L’ITALIA QUASI SOLD OUT PER FERRAGOSTO

L’ITALIA QUASI SOLD OUT PER FERRAGOSTO

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GIA’ VENDUTO IL 79 % DELLE OFFERTE ONLINE
L’ITALIA PERDE MENO PIL DEGLI ALTRI PAESI

BUONE PERFORMANCE E QUASI TUTTO ESAURITO PER RIMINI, RAVELLO, CAVALLINO-TREPORTI, CILENTO E SALENTO
 
LA MONTAGNA RISPONDE ALLE ZONE BALNAERI CON LE ALPI QUASI FULL (84%) QUASI AL PARI CON LA FRANCIA (87%)
ROMA, 31 LUGLIO 2020 – L’Italia non si lascia abbattere dal Covid e anzi con il turismo reagisce meglio di altri Paesi. Il settore infatti – nonostante il contesto complesso – sta godendo di un periodo di tenuta soprattutto in alcune località. Promette bene la settimana di Ferragosto dal 10 al 16 agosto 2020: la Penisola risulta quasi sold out. L’Italia fa meglio della Spagna: già “vendute” il 79% delle disponibilità di offerte online (fonte Booking.com) mentre il Paese iberico è al 72 per cento di prenotazioni online. In Italia spiccano le maggiori destinazioni balneari: non più disponibili l’80% a Rimini, l’81% a Ravello, l’86% a Cavallino-Treporti, il 94% nel Cilento ed il 98% nel Salento. Anche la montagna italiana vede le destinazioni delle Alpi non più disponibili all’84%, correndo la competizione con quelle francesi (87%). Alla data del 30 luglio, l’analisi delle prenotazioni aeroportuali da agosto a ottobre in confronto con i competitor diretti Spagna e Francia, indicano ancora un calo delle prenotazioni sia in Italia che negli altri Paesi analizzati, nonostante l’Italia nel correre dei mesi estivi recuperi spazio di mercato. Nel complesso tra agosto e ottobre sono 191 mila 533 prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali per l’Italia, 204 mila 641 per la Spagna e 150 mila 672 per la Francia. Certo si tratta di un momento in continua evoluzione in cui le performance del settore sono evidentemente connesse all’andamento dell’epidemia in Italia e nel resto del mondo. In termini economici, tenendo costante il Pil totale dell’Italia 2019, il confronto indica che il contributo diretto del turismo all’economia italiana diminuirà di -2,6 punti percentuali nel 2020 rispetto al 2019 quando rappresentava il 5,7 del prodotto interno lordo. Si prevede, quindi, che il contributo totale (che comprende gli effetti indiretti e indotti, nonché l’impatto diretto) del settore diminuirà di -5,8 punti percentuali, rispetto al 13% del Pil nel 2019. Come per gli impatti diretti, la riduzione prevista per l’Italia è inferiore rispetto agli altri Paesi selezionati (-7,4% la Spagna sul valore 2019). Inoltre l’Italia continua a campeggiare sugli altri Paesi con 882,7mila mention totali sul travel Italia di cui 83,3 mila provenienti dal web e 799,4 mila dai social. Le mention hanno prodotto 233,7 milioni di interazioni totali. Il tema “bonus vacanza” produce un miliardo e 100 milioni di visualizzazioni seguito dal tema turismo con 362,2 milioni di visualizzazioni.
 
 
Francesca Cicatelli
Direzione Esecutiva
Comunicazione e Ufficio Stampa
Via Marghera 2 – ROMA
Cell: (+39) 392.9225216
e-mail: francesca.cicatelli@enit.it

Destination

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Destination è il primo modulo formativo previsto per Gennaio 2021, a partire dalle ore 19.00

Il programma prevede 4 moduli da 1 ora ciascuno così composto :

  • 7 Gennaio : L’ambasciatore territoriale, a cura di Nicola Guariglia.
  • 14 Gennaio : Storytelling del territorio – come vendere di più e meglio le esperienze del territorio, a cura di Concetta D’Emma.
  • 21 Gennaio : La Destinazione – come, quando e perchè, a cura di Gianfranco Rondi.
  • 27 Gennaio : La Promozione territoriale – Il tour operator post Covid, a cura di Mino Reganato

Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Destination vi guida verso una buona promo-commercializzazione della propria destinazione con tanti utili spunti e strumenti web.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Gennaio 2021.

Non mancate!

Big data e intelligenza artificiale per rilanciare il turismo

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Presentiamo un articolo di Roberta Milano, Tourism digital strategist Associazione Copernicani di Network Digital 360

Già prima del covid il digitale era considerato un driver fondamentale per il turismo, in tutte le fasi del viaggio. A maggior ragione oggi, il settore ha bisogno di indicatori e informazioni in tempo reale per prevedere scenari, evoluzione dei comportamenti e attuare le opportune strategie.

Il turismo è uno dei settori più colpiti dall’attuale crisi. Purtroppo, è una delle poche certezze che abbiamo in questo periodo. Viaggi, ristorazione, esperienze e servizi complementari, pernottamenti, voli, agenzie di viaggio, ma anche eventi, congressi, fiere, spettacoli e cultura stanno soffrendo una crisi senza precedenti. L’elenco sarebbe lunghissimo.

I turisti torneranno, ma c’è il rischio che l’offerta sia sempre più gestita dai colossi del digitale, con profitti sempre più risicati per gli operatori del settore nostrani. Ecco perché serve subito un piano Turismo 4.0, focalizzato sull’analisi dei dati e in grado di dare una visione di lungo termine che permetta al paese di essere competitivo rispetto a realtà, come la vicina Spagna, con una più veloce capacità di reazione.

L’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) prevede un calo complessivo mondiale del 70% per tutto il 2020 e un ritorno ai livelli del 2019 in termini di arrivi internazionali previsto per il 2023, con un range dai 2 ai 4 anni a seconda dei diversi scenari che si manifesteranno e delle diverse aree geografiche.

A differenza del senso comune, in Italia soprattutto, dove viene spesso associato al divertimento, all’effimero, al non essenziale, il turismo è una vera e propria industria che dà lavoro a molte famiglie. Il suo apporto all’economia non è affatto marginale: vale circa il 13% del nostro PIL, il 14,9% dell’occupazione e il 7,9% dell’export totale (World Travel & Tourism Council, Economic Impact Report 2019).

La situazione 2020 è molto diversa. Durante la recente Fiera Internazionale di Rimini, TTG Travel Experience, l’unica fiera internazionale tenutasi con grande coraggio in tutta Europa, sono stati presentati dati che fotografano una realtà italiana drammatica. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, nel secondo trimestre 2020 il Turismo è stato uno dei settori più gravemente colpiti dalla crisi; in particolare le agenzie di viaggio hanno registrato un -93% di fatturato, la ristorazione -66%, sport, cultura e intrattenimento -60% e ospitalità -58%. L’ Ecommerce Travel degli operatori con sede in Italia è calato del -56% e sceso a un valore complessivo di 4,8 miliardi di euro. Se la seconda metà dell’anno si era aperta con un moderato ottimismo vista la timida ma costante ripresa dell’estate, l’attuale seconda ondata che sta attraversando l’Europa non lascia spazio a buone previsioni.

Già prima della pandemia il digitale era considerato un driver fondamentale, dilatando la sua importanza a tutte le fasi del viaggio, dalla prenotazione prima di partire alla consultazione (mappe, siti, acquisti, marketing di prossimità) durante la vacanza. A maggior ragione oggi. La pandemia ha, infatti, determinato una forte accelerazione digitale della domanda e dell’offerta. Secondo un sondaggio McKinsey, in Europa le aziende hanno vissuto in pochi mesi una trasformazione digitale equivalente a tre anni nelle relazioni con i clienti e di sette anni nell’adozione interna di prodotti e tecnologie digitali.

Il tema è quindi quanto mai strategico per prepararsi alla ripresa in un mercato turistico che sarà completamente diverso per flussi, distribuzione, comportamenti, rapporti di forza e player.

Purtroppo, l’Italia scontava e sconta l’arretratezza tecnologica e digitale ben evidenziata dal Digital Economy and Society Index DESI[: siamo al 25° posto, perdendo una posizione, nell’indice generale 2020 e addirittura all’ultimo posto (28°) per “human capital”. Ciò significa che mancano ancora delle competenze digitali di base, anche nel turismo.

Se per alcuni settori l’impatto del Covid-19 può tradursi in un “semplice” calo delle vendite e in lievi variazioni delle preferenze, per turismo ed enogastronomia la crisi è totale in quanto riguarda contemporaneamente sia la domanda sia l’offerta. L’estate è stata un piccolo test di cosa servirà in futuro: con un turismo straniero a lungo raggio totalmente assente (pensiamo ai turisti USA che erano il primo mercato in molte zone, soprattutto nelle città d’arte), un turismo principalmente domestico, una piccola quota di clientela estera influenzata in primo luogo dalla prossimità (Germania, Svizzera, Francia), la scelta prevalente dell’auto come mezzo di trasporto, la scomparsa quasi totale del turismo business causa smartworking e annullamento eventi (la città di Milano sta subendo un impatto profondo e prevedibilmente duraturo), ogni vecchio posizionamento è saltato. Le ricerche, i dati e le strategie pre-pandemia sono diventate quasi carta straccia, nel senso che hanno perso il valore di riferimento statistico o predittivo. Abbiamo un’urgente necessità di nuovi dati in grado di fotografare una situazione che cambia continuamente per creare nuove strategie e modelli flessibili di azione. Il settore ha quanto mai bisogno di contare su indicatori e informazioni in tempo reale per poter prevedere scenari, evoluzione dei comportamenti e attuare le opportune strategie, anticipando il più possibile il processo decisionale. È proprio sulla velocità di reazione, infatti, che si determineranno i nuovi assetti e la competitività futura dei diversi Paesi.

Interessante quanto prevede di realizzare la Spagna, peraltro primo paese per competitività nel turismo secondo il World Economic Forum. La Ministra spagnola dell’Industria del Commercio e del Turismo, Reyes Maroto, ha appena annunciato, lo sviluppo di nuovi strumenti strategici basati su Big Data e soluzioni tecnologiche, individuati quali elementi chiave per il rilancio del settore e per mantenere la leadership competitiva della Spagna in un mercato globale.

Nello specifico ha illustrato il Tourism Data Viewer, una piattaforma per visualizzare facilmente i dati, uno spazio web unico da cui sarà possibile accedere alle diverse fonti statistiche sia per le organizzazioni pubbliche sia per quelle private e creare, in ultima analisi, un nuovo modello di conoscenza.

A novembre verrà anche lanciato il Directorio de Soluciones Tecnológicas para los Destinos Turísticos Inteligentes dove sarà possibile trovare una serie di soluzioni tecnologiche (prodotti/servizi) disponibili nel mercato nazionale degli operatori tecnologici e digitali specializzati in questo settore. L’obiettivo è facilitare l’accesso, per le Destinazioni Turistiche, alla conoscenza di soluzioni e risorse che le aiutino a migliorare la propria competitività, in modo che si generi un punto di incontro tra domanda e offerta tecnologica. Lo strumento è strutturato sulla base dei cinque assi che supportano la metodologia DTI (Destino Turístico Inteligente o Smart Destination) ed è completamente gratuito. Il catalogo comprende 90 aziende e 115 soluzioni tecnologiche che vanno da quelle legate all’intelligenza artificiale, assistenti virtuali o sistemi di data analytics, passando per strumenti di marketing, CRM, videomapping, realtà virtuale, ascolto attivo o web design. Sarà presente anche l’obiettivo Sostenibilità con l’offerta di strumenti tecnologici finalizzati alla gestione efficiente dell’acqua, della qualità dell’aria, dell’energia o dei rifiuti.

È inoltre previsto un piano più di visione a medio termine, denominato Smart Tourism, che mirerà ad accelerare la trasformazione digitale dell’attività turistica nell’ambito dell’Agenda Digitale 2025.

Dove non arriva il pubblico, o dove arriva parzialmente, si offre il privato.

D’altra parte, secondo una ricerca Travelport, oltre il 70% del management alberghiero è disposto a pagare per accedere a rapporti esterni aggiuntivi, e oltre il 55% di questi lo fa già per avere una visione aggregata del settore. Sia chiaro, in periodi di cambiamenti così repentini i dati servono ma serve ancora di più la capacità di interpretarli. Vanno infatti coniugati fattori esogeni (epidemiologi, economici, normativi) con gli effetti su abitudini, comportamenti, aspettative ed emozioni, in uno scenario di viaggio nuovo che va componendosi giorno per giorno. Ma navigare a vista è comunque la peggior scelta si possa fare in funzione della ripresa. Vediamo alcuni esempi.

La prima OTA europeaeDreams ODIGEO, ha lanciato una piattaforma di Intelligenza Artificiale per le analisi dei trend di viaggio e creare un indicatore per le destinazioni sulle tendenze della domanda. Il servizio fornisce insight di qualità riguardo le tendenze del settore a livello globale e le abitudini dei viaggiatori ed è finalizzato a supportare gli enti del turismo e travel decision makers, nazionali e locali, nello sviluppo di strategie efficaci. Il Gruppo utilizza un set avanzato di algoritmi per elaborare dati resi anonimi di oltre 21 miliardi di ricerche annuali di viaggi online e per fornire informazioni in tempo reale.

Con il nome di City PortalAirbnb ha recentemente annunciato un progetto pilota con 15 città e agenzie turistiche globali. L’azienda sta sperimentando una piattaforma di condivisione delle informazioni che, secondo quanto si apprende, aiuterà i decisori locali a monitorare gli effetti dell’home-sharing. Punta a fornire al personale municipale un accesso più efficiente ai dati e informazioni sul rispetto o meno delle leggi locali. Ogni città della sperimentazione, San Francisco e Seattle per citarne alcune, avrà accesso a una nuova dashboard di dati e a uno staff dedicato di Airbnb. Il cruscotto, laddove consentito, fornirà ulteriori informazioni sui visitatori, inclusa la città di origine e le informazioni demografiche, per aiutare gli uffici a indirizzare meglio le loro campagne pubblicitarie e di marketing.

Sabre e Google stanno sviluppando una Artificial Intelligence – driven technology platform che rappresenta una novità assoluta nel settore dei viaggi. Il progetto, presentato con il nome di Sabre Travel AI ™, è una combinazione tra l’infrastruttura cloud, l’intelligenza artificiale e le capacità di machine learning di Google con la profonda conoscenza del settore dei viaggi di Sabre “per creare soluzioni di terza generazione che siano più intelligenti, veloci e convenienti”.

Le aziende clienti disporranno di contenuti altamente pertinenti, personalizzati e rapidi per soddisfare al meglio le esigenze del viaggiatore di oggi e, in ultima analisi, creare maggiori opportunità di crescita.

In tempi difficili per il settore alberghiero, avere accesso a dati di qualità è, come detto, fondamentale e anche le singole catene si muovono in questa direzione. Hilton e Amadeus hanno annunciato, proprio il 22 ottobre, il rinnovo e l’espansione dell’esclusiva partnership di Business Intelligence. Queste soluzioni forniscono i dati di mercato più completi e predittivi nel settore dell’ospitalità, consentendo agli albergatori di far avanzare il processo decisionale, ottimizzare il mix di canali e rafforzare i ricavi per camera.

Amazon approfitta del boom obbligato del contatto a distanza nel turismo per lanciare la sua piattaforma Amazone Explore. Si tratta di un nuovo servizio, che consente ai suoi clienti di prenotare delle esperienze virtuali ma al tempo stesso interattive. Basterà collegarsi in streaming, attraverso il proprio computer (il servizio non è ancora ottimizzato per il mobile) con degli esperti locali. Le esperienze possono essere incentrate su tour di luoghi lontani ma anche sulla creatività, l’apprendimento di abilità manuali/culinarie o, in alcuni casi, lo shopping in boutique da tutto il mondo. Ad oggi il servizio è in fase di test, disponibile solo in USA e su invito, ma sono già visibili alcune proposte come fare un tour a piedi a Oslo o fare shopping nella Little Champlain Street del Quebec, Esiste già un’offerta di turismo esperienziale virtuale, più o meno interattivo: da YouTube o Google Earth o Airbnb. L’esperienza di Amazon Explore sembra diversa perché è una sessione individuale tra l’ospite e lo spettatore, abilitata da video unidirezionale (la privacy dell’acquirente viene protetta) mentre l’audio e bidirezionale per una comunicazione in tempo reale.

Sul fronte VR – Virtual Reality – non si contano comunque le iniziative sviluppate da singoli operatori, sia pubblici sia privati, durante e dopo il lockdown. Dalla Napa Valley fino all’Italia, è stato un fiorire di degustazioni di vini (previo acquisto in e-commerce) a distanza su zoom e diversi enti del turismo hanno realizzato video VR o immersivi per mantenere alto il livello di engagement. L’Organizzazione Nazionale del Turismo del Giappone ha realizzato il film VR a 360 gradi che, “tra tradizioni, natura e modernità”, continua la promozione in attesa delle prossime olimpiadi.

National Geographic ha creato video a 360° di luoghi naturali e siti di immersione che, se abbinati a un visore VR Oculus Quest, possono offrire agli utenti la possibilità di nuotare con le megattere in Antartide o esplorare le barriere coralline dell’Indonesia.

Segnalo anche la nuova campagna video 8D di Tourism Australia. Sfruttando l’innovativa tecnologia audio 8D, sei video accompagnano gli spettatori in un viaggio sensoriale, immergendoli in panorami, suoni e trame unici di destinazioni iconiche. È la prima volta che un ente turistico utilizza questa tecnologia per una serie di video e lo scopo non è, ovviamente, una call to action immediata, ma lo stupore, l’emozione: tecnologia al servizio della “semplice” promozione verso quelle persone che continuano a desiderare esperienze di viaggio, ma fisicamente non possono realizzarle.

Infine, una curiosità: a Tokyo un’azienda, la First Airlines, dal 2016 forniva viaggi virtuali e immersivi in Italia, a Parigi, alle Hawaii e a New York in un contesto del tutto simile a quello di un volo reale, con tanto di cabina, dimostrazione delle misure di sicurezza e servizio pasto. Dopo il lockdownd e le restrizioni ha visto incrementare il fatturato del 50%, a testimonianza di un desiderio di viaggiare, per nulla ridotto.

L’elemento sicurezza è diventato una delle componenti determinanti del viaggio, da quello business a quello leisure. Secondo una ricerca di Amadeus il 66% dei viaggiatori intervistati afferma che conoscere in anticipo le informazioni sulle misure di prevenzione COVID-19 sia “molto importante” prima di prenotare un hotel, il 62% manifesta lo stesso approccio per i viaggi aerei.

Anche in questo caso molte le novità che trovano nel digitale una soluzione.

La startup TravelPerk ha lanciato pochi giorni fa TravelSafe API rendendo accessibili, in tempo reale, i dati sulle restrizioni di viaggio e sui rischi legati al Pandemia di Covid19. Si tratta di un prodotto in abbonamento mensile che consente ai fornitori di viaggi di integrare le informazioni relative alla pandemia sulle restrizioni nelle destinazioni durante il processo di prenotazione con il servizio che estrae dati da fonti ufficiali e siti web governativi locali.

Viene anche calcolato il livello di rischio per i viaggi in un determinato paese, basandosi sull’analisi in tempo reale del tasso di riproduzione dell’epidemia. Sono stati impiegate e sviluppate tecnologie avanzate di elaborazione delle informazioni, processi di aggiornamento automatico dei livelli di rischio e strumenti digitali interni per facilitare il controllo di questi dati da parte degli analisti.

Per soddisfare la crescente richiesta dei consumatori di esperienze contactless, Booking.com sta collaborando con la promettente startup Futurestay per fornire il check-in online negli affitti a breve termine presenti sulla sua piattaforma. Gli affitti a breve, infatti, sembrano aver sofferto meno l’impatto della crisi rispetto agli hotel incontrando un maggior favore dei turisti estivi. Booking vuole sfruttare al massimo la tendenza e lavorerà attraverso partner per estendere il check-in online ai circa 6,5 milioni di case, appartamenti e altri luoghi unici in cui soggiornare presenti nel suo sito. Oltre a Futurestay, Booking collabora anche con Hotelbird e Abitari per fornire ai propri partner (host) gli strumenti e la tecnologia su misura di cui hanno bisogno per rispondere efficacemente all’evoluzione del viaggio in atto.

Anche la ristorazione sta forzatamente investendo sulla Touchless Experience. Con la pandemia si sono diffusi esponenzialmente i menù digitali, a cui è possibile accedere con un QR Code o altre soluzioni simili. Alcuni stanno ulteriormente innovando il servizio attraverso app anche proprietarie che consentano la gestione digitale di programmi fedeltà, offerte, ordini, modalità di pagamento, prenotazioni, asporto. Un percorso nato per necessità ma che, attraverso la raccolta digitale dei dati, può offrire nuove possibilità di marketing.

La digitalizzazione della filiera e una crescita della più generale cultura digitale sono indicate, anche dall’Europa, come asset prioritari per la ripresa del turismo non appena il mercato si riaprirà. Lo scenario tracciato dai pochi ma significativi esempi riportati sopra, evidenzia quanto la tecnologia e il digitale siano pervasivi nel turismo, dalla ricerca alla promozione, dalla profilazione alla vendita. Su questo fronte, si giocherà la futura competitività dell’Italia.

Come destinazione e come sistema di imprese ci aspettano difficili sfide. Sono in gioco tantissimi posti di lavoro e l’economia stessa del nostro Paese che tanto si basa su turismo e ristorazione. Il World Economic Forum ha appena pubblicato il report The Future of Jobs 2020: il grafico sotto dimostra quanto a rischio sia l’occupazione nel nostro settore nel mondo: rischiano il lavoro il 47% degli occupati di Accomodation and Food Services; al secondo posto ma molto distanziati, con rischio stimato del 15%, Retail, Trasportation and Education. È facile immaginare che, in Italia, il dato sia ancora più preoccupante.

Per questi motivi, ora che si torna a spingere sull’Industria 4.0, sarebbe opportuno ripensare anche ad un incisivo Piano Turismo 4.0. Mancano le competenze digitali di base e specializzate, anche se il mercato necessita proprio di tali competenze. Senza interventi strutturali e una visione di innovazione a lungo termine, non potremo competere con i colossi del digitale e con altre destinazioni più lungimiranti. L’Italia riprenderà a riempirsi di turisti, non è questo il problema. Solo che verrà venduta sempre più da altri, con fatturati e profitti sempre più ridotti. Il settore turismo richiede interventi e investimenti diversi rispetto all’industria: il piano deve rispettarne le specificità, non può essere una semplice estensione delle misure previste per altri comparti. Non possiamo continuare a pensare solo con mentalità industriale in un’Italia che ha nel terziario, nel turismo, nella cultura e nell’enogastronomia un suo punto di forza distintivo.

Uniti si vince, mai come ora

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Il vaccino contro il Covid-19 sta arrivando. Non è più una speranza, è una certezza. Entro il 2021 la pandemia diventerà  un brutto ricordo su cui riflettere seriamente, ma un brutto ricordo.

La pandemia ha sconvolto il pianeta, ne ha cambiato anche gli assetti politici (come negli Stati Uniti), probabilmente ne cambierà molti altri.

La crisi economica durerà ancora per il 2021, anche se già nel 2021 inizierà a dissolversi.

L’Unione Europea è destinata a crescere politicamente perché è diventata non solo il primo prestatore di ultima istanza con la Banca Centrale, è diventata il creditore per antonomasia dei 27 Paesi che la compongono.

Solo un’Europa politicamente unita potrà affrontare una sostanziale moratoria dei debiti pubblici degli Stati sovrani.

E’ l’occasione per tutti noi europei di diventarlo finalmente, di affrontare un futuro che vedrà protagonisti soprattutto gli Stati continente: Stati Uniti, Cina, Russia, India e Unione Europea.

Il Made in Italy tornerà a volare in tutto il pianeta perché la pandemia non ha inciso sugli stili di vita, sulle speranze, sui sogni di miliardi di persone. Li ha solo sospesi per 12 mesi.

Dopo la Grande Guerra, le gonne si accorciarono, i balli diventarono più frenetici, accadde lo stesso anche negli anni Cinquanta: arrivò il rock and roll.

Dopo ogni catastrofe, la voglia di vivere divampa più robusta che mai.

L’Italia tornerà a essere un Paese di tendenza, il Paese ideale per un turismo benestante che renda benestanti coloro che vi lavorano, da chi aiuta i cuochi con le migliori materie prime del mare, della terra, degli allevamenti, a chi aiuta gli albergatori a gestire alberghi sempre più complessi dal punto di vista strutturale e tecnologico a chi aiuta la promozione e la vendita del sistema turistico italiano in Italia e nel mondo a chi educa e forma coloro che lavorano nell’accoglienza come nell’ospitalità.

VOI COSA NE PENSATE?

renato.andreoletti@tecnichenuove.com

Turismo, l’effetto vaccino fa volare le prenotazioni in Italia: +20% da Gennaio

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Presentiamo un articolo a cura di Marco Palermo, redazione di Marketing Italia specializzata in Marketing territoriale.

Il clamoroso comunicato della Pfizer sui risultati del vaccino anti-Covid, non solo ha acceso una luce di speranza sulla fine dell’incubo lockdown, ma anche scatenato l’entusiasmo dell’intero settore viaggi e ristorazione.

Dopo il fatidico annuncio, a Wall Street i titoli delle imprese del travel hanno registrato rialzi in doppia cifra percentuale. Tra i top performer nel settore alberghiero c’è Sotherly Hotel con un +64% ed InnSuites Hospitality che addirittura è arrivata ad un +75%.

Straordinari risultati anche per le linee aree, prima tra tutte l’Hawaiian Airlines, le cui azioni hanno segnato un risultato storico +50%, seguite dall’American Airlines che è arrivata ad ottenere un +25%, per poi ripiegare rimanendo comunque sopra il +13%. Grandi guadagni ha registrato pure il gruppo crocieristico Carnival, i cui titoli sono letteralmente schizzati a +31,98%.

La diffusione a livello mondiale della notizia del vaccino, ha avuto un impatto positivo anche nei flussi di prenotazione verso la destinazione Italia. Dai dati rilevati da Visit Italy, finalista quest’anno ai Web Awards di Bruxelles come migliore portale d’Europa, il trend di crescita si sta manifestando anche nella domanda verso la nostra penisola.

Lo studio condotto attraverso la piattaforma Booking.com sulla disponibilità di camere online nel 2021, ha evidenziato come l’effetto psico-emotivo dell’annuncio di Pfizer, rispetto alle ultime settimane abbia concorso a generare un +20% nelle prenotazioni da fine Gennaio ed un +34% se guardiamo l’intero andamento di Febbraio.

“Si tratta di piccoli segnali di una grande voglia, quella di tornare a viaggiare. Il turismo – tra i settori più colpiti dalla crisi Covid, avrà un rimbalzo importante. È già accaduto a Luglio ed Agosto e la dinamica si ripeterà in maniera più forte nel 2021. Lo crediamo con fermezza” affermano Ruben Santopietro e Paolo Landi, fondatori di visititaly.eu, la guida online dell’Italia.

E’ Barolo la città italiana del vino 2021

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Presentiamo un articolo a cura di TurismoItaliaNews, il quotidiano online dedicato al turismo sul riconoscimento assegnato a Barolo come Città italiana del Vino 2021.

Una sfida culturale e ambientale per la prima “Capitale della Cultura Enologica” del Belpaese. Un nuovo concorso tra Città del Vino con uno sguardo al domani e alla ripresa economica ed enoturistica, duramente colpita dal Covid 19: per tutto l’anno mostre d’arte contemporanea nelle cantine, gemellaggi internazionali, convention, seminari e tanto altro. Il programma vincitore di Barolo, che prevede vari eventi come mostre, seminari, Lectio magistralis, installazioni artistiche e tanto altro, è stato sviluppato dal Comune in collaborazione con la Barolo & Castle Foundation, che è anche il braccio esecutivo del calendario di appuntamenti della Città Italiana del Vino 2021.

“Siamo molto contenti che sia stato premiato il nostro dossier e lo sforzo di coinvolgimento del territorio e delle istituzioni locali e regionali, che ci supporteranno nel programma di appuntamenti ed eventi previsti per il 2021 – commenta Renata Bianco, sindaco di Barolo – il 2020 è stato un anno molto difficile e crediamo che questa iniziativa sia un forte messaggio di speranza e ripartenza“. “Questo concorso tra i Comuni a vocazione vitivinicola ed enoturistica intende mettere in risalto l’influenza della cultura del vino nella società, nel paesaggio, nella cultura e nell’economia locale – aggiunge il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon – è un’occasione per promuovere modelli virtuosi di gestione del territorio e valori culturali e di sostenibilità che da sempre contraddistinguono la nostra Associazione. Insignire Barolo del titolo di Città Italiana del Vino 2021 è un riconoscimento del lavoro e dell’impegno di un Comune che ha saputo valorizzare il legame del territorio con il vino e l’enoturismo, al centro di un’area, le Langhe, che è anche Patrimonio Unesco”.

Barolo & Castles Foundation e in particolare il WiMu-Museo del Vino di Barolo (gestito dalla Fondazione) sono gli organi tecnici che supervisioneranno un articolato programma d’iniziative che mette a sistema tanti enti e istituzioni locali: l’Unione dei Comuni “Colline di Langa e del Barolo”, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, la Strada del Barolo e grandi vini di Langa, l’Enoteca Regionale del Barolo, Slow Food, ma anche Artissima, la Film Commission Torino Piemonte, Opera Barolo, l’Associazione Culturale Castello di Perno, la Fondazione Bottari Lattes; il tutto con il sostegno della Regione Piemonte.

Complessivamente sono previste 24 grandi iniziative nell’ambito del programma di “Barolo Città Italiana del Vino 2021”. Tra queste, per i temi della “memoria” e della “comunità”, la Hall of Fame, cioè la cerimonia d’ingresso nel Museo del Vino delle grandi personalità del vino italiano. Inoltre gemellaggi internazionali tra realtà museali e territori del vino; iniziative di avvicinamento tra campagne e città; la Convention d’Autunno delle Città del Vino; ma anche mostre d’arte contemporanea in alcune cantine del Barolo, in collaborazione con Artissima, la principale fiera italiana di settore.

E naturalmente, se la situazione sanitaria lo consentirà, grandi degustazioni di Barolo. Il programma sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito internet ufficiale, in fase di realizzazione. “Il tema di fondo della candidatura è un grande viaggio tra tradizione e modernità, che racchiude l’anima stessa del Barolo, un vino dalla storia antica che ha saputo rinnovarsi e aprirsi al mondo – spiega Tiziano Gaia, referente della Fondazione Barolo&Castle e del comitato tecnico scientifico del WiMu Museo del Vino -. Sarà una sorta di viaggio nel tempo attraverso riti e feste tradizionali, stagionalità e recupero della memoria dei personaggi che hanno fatto la storia del vino. In questo lavoro di ricerca e approfondimento saremo accompagnati da antropologi e storici, ma non mancheranno i tributi ai grandi scrittori del territorio, Pavese e Fenoglio su tutti, intorno ai quali costruire un percorso di valorizzazione dei luoghi raccontati nelle loro opere, nelle quali il vino e la cultura contadina avevano un’importanza centrale”.

“È stato difficile giungere alla scelta finale – conclude il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon – a conferma della validità dei dossier presentati dai sette Comuni. Abbiamo comunque colto gli obiettivi che avevamo con l’avvio di questa prima edizione: mettere in risalto la cultura enologica ed enoturistica di un territorio, la sua influenza nella società e nell’economia locale; inoltre vogliamo promuovere quelle buone pratiche che valorizzano la biodiversità, la tutela dell’ambiente e che possano portare benefici permanenti in termini di servizi, infrastrutture, eventi”. Secondo lo spirito per cui è stato ideato dall’Associazione Città del Vino il concorso della “Città Italiana del Vino” tra i progetti e i territori deve fare da stimolo per le comunità locali, incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini, delle categorie sociali ed economiche e del volontariato, con uno sguardo oltre i propri confini, consolidando legami con altri territori vitivinicoli italiani.

Covid-19, il riequilibrio per vivere meglio

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Presentiamo un articolo a cura di TurismoItaliaNews, il quotidiano online dedicato al turismo su una nuova iniziativa delle 269 Cittaslow.

Nuove tendenze si vanno affermando al seguito del cambiamento dell’epoca che stiamo vivendo, e non sono episodi del momento, piuttosto paiono trend strutturali che dureranno anni. Mentre le metropoli un poco si spopolano e operano per rendere sempre più “slow” i loro quartieri, molte famiglie decidono di trasferirsi dalla città ai piccoli “borghi slow” in campagna, in collina, in montagna, sulle coste, invertendo una direzione prevalente e contraria durata decenni. La campagna è un’ottima alternativa per il buon vivere al tempo del Covid-19, a patto però che ci siano connessioni, servizi, infrastrutture green, digitalizzazione per lo smart working. Ecco perché i piccoli centri di Cittaslow sono sempre più attenzionati: l’associazione nata oltre 20 anni fa da un’intuizione geniale di Paolo Saturnini allora sindaco di Greve in Chianti, per prima ha proposto e applica da anni un modello che traguarda la sostenibilità ambientale attraverso la comunità attiva, le tecnologie, i servizi alla persona, i cluster di micro economie locali.

L’economia circolare e la resilienza per fortuna oggi presenti nelle agende mondiali, sono state perseguite attraverso il rispetto della memoria dei luoghi e l’economia di comunità. Solo così il territorio “resiste” alle spinte globalizzanti che tanto danno hanno determinato negli ultimi decenni sotto il profilo ambientale e sociale. La visione Cittaslow anticipa il progetto, e di qui discende “il buon vivere” che oggi tutti ricerchiamo. La petizione dei sindaci Cittaslow richiede impegni immediati da parte delle istituzioni internazionali, dei governi nazionali e locali e da parte dei cittadini tutti per indirizzare lo sviluppo in equilibrio col pianeta e assicurare il “buon vivere“.

Sondaggio Estate 2020 post Covid19

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Realizzare un Sondaggio sull’ Estate 2020 post Covid19… con quale obiettivo?

In qualità di Media Partner, siamo lieti di condividere il sondaggio estate 2020 post Covid19 che ha realizzato LavoroTurismo, al fine di capire come persone ed imprenditori si stavano muovendo e rispondendo alla situazione, i loro pensieri, umori, timori e soprattutto speranze.

Il sondaggio è stato realizzato nella scorsa primavera in pieno lockdown e quale momento migliore per riproporlo?

Il sondaggio Estate 2020 post Covid19 ha avuto una partecipazione pari a circa 1400 persone e 400 imprenditori. Per saperne di più, vedi i risultati

L’indagine è stata effettuata in un momento difficile per tanti colleghi e professionisti del turismo.

L’iniziativa torna ora per acquisire informazioni e per tracciare una linea che nel tempo possa far capire quali siano le evoluzioni nel medio periodo, in particolare volto a ciò che sarà nel prossimo futuro post Covid19.

Il sondaggio sarà attivo per tutto il mese di novembre con l’ obiettivo di dare voce ai protagonisti che nel turismo ci lavorano, lasciando la parola a lavoratori e imprenditori di questo settore con due questionari distinti.

Qui il sondaggio destinato ai lavoratori del turismo : https://forms.gle/Y4feL8CFSLCD4xRu7

qui il form destinato alle aziende ed imprenditori: https://forms.gle/jb2WQjKYo8ufzKv5A

I dati ottenuti verranno elaborati dallo staff di LavoroTurismo con la collaborazione di esperti esterni per analizzare com’è andata quest’ultima stagione estiva sotto l’influenza del Covid-19 per entrambe le categorie.

GDPR – Data Protection

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GDPR – General Data Protection Regulation è il decimo modulo formativo organizzato da AIRA previsto per Dicembre 2021.

Il modulo formativo prevede 2 moduli da 2 ore ciascuno durante cui verranno affrontate le seguenti tematiche :

  • I soggetti della Data Protection
  • Le misure di sicurezza adeguate all’hotel
  • Gestione della privacy in azienda

Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Il modulo vi guida verso una corretta ed efficace gestione del lavoro in Hotel per quanto concerne la buona gestione della privacy e gestione dei dati sensibili.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Dicembre 2021. Comunicheremo più avanti date, orari e nome dei relatori.

Comunicato Stampa di Francesco Guidugli, Presidente Nazionale SOLIDUS

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Lunedì 26 ottobre 2020

L’ultimo decreto del Governo italiano testimonia di una situazione sociale ed economica provocata dalla nuova ondata di pandemia di Covid-19 che rischia di andare fuori controllo.

C’è stata una evidente sottovalutazione dei rischi cui andavamo incontro allentando le misure antipandemiche durante la scorsa estate, per esempio consentendo la riapertura delle discoteche e l’affollamento indiscriminato nei luoghi della movida.

Ne siamo stati tutti più o meno corresponsabili anche perché la speranza che la pandemia con l’estate cessasse era nel cuore e nella mente di milioni e milioni di persone, in Italia e altrove.

Così non è stato e ne dobbiamo prendere consapevolmente atto.

Il virus è tornato a contagiare decine di migliaia di persone, gli ospedali sono tornati ad affollarsi di pazienti più o meno gravi, i morti sono tornati a essere centinaia giorno dopo giorno. Un’intera generazione di anziani nati prima e a cavallo della seconda guerra mondiale rischia di scomparire lasciando un vuoto di memoria, affetti, esperienza che non sarà colmabile.

Le nuove misure rappresentano un danno assai concreto per molte categorie di professionisti, non solo per i ristoratori che si ritrovano loro malgrado sulla prima linea di questa faticosa lotta contro la pandemia.

Dal Governo ci aspettiamo innanzitutto misure economiche per evitare il fallimento di decine di migliaia  se non centinaia di migliaia di aziende con un dramma sociale e umano per decine di milioni di persone che potrebbe essere strumentalizzato da chi odia la democrazia e le regole del vivere civile che richiedono partecipazione e anche manifestazione individuale e pubblica del proprio dissenso ma che condannano ogni forma di violenza, che in questo momento sarebbe un crimine prima ancora che un errore.

Il Governo dovrebbe smetterla di creare comitati di burocrati interpellando soprattutto chi opera in prima linea nei vari settori economici, come le associazioni che fanno capo a SOLIDUS e che lavorano nel mondo alberghiero a tutti i livelli, come governanti, barman, cuochi, maestri di sala, sommelier, addetti al ricevimento e alla portineria, direttori d’albergo.

Rappresentiamo milioni di persone che hanno fatto dell’Italia una delle destinazioni turistiche più ambite nel pianeta. Abbiamo contribuito e contribuiamo al benessere concreto di questo Paese e all’immagine che l’Italia si è conquistata nel mondo. Noi siamo i migliori ambasciatori dello stile di vita italiano presso i milioni di ospiti, italiani e internazionali, che affollano da sempre l’Italia e che torneranno ad affollarla non appena finirà questa maledetta pandemia.

Il nostro è l’ottimismo della ragione. Dal Governo ci aspettiamo che ci coinvolga in maniera decisamente più seria e concreta, meno burocratica, rispetto ai mesi scorsi.

Noi rappresentiamo la realtà del turismo italiano. E continueremo a rappresentarla anche in futuro.

Il Covid passerà, l’Italia resta.

Francesco Guidugli, Presidente Nazionale SOLIDUS

Intervista a Luisa Rellini, Consulente Ospitalità e Web

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Presentiamo l’intervista di Luisa Rellini a cura di Direzione Hotel, il primo network di consulenti alberghieri.

“Parlaci di te e della tua attività”

Mi chiamo Luisa e, oramai dal 2013, svolgo il ruolo di Consulente Ospitalità e Web.

Mi occupo in particolare di aiutare strutture ricettive sia con la parte commerciale-distributiva, sia con la corrispondenza con il cliente finale, ma anche del digital branding e blogging ove richiesto.

Periodicamente sono docente del corso per Hotel receptionist dove affrontiamo gli argomenti e casistiche quotidiane del settore Room Division. I ragazzi che scelgono questo corso hanno la curiosità che avevo anch’io di saperne di più e capire come fare per crescere, migliorare, restare nell’ambiente, restare in Italia o partire per una esperienza all’estero.

“Com’è nata la tua attività?”

Ho sempre lavorato in Front/ Back office ma, nel corso del tempo, ho ampliato le conoscenze e funzioni iniziali, nonché iniziato a partecipare sia a corsi di formazione in revenue management, viral marketing & SEO, sia a frequentare alcune tra le principali fiere di settore in Italia, Londra o Berlino.

Ho aperto il mio blog nel 2012, quando ancora lavoravo operativamente in hotel, per condividere pensieri ed opinioni su situazioni che facevano parte del mio quotidiano. Nel corso di qualche anno ho pensato di trasformare quell’idea in qualcosa di proficuo ed utile come vetrina pubblicitaria… La classica situazione iniziata per caso.

“Cosa consigli agli albergatori che vogliono migliorare la loro attività/struttura?”

Ho imparato quanto il Web listening sia utile per capire quanto i nostri clienti siano soddisfatti o al contrario delusi dell’offerta ricevuta.

Penso che qualsiasi struttura, alberghiera o extralberghiera, non debba smettere di migliorare la propria offerta e mantenere buoni o alti standard di qualità con l’obiettivo di aumentare il proprio target di riferimento, nonché la buona reputazione sviluppata nel corso degli anni.

In casi difficili di strutture poco curate e spesso deludenti, il lavoro diventa molto più complicato.

“Cosa consigli a chi sta per aprire una struttura ricettiva?”

Partire da zero è sempre difficile, non essere bene informati su ciò che si desidera realizzare può essere un autentico flop della propria attività.

Fare quindi un’analisi della propria struttura, territorio, pro e contro della zona, numero di strutture presenti nel quartiere e loro prezzo di vendita può essere un aiuto per un business plan che possa guardare avanti e reggere per almeno i primi 5 anni di attività.

Pensare oggi di non essere online con una buona offerta e coerente comunicazione è sicuramente una opportunità da non perdere.

In questo periodo così arduo causato da una pandemia inaspettata si può progettare per il futuro con un po’ di ottimismo e calcolando più di prima i rischi, studiando il proprio target di riferimento e tempistiche possibili… ci sarebbe ancora molto da dire, questo è solo un piccolo messaggio.

“Come possono collaborare con te le strutture ricettive per migliorare la loro attività?”

Ideale sarebbe che capissero a fondo cosa migliorare, sia nella struttura sia nel motivare ed aggiornare il proprio personale. Cosa cerca il vostro cliente ideale? Mi è capitato in questi anni, infatti, di conoscere imprenditori ed host che non capivano cosa fare e perché il loro business stava inesorabilmente cambiando di anno in anno.

Intervista a Mino Reganato CEO di HTMG (Hotel & Tourism Management Group)

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Presentiamo l’intervista di Mino Reganato a cura di Direzione Hotel, il primo network di consulenti alberghieri.

“Parlaci di te e della tua attività”

Sono Mino Reganato, CEO di HTMG (Hotel & Tourism Management Group). Ho una lunga esperienza nel settore alberghiero e nella gestione dei tour operators e della promozione di destinazioni turistiche.

Sono docente per la formazione della gestione alberghiera e del Destination management e collaboro con diverse strutture ricettive in Italia e all’estero nell’ambito dello start-up e della gestione.

Ho ideato un format per la promozione dei network di strutture extralberghiere e dei Tour Operators.

Sono Vice Presidente Nazionale di A.I.R.A. (associazione italiana ricettività ed accoglienza) che raggruppa figure professionali del settore turistico-alberghiero. Vincitore del Premio di Solidus turismo quale “Professionista dell’anno 2017”, del Premio italiano per il turismo responsabile nelle edizioni 2010 e 2013 e del Tourism Web Award nelle edizioni 2006 e 2009.

“Com’è nata la tua attività?”

L’inizio dell’attività di Hotel & Tourism Management Group coincide con l’anno 2010. Tutti i consulenti ed i formatori facenti parte del gruppo, vantano numerosi anni di esperienze nel settore turistico-alberghiero ed alcuni di essi hanno prestato la propria attività professionale nei settori del tour operating, nella formazione professionale, nella gestione di network e nello sviluppo di prodotti quali l’organizzazione di eventi e wedding dall’estero, di fiere e worshop e dei famtrip di operatori italiani e stranieri. Altamente specializzati per il marketing e pianificazione dei servizi, la formazione di professionisti attraverso corsi di specializzazione o di aggiornamento, la promozione e la commercializzazione di aree turistiche, il destination management di nuove aree territoriali, la gestione e la formazione nel settore food & beverage.

Tali esperienze, si traducono evidentemente, in importanti risorse da offrire sul mercato, permettendo di giungere a importanti risultati in tempi più rapidi. Altro fattore importantissimo e che scaturisce dalle esperienze avute sul campo dai consulenti è la propensione al “problem solving” una condizione vitale per fronteggiare la forte imprevedibilità della gestione turistico-alberghiera, altamente sensibile a eventi internazionali, al meteo e al trend del momento. L’intento è quello di giungere a fine collaborazione a un netto miglioramento o in casi di “distressed asset” al ripristino delle condizioni di equilibrio economico attraverso la realizzazione di obiettivi specifici e contingenti ad indirizzi gestionali predeterminati.

“Cosa consigli agli albergatori che vogliono migliorare la loro attività/struttura?”

Per rivitalizzare l’organizzazione aziendale e stimolare i dipendenti, bisogna a mio avviso motivare il team. Bisogna cercare di raccogliere qualche successo iniziale, in modo da ottenere un impatto positivo.

Saper dare l’esempio nella soluzione dei problemi, concedendo loro anche la possibilità di mediazione diretta (laddove è possibile delegare) e trattare sempre, ogni figura professionale con pieno rispetto al fine di ottenere reciproco rispetto e stima.

Altro elemento fondamentale è la visione condivisa degli obiettivi aziendali: bisogna far sapere a tutti quali sono i risultati da raggiungere e definire le linee guida per centrarli attraverso il senso dell’accoglienza, la tempestività nel problem solving e la piena partecipazione alle sorti dell’albergo.

Personalmente, ho assistito a numerose proprietà alberghiere indirizzate a vendere su ogni canale di distribuzione (booking.com, expedia, etc) senza attuare un controllo sul pricing e senza valutarne il reale revenue.

Basti pensare solamente alle campagne GENIUS di Booking.com che offre il 10% di sconto fisso sulla tariffa più economica e/o su quella più venduta ai clienti abituali di Booking, in ogni periodo dell’anno.

Lo sconto del programma Genius è pari al 10%.Visto così non sembra un costo eccessivo da sostenere, ma analizzando meglio si scopre che il costo reale sostenuto per generare la prenotazione è vicino al 30%.

A questo punto cosa fare: semplificare utilizzando il proprio sito web diretto non come vetrina ma come strumento vero e proprio di vendita, collegandoci un engine booking integrato con un software di gestione del revenue. 

Bisogna assicurarsi una presenza costante sul web e risultare più appetibile dei nostri competitor con servizi sempre più performanti e decisamente innovativi attraverso l’uso di filmati, immagini, ottime recensioni e la consulenza diretta attraverso la tecnologia 4.0 (se qualcuno è interessato a saperne di più, sarò lieto dare ulteriori informazioni).

La gestione di una struttura alberghiera deve puntare fortemente sul flusso di cassa. La prima operazione è l’analisi dei costi …superflui i quali generalmente non vengono quasi mai verificati, analizzati ed eliminati.

Il controllo dei costi parte dai rapporti con i fornitori. È importante un continuo screening sulla qualità dei prodotti e sulla loro convenienza e per tale ragione, la gestione delle merci è il primo passo verso una sana gestione aziendale. Un tempo i direttori d’albergo non provenivano dal reparto ricevimento bensì dall’economato dove potevano formarsi su una reale gestione dei costi.

In tema di CASH FLOW, è importante creare campagne di vendite FLASH con prepagamento, offrendo ad esempio un limitato numero di camere a prezzi concorrenziali e premiando dunque la Clientela che a fronte di una prenotazione in largo anticipo, paga contestualmente alla conferma.

“Cosa consiglia a chi sta per aprire una struttura ricettiva?”

Un’impresa ricettiva situata in un’area territoriale con differenti fattori attrattivi non può assolutamente a mio avviso, unicamente indirizzare la gestione in virtù dell’offerta dei suoi servizi.

La soddisfazione dell’Ospite non può dipendere da servizi offerti da un unico operatore della filiera, quanto invece dall’insieme di attività e servizi presenti sul territorio.

Prendiamo ad esempio, un soggiorno in una località balneare: il grado di soddisfazione dell’Ospite non potrà dipendere unicamente dai servizi della struttura ricettiva ma un’offerta completa, quindi: dalla proprietà dei servizi in spiaggia, dalla qualità delle acque, dalle amenità del posto, dall’offerta degli eventi programmati, dai servizi ludici messi a disposizione dall’area turistica, dalla viabilità per arrivare alla località.

Tutte condizioni che creano un “contenitore” che l’Ospite si aspetta nel momento in cui sceglie una destinazione. Dunque una molteplicità di elementi che concorrono all’accrescimento di valore di un’area turistica offerti comunque con una costante componente qualitativa.

E’ impensabile che un singolo operatore possa soddisfare da solo il Turista! Dunque, un’impresa ricettiva per raggiungere risultati apprezzabili deve necessariamente entrare in un contesto aggregativo di gestione turistica.

Un insieme di attori privati e pubblici che concorrono alla creazione di un “contenitore” di servizi ed attività. A definire quindi, un prodotto turistico unico nel suo genere e caratterizzante del territorio di riferimento. Questa ultima caratteristica è alla base di un auspicato successo: proporre quindi un prodotto che non abbia eguali per cui il Turista lo sceglie per la sua particolarità, pensato e gestito da entità capaci e competenti a cambiare se necessario, il fattore di attrattiva e il livello di appeal.

Si pensi ad esempio alla realizzazione di eventi che mettano in luce peculiarità tipiche territoriali e quindi all’organizzazione del sistema di trasporti, alla gestione dell’arredo urbano, alla formazione degli attori, alla realizzazione degli impianti.

Si evidenzia dunque, la necessità di una regia competente che riesca a raggruppare, formare e gestire gli elementi da mettere in campo. Un’entità con un ruolo di facilitatore, di consulenza e di mediazione allo scopo aumentare il coinvolgimento, la partecipazione e stimolare all’analisi e alla soluzione dei problemi. Il successo delle imprese locali, grazie anche all’importante indotto che il fenomeno turistico crea, passa attraverso azioni comuni e dallo sviluppo delle caratteristiche della destinazione, dove un unico operatore non potrà mai essere unico artefice.

Le nuove regole per viaggiare al tempo del coronavirus

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Presentiamo una panoramica delle nuove regole per viaggiare a partire dall’8 ottobre, a cura di Nicoletta Cottone – Redazione ilSole24ore

Viaggiare al tempo del coronavirus è un percorso a ostacoli fra tamponi molecolari, antigenici e quarantene, e regole in movimento, legate ai dati della seconda ondata di Covid che ha colpito in modo rilevante molti stati europei. E non solo.

Un dpcm del ministro della Salute Roberto Speranza ha inasprito le regole per le persone che intendono fare ingresso in Italia e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna.

Ecco le nuove indicazioni e le regole attualmente in vigore, in base ai decreti che si sono susseguiti in questi mesi.

A partire dall’8 ottobre sono state adottate due misure di prevenzione, alternative tra loro, per entrare in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna. La prima è l’obbligo di presentazione all’imbarco dell’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore precedenti all’ingresso in Italia, a un tampone molecolare o antigenico, risultato negativo.

L’alternativa è sottoporsi a un tampone molecolare o antigenico al momento dell’arrivo in aeroporti, porti o luoghi di confine, se possibile, o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’Azienda sanitaria locale di riferimento. In attesa di sottoporsi al test presso la Asl le persone sono obbligate all’isolamento fiduciario presso la propria casa o dimora. Inoltre le persone, anche se asintomatiche, che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Italia hanno soggiornato o transitato in questi paesi sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione della Asl per territorio. Come tutti quelli che entrano da questi paesi, anche se asintomatici. Obbligo di comunicazione immediata al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio dell’eventuale insorgenza di sintomi Covid-19.

Per ingressi da Croazia, Grecia e Malta è ora solo necessario compilare una autodichiarazione su un format ad hoc, da consegnare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli alla frontiera. In caso di insorgenza di sintomi compatibili con il Covid, resta l’obbligo per chiunque di segnalare la situazione, con tempestività, all’Autorità sanitaria tramite i numeri telefonici dedicati e di sottoporsi a isolamento, in attesa delle decisioni dell’Autorità sanitaria.

Per gli altri paesi Ue (tranne Romania, Croazia, Grecia, Malta, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna) e Schengen, compresi Andorra e Principato di Monaco, l’ingresso e gli spostamenti verso Paesi Ue (tranne la Romania) sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo, e senza obbligo di isolamento al rientro, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi C, D, E, o F. Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione, tranne che per Repubblica di San Marino Stato della Città del Vaticano.

Sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da/per la Romania, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi E, o F. Al rientro in Italia, vige l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria ed è necessario compilare un’autodichiarazione. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Non è prevista nessuna limitazione per viaggi che interessino la Repubblica di San Marino, che ha un’estensione territoriale di 61,19 km², e lo Stato della Città del Vaticano, il più piccolo Stato sovrano del mondo sia per popolazione (618 abitanti)che per estensione territoriale (0,44 km²). Non c’è l’obbligo di compilare l’autodichiarazione.

Queste regole valgono per Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay (Elenco D – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020). Sono consentiti gli spostamenti da e per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi E, o F. Al rientro in Italia, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Gli spostamenti da e per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, che sono: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani, Ue o Schengen e loro familiari e ai titolari di regolare di permesso di soggiorno e loro familiari.

Il Dpcm del 7 settembre 2020 ha introdotto la possibilità di ingresso in Italia, dai Paesi dell’elenco E, per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani, Ue o Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione, il domicilio o la residenza del partner in Italia.

Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).(Elenco E – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020)

Divieto di ingresso in Italia, con l’eccezione dei cittadini Ue, inclusi quelli italiani e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020 per chi proviene da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana (Elenco F – Allegato C Dpcm 7 settembre 2020).

Esclusi dal divieto di ingresso anche equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto, funzionari e agenti diplomatici, personale militare nell’esercizio delle funzioni. Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono consentiti spostamenti per turismo.

Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale indicare la motivazione che consente il rientro (possesso di cittadinanza Ue, Schengen o condizione di familiare di cittadino Ue e residenza in Italia) e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Stesse regole per Kosovo e Montenegro (Elenco F – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020 ). Stesse restrizioni per la Colombia (elenco F- Allegato C del dpcm 7 settembre 2020 ): è in vigore un divieto di ingresso con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi quelli italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020.

A condizione che non insorgano sintomi di Covid e che non ci siano stati soggiorni o transiti in uno o più Paesi inseriti negli elenchi C e F nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in Italia – fermo restando l’obbligo di compilazione della dichiarazione – le disposizioni relative all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria e all’utilizzo del mezzo privato per raggiungere la destinazione finale non si applicano: 1) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario; 2) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di questo termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario; 3) ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro; 4) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo; 5) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora; 6) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore; 7) ai funzionari e agli agenti dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e personale della Polizia di Stato nell’esercizio delle funzioni;agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

L’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria non si applica: 1) all’equipaggio dei mezzi di trasporto; 2) al personale viaggiante; 3) ai movimenti da e per gli stati e territori dell’Elenco A; 4) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria; 5) agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa autorizzazione del ministero della Salute e con obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, l’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, un tampone molecolare o antigenico, risultato negativo.