La mia esperienza con TEDx Alberghiero Rosmini Youth e perché il public speaking è una palestra di futuro
Dal 1984, quando Richard Saul Wurman e Harry Marks misero insieme tecnologia, intrattenimento e design in una conferenza a Monterey, TED è diventato un’istituzione globale, votata alla diffusione di idee rivoluzionarie. Nel 1990 divenne un appuntamento annuale, ampliando nel tempo il proprio orizzonte ai campi scientifici, culturali, politici e umanitari.
Il vero salto è avvenuto nel 2006, quando TED ha deciso di pubblicare online gratuitamente i suoi talk. Quella scelta ha portato, entro il 2007, a decine di milioni di visualizzazioni e la nascita di un nuovo spirito: “idee che meritano di essere condivise” . Il successo travolgente, compreso il talk “Do Schools Kill Creativity?” di Sir Ken Robinson, il più visto di sempre con oltre 66 milioni di visualizzazioni, ha consacrato TED come piattaforma globale di cambiamento culturale.
Da quando nel 2009 è nato il programma TEDx, le conferenze indipendenti con licenza TED si sono moltiplicate in tutto il mondo. Una semplice regola ha guidato la loro diffusione: le idee, quando sono buone, meritano di essere condivise. E quando sono giuste – cioè capaci di generare bellezza, cambiamento, equità, stupore – meritano ancora di più di essere ascoltate, comprese, diffuse.
Dal 2021 ho il privilegio di essere curatore e coach di TEDx Alberghiero Rosmini Youth, la prima conferenza TEDx italiana organizzata da un istituto professionale alberghiero. Un’esperienza che si è rivelata, anno dopo anno, per cinque edizioni, molto più di un evento: è diventata un progetto educativo integrato nel curricolo scolastico, un laboratorio di futuro, un atto di fiducia verso studenti che imparano a pensare, a credere, a raccontare.
Sono contento, ora, di mettere a disposizione la mia esperienza anche degli amici del neonato TEDx Liceo Mazzarello Youth, che si terrà a Torino il 21 gennaio 2026.
Il palco TEDx non è solo un palco. È una palestra. Qui si impara a costruire un discorso, certo, ma anche a mettersi in gioco, a scegliere parole vere, a confrontarsi con il silenzio, con lo sguardo degli altri, con la responsabilità delle proprie idee. Il public speaking, in questo contesto, non è un esercizio di forma, ma una ricerca di sostanza. È un modo per conoscersi meglio e per contribuire alla crescita collettiva.
La mia esperienza con TEDx mi ha insegnato che le idee visionarie non nascono nei luoghi altisonanti, ma dove qualcuno ha davvero il coraggio di ascoltare e il talento di immaginare. Basta un microfono, un tappeto, un cuore aperto. Ed è lì che succede qualcosa.
Continuerò a credere nel potere educativo e trasformativo delle conferenze TEDx, con sempre maggiore forza e impegno. Perché ogni volta che una persona – giovane o adulta – riesce a raccontare bene qualcosa in cui crede (ricevendo la dovuta attenzione), qualcosa nel mondo si muove. E il mondo, oggi più che mai, ha bisogno di questo: idee che accolgano, parole che aprano, visioni che includano.
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