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Big data e intelligenza artificiale per rilanciare il turismo

Presentiamo un articolo di Roberta Milano, Tourism digital strategist Associazione Copernicani di Network Digital 360

Già prima del covid il digitale era considerato un driver fondamentale per il turismo, in tutte le fasi del viaggio. A maggior ragione oggi, il settore ha bisogno di indicatori e informazioni in tempo reale per prevedere scenari, evoluzione dei comportamenti e attuare le opportune strategie.

Il turismo è uno dei settori più colpiti dall’attuale crisi. Purtroppo, è una delle poche certezze che abbiamo in questo periodo. Viaggi, ristorazione, esperienze e servizi complementari, pernottamenti, voli, agenzie di viaggio, ma anche eventi, congressi, fiere, spettacoli e cultura stanno soffrendo una crisi senza precedenti. L’elenco sarebbe lunghissimo.

I turisti torneranno, ma c’è il rischio che l’offerta sia sempre più gestita dai colossi del digitale, con profitti sempre più risicati per gli operatori del settore nostrani. Ecco perché serve subito un piano Turismo 4.0, focalizzato sull’analisi dei dati e in grado di dare una visione di lungo termine che permetta al paese di essere competitivo rispetto a realtà, come la vicina Spagna, con una più veloce capacità di reazione.

L’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) prevede un calo complessivo mondiale del 70% per tutto il 2020 e un ritorno ai livelli del 2019 in termini di arrivi internazionali previsto per il 2023, con un range dai 2 ai 4 anni a seconda dei diversi scenari che si manifesteranno e delle diverse aree geografiche.

A differenza del senso comune, in Italia soprattutto, dove viene spesso associato al divertimento, all’effimero, al non essenziale, il turismo è una vera e propria industria che dà lavoro a molte famiglie. Il suo apporto all’economia non è affatto marginale: vale circa il 13% del nostro PIL, il 14,9% dell’occupazione e il 7,9% dell’export totale (World Travel & Tourism Council, Economic Impact Report 2019).

La situazione 2020 è molto diversa. Durante la recente Fiera Internazionale di Rimini, TTG Travel Experience, l’unica fiera internazionale tenutasi con grande coraggio in tutta Europa, sono stati presentati dati che fotografano una realtà italiana drammatica. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, nel secondo trimestre 2020 il Turismo è stato uno dei settori più gravemente colpiti dalla crisi; in particolare le agenzie di viaggio hanno registrato un -93% di fatturato, la ristorazione -66%, sport, cultura e intrattenimento -60% e ospitalità -58%. L’ Ecommerce Travel degli operatori con sede in Italia è calato del -56% e sceso a un valore complessivo di 4,8 miliardi di euro. Se la seconda metà dell’anno si era aperta con un moderato ottimismo vista la timida ma costante ripresa dell’estate, l’attuale seconda ondata che sta attraversando l’Europa non lascia spazio a buone previsioni.

Già prima della pandemia il digitale era considerato un driver fondamentale, dilatando la sua importanza a tutte le fasi del viaggio, dalla prenotazione prima di partire alla consultazione (mappe, siti, acquisti, marketing di prossimità) durante la vacanza. A maggior ragione oggi. La pandemia ha, infatti, determinato una forte accelerazione digitale della domanda e dell’offerta. Secondo un sondaggio McKinsey, in Europa le aziende hanno vissuto in pochi mesi una trasformazione digitale equivalente a tre anni nelle relazioni con i clienti e di sette anni nell’adozione interna di prodotti e tecnologie digitali.

Il tema è quindi quanto mai strategico per prepararsi alla ripresa in un mercato turistico che sarà completamente diverso per flussi, distribuzione, comportamenti, rapporti di forza e player.

Purtroppo, l’Italia scontava e sconta l’arretratezza tecnologica e digitale ben evidenziata dal Digital Economy and Society Index DESI[: siamo al 25° posto, perdendo una posizione, nell’indice generale 2020 e addirittura all’ultimo posto (28°) per “human capital”. Ciò significa che mancano ancora delle competenze digitali di base, anche nel turismo.

Se per alcuni settori l’impatto del Covid-19 può tradursi in un “semplice” calo delle vendite e in lievi variazioni delle preferenze, per turismo ed enogastronomia la crisi è totale in quanto riguarda contemporaneamente sia la domanda sia l’offerta. L’estate è stata un piccolo test di cosa servirà in futuro: con un turismo straniero a lungo raggio totalmente assente (pensiamo ai turisti USA che erano il primo mercato in molte zone, soprattutto nelle città d’arte), un turismo principalmente domestico, una piccola quota di clientela estera influenzata in primo luogo dalla prossimità (Germania, Svizzera, Francia), la scelta prevalente dell’auto come mezzo di trasporto, la scomparsa quasi totale del turismo business causa smartworking e annullamento eventi (la città di Milano sta subendo un impatto profondo e prevedibilmente duraturo), ogni vecchio posizionamento è saltato. Le ricerche, i dati e le strategie pre-pandemia sono diventate quasi carta straccia, nel senso che hanno perso il valore di riferimento statistico o predittivo. Abbiamo un’urgente necessità di nuovi dati in grado di fotografare una situazione che cambia continuamente per creare nuove strategie e modelli flessibili di azione. Il settore ha quanto mai bisogno di contare su indicatori e informazioni in tempo reale per poter prevedere scenari, evoluzione dei comportamenti e attuare le opportune strategie, anticipando il più possibile il processo decisionale. È proprio sulla velocità di reazione, infatti, che si determineranno i nuovi assetti e la competitività futura dei diversi Paesi.

Interessante quanto prevede di realizzare la Spagna, peraltro primo paese per competitività nel turismo secondo il World Economic Forum. La Ministra spagnola dell’Industria del Commercio e del Turismo, Reyes Maroto, ha appena annunciato, lo sviluppo di nuovi strumenti strategici basati su Big Data e soluzioni tecnologiche, individuati quali elementi chiave per il rilancio del settore e per mantenere la leadership competitiva della Spagna in un mercato globale.

Nello specifico ha illustrato il Tourism Data Viewer, una piattaforma per visualizzare facilmente i dati, uno spazio web unico da cui sarà possibile accedere alle diverse fonti statistiche sia per le organizzazioni pubbliche sia per quelle private e creare, in ultima analisi, un nuovo modello di conoscenza.

A novembre verrà anche lanciato il Directorio de Soluciones Tecnológicas para los Destinos Turísticos Inteligentes dove sarà possibile trovare una serie di soluzioni tecnologiche (prodotti/servizi) disponibili nel mercato nazionale degli operatori tecnologici e digitali specializzati in questo settore. L’obiettivo è facilitare l’accesso, per le Destinazioni Turistiche, alla conoscenza di soluzioni e risorse che le aiutino a migliorare la propria competitività, in modo che si generi un punto di incontro tra domanda e offerta tecnologica. Lo strumento è strutturato sulla base dei cinque assi che supportano la metodologia DTI (Destino Turístico Inteligente o Smart Destination) ed è completamente gratuito. Il catalogo comprende 90 aziende e 115 soluzioni tecnologiche che vanno da quelle legate all’intelligenza artificiale, assistenti virtuali o sistemi di data analytics, passando per strumenti di marketing, CRM, videomapping, realtà virtuale, ascolto attivo o web design. Sarà presente anche l’obiettivo Sostenibilità con l’offerta di strumenti tecnologici finalizzati alla gestione efficiente dell’acqua, della qualità dell’aria, dell’energia o dei rifiuti.

È inoltre previsto un piano più di visione a medio termine, denominato Smart Tourism, che mirerà ad accelerare la trasformazione digitale dell’attività turistica nell’ambito dell’Agenda Digitale 2025.

Dove non arriva il pubblico, o dove arriva parzialmente, si offre il privato.

D’altra parte, secondo una ricerca Travelport, oltre il 70% del management alberghiero è disposto a pagare per accedere a rapporti esterni aggiuntivi, e oltre il 55% di questi lo fa già per avere una visione aggregata del settore. Sia chiaro, in periodi di cambiamenti così repentini i dati servono ma serve ancora di più la capacità di interpretarli. Vanno infatti coniugati fattori esogeni (epidemiologi, economici, normativi) con gli effetti su abitudini, comportamenti, aspettative ed emozioni, in uno scenario di viaggio nuovo che va componendosi giorno per giorno. Ma navigare a vista è comunque la peggior scelta si possa fare in funzione della ripresa. Vediamo alcuni esempi.

La prima OTA europeaeDreams ODIGEO, ha lanciato una piattaforma di Intelligenza Artificiale per le analisi dei trend di viaggio e creare un indicatore per le destinazioni sulle tendenze della domanda. Il servizio fornisce insight di qualità riguardo le tendenze del settore a livello globale e le abitudini dei viaggiatori ed è finalizzato a supportare gli enti del turismo e travel decision makers, nazionali e locali, nello sviluppo di strategie efficaci. Il Gruppo utilizza un set avanzato di algoritmi per elaborare dati resi anonimi di oltre 21 miliardi di ricerche annuali di viaggi online e per fornire informazioni in tempo reale.

Con il nome di City PortalAirbnb ha recentemente annunciato un progetto pilota con 15 città e agenzie turistiche globali. L’azienda sta sperimentando una piattaforma di condivisione delle informazioni che, secondo quanto si apprende, aiuterà i decisori locali a monitorare gli effetti dell’home-sharing. Punta a fornire al personale municipale un accesso più efficiente ai dati e informazioni sul rispetto o meno delle leggi locali. Ogni città della sperimentazione, San Francisco e Seattle per citarne alcune, avrà accesso a una nuova dashboard di dati e a uno staff dedicato di Airbnb. Il cruscotto, laddove consentito, fornirà ulteriori informazioni sui visitatori, inclusa la città di origine e le informazioni demografiche, per aiutare gli uffici a indirizzare meglio le loro campagne pubblicitarie e di marketing.

Sabre e Google stanno sviluppando una Artificial Intelligence – driven technology platform che rappresenta una novità assoluta nel settore dei viaggi. Il progetto, presentato con il nome di Sabre Travel AI ™, è una combinazione tra l’infrastruttura cloud, l’intelligenza artificiale e le capacità di machine learning di Google con la profonda conoscenza del settore dei viaggi di Sabre “per creare soluzioni di terza generazione che siano più intelligenti, veloci e convenienti”.

Le aziende clienti disporranno di contenuti altamente pertinenti, personalizzati e rapidi per soddisfare al meglio le esigenze del viaggiatore di oggi e, in ultima analisi, creare maggiori opportunità di crescita.

In tempi difficili per il settore alberghiero, avere accesso a dati di qualità è, come detto, fondamentale e anche le singole catene si muovono in questa direzione. Hilton e Amadeus hanno annunciato, proprio il 22 ottobre, il rinnovo e l’espansione dell’esclusiva partnership di Business Intelligence. Queste soluzioni forniscono i dati di mercato più completi e predittivi nel settore dell’ospitalità, consentendo agli albergatori di far avanzare il processo decisionale, ottimizzare il mix di canali e rafforzare i ricavi per camera.

Amazon approfitta del boom obbligato del contatto a distanza nel turismo per lanciare la sua piattaforma Amazone Explore. Si tratta di un nuovo servizio, che consente ai suoi clienti di prenotare delle esperienze virtuali ma al tempo stesso interattive. Basterà collegarsi in streaming, attraverso il proprio computer (il servizio non è ancora ottimizzato per il mobile) con degli esperti locali. Le esperienze possono essere incentrate su tour di luoghi lontani ma anche sulla creatività, l’apprendimento di abilità manuali/culinarie o, in alcuni casi, lo shopping in boutique da tutto il mondo. Ad oggi il servizio è in fase di test, disponibile solo in USA e su invito, ma sono già visibili alcune proposte come fare un tour a piedi a Oslo o fare shopping nella Little Champlain Street del Quebec, Esiste già un’offerta di turismo esperienziale virtuale, più o meno interattivo: da YouTube o Google Earth o Airbnb. L’esperienza di Amazon Explore sembra diversa perché è una sessione individuale tra l’ospite e lo spettatore, abilitata da video unidirezionale (la privacy dell’acquirente viene protetta) mentre l’audio e bidirezionale per una comunicazione in tempo reale.

Sul fronte VR – Virtual Reality – non si contano comunque le iniziative sviluppate da singoli operatori, sia pubblici sia privati, durante e dopo il lockdown. Dalla Napa Valley fino all’Italia, è stato un fiorire di degustazioni di vini (previo acquisto in e-commerce) a distanza su zoom e diversi enti del turismo hanno realizzato video VR o immersivi per mantenere alto il livello di engagement. L’Organizzazione Nazionale del Turismo del Giappone ha realizzato il film VR a 360 gradi che, “tra tradizioni, natura e modernità”, continua la promozione in attesa delle prossime olimpiadi.

National Geographic ha creato video a 360° di luoghi naturali e siti di immersione che, se abbinati a un visore VR Oculus Quest, possono offrire agli utenti la possibilità di nuotare con le megattere in Antartide o esplorare le barriere coralline dell’Indonesia.

Segnalo anche la nuova campagna video 8D di Tourism Australia. Sfruttando l’innovativa tecnologia audio 8D, sei video accompagnano gli spettatori in un viaggio sensoriale, immergendoli in panorami, suoni e trame unici di destinazioni iconiche. È la prima volta che un ente turistico utilizza questa tecnologia per una serie di video e lo scopo non è, ovviamente, una call to action immediata, ma lo stupore, l’emozione: tecnologia al servizio della “semplice” promozione verso quelle persone che continuano a desiderare esperienze di viaggio, ma fisicamente non possono realizzarle.

Infine, una curiosità: a Tokyo un’azienda, la First Airlines, dal 2016 forniva viaggi virtuali e immersivi in Italia, a Parigi, alle Hawaii e a New York in un contesto del tutto simile a quello di un volo reale, con tanto di cabina, dimostrazione delle misure di sicurezza e servizio pasto. Dopo il lockdownd e le restrizioni ha visto incrementare il fatturato del 50%, a testimonianza di un desiderio di viaggiare, per nulla ridotto.

L’elemento sicurezza è diventato una delle componenti determinanti del viaggio, da quello business a quello leisure. Secondo una ricerca di Amadeus il 66% dei viaggiatori intervistati afferma che conoscere in anticipo le informazioni sulle misure di prevenzione COVID-19 sia “molto importante” prima di prenotare un hotel, il 62% manifesta lo stesso approccio per i viaggi aerei.

Anche in questo caso molte le novità che trovano nel digitale una soluzione.

La startup TravelPerk ha lanciato pochi giorni fa TravelSafe API rendendo accessibili, in tempo reale, i dati sulle restrizioni di viaggio e sui rischi legati al Pandemia di Covid19. Si tratta di un prodotto in abbonamento mensile che consente ai fornitori di viaggi di integrare le informazioni relative alla pandemia sulle restrizioni nelle destinazioni durante il processo di prenotazione con il servizio che estrae dati da fonti ufficiali e siti web governativi locali.

Viene anche calcolato il livello di rischio per i viaggi in un determinato paese, basandosi sull’analisi in tempo reale del tasso di riproduzione dell’epidemia. Sono stati impiegate e sviluppate tecnologie avanzate di elaborazione delle informazioni, processi di aggiornamento automatico dei livelli di rischio e strumenti digitali interni per facilitare il controllo di questi dati da parte degli analisti.

Per soddisfare la crescente richiesta dei consumatori di esperienze contactless, Booking.com sta collaborando con la promettente startup Futurestay per fornire il check-in online negli affitti a breve termine presenti sulla sua piattaforma. Gli affitti a breve, infatti, sembrano aver sofferto meno l’impatto della crisi rispetto agli hotel incontrando un maggior favore dei turisti estivi. Booking vuole sfruttare al massimo la tendenza e lavorerà attraverso partner per estendere il check-in online ai circa 6,5 milioni di case, appartamenti e altri luoghi unici in cui soggiornare presenti nel suo sito. Oltre a Futurestay, Booking collabora anche con Hotelbird e Abitari per fornire ai propri partner (host) gli strumenti e la tecnologia su misura di cui hanno bisogno per rispondere efficacemente all’evoluzione del viaggio in atto.

Anche la ristorazione sta forzatamente investendo sulla Touchless Experience. Con la pandemia si sono diffusi esponenzialmente i menù digitali, a cui è possibile accedere con un QR Code o altre soluzioni simili. Alcuni stanno ulteriormente innovando il servizio attraverso app anche proprietarie che consentano la gestione digitale di programmi fedeltà, offerte, ordini, modalità di pagamento, prenotazioni, asporto. Un percorso nato per necessità ma che, attraverso la raccolta digitale dei dati, può offrire nuove possibilità di marketing.

La digitalizzazione della filiera e una crescita della più generale cultura digitale sono indicate, anche dall’Europa, come asset prioritari per la ripresa del turismo non appena il mercato si riaprirà. Lo scenario tracciato dai pochi ma significativi esempi riportati sopra, evidenzia quanto la tecnologia e il digitale siano pervasivi nel turismo, dalla ricerca alla promozione, dalla profilazione alla vendita. Su questo fronte, si giocherà la futura competitività dell’Italia.

Come destinazione e come sistema di imprese ci aspettano difficili sfide. Sono in gioco tantissimi posti di lavoro e l’economia stessa del nostro Paese che tanto si basa su turismo e ristorazione. Il World Economic Forum ha appena pubblicato il report The Future of Jobs 2020: il grafico sotto dimostra quanto a rischio sia l’occupazione nel nostro settore nel mondo: rischiano il lavoro il 47% degli occupati di Accomodation and Food Services; al secondo posto ma molto distanziati, con rischio stimato del 15%, Retail, Trasportation and Education. È facile immaginare che, in Italia, il dato sia ancora più preoccupante.

Per questi motivi, ora che si torna a spingere sull’Industria 4.0, sarebbe opportuno ripensare anche ad un incisivo Piano Turismo 4.0. Mancano le competenze digitali di base e specializzate, anche se il mercato necessita proprio di tali competenze. Senza interventi strutturali e una visione di innovazione a lungo termine, non potremo competere con i colossi del digitale e con altre destinazioni più lungimiranti. L’Italia riprenderà a riempirsi di turisti, non è questo il problema. Solo che verrà venduta sempre più da altri, con fatturati e profitti sempre più ridotti. Il settore turismo richiede interventi e investimenti diversi rispetto all’industria: il piano deve rispettarne le specificità, non può essere una semplice estensione delle misure previste per altri comparti. Non possiamo continuare a pensare solo con mentalità industriale in un’Italia che ha nel terziario, nel turismo, nella cultura e nell’enogastronomia un suo punto di forza distintivo.

Le nuove regole per viaggiare al tempo del coronavirus

Presentiamo una panoramica delle nuove regole per viaggiare a partire dall’8 ottobre, a cura di Nicoletta Cottone – Redazione ilSole24ore

Viaggiare al tempo del coronavirus è un percorso a ostacoli fra tamponi molecolari, antigenici e quarantene, e regole in movimento, legate ai dati della seconda ondata di Covid che ha colpito in modo rilevante molti stati europei. E non solo.

Un dpcm del ministro della Salute Roberto Speranza ha inasprito le regole per le persone che intendono fare ingresso in Italia e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna.

Ecco le nuove indicazioni e le regole attualmente in vigore, in base ai decreti che si sono susseguiti in questi mesi.

A partire dall’8 ottobre sono state adottate due misure di prevenzione, alternative tra loro, per entrare in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna. La prima è l’obbligo di presentazione all’imbarco dell’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore precedenti all’ingresso in Italia, a un tampone molecolare o antigenico, risultato negativo.

L’alternativa è sottoporsi a un tampone molecolare o antigenico al momento dell’arrivo in aeroporti, porti o luoghi di confine, se possibile, o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’Azienda sanitaria locale di riferimento. In attesa di sottoporsi al test presso la Asl le persone sono obbligate all’isolamento fiduciario presso la propria casa o dimora. Inoltre le persone, anche se asintomatiche, che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Italia hanno soggiornato o transitato in questi paesi sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione della Asl per territorio. Come tutti quelli che entrano da questi paesi, anche se asintomatici. Obbligo di comunicazione immediata al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio dell’eventuale insorgenza di sintomi Covid-19.

Per ingressi da Croazia, Grecia e Malta è ora solo necessario compilare una autodichiarazione su un format ad hoc, da consegnare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli alla frontiera. In caso di insorgenza di sintomi compatibili con il Covid, resta l’obbligo per chiunque di segnalare la situazione, con tempestività, all’Autorità sanitaria tramite i numeri telefonici dedicati e di sottoporsi a isolamento, in attesa delle decisioni dell’Autorità sanitaria.

Per gli altri paesi Ue (tranne Romania, Croazia, Grecia, Malta, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna) e Schengen, compresi Andorra e Principato di Monaco, l’ingresso e gli spostamenti verso Paesi Ue (tranne la Romania) sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo, e senza obbligo di isolamento al rientro, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi C, D, E, o F. Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione, tranne che per Repubblica di San Marino Stato della Città del Vaticano.

Sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da/per la Romania, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi E, o F. Al rientro in Italia, vige l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria ed è necessario compilare un’autodichiarazione. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Non è prevista nessuna limitazione per viaggi che interessino la Repubblica di San Marino, che ha un’estensione territoriale di 61,19 km², e lo Stato della Città del Vaticano, il più piccolo Stato sovrano del mondo sia per popolazione (618 abitanti)che per estensione territoriale (0,44 km²). Non c’è l’obbligo di compilare l’autodichiarazione.

Queste regole valgono per Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay (Elenco D – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020). Sono consentiti gli spostamenti da e per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo, a condizione di non avere transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti l’ingresso in Italia, nei territori degli elenchi E, o F. Al rientro in Italia, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Gli spostamenti da e per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, che sono: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani, Ue o Schengen e loro familiari e ai titolari di regolare di permesso di soggiorno e loro familiari.

Il Dpcm del 7 settembre 2020 ha introdotto la possibilità di ingresso in Italia, dai Paesi dell’elenco E, per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani, Ue o Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione, il domicilio o la residenza del partner in Italia.

Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).(Elenco E – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020)

Divieto di ingresso in Italia, con l’eccezione dei cittadini Ue, inclusi quelli italiani e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020 per chi proviene da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana (Elenco F – Allegato C Dpcm 7 settembre 2020).

Esclusi dal divieto di ingresso anche equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto, funzionari e agenti diplomatici, personale militare nell’esercizio delle funzioni. Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono consentiti spostamenti per turismo.

Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale indicare la motivazione che consente il rientro (possesso di cittadinanza Ue, Schengen o condizione di familiare di cittadino Ue e residenza in Italia) e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Stesse regole per Kosovo e Montenegro (Elenco F – Allegato C del dpcm 7 settembre 2020 ). Stesse restrizioni per la Colombia (elenco F- Allegato C del dpcm 7 settembre 2020 ): è in vigore un divieto di ingresso con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi quelli italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020.

A condizione che non insorgano sintomi di Covid e che non ci siano stati soggiorni o transiti in uno o più Paesi inseriti negli elenchi C e F nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in Italia – fermo restando l’obbligo di compilazione della dichiarazione – le disposizioni relative all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria e all’utilizzo del mezzo privato per raggiungere la destinazione finale non si applicano: 1) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario; 2) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di questo termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario; 3) ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro; 4) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo; 5) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora; 6) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore; 7) ai funzionari e agli agenti dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e personale della Polizia di Stato nell’esercizio delle funzioni;agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

L’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria non si applica: 1) all’equipaggio dei mezzi di trasporto; 2) al personale viaggiante; 3) ai movimenti da e per gli stati e territori dell’Elenco A; 4) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria; 5) agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa autorizzazione del ministero della Salute e con obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, l’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, un tampone molecolare o antigenico, risultato negativo.

Nuove regole per chi viaggia in Italia

Presentiamo la lista aggiornata dei Paesi a rischio con le relative restrizioni, a cura della redazione di InfoHotel, il portale italiano sull’informazione alberghiera.

Esteso l’obbligo di tampone per chi arriva da Parigi e dai dipartimenti della Francia più colpiti dalla seconda ondata di contagi e per questo dichiarati zone di circolazione attiva del virus. Questa è una delle novità riportate nell’ultima ordinanza firmata dal Ministro della Salute, che resterà in vigore fino al prossimo 7 ottobre.

L’aumento dei casi di Coronavirus in Europa e nel Mondo ha spinto il Governo ad introdurre nuove restrizioni per chi viaggia in Italia, in modo da contenere la diffusione del virus sul territorio nazionale e non vanificare i sacrifici fatti finora.

Paesi con obbligo di tampone:

fino al 7 ottobre (salvo successivi aggiornamenti), il Governo italiano richiede obbligo di tampone ai viaggiatori provenienti dai seguenti Paesi europei

  • Croazia
  • Grecia
  • Malta
  • Spagna
  • Francia (nello specifico i dipartimenti di Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Ilȇ -de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra).

Chi arriva da una di queste nazioni dovrà presentare un attestato con cui si dichiara di aver effettuato un tampone (con esito negativo) 72 ore prima dell’ingresso in Italia. In mancanza di questa documentazione, sarà possibile effettuare il test in aeroporto o altro luogo di confine, oppure presso una Asl di riferimento entro e non oltre le 48 ore dall’arrivo. 

Paesi con obbligo di quarantena:

l’elenco dei Paesi che devono osservare l’isolamento fiduciario (con relativa sorveglianza sanitaria), non ha subito sostanziali modifiche. L’obbligo di quarantena, infatti, vige ancora per:

  • Romania
  • Australia
  • Canada
  • Georgia
  • Giappone
  • Nuova Zelanda
  • Ruanda
  • Repubblica di Corea
  • Tailandia
  • Tunisia
  • Uruguay

Unica novità riguarda la Bulgaria. Per chi proviene da questa nazione non è più previsto l’isolamento fiduciario di 14 giorni al momento dell’ingresso in territorio italiano. 

Resta, invece, l’obbligo di compilare l’autocertificazione per l’ingresso in Italia dall’estero, in cui bisogna specificare la località da cui si rientra e i Paesi dove si è viaggiato negli ultimi 14 giorni.

Divieto d’ingresso in Italia:

anche la lista dei Paesi per cui è stato posto il divieto di ingresso è rimasta pressoché immutata. Ancora bloccati, infatti, gli arrivi in Italia per chi ha soggiornato o transitato, nei 14 giorni precedenti, in queste nazioni:

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Bosnia Erzegovina
  • Brasile
  • Cile
  • Colombia
  • Kosovo
  • Kuwait
  • Macedonia del Nord
  • Moldova
  • Montenegro
  • Oman
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana

Ovvio che, per i cittadini italiani che hanno residenza in Italia l’ingresso è garantito con obbligo di quarantena al momento del rientro in territorio italiano. Stessa situazione per gli spostamenti che avvengono in presenza di precise motivazioni (lavoro, salute, studio o diversa e assoluta urgenza).

Italiani all’estero? No grazie

Italiani all’estero? No grazie, solo 3 su 100 ha varcato il confine.

Qui di seguito presentiamo una panoramica a cura di Francesca Cicatelli, dell’ Ufficio Stampa Enit

Il 97% degli Italiani ha scelto la penisola : oltre 24 milioni di viaggiatori in treno da Nord a Sud…

Gli Italiani soddisfatti della vacanza : l’Italia prende un 8 come valutazione.

Relax e Benessere al mare superano il piacere del cibo.
Italia percepita come sicura dall’ 85% dei vacanzieri italiani

Ancora vacanze in autunno per il 58% degli Italiani anche nelle città d’arte.

Il 33% degli Italiani già pensa al Natale in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania.
ROMA, 14 SETTEMBRE 2020 – Estate senza fine.
Il desiderio di vacanza si prolunga fino all’autunno e le previsioni lasciano sperare: il  58% di Italiani ha in programma almeno un soggiorno in quel periodo stando ai dati Enit- Agenzia Nazionale del Turismo.
Saranno ancora vacanze al mare (57%) o in montagna (48%), ma si prevede anche un ritorno alle città d’arte (42%).

Tra gli altri tipi di soggiorni ci sono quelli enogastronomici (29%), al lago (29%) e alle terme (28%).

Il 33% poi già pensa alle vacanze di Natale, per il 92% in Italia, in particolare in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania.

All’estero, on the top il Nord Europa. Enit ha intervistato oltre 4 mila persone nell’ultima settimana di agosto (dal 24 al 30) per fare il punto sull’estate.
E dal bilancio emerge che il 41% degli italiani non ha potuto fare vacanza, mentre il 59% della popolazione ha effettuato almeno 1 periodo fuori casa: il 42% ha trascorso un periodo di vacanza mentre il 17% ha passato due o più periodi fuori dalla propria residenza.

In media le ferie sono durate 7 notti (il 34% soggiorni tra le 3 e le 6 notti, il 24% 1 o 2 notti, il 22% tra le 7 e le 10 notti ed il 20% oltre 10 notti).

La maggior parte degli italiani è rimasta in patria nel 97% dei casi, preferendo destinazioni quali l’Emilia Romagna, la Puglia e la Sicilia, tutte sul podio del periodo scelte dal 9% dei vacanzieri italiani.

Buone performance anche quelle della montagna con il Trentino Alto Adige (8%), ma anche la Toscana (8%), il Piemonte (7%) e la Lombardia (7%).
All’estero (3%), gli italiani sono rimasti in Europa mediterranea (35%), in Nord Europa (24%) o nell’Est europeo (14%).

In media una famiglia ha speso 850 euro per una vacanza e tre su dieci arrivano a spendere mille euro. La maggior parte degli italiani è andata infatti in vacanza in coppia (46%) o in famiglia con i figli (40%), mentre solo il 17% si è spostata con amici. Il 7% ha scelto la vacanza da solo.

“I dati resi noti dall’Enit sono confortanti, sia per quanto riguarda il numero delle presenze dei vacanzieri nei mesi di luglio e agosto, sia per la scelta fatta dalla maggioranza degli italiani di rimanere nel nostro Paese per trascorrere il periodo di ferie” dichiara Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretaria al Turismo del Mibact.

“Fin dall’inizio – aggiunge Bonaccorsi – avevamo invitato gli italiani a fare le vacanze nel nostro Paese, riscoprendo le meraviglie diffuse lungo tutta la Penisola: dal mare alle montagne, dai borghi alla natura incontaminata. Sono confortanti anche i dati che prevedono il prolungamento della stagione anche a settembre e nei mesi autunnali. Periodo, quest’ultimo, in cui gli italiani potranno continuare a utilizzare il bonus vacanze, valido fino al 31 dicembre”.
 
“L’hotel 3 stelle e più (25%) resta la modalità del soggiorno preferita dagli italiani, sebbene il 16% sia stato ospite da amici e parenti, il 13% sia stato in appartamento in affitto, il 12% in un B&B. Segue la casa di proprietà (7%) ed il villaggio turistico (7%)” dichiara il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

“Le strutture ricettive hanno dimostrato un rapido adeguamento alle nuove disposizioni e la versatilità e la scrupolosità con cui si è proceduto hanno contribuito a garantire, insieme al senso di responsabilità di ciascun viaggiatore, la sicurezza del viaggio e della conoscenza dei luoghi senza inficiare la vacanza” conclude Palmucci.

Ancora dall’indagine Enit, a contribuire alle spese il Bonus Vacanze richiesto dal 23% dei vacanzieri, che servirà a sostenere anche le vacanze autunnali e di Natale poiché il 14% l’ha richiesto ma non lo ha ancora speso, mentre in estate l’ha utilizzato il 9% dei soggiornanti.

La vacanza ricercata dagli italiani post lockdown ha visto prevalere la voglia di mare (60%) che alla fine ha addirittura doppiato la vacanza in montagna (30%) e quella naturalistica (25%).

Ma i vacanzieri nostrani cercano dalla vacanza l’esperienza culturale (24%) e il relax (23%). Il giudizio degli italiani sulla vacanza è stato molto positivo: voto medio 8 su 10 per una vacanza che ha avuto il gusto del relax e del benessere (75%), tanto desiderato dopo una stagione così difficile.

Apprezzata la bellezza del luogo di vacanza (32%), il mare (31%), il fatto di aver goduto di una esperienza positiva (23%) ma anche del cibo e della buona cucina italiana (23%). L’85% dei vacanzieri tornerebbe il prossimo anno o fra due nello stesso posto.

Il tema sicurezza ha dato garanzia all’85% degli italiani per le misure adottate nelle strutture in cui erano ospiti, all’80% per le misure sul territorio. Nel complesso dell’estate tra italiani e stranieri sono stati circa 24 milioni i viaggiatori sulle tratte di Trenitalia e che hanno apprezzato la costa adriatica in particolare la Puglia ma anche sul Tirreno la Liguria, la Toscana, Il Lazio, la Campania e la Calabria.
Anche i passeggeri Italo, sul target prevalente entro i 40 anni, hanno apprezzato tutto il network comprese le nuove tratte che attraversano l’Italia da Torino a Reggio Calabria e da Milano ad Ancona.

Stando ad Anas e Autostrade i volumi di traffico sono aumentati del 4% ad agosto rispetto a quanto registrato nelle settimane precedenti, portando la settimana di Ferragosto quasi in pari rispetto all’anno scorso (-3,8%).

Turismo al tempo del Covid-19

Il mondo è cambiato! Chi lo avrebbe mai pensato che il turismo, fonte inesauribile di ricchezza nazionale, sarebbe stato messo letteralmente KO da un organismo invisibile?

Eppure è successo e gli effetti li stiamo vedendo e vivendo in ogni parte del mondo. Negli ultimi mesi ho sentito colleghi in buona parte d’Europa essere preoccupati per quello che può riservarci il futuro… lavorano in alberghi nelle maggiori capitali europee che mai ci saremmo aspettati fossero stati costretti alla chiusura, seppur temporanea, per combattere un nemico invisibile.

Parole d’ordine al momento: -mascherina; -distanziamento sociale; -confinamento.

Qui in Svizzera, dove lavoro, in montagna e sui laghi nel turismo si sta lavorando, anche con buone prospettive. Sentendo diversi colleghi però capisco che il turismo nelle città soffre, e parecchio.

Quanto durerà questa situazione?

Di certo è una crisi dagli effetti devastanti, ancora purtroppo facciamo fatica a crederci! Qualche giorno fa parlando con un collega di Monaco di Baviera entrambi concordavamo che gli effetti della crisi finanziara del 2008 sono durati un decennio ed è stata una crisi che ha fatto tanto preoccupare i maggiori leader mondiali. Ed il Covid-19?

Di certo non possiamo fare previsioni, anche quando le facessimo non dimentichiamo che il Covid-19 ci ha, difatti, messi in allerta quando pensiamo ad una PREVISIONE.

Bisogna sostenere che un altro, eventuale, lockdown sarebbe insostenibile per ogni economia, anche per le più avanzate.

Cosa fare allora?

Dobbiamo continuare nel cambiamento delle nostre abitudini e pensare al fatto che stiamo ripartendo da zero, non aggrappiamoci ai bei tempi anti Covid che furono. Ripartiamo, ripartiamo!! Questa pandemia è già nella storia.

L’ITALIA QUASI SOLD OUT PER FERRAGOSTO

GIA’ VENDUTO IL 79 % DELLE OFFERTE ONLINE
L’ITALIA PERDE MENO PIL DEGLI ALTRI PAESI

BUONE PERFORMANCE E QUASI TUTTO ESAURITO PER RIMINI, RAVELLO, CAVALLINO-TREPORTI, CILENTO E SALENTO
 
LA MONTAGNA RISPONDE ALLE ZONE BALNAERI CON LE ALPI QUASI FULL (84%) QUASI AL PARI CON LA FRANCIA (87%)
ROMA, 31 LUGLIO 2020 – L’Italia non si lascia abbattere dal Covid e anzi con il turismo reagisce meglio di altri Paesi. Il settore infatti – nonostante il contesto complesso – sta godendo di un periodo di tenuta soprattutto in alcune località. Promette bene la settimana di Ferragosto dal 10 al 16 agosto 2020: la Penisola risulta quasi sold out. L’Italia fa meglio della Spagna: già “vendute” il 79% delle disponibilità di offerte online (fonte Booking.com) mentre il Paese iberico è al 72 per cento di prenotazioni online. In Italia spiccano le maggiori destinazioni balneari: non più disponibili l’80% a Rimini, l’81% a Ravello, l’86% a Cavallino-Treporti, il 94% nel Cilento ed il 98% nel Salento. Anche la montagna italiana vede le destinazioni delle Alpi non più disponibili all’84%, correndo la competizione con quelle francesi (87%). Alla data del 30 luglio, l’analisi delle prenotazioni aeroportuali da agosto a ottobre in confronto con i competitor diretti Spagna e Francia, indicano ancora un calo delle prenotazioni sia in Italia che negli altri Paesi analizzati, nonostante l’Italia nel correre dei mesi estivi recuperi spazio di mercato. Nel complesso tra agosto e ottobre sono 191 mila 533 prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali per l’Italia, 204 mila 641 per la Spagna e 150 mila 672 per la Francia. Certo si tratta di un momento in continua evoluzione in cui le performance del settore sono evidentemente connesse all’andamento dell’epidemia in Italia e nel resto del mondo. In termini economici, tenendo costante il Pil totale dell’Italia 2019, il confronto indica che il contributo diretto del turismo all’economia italiana diminuirà di -2,6 punti percentuali nel 2020 rispetto al 2019 quando rappresentava il 5,7 del prodotto interno lordo. Si prevede, quindi, che il contributo totale (che comprende gli effetti indiretti e indotti, nonché l’impatto diretto) del settore diminuirà di -5,8 punti percentuali, rispetto al 13% del Pil nel 2019. Come per gli impatti diretti, la riduzione prevista per l’Italia è inferiore rispetto agli altri Paesi selezionati (-7,4% la Spagna sul valore 2019). Inoltre l’Italia continua a campeggiare sugli altri Paesi con 882,7mila mention totali sul travel Italia di cui 83,3 mila provenienti dal web e 799,4 mila dai social. Le mention hanno prodotto 233,7 milioni di interazioni totali. Il tema “bonus vacanza” produce un miliardo e 100 milioni di visualizzazioni seguito dal tema turismo con 362,2 milioni di visualizzazioni.
 
 
Francesca Cicatelli
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Corona virus e dintorni… Viva l’Italia. L’Italia è Storia. L’Italia è vita

Durante la Guerra Fredda, tra il 1945 e il 1990, abbiamo vissuto sotto la minaccia di una guerra nucleare che avrebbe potuto porre fine alla civiltà come la conosciamo sull’intero pianeta. Albert Einstein aveva avvisato: dopo quella guerra, la successiva l’avremmo fatta con le clave.

Era un timore concreto ma nello stesso tempo astratto.

L’epidemia di corona virus del 2020 è assai meno pericolosa di una guerra nucleare ma è anche maledettamente concreta e rischia di innescare una crisi economica planetaria di proporzioni e durata imprevedibili.

È la prima epidemia del Villaggio Globale.

L’Italia è tra i Paesi più aperti al mondo, visitato ogni anno da decine di milioni di esseri umani provenienti dai cinque continenti, con milioni di italiani che viaggiano in continuazione. Virus e batteri viaggiano con gli esseri umani.

Ciò che è accaduto era inaspettato ma era anche inevitabile.

Non ci saranno macerie materiali.

Ci saranno conseguenze economiche – per gli imprenditori, per i liberi professionisti, per gli stipendiati – che vanno affrontate con il massimo spirito di solidarietà sociale prima che economica.

Ci sarà la consapevolezza che il pianeta è un unico paese e che ciò che accade in Cina ci riguarda direttamente come ciò che accade in Italia riguarda direttamente gli amici cinesi.

Ci sarà la consapevolezza che il Made in Italy incide per almeno un terzo sul PIL e che il turismo rappresenta la spina dorsale del Made in Italy.

Ci sarà la consapevolezza che in Italia è necessario un Ministero del Turismo di grande spessore per rilanciare il Centro Nord e far decollare finalmente in Sud d’Italia.

Ci vuole una progettazione turistica dell’intero territorio, declinata singolarmente per i 20.000 borghi storici e tutti i segmenti di mercato, e una comunicazione assai robusta a partire dallo slogan “Viva l’Italia. L’Italia è Storia. L’Italia è vita”.

Renato Andreoletti