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Il turismo cambia rotta: ora il prezzo non basta

Il turismo cambia rotta: ora il prezzo non basta

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Presentiamo un articolo a cura della redazione di TTG Italia.com sui nuovi Trend del turismo.

Gli ultimi 20 anni della storia del turismo sono stati una corsa disperata alla ricerca del prezzo più basso. La concorrenza si è fatta via via più spietata, trascinando ogni settore (dal trasporto aereo alla distribuzione) in una competizione dove era la tariffa finale a dominare. Tutto questo, però, potrebbe essere sul punto di finire.

Il Covid ha stravolto l’economia in generale e il turismo in particolare. E in questo secondo caso potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri.

Secondo una ricerca realizzata da AllClear Travel Insurance, ripresa da travelmole.com, per i viaggiatori la sicurezza e la qualità sono più importanti del prezzo. Per il 44% degli intervistati, infatti, è proprio l’aspetto sanitario il più importante. Molto più della tariffa finale.

Se il trend si dovesse confermare nel medio periodo, per gli schemi del business si potrebbe rivelare un drastico cambio di rotta. E per molte aziende questo potrebbe voler dire rivedere completamente il business model. Perché se è vero che una maggiore propensione alla spesa a fronte di un prodotto di qualità può favorire una redditività più marcata è anche vero che le strategie aziendali negli ultimi anni sono state volte a ottimizzare le tariffe finali e battere la concorrenza.

Ma i cambiamenti potrebbero avvenire anche sul fronte delle destinazioni, dal momento che l’orientamento non sarebbe più sulle mete economiche ma su quelle che garantiscono gli standard più alti.

La rivoluzione potrebbe essere appena iniziata.

Arriva Hotel Insights, la piattaforma per gli albergatori

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Presentiamo un articolo a cura della redazione di Forbes.it sull’importanza delle nuove piattaforme digitali per la ripresa del turismo.

Una piattaforma a disposizione degli albergatori, pensata per spingere la ripresa del turismoGoogle ha scelto l’Italia per il primo lancio locale di Hotel Insightsun nuovo strumento che offrirà agli operatori informazioni e risorse – senza costi – per intercettare la domanda potenziale del settore.

“La trasformazione digitale è indispensabile per soddisfare il bisogno di crescita economica a cui l’Italia si trova di fronte”, ha dichiarato Fabio Vaccarono, vicepresidente di Google. “Abbiamo deciso di supportare il Paese con il nostro piano ‘Italia in digitale’.

Hotel Insights conferma questo impegno e lo fa con particolare attenzione al turismo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia. Vuole fornire agli operatori strumenti, risorse e progetti di formazione specifici, per farsi trovare pronti quando si tornerà a viaggiare”.

La piattaforma è stata presentata assieme al ministero per i Beni culturali e il Turismo (Mibact), all’Agenzia nazionale del turismo e all’Organizzazione mondiale del turismo, oltre a Confindustria alberghi, Federalberghi e Federturismo Confindustria. Metterà a disposizione, tra l’altro, anche un programma di formazione dedicato ai professionisti. Permetterà di ottenere informazioni sulle ricerche compiute dai potenziali turisti e sulla loro provenienza. Google Hotel Insights darà suggerimenti su come sfruttare i dati e sviluppare la conoscenza di strumenti e asset digitali utili alla propria attività.

“L’intuizione di una piattaforma per sostenere i nostri alberghi contribuirà alla ripartenza del turismo, in una fase di maturazione dell’offerta”, ha assicurato Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria al turismo del Mibact. “Poter contare su strumenti digitali davvero innovativi significa anche consolidare il ruolo delle destinazioni turistiche di domani, le cosiddette smart destination, in cui la tecnologia gioca un ruolo centrale per migliorare la vita dei turisti, ma anche dei residenti. I dati diventano così uno strumento per un utilizzo più attento e responsabile delle risorse. Il turismo diventa più maturo e sostenibile”.

Le aziende capaci di accelerare la trasformazione digitale e la transizione alla sostenibilità saranno le prime a uscire dalla crisi provocata dal Covid e potrebbero addirittura uscirne rafforzate. È il principale risultato di uno studio presentato da Accenture al World economic forum di Davos, condotto tramite interviste a oltre 4mila dirigenti di aziende di 13 paesi, operative in 19 settori e con ricavi superiori al mezzo miliardo di dollari all’anno. I leader delle imprese con base in Europa, in particolare, prevedono di tornare ai livelli di redditività pre-pandemia in circa 18 mesi.

Il 49% dei dirigenti intervistati ha registrato ricavi e profitti in calo negli ultimi 12 mesi e non prevede miglioramenti entro la fine dell’anno. Un altro 19% ha dichiarato di avere ottenuto ottimi risultati finanziari, ma di aspettarsi una flessione nel 2021. Il restante 32% – quello che lo studio definisce come “leader di domani” – è convinto che i profitti cresceranno nei prossimi 12 mesi.

La ricerca conclude che le imprese all’avanguardia nell’adozione del digitale e della sostenibilità hanno probabilità due volte e mezzo maggiori rispetto alle concorrenti di essere “leader di domani”.

“La trasformazione digitale ha caratterizzato il secondo decennio del XXI secolo”, ha affermato Jean-Marc Ollagnier, amministratore delegato di Accenture Europa. “Le società che si sono adeguate rapidamente e su grande scala sono risultate vincenti. Il nuovo decennio porterà un’altra ondata di cambiamenti, definiti dalla transizione alla sostenibilità. Il modo in cui le imprese sapranno attuare una strategia congiunta determinerà la rapidità con cui usciranno dalla crisi”.

Lo studio evidenzia anche come il 45% delle aziende stia dando la priorità agli investimenti sia nel digitale, sia nella sostenibilità. Il 40% prevede, in particolare, di puntare sull’intelligenza artificiale, il 37% sul cloud. Il 31% sta utilizzando risorse per creare modelli di business orientati alla sostenibilità.

A livello continentale, il 45% delle imprese è convinta di realizzare i suoi obiettivi di crescita per il 2021. Le più ottimiste sono le aziende britanniche (59%), francesi (52%) e tedesche (51%). Il pessimismo domina invece in Italia (34%) e in Spagna (31%).

“Anche le aziende che riconoscono le opportunità che derivano dall’accelerazione della transizione al digitale e alla sostenibilità incontrano ostacoli lungo il percorso”, ha commentato Fabio Benasso, presidente e amministratore delegato di Accenture Italia. “Tra le sfide principali figurano la definizione di un modello di business efficace per realizzare prodotti sostenibili, la liberazione di risorse e la capacità di passare rapidamente da progetti pilota a iniziative su larga scala”.

Oltre a delineare l’importanza della cosiddetta “twin transformation”, lo studio ne illustra anche i passaggi fondamentali.

  • Favorire modelli di business orientati alla sostenibilità e abilitati dalla tecnologia. I leader della “twin transformation” generano in questo modo più del 10% dei loro ricavi.
  • Unire le risorse per trasformare le applicazioni tecnologiche in pratiche sostenibili. I leader della trasformazione congiunta allocano oltre il 10% dei ricavi annui in ricerca e sviluppo.
  • Guidare, abilitare e coltivare il talento. I leader della “twin transformation” garantiscono il continuo livello di occupazione delle proprie risorse e si impegnano nella loro riqualificazione e aggiornamento.

“C’è un motivo per cui il dna ha la forma di una doppia elica”, ha aggiunto Benasso. “La struttura a spirale della molecola fondamentale della vita è di importanza critica per la replica, l’adattamento e la crescita. Trovo che questa sia una metafora potente anche per le imprese che si trovano nel mezzo di due trasformazioni parallele, quella digitale e quella della sostenibilità. Le aziende che continueranno a percorrere strade già battute saranno spettatrici impotenti, in uno scenario in cui i loro concorrenti diventeranno sempre più competitivi e dinamici. Dovranno perciò seguirne l’esempio e liberare il valore della fusione tra le tecnologie più innovative e due dei tradizionali punti di forza dell’Europa: sostenibilità e solidarietà”.

Prendete 2.500 under 30 con 2.500 idee visionarie per il futuro della mobilità e metteteli a confronto. Questo è Visionary Days, innovativo format ideato da Carmelo Traina (26 anni), prodotto da giovani per altri giovani e sponsorizzato da Stellantis per scovare le idee che possano migliorare la qualità della nostra vita quando ci muoviamo, estendendo i confini della mobilità come la conosciamo. L’ultima edizione, la terza, si è svolta lo scorso novembre, quando persone con differenti background si sono incontrate virtualmente per discutere dei cambiamenti in corso sul nostro pianeta e su come dare un nuova forma al futuro, individuando le nuove frontiere tracciate dalla globalizzazione e dalla rivoluzione tecnologica in atto.

Diario di Viaggio, Diario di Vita…

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Diario di Viaggio, alla scoperta di mille aspetti e culture nel corso del tempo.

Buonasera cari soci e buon Anno a tutti!

Ho il piacere di condividere con voi l’uscita del mio libro – Diario di Viaggio, Diario di vita – che potete acquistare su Amazon.

Racconto dei miei viaggi a partire dall’ultimo anno di liceo fino a oggi e di buona parte delle mie esperienze lavorative in ambito turistico, soffermandomi sia sugli aspetti positivi sia su quelli negativi ma dai quali c’è sempre da imparare.

Ho utilizzato lo pseudonimo Sonia Lieti un po’ per timidezza e un po’ per dare un tocco di novità a questo mio nuovo progetto.

Spero che possa essere utile anche per i futuri professionisti dell’ospitalità!

Di seguito trovate il link e potete optare sia per la versione kindle sia per la versione cartacea

Grazie a tutti per l’attenzione e per qualsiasi informazione in merito, potete contattarmi in ogni momento e sarò felice di rispondere alle vostre domande e curiosità.

Turismo & Pandemia: il piano di vaccinazioni in Italia e nel mondo

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Il traguardo è davanti a noi

Il piano di vaccinazioni è partito, il primo milione di italiani è stato vaccinato, entro l’estate lo saranno diversi milioni, entro l’anno tutti. Lo stesso sta accadendo nel resto del continente europeo, negli Stati Uniti e in Canada, in gran parte dell’Asia, nell’Oceania. Sud America e Africa seguiranno, in ritardo ma seguiranno.

L’economia mondiale sta ripartendo, il turismo ripartirà. Lo ha dimostrato questa estate, durante la pausa concessaci dalla pandemia. Gli italiani hanno riscoperto il loro Paese, molti stranieri appena hanno potuto hanno attraversato le frontiere per venire in Italia.

La voglia di viaggiare, di incontrarsi, di conoscere, di emozionarsi con il cuore e la mente, di mettersi alla prova, è un imperativo per tutte le generazioni. Lo è sempre stato, oggi è alla portata di miliardi di persone.

L’Italia è la meta turistica più gettonata per chi apprezza il bello, per chi apprezza la cucina della nostra enogastronomia legata alle tradizioni regionali e alle materie prime del territorio, per chi apprezza l’empatia e la disponibilità dei nostri connazionali, maestri dell’accoglienza e dell’ospitalità.

Il turismo in Italia non è più il settore marginale che è stato in passato, è diventato un settore strategico, il cuore del Made in Italy e dello Stile Italiano, la vera industria del presente e del futuro perché può solo crescere, può solo migliorare.

Per un piccolo Paese come l’Italia, il turismo rappresenta la vocazione attorno alla quale programmare e organizzare infrastrutture, economia, ricerca & sviluppo, istruzione e formazione.

In questo anno di passaggio, è fondamentale avere chiari gli obiettivi, i traguardi da raggiungere.

Questa è l’occasione per riportare il turismo nelle competenze dello Stato, con un Ministero dell’Ospitalità dotato di ingenti risorse finanziarie e capacità di intervento sulle politiche dell’ambiente, del paesaggio urbano, dei consumi energetici, delle infrastrutture.

VOI COSA NE PENSATE?

renato.andreoletti@tecnichenuove.com

MyStay: ideale Guest Experience Platform

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Presentiamo l’articolo di Luisa Rellini relativo a MyStay, la Guest Experience platform ideale per la gestione delle procedure di reception e concierge.

Prima di accettare l’incarico, ho pensato di analizzare tutti i benefit dei quali si può godere… Sono lieta presentare MyStay, ovvero uno strumento di ricevimento senza contatto

Soluzione che aumenterà i tuoi servizi e i tuoi ricavi ad un livello nuovo, più snello, con tempi di attesa azzerati e dove si potrà gestire il rapporto con l’ospite in modo altrettanto professionale ed invitante.

MyStay è un software rivolto sia agli albergatori, host ma naturalmente anche ai viaggiatori.

MyStay è stato pensato per accogliere ed accompagnare il proprio ospite dal momento della prenotazione fino a dopo il soggiorno. Utilizzabile da qualsiasi device, naturalmente anche in formato app per i dispositivi iOS e Android. Software per le strutture ricettive che entra direttamente nello smartphone dei viaggiatori per offrire un efficiente servizio di Reception e Concierge in one place.

Lo sapevi che la situazione post Covid19 ha inesorabilmente cambiato le cose? Vediamo alcuni aspetti :

  • L’occupazione media di hotel è pari a 8%
  • Il servizio di upselling online è aumentato fino a 9 volte
  • Il tempo di permanenza in reception per il check-in è pari a 5 minuti
  • L’85% degli ospiti preferisce e richiede il check-in online

Preferisco non approfondire il discorso relativo al costo del personale o a quanto è stato sacrificato in questo 2020 così faticoso e 2021 tutto da ripensare…

MyStay è uno strumento 5-in 1, ovvero uno strumento globale o Guest Experience Manager che collega le strutture ricettive alberghiere o extralberghiere con i loro ospiti dopo la prenotazione e rende i processi di accoglienza senza contatto (c.d. contactless).

Le 5 funzioni che svolge sono :

  • Comunica
  • Check-in online
  • Informa
  • Processi di upselling
  • Check-out online

Vantaggi da evidenziare utilizzando un sistema di questo tipo:

  1. Automatizza la tua reception
  2. SMS automatici per informare ed invogliare il tuo ospite fino all’arrivo (introduzione, servizi utili, offerte di upselling ecc)
  3. Check-in online, tutto in 1 click
  4. Informazioni utili e dettagliate su sicurezza e misure di prevenzione adottate con orari ecc
  5. Check-out online, con pagamento online ed invio ricevuta o fattura per email
  6. Gestione dati ed interessi personalizzati per ospite: Più informazioni hai, maggiori opportunità puoi avere perchè il tuo ospite riceva quanto si aspetta o anche più dell’atteso
  7. Personalizzazione offerta con un catalogo smart digitalizzato e periodicamente aggiornato
  8. Recensioni dai tuoi ospiti : sempre molto utili per aumentare e migliorare i servizi
  9. Migliora il tuo revenue con i tuoi servizi di Upsell : cosa offri in più? Qualche esempio potrebbe essere magari l’early check-in o il check-out tardivo, room service, transfer e parking, speciali e preziosi pensati apposta per il tuo ospite (online shop, souvenir o pensiero personalizzato, anniversario ecc)
  10. Gestione dei promemoria digitalizzati: quante cose possono servire al nostro ospite? Quali sono le tue richieste primarie e quali ti immagini che il tuo ospite richieda? Anticipa le domande… tutto nelle FAQ
  11. Crea la tua pagina personalizzata su App con info e sfizi creativi
  12. Offri un servizio utile H24, così che il tuo o ospite sappia che può sempre contare su un aiuto anche quando non vi è personale di reception in servizio

Che altro?

Integrabile con più di 40 PMS … è solo da provare o richiedere maggiori informazioni per quanto concerne installazione, creazione materiale e contenuti nonchè costi.

Civiltà e Turismo

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La pandemia finirà, il mondo tornerà a viaggiare. L’Italia è e sarà tra i protagonisti di questa ripresa grazie soprattutto all’esperienza, alla qualità, alla credibilità dei milioni di persone che vi hanno lavorato e che vi lavorano tutti i giorni, feste comandate comprese.

SOLIDUS rappresenta un nucleo di associazioni professionali su cui si è basato lo sviluppo e il successo dell’Italia del Made in Italy e di uno stile di vita tornato a essere egemone. Abbiamo visione e strategie. Manca l’interlocutore politico.

Fu la fiorentina Caterina dei Medici, andata sposa nel 1533 all’età di 14 anni a Enrico, il figlio del re di Francia Francesco, a portare a Parigi alcuni cuochi della corte toscana che impostarono quella che diventerà la cucina egemone dell’Europa e del mondo nei successivi quattro secoli e mezzo. Tra 1400 e 1500 erano le corti aristocratiche italiane, dei Medici, dei Gonzaga, dei D’Este, degli Sforza, del regno di Napoli, della corte pontificia a Roma, dell’aristocratica repubblica veneziana, a dettare le leggi del buon vivere, sintetizzate nel “Libro del cortegiano” da Baldassarre Castiglioni tra il 1513 e il 1524. Baldassare trasse l’ispirazione per il “Cortegiano” dalla sua esperienza come cortigiano della duchessa Elisabetta Gonzaga alla corte di Urbino. Alla corte dei Valois la piccola Caterina dopo un duro apprendistato si impose come regina prima, come regina reggente all’età di 40 anni alla morte improvvisa di Enrico III nel 1559 (in un improvvido torneo cavalleresco), come regina madre di ben tre re di Francia (i suoi figli) che si alternarono sul trono salvo lasciarlo rapidamente per morti più o meno sospette (si moriva giovani all’epoca, in guerra, per malattia, per spada o veleno), resse le sorti del regno ormai anziana nel momento in cui la Francia precipitò in una guerra civile tra cattolici e ugonotti (protestanti), dette fuoco alle polveri ordinando il massacro passato alla storia come La notte di San Bartolomeo quando a Parigi, tra il 23 e il 24 agosto del 1572, furono uccise diverse migliaia di persone, la gran parte ugonotti. Infine, Caterina favorì il matrimonio della terza figlia Margherita (di figli ne aveva avuti sette), che andò in sposa a Enrico di Borbone, primo della dinastia che avrebbe regnato in Francia fino al 1830, e che ancora governa in Spagna. Caterina (1519-1589) era nata nell’anno della morte di Leonardo da Vinci, morì nel castello di Blois a soli 34 chilometri dal castello di Amboise dove si era spento Leonardo 70 anni prima. Entrambi sono il simbolo della grandezza declinante del Rinascimento italiano che andò in soccorso della nascente egemonia francese, Leonardo lasciando in Francia ciò che è diventato il simbolo del Museo del Louvre (la Gioconda), Caterina mantenendo in piedi la traballante dinastia dei Valois, emersa dalla Guerra dei 100 anni contro gli inglesi, passandone infine il testimone alla dinastia dei Borbone, destinata a un futuro da grande protagonista in Europa e nel mondo.

La civiltà francese, che è stata come tutte le civiltà (basti pensare a quella romana) un impasto di forza, stile, tradizioni, di spietatezza e gentilezza spesso frammischiate, fu profondamente influenzata dal Rinascimento italiano diventando a sua volta, nel corso del tempo, un faro di valori condivisi e modi di vita studiati e copiati, in Europa e nel mondo. Ancora nella seconda metà del 1900 la lingua della cultura e della diplomazia internazionale era il francese come era stato l’italiano nei secoli dell’Umanesimo e del Rinascimento (la regina inglese Elisabetta I, 1533-1603, conosceva perfettamente l’italiano e leggeva Dante Alighieri in originale).

A cavallo tra la fine del Secondo Millennio e l’inizio del Terzo Millennio la storia si è divertita a riprendere per molti versi il percorso interrotto in Italia alla metà del 1500 (trattato di Cateau-Cambrésis del 1559), quando la penisola fu conquistata in gran parte dagli spagnoli salvo la Serenissima Repubblica di Venezia oltre il fiume Adda verso Est e il ducato del Piemonte oltre il fiume Ticino a Ovest, con il papato in mano a pontefici spagnoli (Callisto III Alfons de Borja y Cabanilles papa dal 1455-1458, Alessandro VI Roderic Llançol de Borja, italianizzato in Borgia, papa dal 1492 al 1503).

Italy is back. L’Italia è tornata

Declinante la lingua e la cultura francesi, soppiantate dalla lingua inglese e dall’egemonia anglosassone in salsa americana, con la Cina che sta ritrovando il ruolo di faro dell’Asia che aveva all’epoca di Marco Polo (il potere era mongolo, la cultura e la burocrazia erano cinesi), l’Italia è sbucata fuori come un condotto lavico che dopo un lungo, tortuoso percorso ha trovato la strada per risalire dal mantello fino alla crosta terrestre e arrivare in superficie per dar vita a una nuova, spettacolare colata magmatica per ridisegnare i profili del territorio e arricchire il suolo con i preziosi materiali provenienti dalle profondità del pianeta.

Il Made in Italy è molto più che stile nel vestire, nell’arredare, nel bere e mangiare, nell’architettura, nel design, è un insieme di valori che possono essere sintetizzati nel concetto di Civiltà dell’accoglienza e dell’ospitalità di cui gli italiani furono maestri fin dall’epoca dell’impero romano, tornarono a esserlo durante i secoli dell’Umanesimo e del Rinascimento, sono tornati a esserlo in questo muovo millennio. Sono valori legati all’Uomo Vitruviano, come Leonardo aveva indicato in un suo celebre disegno, ponendo l’essere umano al centro dell’universo dello spirito come della conoscenza, del cerchio che rappresenta il Cielo, la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra, la conoscenza scientifica. Sono valori legati all’empatia, che è il sentimento che nessuna Intelligenza Artificiale potrà mai assumere e copiare. In psicologia, l’empatia è la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona. Richiede sentimenti, partecipazione emotiva, un insieme di comportamenti che si ritrovano solo negli esseri viventi, umani e animali.

Il mondo che verrà dopo la pandemia di Covid-19 consoliderà la grande rivoluzione digitale all’insegna del web e di Internet che è in corso da almeno 20 anni, che sta accelerando, che ha cambiato gli equilibri economici del pianeta restituendo all’Asia (Cina, India, Giappone in primis) quel ruolo che aveva nel passato prima che le potenze coloniali europee imponessero la loro egemonia, che è stata sia militare che di valori, tra l’inizio del 1500 e la metà del 1900, tra la conquista anche demografica delle Americhe a Ovest, dell’Oceania a Est, e il dominio coloniale (militare) di gran parte del pianeta, dall’Africa all’Asia.

Nello stesso tempo il mondo che verrà, e che noi abbiamo ben conosciuto negli ultimi 10 anni, è un mondo assetato di emozioni, di esperienze, di storia, di una cultura edonistica all’insegna del buon vivere che si celebra innanzitutto a tavola. L’Uomo Vitruviano del Terzo Millennio è curioso, assetato di nuove esperienze o di esperienze che sanno rinnovarsi nel tempo, è alla ricerca dell’avventura nella sicurezza, che sia mentale o fisica, è alla ricerca di se stesso, che sia legata allo sport, alla spiritualità, al viaggio, alla cultura.

L’Italia è un piccolo universo di soli 300.000 chilometri quadrati, posta lungo la longitudine (Trieste e Palermo sono sulla stessa longitudine), immerso per tre quarti in un mare temperato (il Mar Mediterraneo non scende mai sotto i 13 gradi, anche in pieno inverno, e non diventa bollente d’estate come nei Caraibi), con 7500 chilometri di coste che si affacciano su un mare balneabile dalla primavera fino ad autunno, la dorsale delle Alpi posta ad arco lungo la latitudine che la difende dai venti polari, la dorsale appenninica che crea un’infinità di microclimi particolari, con 20.000 borghi storici (siamo unici).

Come afferma spesso Oscar Farinetti (Eataly), l’Italia è la penisola più fortunata del pianeta con un clima che facilita la crescita di qualsiasi essenza vegetale, come il basilico in Liguria, la liquirizia e il bergamotto in Calabria, gli agrumi e l’olio d’oliva da Sud a Nord, la vite ovunque, dalle pendici dell’Etna ai 1000 metri di quota dei terrazzamenti valdostani. In Italia si producono prodotti non meno unici come il prosciutto di San Daniele nel Friuli, il parmigiano reggiano in Emilia, la mozzarella di bufala tra Lazio e Campania, la pasta per spaghetti asciugata al vento a Gragnano, lo zafferano dell’Abruzzo, il mirto in Sardegna, il pomodoro Pachino in Sicilia.

In Italia crescono 7000 specie vegetali edibili, in Brasile, al secondo posto, sono la metà. Ci sono 58.000 specie animali, la Cina, al secondo posto, ne ha 20.000.

L’Italia possiede 1200 vitigni autoctoni, la Francia, al secondo posto, ne ha 222. In Italia ci sono 532 cultivar di olive, la Spagna, al secondo posto, ne ha 70.

L’Italia ha 142 cultivar di grano duro, il Paese che ne produce di più al mondo, gli Stati uniti, ne ha 6. In Italia si producono 487 tipologie di formaggi, di cui 300 a denominazione protetta, in Francia sono 300 di cui 82 a denominazione protetta. L’Italia ha un corpus di 70.000 ricette, Cina e Francia non arrivano a 4000. Abbiamo il maggior numero di siti al mondo iscritti nel Patrimonio dell’Umanità Unesco. Sono 55. Altri 41 sono candidati per diventarlo.

Siamo il Paese della biodiversità, di gran lunga il numero uno. Nello stesso tempo siamo stati capaci di mantenere un ruolo strategico anche per l’industria manifatturiera, soprattutto quella legata alle innovazioni tecnologiche, dalla meccanica di precisione all’industria spaziale: metà del modulo spaziale della ISS (Stazione Spaziale Internazionale) che orbita attorno al pianeta è stato progettato e costruito in Italia, idem per molti satelliti che ruotano sulla nostra testa, idem per il lanciatore europeo Vega.

Il mondo ci ha riscoperti progressivamente. Fino al 1979 eravamo un Paese di emigrazione che sulle rimesse degli emigranti oltre che sull’export basava l’equilibrio della sua bilancia dei pagamenti. I turisti erano relativamente pochi, soprattutto avevano portafogli leggeri (sia gli italiani che la gran parte degli stranieri che venivano in Italia perché eravamo il sole più a buon mercato d’Europa), da qui la proliferazione di un sistema ricettivo e ristorativo affidato soprattutto alla buona volontà dei singoli, alla loro capacità di improvvisarsi spesso come osti e ristoratori. C’erano eccellenze in alcune città “nobili”: Venezia, Roma, Firenze, Verona, Torino, Milano, Trieste, Napoli, Catania, Palermo, Portofino, Taormina, Capri e Sorrento, circondate e sovrastate da un’offerta molto alla buona, spesso al limite della decenza, a tavola come nelle camere d’albergo. Era un settore molto spontaneo, molto anarchico, in un Paese che in pochi anni ha cementificato buona parte del territorio in maniera a dir poco miope e speculativa. Era un Paese affamato che voleva togliersi una fame atavica. Ci è riuscito pagandone alcuni dolorosi prezzi, a spese del territorio e della sua bellezza. Il benessere, a partire dagli anni Ottanta, ha trasformato gli italiani in cittadini del mondo consentendogli di viaggiare, di confrontarsi, di acquisire modi di vivere legati alla contemporaneità (la doccia tutti i giorni, il breakfast il mattino, la televisione sempre accesa a scandire le ore del giorno). Dovevamo sprovincializzarci per poter tornare protagonisti nel mondo contemporaneo. Ci siamo riusciti.

Il turismo ha sostituito il ruolo dell’emigrazione nel recuperare la valuta internazionale indispensabile per mantenere in equilibrio la nostra bilancia dei pagamenti. E’ diventato un settore sempre più importante, dalle Alpi alle isole Egadi, di fronte alla costa orientale della Sicilia. E’ diventato un settore sempre più ricco perché in grado di attirare, accogliere, ospitare, soddisfare una massa di turisti sempre più abbienti, legati al turismo religioso (voce fondamentale nel Paese che ospita il Vaticano e il più importante patrimonio storico e monumentale cattolico del pianeta con un infinito numero di cattedrali, chiese, abbazie, santuari), a quello sportivo con i ghiacciai e le nevi dei 4000 metri delle Alpi occidentali e centrali, le Dolomiti delle Alpi orientali, i percorsi di trekking e mountain bike che vanno da Ventimiglia a Palermo, da Trieste al Gargano per spingersi fino in Calabria, senza dimenticare la Sardegna, a suo modo un piccolo, prezioso continente in miniatura.

Il calcio e il ciclismo erano sport legati al nostro passato proletario, di grandi faticatori soprattutto in bicicletta, negli anni Settanta abbiamo scoperto lo sci grazie alla Valanga Azzurra di Gustav Thoeni e Pierino Gros, successivamente duplicata dalla Valanga Rosa di Debora Compagnoni. Siamo diventati un Paese di sciatori ma soprattutto siamo diventati un Paese per lo sci grazie agli impianti che hanno costellato il nostro territorio in alta quota da Courmayeur al Sestrière e da Livigno a Corvara e Cortina d’Ampezzo. Nel calcio siamo diventati di nuovo una delle grandi potenze mondiali sfiorando la vittoria nel Campionato del mondo del 1970 in Messico, conquistandola poi nel 1982 in Spagna e nel 2006 in Germania arrivando secondi negli Stati Uniti nel 1994. Le squadre di club italiane a partire dal 1963 (Coppa dei Campioni conquistata dal Milan) sono tornate protagoniste assolute creando un incredibile indotto economico da grande industria a tutti gli effetti.

Il successo dell’Italia del Made in Italy ha una duplice veste: alimenta l’export legato al nostro stile di vita, dall’agroalimentare di qualità alla moda, dalla meccanica di punta all’estrazione del petrolio e del gas, alimenta i flussi di persone che vengono in Italia (e sono decine di milioni ogni anno) per impararne la lingua, studiare nei nostri conservatori, acquistare in loco i prodotti della moda e del design, condividere con gli italiani il loro stile di vita a tavola e in cantina, frequentare i nostri musei, ascoltare la lirica nei teatri piuttosto che negli antichi anfiteatri greci e romani. Solo di incoming (il fatturato prodotto dai turisti internazionali pari al 40% del totale) siamo passati dai 30 miliardi di euro del 2010 ai 44 miliardi di euro del 2019 con una crescita che pareva inarrestabile, finché la pandemia di coronavirus non ha bloccato gli ingranaggi economici dell’intero pianeta, pronto a ripartire, al massimo entro il 2023, una volta che l’incredibile campagna di vaccinazione di oltre 7 miliardi di esseri umani sparsi nei cinque continenti renda un ricordo, sia pure assai spiacevole, quanto abbiamo dovuto fronteggiare tra il 2020 e il 2021.

L’Italia ripartirà perché è il mondo che ripartirà e nel mondo, lo si vede anche attraverso i webinar virtuali che hanno sostituito gli incontri de visu per centinaia di milioni di persone, la voglia di vivere, di divertirsi, di dialogare, di sperimentare è più viva che mai. L’Italia è tra le mete più affermate e desiderate dell’intero pianeta. Lo è grazie al lavoro certosino che gli italiani hanno svolto nel corso degli ultimi 75 anni trasformando un Paese agricolo in un Paese industriale, affermando l’istruzione obbligatoria per tutti e la sanità universale (fenomeni unici nell’intera nostra storia), disseminando di strade, ponti, tunnel un territorio sostanzialmente montagnoso (le pianure coprono solo l’8 per cento del territorio nazionale) unificandolo definitivamente con le veloci autostrade e superstrade che lo solcano in tutte le direzioni e il treno che in un Paese intensamente motorizzato è stato relegato a un ruolo di cenerentola da cui si sta finalmente emancipando. L’Alta Velocità tra Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli ha messo a terra Alitalia che sul monopolio della tratta aerea Roma-Milano ha vissuto una posizione di rendita assai poco lungimirante e non solo per colpa della compagnia aerea. La compagnia era di fatto commissariata dalla politica che l’ha utilizzata anche come serbatoio di voti e di posti di lavoro clientelari. E’ un vizio che risale ai tempi di Giulio Cesare, ben oltre 2000 anni fa, e che pare non si riesca mai a estirpare. Il treno aveva unificato l’Italia dopo il 1861, le autostrade hanno contribuito a unificarla dal punto di vista dell’economia industriale, l’Alta Velocità rappresenta un salto di qualità verso l’economia green, responsabile, sostenibile, ecologista, che rappresenta l’orizzonte verso cui si muove l’intera Unione Europea.

Scrivere di Civiltà italiana dell’accoglienza e dell’ospitalità significa individuare un orizzonte verso cui muovere e una strategia per raggiungerlo. L’orizzonte è il Villaggio Globale che è diventato il nostro pianeta, seppure suddiviso in almeno 200 quartieri (gli Stati) a volte l’uno contro l’altro armati, abitato da 7,5 miliardi di persone, dove il benessere ha conquistato territori che non l’avevano mai conosciuto o che l’avevano perso di vista, territori (soprattutto l’Asia, in futuro si spera l’Africa) che hanno conosciuto e stanno conoscendo uno sviluppo economico formidabile che li ha riportati al centro dell’economia planetaria come lo erano oltre 5 secoli fa. L’Africa a sua volta è stata la casa ancestrale della nostra specie, mai dimenticarlo.

La strategia è, parafrasando Sébastien Bazin, Presidente e CEO di Accor, un manager dotato di grande capacità di visione, di dar vita a un ecosistema coerente che sappia valorizzare “Lifestyle, intrattenimento, esperienze uniche: da sempre sono al centro della nostra strategia di sviluppo e di crescita”. Lo è per Accor, che opera su scala planetaria, lo è ancora in misura maggiore per l’Italia, che attira flussi di turismo su scala planetaria. Continua Bazin: “Non è un segreto che il nostro mondo sta cambiando, e cambiando velocemente, cosa che richiede chiarezza di idee, audacia e flessibilità. Oggigiorno, siamo molto più che albergatori. Siamo anche ambasciatori di esperienze e possediamo quel millisecondo che determina la qualità della vacanza durante la quale i nostri ospiti esplorano nuove possibilità di vita. Noi siamo la punta di diamante di una rivoluzione che cambierà il mondo dell’ospitalità. Per realizzare questo, Accor affronta la sfida di creare esperienze immersive relative al soggiorno con una opportunità senza precedenti.” Se ci pensate, vale ancora di più per l’Italia, che in un fazzoletto di terra di soli 300.000 chilometri quadrati, facile da raggiungere e percorrere, offre la più formidabile delle esperienze immersive legate al soggiorno.

Conclude Bazin: “Noi vogliamo contribuire a trasformare il pianeta in un mondo migliore e assicurarci che i benefici del turismo arrivino a ogni singolo ospite. E’ il motivo per il quale aiutiamo le comunità locali e l’intero pianeta con pratiche sostenibili e gli standard etici più elevati.”

Orizzonte e strategia sono chiari. Ci vuole un potente ministero del Turismo che aiuti l’Italia a creare il miglior ecosistema turistico del pianeta.

SOLIDUS e le associazioni professionali che ne fanno parte hanno esperienza, visione, professionisti, soprattutto hanno la credibilità dei loro associati, la punta di diamante del turismo italiano.

Noi siamo pronti. Voi –la politica – lo siete altrettanto?

VOI COSA NE PENSATE?

renato.andreoletti@tecnichenuove.com

Siamo Unici Comunichiamolo

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Il 2020 è stato l’anno horribilis del nuovo millennio. Bisognava sopravvivere. Ci siamo riusciti.

Il 2021 è l’anno della vaccinazione di massa di miliardi di persone nei 5 continenti. Un fatto anch’esso unico nella storia dell’umanità. E’ l’anno della ripartenza.

Per l’Italia significa un nuovo inizio soprattutto per il Made in Italy legato allo stile di vita sottolineando ciò che ci rende unici:

– La penisola più fortunata del pianeta protetta a Nord dall’arco alpino, immersa per tre quarti in un mare temperato che non scende mai sotto i 13 gradi, con 7500 chilometri di coste e un mare balneabile fin dalla primavera, con un clima che facilita la crescita di qualsiasi essenza vegetale, come il basilico in Liguria, la liquirizia e il bergamotto in Calabria, gli agrumi e l’olio d’oliva da Sud a Nord, la vite ovunque, dalle pendici dell’Etna ai 1000 metri di quota dei terrazzamenti valdostani.

– Vi si producono prodotti non meno unici come il prosciutto di San Daniele nel Friuli, il parmigiano reggiano in Emilia, la mozzarella di bufala tra Lazio e Campania, la pasta per spaghetti asciugata al vento a Gragnano, lo zafferano dell’Abruzzo, il mirto in Sardegna, il pomodoro Pachino in Sicilia.

– In Italia crescono 7000 specie vegetali edibili, in Brasile, al secondo posto, sono la metà

– Ci sono 58.000 specie animali, la Cina, al secondo posto, ne ha 20.000

– L’Italia possiede 1200 vitigni autoctoni, la Francia, al secondo posto, ne ha 222

– In Italia ci sono 532 cultivar di olive, la Spagna, al secondo posto, ne ha 70

– L’Italia ha 142 cultivar di grano duro, il Paese che ne produce di più al mondo, gli Stati uniti, ne ha 6

– In Italia si producono 487 tipologie di formaggi, di cui 300 a denominazione protetta, in Francia sono 300 di cui 82 a denominazione protetta

Siamo il Paese della biodiversità, di gran lunga il numero uno

Siamo il Paese più originale e accogliente che ci sia.

VOI COSA NE PENSATE?

renato.andreoletti@tecnichenuove.com

Le nuove indennità

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Presentiamo le prime indicazioni sulle indennità previste dal decreto-legge 30 novembre 2020, n. 157 stabilite da INPS e dal direttore generale Gabriella Di Michele.

Il decreto-legge 30 novembre 2020, n. 157, recante “Ulteriori misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ha previsto – in continuità con le misure di cui al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, al decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, al decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, e di cui al decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 – ulteriori misure finalizzate al sostegno di alcune categorie di lavoratori le cui attività lavorative sono state colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.


In attesa della pubblicazione dell’apposita circolare dell’Istituto, con la quale verranno fornite nel dettaglio le novità legislative del richiamato decreto-legge n. 157 del 2020, nonché le istruzioni operative per l’attuazione delle stesse, con il presente messaggio si forniscono alcune prime informazioni in ordine alle misure e alle indennità introdotte dal decreto-legge medesimo, nonché in ordine ai termini – previsti a pena di decadenza dallo stesso decreto – di presentazione delle domande per l’accesso alle indennità a favore dei lavoratori tutelati.


L’articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 157 del 2020 ha previsto l’erogazione di un’ulteriore indennità una tantum dell’importo pari a 1.000 euro a favore dei soggetti già beneficiari dell’indennità di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge n. 137 del 2020.


In ragione di detta previsione, l’Istituto provvederà ad erogare automaticamente – senza che si richieda la presentazione di apposita domanda – la predetta indennità a favore dei lavoratori appartenenti alle seguenti categorie, qualora gli stessi siano stati già beneficiari dell’indennità di cui al richiamato articolo 15, comma 1:
lavoratori stagionali e lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
lavoratori intermittenti;
lavoratori autonomi occasionali;
lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
lavoratori dello spettacolo.


Il medesimo articolo 9 del decreto-legge n. 157 del 2020 ha altresì previsto il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva a favore dei lavoratori appartenenti alle categorie di cui sopra che non hanno già beneficiato dell’indennità di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge n. 137 del 2020, prevedendo per ciascuna categoria requisiti specifici per l’accesso alle
indennità di cui trattasi, nonché la presentazione di apposita domanda all’INPS.

Considerato, infine, che il decreto-legge n. 157 del 2020 ha fissato i termini di presentazione delle domande per l’accesso alle indennità dallo stesso introdotto e ha altresì previsto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande per l’accesso alle indennità di cui
all’articolo 9 del decreto-legge n. 104 del 2020, si riportano di seguito tutti i termini entro i quali è possibile presentare le domande per l’accesso alle indennità di cui al decreto-legge n.157 del 2020, di cui al decreto-legge n. 137 del 2020, nonché per l’accesso alle indennità di cui al decreto-legge n. 104 del 2020.

  1. Domande indennità di cui all’articolo 9, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto-legge n. 157 del 2020: termine di presentazione 15 dicembre 2020.
    Il rilascio del nuovo servizio per la presentazione delle suddette domande verrà reso noto con apposita comunicazione sul sito dell’Istituto.
  2. Domande indennità di cui all’articolo 15, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto-legge n. 137 del 2020: termine di presentazione 18 dicembre 2020.
  3. Domande indennità di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 104 del 2020: termine di presentazione 15 dicembre 2020.
    Con riferimento ai servizi telematici di presentazione delle domande di cui ai precedenti punti 2 e 3, si fa presente che gli stessi sono già attivi e disponibili nel sito internet dell’Istituto.

Parte il Piano “Italia Cashless”

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Presentiamo un articolo pubblicato sul sito www.governo.it sul Cashless.

Italia Cashless è il piano messo a punto dal Governo per incentivare l’uso di carte di credito, debito e app di pagamento, per modernizzare il Paese e favorire lo sviluppo di un sistema più digitale, veloce, semplice e trasparente. Ogni piccola spesa quotidiana può diventare un guadagno.

Già a partire dall’8 dicembre e fino al 31 dicembre, con Extra Cashback di Natale, sono sufficienti 10 acquisti con carte di credito, carte di debito, bancomat e Satispay per ottenere il 10% di rimborso, fino a un massimo di 150 euro, da accreditare nei primi mesi del 2021.

Con il cashback, a partire dal 1 gennaio 2021, si ottiene il rimborso del 10% sull’importo degli acquisti effettuati con carte o app di pagamento in negozi, bar, risoranti, supermercati, grande distribuzione, artigiani e professionisti. Non c’è un importo minimo di spesa ed è possibile ottenere rimborsi fino a 300 euro l’anno. Ogni 6 mesi, se si effetuano un minimo di 50 pagamenti si riceverà il 10% dell’importo speso, fino ad un massimo di 150 euro di rimborso complessivo. Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 Euro.

Per partecipare è necessario avere SPID o la Carta d’Identità elettronica (CIE)

Per tutte le informazioni e le modalità di partecipazione visitare il sito www.cashlessitalia.it

Richiesta incontro urgente con Nunzia Catalfo

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Richiesta incontro urgente con l’ Onorevole Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro e Politiche Sociali.

Siamo lieti condividere questa lettera di confronto inviata dal Presidente Solidus Francesco Guidugli.

Augurandoci di ricevere quanto prima un qualche riscontro, alleghiamo la Lettera inviata dal Presidente Solidus F. Guidugli in data 23 Novembre 2020.

Come gestire una situazione di emergenza nelle strutture ricettive

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Si definisce emergenza ogni situazione in cui il personale e i mezzi disponibili in un determinato territorio risultino insufficienti all’attuazione di un efficace intervento. Si tratta di avvenimenti improvvisi e imprevedibili, che richiedono un’azione decisa e immediata e che possono essere dovuti a cause epidemiche, naturali o tecnologiche.

Nella mia esperienza, soprattutto all’estero, ho assistito a vari episodi in cui l’azienda o la struttura alberghiera non aveva previsto adeguatamente tutte le possibili situazioni a rischio restando così sprovvista di risorse quando poi l’evento è arrivato. Ricordo un episodio in Francia in cui l’allarme é scattato alle 3 di notte in un hotel appartenente a una nota catena alberghiera. La gestione dell’emergenza era alquanto inadeguata, i vigili del fuoco erano presenti ma non sapevano cosa fare. Nessuno del personale alberghiero sapeva dare informazioni precise e i clienti dell’hotel vagavano nella hall (dunque non nel punto di raccolta designato) oppure ritornavano nelle loro camere senza aver ricevuto istruzioni. E’ chiaro che tutta la parte organizzativa doveva venire rivista.

Ogni azienda ha il compito di individuare e formare un adeguato numero di addetti alle emergenze, tenendo presente la dimensione dell’attività, i turni lavorativi e la tipologia delle lavorazioni che vengono svolte, in particolare per attività all’estero, dove i meccanismi di gestione delle emergenze possono essere notevolmente differenti rispetto alla situazione del nostro paese.

Il datore di lavoro, nell’elaborare il piano e le procedure di emergenza, deve prevedere tutti i possibili scenari ipotizzabili. Deve inoltre comunicare le rispettive misure di soccorso da attuare in ogni caso specifico e descrivere la modalità di chiamata ai numeri di emergenza. Spesso infatti la situazione di panico non permette a chi chiama di fornire le esatte indicazioni per attivare il soccorso. Può capitare in alcuni casi che siano state fatte più chiamate contraddittorie.

In fase di stesura della procedura è quindi necessario che venga descritto anche il processo di chiamata agli enti di soccorso, precisando:

· La lingua parlata e compresa

· l’identità della persona incaricata alla chiamata, (la quale deve essere a conoscenza dei rischi presenti nell’ambiente per dare le adeguate indicazioni);

· il numero telefonico dal quale si chiama;

· nome dell’azienda;

· luogo ed indirizzo da raggiungere;

· la tipologia di incidente in corso;

· l’eventuale presenza di sostanze chimiche presenti;

· il numero di lavoratori coinvolti.

Il datore di lavoro deve provvedere ad una adeguata informazione, formazione ed addestramento sulle procedure operative indicate nel piano di emergenza, come previsto dagli artt.36 e 37 del D.Lgs.81/08 in Italia e dalle normative in vigore presso i paesi stranieri in cui si svolgono le attività. Il datore di lavoro deve altresì mettere nelle giuste condizioni il lavoratore designato come addetto alle emergenze. Costui dev’essere in grado di riconoscere le eventuali criticità dell’emergenza rapportate all’ambiente di lavoro, in modo da avere la prontezza di agire mettendo se stesso e gli altri al sicuro.

Dal momento che il rischio zero non esiste, agire sui comportamenti, sulla formazione del lavoratore, sulle procedure e sulla cultura della sicurezza aziendale può consentire al datore di lavoro di ridurre drasticamente la possibilità di crearsi di una situazione di emergenza.

Prevedere una simulazione di emergenza periodica (annuale in tutte le aziende dove sia presente un numero di lavoratori superiore a 10 e/o aziende soggette a rilascio del CPI da parte dei VVF), rientrante tra gli addestramenti previsti dagli articoli sopra citati, può evidenziare comportamenti adottati che potrebbero comportare possibili scenari infortunistici.

In particolare gli alberghi con oltre 200 posti letto sono classificati come strutture ad elevato rischio incendio e, come tali, gli addetti antiincendio, nominati dal datore di lavoro, dovranno frequentare un corso di formazione della durata di almeno 16 ore di cui una parte di teoria e una parte di pratica. Inoltre le prove effettuate, coinvolgendo tutto il team di lavoro, possono creare o migliorare una maggiore coesione del gruppo ed aumentare la fiducia tra colleghi.

Forte di molti anni di esperienza all’estero in paesi considerati difficili, il sottoscritto offre adeguata consulenza e programmi formativi ad hoc alle aziende italiane del settore per prevenire e gestire al meglio le possibili problematiche di natura emergenziale.

Destination

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Destination è il primo modulo formativo previsto per Gennaio 2021, a partire dalle ore 19.00

Il programma prevede 4 moduli da 1 ora ciascuno così composto :

  • 7 Gennaio : L’ambasciatore territoriale, a cura di Nicola Guariglia.
  • 14 Gennaio : Storytelling del territorio – come vendere di più e meglio le esperienze del territorio, a cura di Concetta D’Emma.
  • 21 Gennaio : La Destinazione – come, quando e perchè, a cura di Gianfranco Rondi.
  • 28 Gennaio : La Promozione territoriale – Il tour operator post Covid, a cura di Mino Reganato

Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Destination vi guida verso una buona promo-commercializzazione della propria destinazione con tanti utili spunti e strumenti web.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Gennaio 2021.

Non mancate!