๐๐จ๐ญ๐๐ฅ ๐ฉ๐ข๐๐ง๐ข, ๐ฎ๐ญ๐ข๐ฅ๐ข ๐ข๐ง ๐๐๐ฅ๐จ: ๐ข๐ฅ ๐ฏ๐๐ซ๐จ ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐ฅ๐๐ฆ๐ ๐ฌ๐ฉ๐๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ฬ ๐๐๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฅ๐ ๐ ๐๐ฌ๐ญ๐ข๐จ๐ง๐
Cโรจ una scena che si ripete con una regolaritร quasi rassicurante in molte strutture alberghiere italiane. La hall รจ viva, il personale si muove con ritmo sostenuto, le camere sono occupate e il flusso degli Ospiti non accenna a diminuire. A prima vista, tutto sembra funzionare, lโhotel lavora, produce, genera movimento ciรฒ nonostante basta spostarsi di qualche metro, entrare nel silenzio di un ufficio amministrativo o semplicemente osservare con maggiore attenzione i numeri, per accorgersi che qualcosa non torna. Il lavoro cโรจ, ma il risultato economico non lo segue con la stessa intensitร , il margine si assottiglia, la pressione aumenta e quella sensazione di equilibrio inizia lentamente a incrinarsi. ร qui che si manifesta il vero cambiamento del settore ovvero non piรน la difficoltร di lavorare ma la difficoltร di trasformare il lavoro in valore. Negli ultimi anni il comparto alberghiero ha subito una trasformazione che non ha avuto bisogno di annunci per essere incisiva. I costi hanno cambiato natura diventando piรน strutturali e meno comprimibili, lโenergia ha smesso di essere una variabile marginale per diventare una voce centrale, il personale ha acquisito un peso economico e organizzativo piรน rilevante, le forniture hanno subito incrementi costanti mentre la distribuzione ha continuato a sottrarre quote di marginalitร in cambio di visibilitร . In questo scenario, molte strutture hanno continuato a lavorare con modelli costruiti in un contesto diverso non per mancanza di competenza ma per una naturale continuitร operativa ai quali si รจ adattato il ritmo, si รจ assorbito lโurto, si รจ continuato a fare ciรฒ che si รจ sempre fatto con piccoli aggiustamenti ma a un certo punto questi aggiustamenti non sono piรน sufficienti. La prima evidenza emerge sempre dai numeri ma non da quelli che si osservano abitualmente e nemmeno quelli riferiti al fatturato nรฉ tantomeno allโoccupazione e al confronto con lโanno precedente. I numeri che iniziano a raccontare davvero la situazione sono altri: quanto costa una camera venduta, quanto incide ogni singola voce di spesa, quale parte del lavoro produce realmente marginalitร ? Quando si entra in questa dimensione, il quadro cambia, ci si accorge che alcune dinamiche date per scontate hanno un impatto molto piรน significativo di quanto si pensasse che piccoli squilibri, ripetuti nel tempo, diventano costi strutturali e attivitร apparentemente neutre, generano dispersioni continue ed รจ proprio in questo momento che la gestione smette di essere una routine e torna a essere una scelta. Spesso non รจ necessario intervenire in modo radicale, rivoluzionando il tutto ma guardando ciรฒ che accade con piglio diverso, piรน diretto e meno legato allโabitudine. Prendiamo ad esempio, la questione dei costi dove il primo impulso รจ quasi sempre quello di ridurre ma ridurre non significa migliorare, tagliare indiscriminatamente porta quasi sempre a un indebolimento del servizio e nel medio periodo a una perdita di competitivitร . Diverso รจ il lavoro di ottimizzazione invece, un lavoro meno visibile ma decisamente piรน efficace. Personalmente mi รจ capitato piรน volte di intervenire semplicemente sulla gestione dei consumi energetici o rivedere i contratti di fornitura riuscendo cosรฌ a recuperare margini importanti senza modificare lโesperienza dellโOspite oppure lavorando sulla gestione degli acquisti, eliminando sovrapposizioni, standardizzando alcuni processi e riducendo dispersioni che sommate, incidono in modo significativo. Poi cโรจ il personale, tema delicato, centrale, spesso affrontato con cautela ma anche qui, lโerrore รจ pensare che lโunica leva sia la riduzione. In realtร , il vero intervento riguarda lโorganizzazione come ad esempio rivedere le turnazioni, chiarire ruoli, eliminare passaggi inutili, migliorare il coordinamento ed in molti casi, senza ridurre lโorganico si ottiene un aumento di efficienza che si traduce direttamente in valore economico. Parallelamente, emerge un altro elemento cioรจ il modo in cui si genera il ricavo. Per anni si รจ lavorato sulla quantitร con piรน camere vendute, piรน presenze, piรน movimento ma oggi questo approccio mostra i suoi limiti. Vendere molto non significa necessariamente guadagnare bene. Ci sono molte strutture che lavorano con tassi di occupazione elevati ma con margini estremamente ridotti e la motivazione รจ quasi sempre la stessa: una costruzione del prezzo che non tiene conto della struttura dei costi, una distribuzione sbilanciata sui canali ad alta incidenza, una mancanza di strategia nella valorizzazione dellโofferta. Intervenire qui non significa aumentare i prezzi in modo indiscriminato, significa rimettere coerenza e allineare le tariffe al reale valore del servizio con un bilanciamento dei canali e riducendo la dipendenza da intermediari quando possibile. Passiamo ora allโorganizzazione interna, forse il vero punto di svolta. ร qui che si nasconde una parte importante della marginalitร con un dispendio di energia superiore al necessario, attivitร duplicate, responsabilitร non chiaramente definite, procedure che si trascinano nel tempo senza essere mai riviste. Quando si interviene su questi aspetti, spesso i risultati sono immediati non perchรฉ si introducono elementi nuovi ma perchรฉ si elimina ciรฒ che non serve, si semplifica, si chiarisce, si rende piรน fluido ciรฒ che prima era frammentato. In questo percorso, emerge anche la necessitร di affrontare il tema degli investimenti con un approccio diverso. Molte strutture sanno di dover migliorare, aggiornare, intervenire in quanto passaggi obbligati ma spesso rimandano per timore, per mancanza di liquiditร , per incertezza eppure oggi esistono strumenti che consentono di agire senza mettere sotto pressione la gestione. La finanza agevolata, presente costantemente nella mia offerta consulenziale alle strutture, se utilizzata correttamente, permette di sostenere interventi importanti, migliorando lโefficienza della struttura e riducendo i costi nel medio periodo parimenti a un supporto legale adeguato che consente di muoversi con maggiore sicurezza mentre una progettazione tecnica orientata allโefficienza, introduce soluzioni che incidono direttamente sui risultati. Quando queste competenze lavorano insieme, il cambiamento non รจ piรน unโipotesi, diventa un processo e a quel punto, la differenza tra gestire e guidare diventa evidente. Gestire significa far funzionare lโesistente, guidare significa orientarlo, adattarlo, migliorarlo continuamente. In sintesi, la vera partita dellโospitalitร contemporanea non si gioca nella capacitร di riempire le camere ma nella capacitร di dare valore a ciรฒ che accade allโinterno della struttura e a fronte di questo, serve fermarsi, osservare, intervenire nel modo giusto.
Mino Reganato
Scopri di piรน da AIRA - Associazione Italiana Ricettivitร e Accoglienza
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