Posso fermare un dipendente e verificare la sua borsa ?
In linea generale, no, un datore di lavoro o un superiore non può perquisire o ispezionare la borsa di un dipendente senza il suo consenso esplicito.
Questo principio è tutelato dalla Costituzione italiana (art. 13 e 14) e dalle norme sulla privacy e sulla libertà personale. Ecco i punti chiave:
🔒 Tutela della libertà personale
- L’art. 13 della Costituzione stabilisce che la libertà personale è inviolabile e che qualsiasi ispezione o perquisizione può avvenire solo nei casi e nei modi previsti dalla legge.
- La borsa è considerata effetto personale, al pari del corpo o di una tasca: pertanto, non può essere controllata senza consenso o un mandato.
✅ Quando è possibile farlo
- Solo con il consenso volontario del dipendente, e senza alcuna forma di pressione o minaccia.
- Solo in presenza di una condotta sospetta ben motivata, e meglio se documentata o segnalata da più fonti (ma anche in questo caso serve il consenso).
- Mai in modo arbitrario o discriminatorio (es. solo su alcuni dipendenti).
🚫 Cosa non si può fare
- Bloccare fisicamente un dipendente o impedirgli di andare via per ispezionare la borsa.
- Obbligarlo a mostrare il contenuto contro la sua volontà.
- Effettuare controlli sistematici o generalizzati su borse, zaini, armadietti, senza regolamento interno firmato e approvato anche con il coinvolgimento sindacale.
⚖️ Cosa fare in caso di sospetti fondati
- Si può chiedere gentilmente al dipendente di mostrare la borsa spiegando il motivo.
- Se rifiuta e si ritiene che ci sia stato un furto o un illecito, è opportuno chiamare le forze dell’ordine e fare una denuncia.
- Per situazioni ricorrenti o delicate, è consigliabile predisporre un regolamento aziendale chiaro, che preveda modalità e limiti di controllo, sottoposto all’approvazione dei dipendenti o delle rappresentanze sindacali.
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