP Vicario dal 2009 al 2014, Maestro del Lavoro 2009, Cavaliere al Merito della Repubblica 2005 ed Ufficiale al Merito della Repubblica 2012.

Nel 2009 Professionista dell’anno A.D.A. per Solidus. Da Aprile 2018 sono in pensione e da gennaio 2020 Presidente di Solidus Turismo, la Confederazione delle Associazioni professionali del mondo alberghiero italiano.

Ovviamente, non è stato facile costruire giorno per giorno il percorso che ha caratterizzato la mia carriera. La passione per il lavoro nel settore alberghiero è nata per caso, nessuno in famiglia ha mai lavorato in una qualsiasi attività, ma, sin dal primo giorno che iniziai a frequentare la scuola alberghiera mi resi conto che era affascinante ascoltare i professori delle materie tecniche che raccontavano le loro esperienze. Quando poi al termine del primo anno andai a lavorare per la prima stagione tutto divenne più chiaro, mi piaceva il lavoro e ….. mi divertivo ! Avevo 15 anni e mezzo, il che significa che ho iniziato ben presto a sacrificare un po’ della mia vita di svaghi con i miei amici, io lavoravo quando loro erano in vacanza, al sabato e la domenica ero in servizio, così nelle giornate o periodi di festa. I sacrifici anche economici sono arrivati nel proseguo, a Parigi mi sono finanziato tre mesi di scuola, così come a New York per tre periodi di ferie consecutive. Le ferie le usavo per approfondire la conoscenza delle lingue straniere.

Ritengo di aver investito bene e fatto sacrifici anche nella scelta di rendermi disponibile a movimenti operativi ovunque la mia azienda mi chiedeva di andare, scelta che oggi guardandomi indietro sono contento di aver fatto senza alcun pentimento in quanto certamente chiave dei miei successi avendo avuto la possibilità di vedere e conoscere meglio il mio lavoro, luoghi, e persone che rimangono nei miei ricordi più belli.

2. DA QUANDO È DIVENTATO PRESIDENTE DI SOLIDUS, CONTINUANDO IL MANDATO DEL MAESTRO CARLO ROMITO, HA TROVATO DIFFICOLTÀ A CONFRONTARSI CON I PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI CHE COMPONGONO SOLIDUS? QUALI SONO I PROGETTI FUTURI APPENA TUTTO RITORNI ALLA NORMALITÀ?

Il mio mandato in Solidus è iniziato il primo giorno di gennaio 2020. Sin da subito mi sono concentrato sulla conoscenza della Confederazione, la nostra missione, la nostra organizzazione, la fotografia dello stato dell’arte, le consegne di Carlo Romito che ha aiutato a crescere moltissimo nei suoi sei anni di presidenza. Ho messo molto entusiasmo e passione in questi primi passi da presidente, coinvolgendo nei miei primi movimenti i componenti, il Consiglio Direttivo ed i coordinamenti regionali. Impegno che non è passato inosservato agli occhi esperti dei Presidenti delle 8 Associazioni che compongono Solidus.

Questo ha creato ovviamente fiducia nel mio iniziale operato portandoli a condividere e ad assicurarmi la loro massima attenzione e collaborazione.

L’emergenza Sanitaria dovuta al Covid, purtroppo, ha intralciato enormemente la programmazione che avevo in mente, soprattutto relativa all’ organizzazione della Confederazione, dei suoi organismi e le relative attività. In questi giorni (inizio settembre) stiamo anche noi cercando di accelerare la nostra ripresa, riprendendo quanto interrotto ed adattandolo alla nuova realtà.

I nostri focus saranno orientati verso le scuole per garantire la nostra presenza, collaborazione e contributi alla formazione ed orientamento degli studenti, daremo seguito ai contatti con le forze politiche con le quali abbiamo dialogato in questi mesi ove abbiamo offerto i nostri suggerimenti nella ricerca di trovare soluzioni alle problematiche causate dalla drammatica situazione che ha interessato il turismo del nostro paese. Ci adopereremo per incontrare i rappresentanti di tutte le altre associazioni professionali, dei proprietari, dei gestori dell’Ospitalità in Italia per cercare una coesione ed espressione unica che possa aiutarci ad affrontare serie trattative con il governo per perorare le esigenze di un settore economico che ha un peso rilevante nel nostro paese.

3. OGGI SI FA UN PO’ DI CONFUSIONE DI RUOLI ALL’INTERNO DI UNA STRUTTURA ALBERGHIERA, QUANTO È IMPORTANTE IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PROFESSIONALI ALL’INTERNO DI ESSE? QUANTO SONO IMPORTANTI LE GERARCHIE PROFESSIONALI ALL’INTERNO DI UNO STAFF?

Il nostro è un comparto che è sempre stato e continuerà ad essere molto attento ai cambiamenti, lo abbiamo visto soprattutto negli ultimi anni come sono cambiati i comportamenti degli Ospiti, come è cambiato il mercato e cosa hanno generato l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Giocoforza anche all’ interno delle organizzazioni del lavoro nelle strutture grandi o piccole che siano, di qualsiasi tipologia ed in qualsiasi luogo, gli adattamenti sono necessari per migliorare le prestazioni sia di qualità che gestionali a beneficio, poi comunque, di tutti.

La flessibilità nei ruoli è una delle virtù che maggiormente si evidenziano ormai negli ambienti di lavoro di qualsiasi genere. Nel mondo del lavoro in albergo o in qualsiasi struttura turistica la risorsa che riesce a offrire un contributo immediato ad una situazione di necessità temporanea o anche continuativa ha maggiori opportunità di crescita all’ interno dell’azienda ed arricchisce notevolmente la propria esperienza.

Certo, questa flessibilità deve essere intesa mantenendo la mansione originaria come prevalente sull’ operatività giornaliera o in generale, escludendo ovviamente l’assunzione in un ruolo ma l’utilizzo sistematico predominante in un altro.

Le associazioni professionali non essendo organizzazioni sindacali poco possono fare a questo riguardo, certamente hanno il compito di aiutare i propri appartenenti a comprendere e meglio gestire, con consigli adeguati, quelle situazioni locali o specifiche portate a loro conoscenza.

Le gerarchie professionali all’ interno di uno staff sono certamente fondamentali soprattutto in presenza di figure preparate che sanno gestire le risorse umane e le relative operatività. Sappiamo tutti cosa significa la gestione di una struttura o un reparto in mano ad una figura poco capace, problemi a non finire all’ interno dei team, disgregamento, turn over, assenza di risultati.

Un capo servizio professionale o un datore di lavoro preparato garantiscono stabilità, motivazioni, voglia di crescere e modellare figure pronte al ricambio generazionale oltre ai risultati attesi dall’ azienda.

4. SECONDO LEI LE ASSOCIAZIONI QUANTO DOVREBBERO INVESTIRE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E QUANTO PER CREARE UN ALBO DEI PROFESSIONISTI PER FAR SI CHE CI RICONOSCANO TALI? QUANTO È IMPORTANTE IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PROFESSIONALI ALL’INTERNO DI ESSE?

Da quanto vedo le associazioni professionali stanno investendo molto sulla formazione professionale, direi che le attività di tutte sono maggiormente dedicate alla formazione dei propri associati e certamente chi si associa ha proprio nella ricerca alla formazione professionale la motivazione principale.

In occasione del lockdown tutte le associazioni professionali hanno fatto un grandissimo e utilissimo lavoro di formazione. Ogni associazione ha organizzato webinair di buon livello a beneficio dei propri associati, mantenendo i contatti, facendo sentire la propria presenza e dando consigli ed aiuti concreti a chi ne aveva bisogno.

ABI PROFESSIONAL ha fatto davvero la sua parte mettendo in campo tanti professionisti che si sono esibiti in prove on line che hanno avuto molto successo. Ritengo che in questa drammatica occasione le Associazioni professionali hanno dato prova della loro utilità e preparazione. Sarebbe auspicabile un forte aumento di associati proprio dovuto all’ esposizione mediatica e passa parola positivo che si è sviluppato sul territorio nazionale.

Gli Albi professionali sono ormai superati, oggi si parla e ci si indirizza verso la “Certificazione delle Competenze”. Con la ripresa delle attività e una auspicabile “normalizzazione” del sistema scuole, alta formazione ecc. ecc. come Solidus riprenderemo i contatti con alcuni partner quali Ospitalia, Enaip, Università dei Sapori, ecc. con i quali sono state avviate già in passato al riguardo strategie comuni a beneficio futuro di tutte le 8 associazioni.

Per maggiore comprensione, la certificazione delle competenze è un’attestazione, un atto mediante il quale si attesta che una persona, valutata secondo regole prestabilite, possiede i requisiti necessari per operare con competenza e professionalità in un determinato settore di attività. La certificazione assicura che determinate persone possiedano, mantengano e migliorino nel tempo la necessaria competenza e professionalità; questo significa che attraverso la certificazione viene offerto al mercato un rilevatore di professionalità immediato, oggettivo e garantito da un ente terzo (Un organismo di certificazione operante ai sensi della norma ISO 17024) e non dallo stesso professionista, con un livello di attendibilità notevolmente diverso e conferisce un vantaggio competitivo nei confronti di altri soggetti non certificati. La certificazione delle competenze è un qualcosa di dinamico che segue nel tempo il percorso professionale della persona garantendo il mantenimento nel tempo delle competenze certificate.

5. OGGI SI CONTANO TANTE SCUOLE ALBERGHIERE SECONDO LA SUA ESPERIENZA IL PROGRAMMA ATTUALE È UN BUON PROGRAMMA O ERA MEGLIO QUALCHE ANNO FA CHE ERA PIÙ SETTORIZZATO? COSA SECONDO LEI GLI ISTITUTI ALBERGHIERI DOVREBBERO CAMBIARE O MIGLIORARE?

Sul territorio nazionale esistono realtà di vere e proprie eccellenze e purtroppo molte realtà meno valide, il tutto dovuto alla mancanza di linee guida omogenee e principi che consentano la diffusione delle pratiche migliori ed i giusti indirizzi gestionali di formazione, orientamento e reale pratica operativa.

Considerando l’importanza del settore turismo nella vita economica del nostro paese e la rilevanza che l’operato dei professionisti dell’ospitalità si riflette in termini di immagine del Paese e del Made in Italy, sarebbe arrivato il momento di selezionare l’accesso alle scuole alberghiere a studenti con giuste motivazioni, orientamenti alla mansione da consolidare o meglio indirizzare, evitando, pertanto, di accogliere chi trova nella scuola alberghiera un ripiego alla mancanza di idee relative al proprio percorso scolastico e professionale futuro. Le scuole alberghiere dovrebbero consentire un maggiore coinvolgimento pratico degli allievi nelle strutture alberghiere consentendo loro di vivere le esperienze del mondo reale velocizzando l’apprendimento con periodi di stage anche di durata superiore, personalizzati e in collaborazione con strutture turistiche che siano in grado di accompagnare gli studenti a livelli ottimali di preparazione.

Un maggiore utilizzo nelle scuole dei professionisti facenti parte delle associazioni professionali del mondo alberghiero è uno dei punti che possono migliorare i programmi degli Istituti sia alberghieri che non, soprattutto in prospettiva di orientamento alla professione dello studente.

6. GLI ALBERGATORI E I DIRETTORI DI OGGI TENGONO SEMPRE MENO ALLA FIGURA PROFESSIONALE, SPESSO TENDONO A RISPARMIARE NEI SERVIZI AL CLIENTE E SUL PERSONALE, A VOLTE NON ATTUANDO NEMMENO IL CCNL, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA COSA DOVREBBE CAMBIARE NEL SETTORE TURISTICO ALBERGHIERO? COSA CONSIGLIA AGLI ALBERGATORI AI DIRETTORI E A CHI VUOLE INTRAPRENDERE LA STRADA PROFESSIONALE NEL SETTORE TURISTICO ALBERGHIERO?

Per quelle che sono le mie informazioni posso affermare che sia gli albergatori che i direttori tengono molto ad avere al proprio interno valide figure professionali, non è sempre facile o possibile centrare gli obiettivi gestionali e a volte si deve scegliere tra figure professionali qualificate e figure meno preparate e quindi disposte ad accettare condizioni economiche meno vantaggiose e che assicurano un contributo alla gestione della struttura tutto sommato sufficiente. Ciò che tutti auspichiamo è che a seguito della crisi del Turismo causata dalla pandemia vengano rivisti ed adottati comportamenti e visioni virtuose rimettendo al giusto posto proprio l’importanza delle professionalità e l’utilizzo di risorse alle quali garantire una formazione continua, crescita di esperienze, possibilità di carriera e un adeguato riconoscimento economico. L’emergenza sanitaria e le conseguenze dovute al lockdown mondiale hanno certamente inferto un duro colpo al settore turismo sia in Italia che nel mondo ma il virus non ha distrutto la voglia della gente di viaggiare nel mondo per lavoro o per piacere e soprattutto non ha, in Italia, portato via le bellezze culturali e paesaggistiche e tanto meno l’esperienza e la professionalità di chi ogni giorno lavora con passione nelle proprie realtà. La passione e la volontà saranno le forze che consentiranno, nel tempo, al nostro settore di riprendersi e garantire a chi già opera ed a chi vorrà intraprendere la strada professionale nel settore turismo i successi e le soddisfazioni che solo le nostre professioni sanno darci.

GRAZIE PRESIDENTE, PER AVERCI DATO LA POSSIBILITÀ DI SCAMBIARE DUE CHIACCHIERE CON LEI, PER PARLARE E DIVULGARE LA NOSTRA BELLA PROFESSIONE NEL MONDO TURISTICO ALBERGHIERO. SPERIAMO LA PROSSIMA VOLTA INCONTRARLA DI PERSONA NELLA NOSTRA AMATA TERRA DI SICILIA DOVE È SEMPRE IL BENVENUTO.

L’ITALIA QUASI SOLD OUT PER FERRAGOSTO

GIA’ VENDUTO IL 79 % DELLE OFFERTE ONLINE
L’ITALIA PERDE MENO PIL DEGLI ALTRI PAESI

BUONE PERFORMANCE E QUASI TUTTO ESAURITO PER RIMINI, RAVELLO, CAVALLINO-TREPORTI, CILENTO E SALENTO
 
LA MONTAGNA RISPONDE ALLE ZONE BALNAERI CON LE ALPI QUASI FULL (84%) QUASI AL PARI CON LA FRANCIA (87%)
ROMA, 31 LUGLIO 2020 – L’Italia non si lascia abbattere dal Covid e anzi con il turismo reagisce meglio di altri Paesi. Il settore infatti – nonostante il contesto complesso – sta godendo di un periodo di tenuta soprattutto in alcune località. Promette bene la settimana di Ferragosto dal 10 al 16 agosto 2020: la Penisola risulta quasi sold out. L’Italia fa meglio della Spagna: già “vendute” il 79% delle disponibilità di offerte online (fonte Booking.com) mentre il Paese iberico è al 72 per cento di prenotazioni online. In Italia spiccano le maggiori destinazioni balneari: non più disponibili l’80% a Rimini, l’81% a Ravello, l’86% a Cavallino-Treporti, il 94% nel Cilento ed il 98% nel Salento. Anche la montagna italiana vede le destinazioni delle Alpi non più disponibili all’84%, correndo la competizione con quelle francesi (87%). Alla data del 30 luglio, l’analisi delle prenotazioni aeroportuali da agosto a ottobre in confronto con i competitor diretti Spagna e Francia, indicano ancora un calo delle prenotazioni sia in Italia che negli altri Paesi analizzati, nonostante l’Italia nel correre dei mesi estivi recuperi spazio di mercato. Nel complesso tra agosto e ottobre sono 191 mila 533 prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali per l’Italia, 204 mila 641 per la Spagna e 150 mila 672 per la Francia. Certo si tratta di un momento in continua evoluzione in cui le performance del settore sono evidentemente connesse all’andamento dell’epidemia in Italia e nel resto del mondo. In termini economici, tenendo costante il Pil totale dell’Italia 2019, il confronto indica che il contributo diretto del turismo all’economia italiana diminuirà di -2,6 punti percentuali nel 2020 rispetto al 2019 quando rappresentava il 5,7 del prodotto interno lordo. Si prevede, quindi, che il contributo totale (che comprende gli effetti indiretti e indotti, nonché l’impatto diretto) del settore diminuirà di -5,8 punti percentuali, rispetto al 13% del Pil nel 2019. Come per gli impatti diretti, la riduzione prevista per l’Italia è inferiore rispetto agli altri Paesi selezionati (-7,4% la Spagna sul valore 2019). Inoltre l’Italia continua a campeggiare sugli altri Paesi con 882,7mila mention totali sul travel Italia di cui 83,3 mila provenienti dal web e 799,4 mila dai social. Le mention hanno prodotto 233,7 milioni di interazioni totali. Il tema “bonus vacanza” produce un miliardo e 100 milioni di visualizzazioni seguito dal tema turismo con 362,2 milioni di visualizzazioni.
 
 
Francesca Cicatelli
Direzione Esecutiva
Comunicazione e Ufficio Stampa
Via Marghera 2 – ROMA
Cell: (+39) 392.9225216
e-mail: francesca.cicatelli@enit.it

Siamo i migliori. Lo dimostreremo

Gli italiani hanno dimostrato compostezza e senso civico indiscutibili. Ora si tratta di affrontare la ripartenza dell’economia italiana con la stessa sensibilità e senso di responsabilità.

Per l’ospitalità, risulta inderogabile la necessità di un Ministero del Turismo e del Made in Italy centrale nel Governo italiano.

Intervista con Francesco Guidugli, Presidente nazionale di SOLIDUS

“La   Fase  1  della   pandemia   di  Covid-19  è  terminata  il 4 maggio”  esordisce Francesco Guidugli, Presidente nazionale di SOLIDUS, l’associazione di secondo livello  che  raggruppa  otto delle  principali associazioni professionali del mondo

dell’ospitalità in Italia – ABI, ADA, AIH, AIRA, AIS, AMIRA, FAIPA, FIC – con circa 60.000 iscritti. “E’ finita la clausura forzata di gran parte dei 60 milioni di italiani e di una quota assai consistente dell’industria manifatturiera mentre quella dei servizi è stata bloccata pressoché nella sua interezza. In termini di perdite umane, abbiamo chiuso la Fase 1 con 30.000 morti di cui la metà nella sola regione Lombardia. E’ stata falcidiata un’intera generazione considerando che la stragrande maggioranza dei deceduti erano connazionali ultrasettantenni e ultraottantenni. Di questi, il 70% erano di genere maschile. Sono dati su cui si dovrà riflettere con calma a bocce ferme. Bisognerà riflettere con calma anche sulle scelte che sono state fatte nei decenni passati, sull’impoverimento della sanità pubblica, e di quella relativa ai medici di famiglia in maniera particolare, e sulla delega alle Regioni sia della Sanità che del Turismo, settori in cui si sono manifestate evidenti debolezze strutturali. Con la Fase 2 sono ripartite importanti filiere della produzione industriale, scelta fondamentale per poter dare ossigeno di qui a qualche settimana anche al settore dell’ospitalità, il più penalizzato in assoluto dalla pandemia. L’ospitalità per definizione si basa sulla mobilità delle persone, sulla loro possibilità di spostarsi e viaggiare, sull’esistenza di trasporti funzionanti su gomma, su rotaia, su nave, in aereo. I trasporti nei fatti sono stati bloccati, sono state perfino chiuse le frontiere tra gli Stati ma anche quelle tra le regioni. Ora si tratta di ripartire con gradualità, con prudenza, con le necessarie precauzioni a partire dalle mascherine da indossare sempre e ovunque quando ci si muove in pubblico, rispettando la distanza fisica di almeno un metro, meglio il doppio, rispetto agli estranei, sia all’aperto che sui mezzi di trasporto. Il nostro settore – ristoranti, alberghi, villaggi turistici, campeggi, pullman – non riparte subito perché la gradualità delle aperture inizia a partire dal 18 maggio e in particolare dal primo giugno. Inoltre, aprire senza pubblico non ha molto senso se non per chi voglia rodare la propria attività sulla base delle disposizioni relative alla sanificazione delle camere e degli spazi comuni, al distanziamento fisico tra Staff e ospiti, alle barriere trasparenti che dovranno essere installate alla Reception e nei ristoranti, ai percorsi che andranno stabiliti sempre per garantire la massima sicurezza sia allo Staff che agli ospiti. Si prevede che i primi ospiti saranno corporate, laddove le aziende avranno riaperto e avranno necessità di organizzare riunioni o trasferte appoggiandosi agli alberghi, poi arriveranno i turisti italiani, che potranno spostarsi più facilmente con le proprie vetture o con i mezzi pubblici. Per il 2020 il turismo incoming (oltre 45 miliardi di euro nel 2019), legato ai viaggiatori internazionali, verrà drasticamente ridotto innanzitutto dalla mancanza di voli, a meno che le compagnie aeree internazionali non registrino richieste allo stato attuale abbastanza difficili da prevedere. Potremo contare su un turismo internazionale di prossimità, da Francia, Svizzera, Austria, Germania, Slovenia, Croazia, di chi si muove in auto o in camper, sempre che la pandemia di Covid-19 lo consenta visto che anche in quei Paesi esistono limitazioni più o meno importanti alla mobilità. La pandemia ragionevolmente si attenuerà entro l’estate, forse si ridurrà ulteriormente in vista della prossima stagione invernale a seconda che abbia ragione chi pronostica un’attenuazione intrinseca della potenza del virus o chi preveda all’opposto una seconda ondata della pandemia entro l’anno. Il vaccino non sarà pronto prima del 2021 e non sarà disponibile prima della fine del prossimo anno a essere ottimisti. Siamo davvero in balia dell’incertezza e dobbiamo comportarci con la massima prudenza ma senza farci prendere dal panico o dalla frustrazione. Si riparte, e questo è di certo un fattore positivo. Si riparte tutti assieme con le precauzioni del caso, che noi italiani abbiamo dimostrato di aver condiviso e adottato con il massimo senso di responsabilità. Nel 2019 abbiamo speso oltre 25 miliardi di euro per andare all’estero. Sono soldi che quest’anno dovremmo spendere nel nostro paese, approfittando della situazione per scoprirlo o riscoprirlo: ci sono 20.000 borghi storici da vivere e visitare, ci sono alcune migliaia di chilometri tra Alpi e Appennini che ci garantiscono la migliore delle arie condizionate, quella naturale, i colleghi che propongono ospitalità sulle coste faranno del loro meglio per garantire le migliori condizioni di sicurezza e di comfort ambientale, idem nelle città d’arte, il tutto declinato con la migliore enogastronomia del pianeta, quella italiana, che consente di abbinare sport, natura, salute, sposando la digeribilità della dieta mediterranea, la più sana e gustosa del pianeta, con un clima e un territorio baciati da sempre dagli dèi del turismo. C’è il fenomeno delle seconde case che quest’anno immagino sarà sfruttato al meglio. Le navi da crociera invece quest’anno registreranno il blocco pressoché totale della loro attività. Per loro se ne riparla solo dopo la fine della pandemia. Tutto il settore è proiettato verso la Fase 3, la ripartenza a pieno regime, che dovrà aiutarci quest’anno a contenere le perdite economiche e a ripartire nel 2021 per recuperare, di lì a un paio di anni, il posto in prima fila che spetta al turismo italiano nell’ambito di un fenomeno, il turismo mondiale, che fletterà pesantemente come noi quest’anno e inizierà a recuperare nel 2021 per tornare alla normalità entro pochi anni. Mai dimenticare che nel 2019 il turismo nel mondo ha significato 1,4 miliardi di viaggiatori, oltre un triliardo di dollari di fatturato, diventando tra i primi tre comparti economici del pianeta. Una cosa questa pandemia non impedirà: che la gente continui a desiderare di viaggiare e che lo faccia appena gli è possibile. E’ accaduto qualcosa di analogo dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre del 2001. I voli furono sospesi per settimane, gli aeroporti adottarono stringenti misure di sicurezza che complicarono non poco la vita a chi viaggiava. Abbiamo digerito il tutto e il turismo è balzato in avanti con ancora maggiore vigore. Accadrà lo stesso anche questa volta. E’ nella natura umana l’impulso alla curiosità, alla scoperta dei luoghi e delle persone, al confronto con lingue e culture diverse, alla ricerca costante di esperienze ed emozioni sempre nuove. E’ un bisogno intrinseco. Nel 2020 il turismo sarà condannato al breve raggio, ai weekend, alla difficoltà per molti di potersi concedere una vacanza più lunga visto che le ferie magari le ha dovute forzatamente bruciare durante la quarantena, altri hanno visto ridursi bruscamente i guadagni perché messi in cassa integrazione o per la cessazione netta dell’attività, per i professionisti, per i lavoratori stagionali o a contratto determinato. Per tutti costoro contiamo che lo Stato faccia la sua parte e integri i mancati guadagni: lo Stato in questo momento deve ragionare non secondo logiche di bilancio ma secondo logiche di solidarietà. Primum vivere deve essere il motto sulla nostra bandiera. Si deve investire ciò che è necessario perché tutti gli italiani possano disporre dei mezzi economici non solo per sopravvivere alla pandemia ma anche per far ripartire l’economia nazionale nella quale l’industria dell’ospitalità, nella sua accezione più ampia, copre dal 25 al 30% del PIL nazionale.”

Qual è la situazione delle associazioni professionali?

E’ molto impegnativa proprio perché rappresentiamo coloro che materialmente combattono in trincea e sono stati colpiti per primi dall’attacco del virus. Moltissimi sono in cassa integrazione. Le associazioni professionali rappresentano la spina dorsale dell’industria dell’ospitalità italiana, hanno esperienza, professionalità, passione. Peccato che tutto ciò non sia stato utilizzato dal Governo italiano che ci ha completamente ignorato, nonostante i nostri appelli, mai includendoci nelle Commissioni più e meno scientifiche che sono state nominate, mai rispondendo ai nostri appelli, mai raccogliendo le nostre proposte. Anche in questa occasione l’Italia è andata in guerra con generali improvvisati, impreparati, inadeguati. Spiace dirlo ma è la constatazione di un dato di fatto. Ci siamo rivolti al ministro competente pe il nostro settore e al presidente del Consiglio perché ci ricevessero e ci consentissero di partecipare alla discussione delle misure che dovevano essere adottate per affrontare l’emergenza. Pensiamo di conoscere il nostro settore assai meglio di chi nella vita privata fa altri lavori, dall’avvocato all’onorevole di mestiere. E’ una delusione che condividiamo non solo con i nostri associati ma anche con i rappresentanti per esempio dei nostri datori di lavoro, le associazioni degli imprenditori alberghieri oltre che di molte altre associazioni, come quelle dei gestori di hotels piuttosto che di stabilimenti balneari. Temevano che disturbassimo il guidatore? Finita la pandemia, come SOLIDUS incontreremo i rappresentanti di tutte le altre associazioni professionali, dei proprietari, dei gestori dell’ospitalità in Italia. Rappresentiamo 3 milioni di italiani, centinaia di migliaia di famiglie, una consistente quota del PIL italiano, soprattutto un settore, quello del Made in Italy, che va ben oltre l’ospitalità per includere moda, design, formazione, sport, artigianato, che rappresenta il futuro per un Paese come l’Italia che dispone di un retaggio storico e culturale davvero unico sul pianeta Terra.

Come deve mutare la comunicazione post Covid?

Per chi si occupa di ospitalità, è fondamentale proporre messaggi rassicuranti. L’albergo non è un ospedale ma è un presidio sanitario del territorio da sempre. Da sempre l’albergo, a seconda della situazione storica in cui si trovava, propone un’ospitalità di qualità superiore rispetto a quella che l’ospite aveva lasciato a casa sua. Il cibo era migliore, la camera era più pulita, l’ambiente era meglio riscaldato l’inverno, nella stalla il cavallo trovava biada e avena, il personale era accogliente e disponibile. Gli alberghi sanificano camere e spazi comuni da sempre, e in maniera sempre più sofisticata a mano a mano che scienza e tecnologia ci hanno messo a disposizione detergenti e disinfettanti più efficienti ed efficaci, a mano a mano che la scienza alberghiera ha insegnato alle cameriere a pulire gli ambienti con una metodologia che elimini lo sporco anziché distribuirlo attorno come fanno molte casalinghe, a mano a mano che sono stati introdotti protocolli sanitari rigorosi quanto efficaci come l’HACCP per la conservazione e la manipolazione del cibo. Gli alberghi per legge ogni sei mesi sottopongono l’intero impianto di climatizzazione al trattamento anti legionella, che in molti alberghi è regolato con strumenti automatici che operano tutti i giorni. In questi alberghi batteri patogeni e virus sono ospiti indesiderati e messi alla porta da sempre. Idem pulci e cimici, che a volte vengono introdotte involontariamente dagli ospiti tramite le loro valigie ma che gli alberghi sanno come affrontare ed eliminare a ogni cambio di camera. Il vantaggio degli alberghi, rispetto agli ospedali, è che negli ospedali ci vanno persone ammalate, che portano con sé la loro carica di virus e batteri, rendendo oggettivamente pericolosi quei luoghi, l’albergo invece è frequentato da persone sane, allegre, con sistemi immunitari perfettamente efficienti. Guai all’albergo se diventasse simile a una sala operatoria: diventerebbe pericoloso per i sani. La comunicazione oggi deve affrontare il problema della sanificazione, che una volta era ritenuto un argomento secondario, scontato, mettendolo al centro della qualità dell’ospitalità. La vostra salute è la nostra prima preoccupazione è sempre stato il leitmotiv degli alberghi, solo che non era sbandierato. Oggi l’ospite si aspetta che lo sia. Ovviamente, a mano a mano che ci allontaneremo dalla pandemia, dobbiamo tornare a comunicare l’eccellenza della nostra offerta turistica e sottolineare ciò che rende unica l’Italia, dal suo patrimonio storico e culturale allo stile di vita. Siamo unici proprio per questo e dobbiamo raccontarlo sempre meglio. Ci sono tedeschi, austriaci, svizzeri, belgi, danesi, olandesi, scandinavi, russi, britannici, spagnoli, francesi che non vedono l’ora di tornare in Italia. Gli americani fremono dal desiderio impellente di poter tornare in Italia. Le prenotazioni in vista del 2020 erano a dir poco incredibili: negli Stati Uniti si lamentavano che non c’erano abbastanza posti in Business Class verso l’Italia… Dobbiamo essere positivi e ottimisti. L’Italia ripartirà alla grande.”

Francesco Guidugli, Presidente SOLIDUS

l’intervista al Presidente di Solidus

Buongiorno a tutti,

in allegato, l’intervista al Presidente di Solidus, Carlo Romito, da parte di Hotel Managers; organo ufficiale dell’Associazione ADA.

Al Convegno nazionale di Solidus, che si terrà a Roma il 2 e 3 Dicembre, Carlo Romito, termina ufficialmente il suo secondo mandato di Presidente Solidus.

A lui, va il nostro ringraziamento per il grande e costante lavoro profuso in questi 6 anni. A lui l’augurio più sincero per il suo futuro; di sicuro, sempre al nostro fianco.

Buona domenica a voi tutti.

Mimmo

L’intervista a Carlo Romito

Convegno Solidus

Buongiorno a tutti

Vi presento le giornate del Convegno Solidus.

 Il 2 Dicembre, giornata di relax, di gita programmata,  e/o visite presso Musei e Monumenti al centro di Roma.

–        Il 3 Dicembre, per chi desidera prolungare il soggiorno:

–        in mattinata, Convegno Solidus presso Il Senato della Repubblica. Nel pomeriggio la “Premiazione degli 8 Professionisti delle 8 Associazioni per l’anno 2019 di Solidus”, e sempre nella prestigiosa sede del Senato.

–        La sera del 3 Dicembre: Cena di Gala Solidus e Festa degli Auguri di Solidus Lazio. Presso The St. Regis Rome.

Ringrazio tutti voi, per la pazienza! Augurando, che la nostra scelta, sia da voi compresa e accettata con la vostra partecipazione. Un grazie, alla Direzione degli Alberghi che ci ospiteranno. Un grazie a chi si è prodigato in Aira e in Solidus per questo interessante Evento.

Al più presto, invieremo programmi e prezzi per ogni appuntamento. E a questo punto, non resta che inviare un … “Arrivederci Roma”!

Mimmo Minichino

programma

Festa degli Auguri – Solidus Lazio – 2018

In allegato l’invito a partecipare alla ormai tradizionale Festa degli Auguri – Solidus Lazio – 2018.

L’invito come potete leggere dalla locandina vi arriva dalle 8 Associazioni che fanno parte di Solidus. (AMIRA – ABI Professional – ADA – FIC – AIH – Chiavi d’Oro Faipa- e la nostra AIRA).

Quest’anno la Festa si svolgerà il Sabato 8 di Dicembre p.v. alle ore 20.00 nella splendida struttura del Crwone Plaza Rome St. Peter’s di Via Aurelia Antica, 415.

Come potete immaginare saremo davvero tanti. Il luogo, il menù, la musica, gli addobbi natalizi, e chissà la fortuna di poter sorteggiare qualche premio, e il desiderio di vivere una bella serata in compagnia con amici e colleghi, ci spinge a non esitare, e quindi prenotare al più presto, e comunque non oltre Lunedì 3 Dicembre p.v. a:

  • Mimmo Minichino – cellulare 340 4022352 – minichino@airaclub.it

Vi aspettiamo numerosissimi!!!!

Festa degli Auguri – Solidus Lazio – 2018