Il potere dei midpoints: perché il cuore del mese è il momento delle svolte

Il potere dei midpoints: perché il cuore del mese è il momento delle svolte

Sul misterioso tempismo delle cose importanti

Ci sono momenti in cui la vita sembra seguire un ritmo segreto, quasi un battito nascosto sotto la superficie del tempo. Nel mio caso, questo ritmo prende spesso la forma di una curiosa ricorrenza: le cose decisive accadono, quasi sempre, intorno alla terza settimana del mese.

Non è scienza, almeno non ancora. Ma è un’osservazione che ho fatto a più riprese, nel tempo: decisioni che cambiano la rotta, incontri che lasciano il segno, intuizioni che aprono una strada. Raramente nei primi giorni del mese, quando tutto è confuso. Raramente negli ultimi, quando la mente è già altrove. Sempre, inspiegabilmente, intorno alla terza settimana.


Tra mente e calendario

La prima tentazione è quella di attribuire tutto al caso. O peggio, all’illusione. E in effetti, una spiegazione esiste ed è ben documentata dalla psicologia cognitiva: si chiama illusione della frequenza (nota anche come effetto Baader-Meinhof) e descrive il fenomeno per cui, una volta che notiamo qualcosa, iniziamo a vederlo ovunque.

Accanto a questo c’è l’apofenia, cioè la naturale tendenza della mente umana a scorgere connessioni anche dove non ce ne sono. Come ha scritto Peter Brugger, neuropsicologo dell’Università di Zurigo, siamo programmati per dare un senso al caos, per cercare schemi, per creare narrazioni.

E tuttavia, non mi basta questa spiegazione. Perché a guardare bene, ci sono ragioni ancora più concrete, più operative, per cui proprio la terza settimana può avere un potere speciale.


Un momento favorevole

Nei cicli mensili della vita lavorativa, la terza settimana si colloca in una zona di equilibrio. La frenesia della partenza è già stata assorbita. Le urgenze dell’ultima settimana non sono ancora esplose. È il momento in cui la lucidità incontra lo spazio mentale per agire con efficacia.

Daniel Pink, giornalista e speechwriter per il vicepresidente Al Gore, nel suo libro When. I segreti della scienza per scegliere il momento giusto, dedica un intero capitolo al potere dei midpoints: i punti di mezzo di ogni processo – che siano giornalieri, settimanali o mensili – hanno spesso un valore strategico. Offrono una seconda partenza, una rinnovata urgenza, una chiarezza diversa.

Anche Harvard Business Review, in un articolo del 2014 (“The Power of Midpoints”), osserva che le persone e i team spesso registrano un picco di produttività proprio a metà percorso: né troppo vicini all’inizio da essere esitanti, né troppo vicini alla fine da sentirsi già in ritardo.

Insomma, il mio “caso personale” potrebbe essere meno eccezionale di quanto pensassi. Potrebbe semplicemente essere il riflesso di un tempo interiore che coincide – o si sintonizza – con il tempo del mondo.


Una pratica silenziosa

Da allora ho iniziato a proteggere quella finestra del mese. Non per superstizione, ma per consapevolezza. L’ho eletta a spazio di decisione e di concentrazione. Lì metto gli incontri chiave, i momenti di bilancio, le scelte da fare. Lì, se posso, evito il rumore e cerco direzione. Non sempre funziona. Ma quasi sempre è lì che riesco a vedere con più chiarezza.


Un invito

Questo non è un metodo, né una teoria. È solo un invito all’osservazione. Forse anche voi avete una settimana più fertile delle altre. Forse anche voi, se vi fermate un momento, potete accorgervi che il vostro tempo ha delle maree. E che imparare ad assecondarle è già una forma di saggezza.

Avete mai notato qualcosa di simile nella vostra vita o nel lavoro? C’è una settimana, un giorno, un’ora in cui vi sentite più propensi a decidere, creare, rischiare?


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Damiano Oberoffer

Damiano Oberoffer

Docente di Sala, Vendita e Accoglienza | Ricercatore di Ospitalità | TEDx Organizer | Autore | Membro Institute of Hospitality

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