Ad Assisi, nel BV Grand Hotel di Assisi, sabato 18 marzo si è svolto il Gran Premio AIRA 2023 “Il miglior studente futuro impiegato al ricevimento alberghiero” cui hanno partecipato gli istituti alberghieri della Regione Umbria di Assisi, Città di Castello e Spoleto.

Durante la mattinata del 18 marzo si è svolta una tavola rotonda dal tema “Giovani, scommettiamo su di voi!” con la partecipazione di Renato Andreoletti, Stefano Chiesa, Luciano Manunta, Andrea Martoglio e Tommaso Foscarini.

Il concorso è stato vinto da Zsusanna Chereji dell’IPSEOASC Spoleto. Seconda si è classificata Beatrice Gigli dell’IPSEOA Assisi, terzi a pari merito si sono classificati Tommaso Saporetti dell’IPSEOA Assisi ed Elisa Ercolani dell’IIS C. di Città di Castello.

I professori che hanno accompagnato gli studenti sono stati Marco Arrabito, Marco Ascani,

Simon Luca Antimiani e Giuditta Spalatro. Durante il convegno si è collegata in remoto il dirigente scolastico di Spoleto Roberta Galassi.

Gli altri concorrenti giunti alla finale, che hanno ricevuto l’attestato di partecipazione, sono stati Lidia Sodano, Wu Xin Yi e Federico Faedda.

Il concorso si è articolato in una prova scritta e in una prova dal vivo con il concorrente nei panni di un Receptionist che doveva interloquire con un ospite in italiano, inglese e francese. Nella prova dal vivo si sono creati degli interessanti siparietti che hanno messo alla prova non solo le conoscenze linguistiche dei concorrenti ma anche la loro capacità di interagire con gli ospiti e di reagire a domande non sempre facili cui rispondere con immediatezza. A un concorrente di Spoleto è stato chiesto dov’era la Cattedrale di Orvieto, a un altro di Assisi se la camera prenotata aveva vista mare… Al più sfortunato, chi era Albornoz di cui porta il nome la rocca di Spoleto…

Il convegno aveva lo scopo non solo di motivare i giovani al settore nel quale hanno deciso di lavorare in futuro dotandosi dei migliori strumenti culturali per comprenderlo e governarlo ma anche quello di spiegare qual è la situazione attuale del fenomeno del turismo in Italia e nel mondo e qual è il ruolo che il nostro Paese vi svolge.

Sociometrica, la società di ricerca guidata da Antonio Preiti, in un suo pregevole studio pubblicato il 24 novembre dello scorso anno ha certificato che l’Italia senza il turismo sarebbe un paese deserto sia dal punto di vista urbanistico che demografico lungo le coste, l’arco alpino, l’Appennino, un territorio spopolato come lo fu in passato, tra il 1860 e il 1945, quando il turismo non esisteva, con una emigrazione di massa verso le Americhe come verso l’Europa e l’Australia che ha coinvolto quasi 30 milioni di persone, la gran parte delle quali non è mai più tornata, motivo per il quale si calcola che nel mondo esista un numero di italiani perfino superiore ai residenti nel nostro Paese. Per numero di cognomi, San Paolo del Brasile è la più grande città italiana con oltre 4,5 milioni di nostri discendenti che hanno ancora cognome italiano. Il turismo dagli anni Cinquanta del 1900 ha progressivamente arricchito il paese, ha radicato sul territorio diversi milioni di italiani, è diventato una fonte inesauribile di finanziamento della nostra bilancia commerciale, perennemente in deficit. L’Italia ha potuto diventare una delle più importanti manifatture del mondo anche grazie al turismo che con il suo surplus (la differenza tra ciò che i viaggiatori internazionali spendono in Italia e ciò che gli italiani spendono all’estero) ha finanziato l’acquisto delle materie prime (di cui eravamo sprovvisti, dal carbone al petrolio al ferro) indispensabili per alimentare l’industria italiana.

Nel 2019 il conto satellite (l’impatto complessivo prodotto dal turismo sul territorio) attesta che la costa veneta tra Caorle e Jesolo ha fatturato 4,4 miliardi di euro piazzandosi al secondo posto dopo Roma (7,6 miliardi di euro) precedendo la costa romagnola tra Rimini e Riccione (4,1 miliardi di euro), superando destinazioni come Milano (3,4 miliardi di euro), Venezia (3 miliardi di euro) e Firenze (2,8 miliardi di euro). La città con il maggior numero di contribuenti Irpef al di sopra dei 55.000 euro è risultata Corvara, in Alta Badia, nel Sud Tirolo. In questa particolare classifica, ci sono anche Courmayeur, in Val d’Aosta, Forte dei Marmi, in Toscana, Cortina d’Ampezzo, nel Veneto, Selva Val Gardena, ancora nel Sud Tirolo, e Camogli in Liguria.

Il turismo nel 1950 riguardava una élite assai minuscola della popolazione mondiale (i viaggiatori internazionali erano 25 milioni), oggi è arrivato a quota 1,4 miliardi di persone, più i miliardi di persone che viaggiano per diletto o per affari all’interno della loro nazione. L’Italia è tra i massimi protagonisti di questo fenomeno che neppure la pandemia di Covid19 è riuscita a fermare ma solo a rallentare tra il 2020 e il 2021. Con il 2022 il turismo è tornato a macinare numeri da record, soprattutto in un paese come l’Italia che offre il prodotto più articolato e ricercato dal clima ai beni culturali, dallo sport all’enogastronomia.

Banca d’Italia ha appena certificato che il 2022 è stato l’anno del rilancio, ritrovando le masse di turisti internazionali cui eravamo abituati fino al 2019 con in più una maggiore fedeltà degli italiani che durante la pandemia hanno riscoperto il loro paese e intendono continuare a riscoprirlo di anno in anno.

Tutto bene? No, perché Governo e Parlamento continuano a considerare il turismo come un fenomeno marginale, da penalizzare anziché da premiare e incentivare. In passato chi lavorava nel turismo, soprattutto nel settore alberghiero, guadagnava non solo con lo stipendio ma anche con le mance che permettevano spesso di raddoppiare se non triplicare i guadagni. Quel fenomeno è scomparso, Governo e Parlamento non hanno adeguato i contratti nel settore defiscalizzandoli affinché il turismo diventasse a tutti gli effetti il settore dell’industria dell’ospitalità che è attirando personale qualificato e motivato. Non è vero che in Italia mancano collaboratori nel mondo del turismo, è vero che gli stipendi che il settore è in grado di offrire sono inferiori a ciò che sarebbe necessario. Che gli italiani siano considerato dei grandi professionisti dell’industria dell’ospitalità lo testimonia la pressante richiesta di personale italiano da parte di tutto il mondo. Siamo i più bravi ad accogliere, a regalare esperienze uniche e indimenticabili a tavola come sul territorio, solo Governo, Parlamento e opinione pubblica ancora non lo hanno capito.

Il turismo in Italia è diventato un fenomeno strategico, un’industria dell’ospitalità a tutto tondo che produce ricchezza per l’intero Paese non solo per chi vi lavora. Ai giovani che intendono lavorarvi il primo consiglio è quello di andare all’estero per almeno un anno se non due per approfondire la conoscenza delle lingue ma anche per misurarsi con altre culture, conoscere coetanei e adulti di altri gruppi culturali, acquisire una maggiore sicurezza personale e nello stesso approfondire, nell’incontro e nel confronto, la propria identità umana e culturale.

Un grazie di cuore alla direzione del BV Grand Hotel di Assisi per l’accoglienza del semestrale Gran Premio AIRA 2023, per la logistica messa a disposizione per effettuare il Concorso, per l’assistenza tecnologica per svolgere il Convegno, per la grande professionalità del personale che è culminata in un’esperienza ristorativa all’insegna dell’enogastronomia umbra di notevole qualità.

Un plauso particola al Direttore della struttura, Francesco Galli, e al Direttore Generale di Buone Vacanze Hotels, Gianni Gulli.

Ringraziamo Renato Andreoletti per questo fantastico resoconto delle giornate svoltesi ad Assisi e cogliamo l’occasione per condividere alcuni scatti in ricordo del semestrale.

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