Autore: Andreoletti Renato

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Alberghi e Covid-19 : Igiene, Salute e Sicurezza

ALBERGHI E COVID-19

Igiene, Salute, Sicurezza
Gli Alberghi sono presidi sanitari da sempre

Gli alberghi da sempre, soprattutto i migliori dal punto di vista dell’etica di chi li dirige, sono presidi sanitari a tutto tondo: offrono cibo sano, genuino, ben cucinato, quindi ben digeribile, immagazzinato, mantenuto e cucinato secondo le norme HACCP.

In albergo sempre più spesso la cucina è a vista, vedi l’igiene dell’ambiente, vedi l’igiene di chi ci lavora.

Ai piani opera personale preparato, dell’albergo o di cooperative altamente professionali, che sanificano ogni angolo delle camere, del bagno, dei corridoi, degli spazi comuni.

Chi ha installato l’aspirazione centralizzata, non solo elimina la polvere, facilita anche il ricambio dell’aria.

Le camere sono assimilabili sempre più a camere d’ospedale con la differenza, fondamentale, che sono più belle, più comode, di certo meglio arredate. Idem i bagni.

La pulizia in albergo è diventata materia di giudizio da parte degli ospiti, che la valutano poi con il voto che postano nei portali di prenotazione.

La presenza in un albergo di una Reception funzionante 24 ore al giorno garantisce il pronto intervento sanitario immediato, come è accaduto a Roma con i primi due ospiti cinesi ammalati di Covid-19.

Sono stati immediatamente segnalati e ospedalizzati.

Questa crisi per gli alberghi rappresenta anche una eccezionale opportunità per certificare i processi di pulizia e sanificazione degli alberghi al fine di trasformarli in solide azioni di marketing.

Uno dei motivi che induce a tornare sempre nello stesso posto, oltre all’empatia del personale e alla qualità dei servizi, è il giudizio sulla cultura igienica dell’albergo.

Una governante una volta mi consigliò: se vuoi capire la qualità vera di un albergo, vai in bagno e siedi sul trono. Guardati attorno: scoprirai la verità.

Il nuovo messaggio Win-Win degli alberghi è: “La vostra salute è la nostra prima preoccupazione“.

Io la penso così

Io la penso così

Turismo & Covid-19

Italia, Pianeta dell’Ospitalità

Non sappiamo quanto sarà profonda e duratura la crisi economica che seguirà la pandemia planetaria di Covid-19.

Ripartiamo dalla certezza di essere un Paese con una incredibile vocazione per l’ospitalità che nel 2019 si è tradotta nell’ennesimo record con 65 milioni di ospiti internazionali che hanno dormito in Italia (siamo 60 milioni di residenti) e altri 31 milioni di passaggio.

I pernottamenti degli ospiti internazionali sono stati 400 milioni.

Il fatturato dell’incoming aveva raggiunto la cifra record di 44,45 miliardi di euro. Nel 2011 era stato di 30,8 miliardi di euro, ogni anno era cresciuto in maniera robusta.

Nel 2020 ci si aspettava di sfondare quota 48 miliardi di euro.

Il turismo italiano inoltre aveva generato un surplus di 17,248 miliardi di euro.

I dati del 2019 confermavano che l’Italia dal 2011 stava continuando a vivere una sorta di Rinascimento che l’aveva portata a scalare vette sempre più elevate di anno in anno, dati che si affiancavano a risultati altrettanto positivi nei settori dell’agroalimentare, della moda, dello sport, dell’artigianato, della cultura.

Il settore legato direttamente o indirettamente all’ospitalità in Italia dal 13 per cento del PIL legato al turismo superava il 30 per cento del PIL italiano in un decennio che all’opposto aveva registrato una sostanziale stagnazione dell’economia italiana che stava scontando l’obsolescenza progressiva dell’industria manifatturiera tradizionale.

Si riparte ponendo innanzitutto il settore dell’Ospitalità al centro di qualsiasi rilancio economico, sociale e culturale del Paese aiutando le aziende, soprattutto quelle piccole e piccolissime, a sopravvivere. Congelando le tasse per almeno un anno.

Ci vuole un Ministero dell’Ospitalità che coordini l’attività delle Regioni ma anche degli altri ministeri coinvolti dall’agricoltura ai trasporti, dalle infrastrutture all’istruzione.

Ci vuole l’Europa, quella vera.

Renato Andreoletti

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L’Italia nel mondo Il Turismo… e molto altro

Nella campagna toscana c’è Virgo, un interferometro gravitazionale realizzato nel 1994 che nel 2017 ha intercettato e rivelato un’onda gravitazionale prodotta dalla fusione di due buchi neri avvenuta oltre un miliardo di anni fa. Virgo è un interferometro di Michelson, con bracci lunghi 3 chilometri, situato nel comune di Cascina (PI). Virgo si avvale di oltre 280 fisici e ingegneri appartenenti a 20 diversi gruppi di ricerca europei. È dotato di una tecnologia avveniristica.

Assieme a Ligo, l’antenna gemella installata negli Stati Uniti nel 1984 che nel 2015 per la prima volta ha rilevato un’onda gravitazionale, ha confermato la teoria della relatività di Albert Einstein che nel 1905 teorizzò l’esistenza delle onde gravitazionali.

Sopra le nostre teste, a oltre 330 chilometri di altezza, ruota la Stazione Spaziale Internazionale. L’Italia ha contribuito alla Stazione Spaziale con i tre moduli polivalenti di logistica MPLM, costruiti dalla Thales Alenia Space per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana. In questo momento ne è comandante Luca Parmitano. È alla sua seconda missione sulla stazione spaziale.

L’Italia ogni anno produce un Pil (Prodotto interno lordo) di 1800 miliardi di euro ed è tra i primi 10 Paesi al mondo. Tenendo conto dell’evasione fiscale, siamo oltre i 2000 miliardi di euro.

L’Italia della politica e della burocrazia annaspa, l’Italia che produce no, soprattutto nei settori delle tecnologie più avanzate (dalla meccanica di precisione all’aerospaziale) come dello stile di vita (enologia, agroalimentare, moda, design, turismo).

L’Italia deve investire nel suo retaggio rinascimentale: da Leonardo da Vinci a Galileo Galilei, da Dante Alighieri a Boccaccio, da Giotto a Michelangelo Buonarroti e Tiziano Vecellio, più di recente da Ettore Majorana a Enrico Fermi e Carlo Rubbia.

Siamo il Paese della scienza, della tecnica, dell’arte, della cultura.

È il nostro destino.

Renato Andreoletti

Il Ministero del Turismo Sbrighiamoci, Paisà!

Nel 2020 l’intero Mediterraneo torna accessibile al turismo internazionale.

Marocco, Tunisia, Egitto, Turchia e poi ancora Croazia e Slovenia oltre a Grecia, Albania, Spagna, Portogallo e Francia (Costa Azzurra) contenderanno il turismo all’Italia a suon di promozioni, sconti, dumping.

Il 2020 rischia di concludere il ciclo fantastico vissuto dall’Italia nell’incoming che ci ha portato da 32 miliardi di euro nel 2012 a 43 miliardi di euro nel 2019 con oltre 16 miliardi di euro di surplus solo l’anno scorso.

Mentre l’edilizia tradizionale languiva, il settore alberghiero ha attirato investimenti di miliardi di euro, da Favignana fino al Brennero e da Trieste fino a Ventimiglia.

La nostra eccezionale posizione di rendita (niente attentati turistici in Italia, Expo2015 Milan, il Made in Italy come stile di vita apprezzato e desiderato in tutto il mondo) ci ha premiato.

Rischia di non premiarci più se non innestiamo una più potente marcia fatta di organizzazione, promozione, comunicazione. In altre parole, se non ci dotiamo al più presto di un Ministero del Turismo dotato di portafoglio che sia in grado di coordinare sia l’attività di tutti i ministeri coinvolti (dalla Cultura alle Infrastrutture, dall’Agricoltura all’Università, dall’Industria al Commercio) che quella delle Regioni.

Solo un potente Ministero del Turismo sarà in grado di consolidare i risultati raggiunti, di promuovere in maniera più efficace i 20.000 borghi storici che rappresentano lo scheletro del Made in Italy, di rendere accessibile il Meridione d’Italia, il cui potenziale turistico è decisamente sottostimato.

Non vogliamo assistere all’agonia di un Paese che si avvita sui problemi del manifatturiero, sempre più obsoleto, rinunciando a investire nel Made in Italy turistico, la cassaforte del futuro dell’Italia.

Ambiente, ecologia, qualità della vita rappresentano il migliore dei programmi per salvaguardare il presente e garantirci il futuro.

Renato Andreoletti

Turismo & Economia. E pur si muove…

Banca d’Italia ha certificato che nel 2018 il solo incoming (gli stranieri) in Italia ha fatturato 41,55 miliardi di euro con 15 miliardi di avanzo rispetto a quanto speso per andare all’estero (quasi raddoppiato rispetto a 10 anni fa). Nel 2008, prima della crisi globale, eravamo arrivati a quota 31 miliardi di euro, crollati a 28,8 miliardi di euro l’anno successivo.

 

Ben pochi altri settori hanno visto un tale progresso negli ultimi 10 anni.

 

ISTAT a sua volta nel 2017 nel turismo ha certificato 122 milioni di arrivi e oltre 427 milioni di presenze totali, segnando un aumento rispetto all’anno precedente rispettivamente del 4,5% e 6,0%.

 

Nel 2018 si stima che il numero complessivo di viaggi con pernottamento effettuati dai residenti in Italia sia stato pari a 78 milioni e 940 mila, in notevole crescita rispetto al 2017 (+19,5%). Ciò rafforza la tendenza positiva registrata a partire dal 2016.

 

Il Made in Italy è diventato il marchio più conosciuto al mondo, l’Italia è diventata la prima destinazione enogastronomica del pianeta.

 

Ne beneficiano anche i costruttori di attrezzature professionali per la ristorazione e l’ospitalità che nel solo triennio 2016-2018 hanno registrato un incremento del 20% confermando che l’Italia è uno dei maggiori poli mondiali del settore delle attrezzature professionali, prima a livello europeo e seconda a livello mondiale solo agli Stati Uniti. Le esportazioni italiane nel 2018 hanno superato i 4,5 miliardi di euro e il saldo della bilancia commerciale risulta attivo per 3,5 miliardi di euro.

 

L’Italia degli 8000 comuni e dei 20.000 borghi storici dimostra una capacità di autogoverno incredibile, che in alcune regioni diventa programmazione coerente del territorio, nella gran parte delle regioni assai meno, per nulla a livello nazionale.

 

Continente tascabile popolato da mille nazioni diverse, l’Italia continua a essere un mistero insondabile per gli stessi italiani.

 

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MATERA 2019 CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA

Memoria e Progetto. Il segreto del successo

A Matera, quando ci arrivai per la prima volta nel 1970 a cavalcioni di una rossa guzzetta di 125 cc, c’era solo turbe di monelli che giocavano tra i Sassi (come noi ragazzini nel 1956 tra i ruderi di case bombardate sui Navigli di Milano durante la seconda guerra mondiale).

Nel 1945 Primo Levi ne aveva denunciato la miseria in “Cristo si è fermato a Eboli”.

I Sassi erano stati svuotati dai carabinieri, che avevano murato le entrate delle antiche grotte.

Vi aleggiava ancora l’anatema di Togliatti e De Gasperi che li avevano definiti “vergogna nazionale”.

Nel 1964 Pier Paolo Pasolini vi aveva ambientato “Il Vangelo secondo Matteo”.

Ricordo il fascino arcano delle chiese rupestri che visitavi a tuo rischio e pericolo scavalcando o infilandoti in mezzo ai ruderi.

Negli anni Ottanta la rinascita dei Sassi, la ristrutturazione innanzitutto delle vie di accesso lastricate, nel 1993 l’Unesco li dichiara patrimonio dell’Umanità, gli ex scugnizzi vi aprono piccole botteghe di souvenir, artigiani tornano a scolpire la roccia malleabile per turisti sempre più incuriositi e numerosi.

Nel 2004 Mel Gibson la fa scoprire al mondo con il suo film “Passion”, con il Golgota collocato di fronte ai Sassi.

Matera per tutto il 2019 è la capitale europea della cultura, ospita botteghe di artigiani, ristoranti di qualità, alberghi diffusi dall’atmosfera unica.

È diventata un caso mondiale di recupero di una destinazione turistica bella quanto sostenibile.

Matera mi ricorda Bagnoregio in provincia di Viterbo, altro borgo antico destinato all’oblio che il turismo ha riportato in vita.

Bagnoregio è stata riscoperta grazie a un geniale giapponese, Hayao Miyazaki, che ne ha tratto ispirazione per il suo castello fantastico, Laputa.

Lo scorso anno 200.000 persone hanno pagato solo per visitarla. Erano 40.000 cinque anni fa.

Memoria e progetto. I cardini del successo del turismo in Italia.

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Renato Andreoletti

Istruzione & Formazione – Costruiamo il futuro!

Dalla fine degli anni Cinquanta fino al 2000 due generazioni di italiani dotati di poca scuola, tanto ingegno, tantissima voglia di lavorare hanno costruito uno dei sistemi turistici più importanti del pianeta.

In quei quarant’anni l’Italia era il sole più a buon mercato per il continente europeo oltre che la méta di un incredibile pellegrinaggio di massa, quello cattolico, a Roma, Assisi, Loreto, San Giovanni Rotondo… con un inestimabile patrimonio culturale e archeologico facile da visitare.

Quel mondo è finito.

La competizione internazionale nel turismo è diventata diffusa quanto feroce, gli alberghi sono diventati macchine tecnologiche incredibilmente sofisticate quanto costose da mantenere, gli utenti del turismo sono diventati ancora più sofisticati: Internet, gli smartphone, i voli low cost gli hanno consegnato il potere di scegliere di andare dove vogliono, quando vogliono, come vogliono, al prezzo migliore.

Comanda la domanda, l’offerta è decisiva solo quando è unica, esclusiva, originale.

Il turismo non è più un settore per improvvisati.

Ci vogliono scienza, conoscenza, un’istruzione umanistica (storia, geografia, arte), un’istruzione scientifica (matematica, informatica, robotica, marketing), una consapevolezza etica (pagare le tasse, rispettare le leggi) il tutto al massimo livello.

Ci vogliono corsi duali per chi voglia/debba abbinare lavoro e istruzione.

Per l’Italia è anche un modo per continuare a essere un gigante nel turismo.

Per le nuove generazioni è la possibilità di essere protagoniste del proprio destino come lo sono state le generazioni che le hanno precedute.

Svizzera, Austria, Germania, Stati Uniti hanno sviluppato modelli scolastici formidabili nel nostro settore.

Studiarli per adattarli alla nostra realtà è segno di lungimiranza.

Dobbiamo rilanciare la scuola tecnica e professionale, dobbiamo dar vita a una università di management per chi deve gestire alberghi, ristoranti, destinazioni turistiche.

Dobbiamo costruire il futuro.

 

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Intelligenza Artificiale & Turismo

Il Robot sulla spalla…

Trieste. Città verticale, schiacciata ad arco tra il golfo omonimo e il Carso, la montagna che la sovrasta, con un originale quanto affascinante lungomare asburgico.

Rho, dove abito, dista dal Best Western Hotel San Giusto di Trieste 430 chilometri, la gran parte in autostrada.

Sono poco più di quattro ore di viaggio in automobile non calcolando le soste.

Lungo la strada, i 40 chilometri da Porto Gruaro a Palmanova sono un unico, interminabile cantiere per realizzare la terza corsia tra Latisana e San Giorgio di Nogaro.

Non si possono superare i 60/80 chilometri all’ora. Basta un tamponamento, e sei nel tunnel dell’orrore.

L’11 dicembre c’erano ben 10 chilometri di coda sui 30 chilometri di autostrada tra Palmanova e Latisana. Pare siano la norma e non l’eccezione.

Prima di Bergamo un altro incidente a Seriate in direzione di Milano. Giornata pessima.

Con il tradizionale navigatore satellitare mi sarei dovuto sciroppare sia la prima che la seconda coda che avrebbe portato il viaggio a sfondare le sei ore bloccato in ingorghi senza uscita.

Grazie al tablet collegato a Google ho usufruito in remoto di un assistente di Intelligenza Artificiale che mi ha consigliato in tempo reale di uscire al casello di Palmanova, puntare verso Codroipo e rientrare in autostrada a Latisana, e poi di imboccare la Brebemi a Brescia e rientrare sulla Brescia-Milano all’altezza di Agrate.

L’Intelligenza Artificiale è uno strumento assai sofisticato che cambierà in profondità il nostro modo di rapportarci al mondo che ci circonda aiutandoci a trovare in tempo reale le soluzioni migliori qualsiasi cosa accada, che si tratti di un viaggio in automobile, di un volo o un viaggio in treno, della prenotazione di un albergo e un ristorante, di scoprire che cosa offre il territorio a seconda dei nostri gusti, delle nostre passioni. Non dorme mai.

Per alcuni è un pericolo, per me è un’opportunità.

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In Italia il turismo crea posti di lavoro

Nel 2018 l’incoming italiano nel turismo ha raggiunto i 42 miliardi di euro con un +7% (in realtà sono 50 miliardi ma questo è un altro discorso…).

Il turismo contribuisce al PIL italiano con il 12%. In realtà la sua influenza è assai maggiore, dall’agroalimentare alla moda, dall’artigianato all’industria.

Il mercato del turismo è di certo uno dei pochi che non solo migliora di anno in anno i suoi fatturati, assume anche, anche qui con intensità diversa a seconda del peso che il turismo ha assunto come valore aggiunto nei vari territori e destinazioni.

Laddove il turismo è stato capace di conquistare segmenti di mercato a elevata spesa pro capite – gli sportivi, i frequentatori dei centri benessere, gli enogastronomi, gli amanti delle griffe – sono migliori le condizioni di lavoro e più elevati gli stipendi offerti.

In Italia ci sono 250 istituti alberghieri e turistici, con una popolazione di oltre 50.000 studenti. Gli istituti alberghieri migliori e più abili nel dialogare con il mercato del lavoro garantiscono ai propri diplomati elevate possibilità sia di andare a lavorare all’estero, negli alberghi più prestigiosi, che di essere assunti in Italia con contratti di lavoro permanenti.

Secondo la Fondazione Agnelli, le prime 30 scuole alberghiere italiane registrano un tasso di occupazione superiore al 50% entro i due anni dal diploma con punte che arrivano al 64% per il Maggia di Stresa e il De Filippi di Varese nell’alberghiero e ancora il Maggia e l’Einaudi di Domodossola per l’indirizzo turistico.

L’Erminio Maggia di Stresa registra percentuali del 77,5% e del 75,33% per la coerenza tra titolo di studio e occupazione.

Il 64% del tasso di occupazione entro due anni dei diplomati del Maggia è ben superiore se si computano anche gli allievi che dopo il diploma sono andati a lavorare all’estero (un altro 10%).

Come direbbe Renzo Arbore: Meditate gente, meditate…

Società & Turismo – Autostrade e ferrovie Pubbliche o private?

La tragedia di Genova conferma una volta di più che l’Italia è un Paese fondato sulle infrastrutture (stradali e ferroviarie innanzitutto) realizzate dopo il 1945 che ci hanno consentito il salto nella modernità e ci hanno permesso di diventare uno dei Paesi più benestanti del pianeta con la seconda aspettativa di vita dopo il Giappone.
Le infrastrutture stradali e ferroviarie in Italia comportano problematiche assai più complesse e delicate che in altri Paesi a causa della natura del nostro territorio.
L’Italia è una lunga penisola collinare e montagnosa con solo l’8% del territorio costituito da pianure, posta in diagonale nel Mar Mediterraneo lungo la longitudine circondata per tre quarti da oltre 6000 chilometri di coste con le due maggiori isole del Mediterraneo, Sicilia e Sardegna.
Il 60% dei tunnel autostradali europei è stato realizzato in Italia, i ponti stradali, autostradali e ferroviari sono un’infinità, l’Alta Velocità ferroviaria transita per gran parte del suo tragitto tra Bologna e Salerno dentro le montagne. Lo stesso accadrà quando scenderà lungo la dorsale adriatica.
Nulla del genere in Francia, Spagna e Germania.
C’è da chiedersi se la privatizzazione delle infrastrutture avvenuta negli ultimi 25 anni sia stata lungimirante o se è il caso di tornare sui nostri passi e riportarla in capo allo Stato che non solo garantirebbe una sicurezza maggiore ma che ne trarrebbe anche i profitti per autofinanziare sia la manutenzione ordinaria e straordinaria che l’ulteriore sviluppo della rete per esempio verso Calabria e Sicilia, sulla dorsale adriatica, in Sardegna.
Per il turismo il tema è centrale perché ne va della sua stessa esistenza.
Un Paese non accessibile non fa turismo, idem se non è ritenuto sicuro.
Il futuro della filiera tra turismo e agroalimentare, centrale per lo sviluppo italiano, è in gioco.
L’obiettivo? Infrastrutture pubbliche garantite e industria privata concorrenziale.

SAVE THE DATE

SAVE THE DATE

19 Settembre 2018  ore 16.30

Hotel  Empire Palace  Via Aureliana 39 – Roma

Presentazione  di

JOB VALET

La prima piattaforma specializzata

per trovare ed offrire lavoro in hotel e ristoranti

e

ACADEMY SKAL

L’esperienza al servizio dei colleghi

CONFERENZA STAMPA/INCONTRO PROFESSIONALE

19 Settembre 2018  ore 16.30

Hotel  Empire Palace  Via Aureliana 39 – Roma

LA S.V. E’ INVITATA ALLA CONFERENZA STAMPA/INCONTRO PROFESSIONALE

PER LA PRESENTAZIONE di

La prima piattaforma specializzata per trovare ed offrire lavoro in hotel e ristoranti

Sulla spinta propositiva di Luigi Sciarra  consigliere di Skal Roma, preposto ai rapporti con le associazioni professionali,  in collaborazione con i Presidenti  di ADA, AIRA,  AICR, AMIRA,  LE CHIAVI D’ORO e SKAL INTERNATIONAL ROMA è stata organizzata la presentazione di Job Valet, la prima piattaforma specializzata per trovare ed offrire lavoro  in hotel e ristoranti. dove i migliori profili professionali  incontrano le più importanti aziende del Settore.

 

Saranno presenti all’incontro:

  • Mario Cardone, Ceo di Job Valet,
  • Antonio Percario, Presidente Skal International Roma
  • Manuel Libertucci Presidentee  ADA Lazio- Associazione Direttori dìAlbergo
  • Mimmo  Minichino, Presidente Nazionale AIRA -Associazione Italiana degli Impiegati d’Albergo
  • Carlo Duca, Presidente Associazione Romana “Le chiavi d’oro”
  • Andrea Pinchetti, Presidente AICR – Associazione Italiana dei Capi Ricevimento.….
  • Mario Raggi,  Presidente  AMIRA – Associazione Maitre Italiana Ristorante e Alberghi.

Moderatore: Antonio Percario, Presidente di Skal International Roma

In tale occasione sarà presentata  L’ACADEMY SKAL” l’esperienza al servizio dei colleghi

  Si prega di dare conferma al seguente indirizzo mail: presidente@skalroma.org

19 settembre JOB VALET

19 settembre skal academy italiano