Il Viaggio della Fiamma Olimpica

Il Viaggio della Fiamma Olimpica

Il 14 gennaio 2026 il past President SOLIDUS, Francesco Guidugli ha avuto l’onore di portare la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 ad Arona, il luogo che l’organizzazione gli ha assegnato e che fortunatamente, dista solo pochi chilometri dalla sua residenza. E’ stato uno dei 10.001 incaricati di accompagnare la Fiamma verso il braciere olimpico attraverso una selezione avvenuta dopo una candidatura motivata, fondata su valori dichiarati e dimostrati nel tempo: rispetto per gli altri, senso civico, condivisione delle competenze, impegno professionale e umano. Valori che, per chi lo conosce non rappresentano parole astratte, ma pratica quotidiana.

Quando è arrivata la comunicazione ufficiale della scelta, ci racconta che l’emozione è stata forte ma composta non per protagonismo, bensì per la consapevolezza di rappresentare qualcosa di più ampio: la propria città, una comunità di amici e colleghi, un modo di intendere il lavoro e la cittadinanza fondato sulla responsabilità e sull’esempio. Durante la corsa, breve ma intensa, chi osservava ha colto immediatamente il peso simbolico di quel momento: un cuore che batteva forte nel passo deciso ma anche nello sguardo concentrato su tutto il percorso dove bambini guardavano la fiaccola con gli occhi spalancati, qualcuno stringeva una bandierina tricolore, altri esplodevano in grida spontanee di gioia. Scene semplici, autentiche, che raccontano meglio di qualsiasi discorso il significato dei Giochi Olimpici.

In quei 300 metri, mentre la Fiamma avanzava, il suo pensiero ci confida ancora, sembrava andare oltre il traguardo immediato e chi lo conosce ha avvertito chiaramente che quella corsa rappresentava anche un omaggio silenzioso a un mondo spesso invisibile: quello dei professionisti dell’Ospitalità e della Ristorazione che saranno chiamati a sostenere, con competenza e dedizione, un evento di portata globale non solo nei luoghi delle gare ma in tutte le destinazioni che verranno scelte da turisti e appassionati di sport desiderosi di vivere l’Italia in quei giorni. Un modo in cui quella sua esperienza è stata vissuta sicuramente con orgoglio, senza retorica e con la consapevolezza di partecipare a una pagina importante della storia sportiva e civile del Paese.

E mentre la Fiamma si allontanava, lasciandosi alle spalle applausi e sorrisi, era chiaro a tutti che il suo, non era solamente il compito di una staffetta ma il racconto, visto da vicino, di un’Italia capace ancora di emozionarsi e di mostrarsi al mondo nel suo volto migliore.


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Redazione Aira

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