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Ci sono figure professionali che scompaiono perchΓ© il mercato cambia, altre perchΓ© la tecnologia ne assorbe progressivamente le funzioni e altre ancora che, quasi senza accorgercene, vengono eliminate dagli organigrammi nel tentativo di rendere le strutture piΓΉ snelle. Tra queste ultime credo meriti una riflessione particolare quella dell’economo-magazziniere, una figura un tempo centrale nell’organizzazione alberghiera e oggi presente quasi esclusivamente nelle strutture di maggiori dimensioni. Chi ha vissuto l’hotellerie di qualche decennio fa ricorderΓ  bene quanto fosse importante l’economato. Non era semplicemente il luogo nel quale arrivavano le merci e neppure l’economo era soltanto colui che controllava bolle, sistemava prodotti sugli scaffali e distribuiva quanto richiesto dai diversi reparti, era, a tutti gli effetti, uno dei punti nevralgici dell’organizzazione alberghiera e non era raro che rappresentasse anche una tappa importante nel percorso professionale di chi aspirava un giorno a raggiungere la direzione e non era certamente un caso. Passare dall’economato significava imparare a conoscere l’albergo da un punto di osservazione particolare, quello dei costi, dei consumi, delle necessitΓ  dei reparti e dei rapporti con i fornitori, significava comprendere che dietro ogni servizio venduto all’ospite esiste una catena di acquisti, controlli, scorte e consumi che incide direttamente sulla redditivitΓ  dell’impresa, prima ancora di parlare di food cost, procurement, controllo di gestione o marginalitΓ , l’economo aveva giΓ  imparato sul campo molti di questi concetti. Una delle sue principali capacitΓ  era certamente quella di saper acquistare ma acquistare bene non significava semplicemente ottenere il prezzo piΓΉ basso. Questa Γ¨ una distinzione che considero ancora oggi fondamentale dove il prezzo rappresenta soltanto una delle componenti di un acquisto conveniente. QualitΓ , resa, quantitΓ , tempi di consegna, affidabilitΓ  del fornitore, condizioni di pagamento e continuitΓ  della fornitura possono incidere sul risultato finale molto piΓΉ di qualche punto percentuale di sconto. Il bravo economo conosceva i prodotti e soprattutto sapeva riconoscerli e quando arrivava una fornitura non verificava soltanto che il numero dei colli corrispondesse a quanto riportato sul documento di accompagnamento, controllava la qualitΓ , verificava che quanto consegnato corrispondesse a quanto ordinato e, quando necessario, contestava immediatamente una merce non conforme. La qualitΓ  del servizio alberghiero cominciava quindi molto prima che il prodotto arrivasse davanti all’ospite: iniziava dalla porta attraverso la quale entravano le forniture. C’era poi una qualitΓ  che distingueva particolarmente i migliori economi: sapevano contrattare. Una capacitΓ  che non si imparava leggendo un listino ma attraverso conoscenza del mercato, esperienza e rapporto quotidiano con i fornitori. Sapevano quando chiedere uno sconto, quando negoziare migliori condizioni di pagamento, quando mettere in concorrenza piΓΉ offerte e, soprattutto, quando fermarsi perchΓ© insistere ulteriormente sul prezzo avrebbe potuto compromettere qualitΓ  o servizio. La trattativa non era una battaglia contro il fornitore, ma la ricerca della migliore condizione possibile per l’azienda. Questo aspetto merita particolare attenzione perchΓ© oggi siamo portati a pensare che la digitalizzazione degli acquisti abbia automaticamente prodotto una maggiore capacitΓ  di acquistare ma non Γ¨ sempre cosΓ¬. Possiamo disporre di software sofisticati, piattaforme di procurement, statistiche, comparazioni e ordini automatizzati ma nessun programma puΓ² sostituire completamente la capacitΓ  di valutare se un prodotto sia realmente conveniente per quella specifica struttura. Il software registra e confronta i dati; la competenza interpreta quei dati e decide. Anche il magazzino rappresentava una straordinaria scuola di gestione dove ogni prodotto presente sugli scaffali aveva un valore economico. Una quantitΓ  eccessiva significava denaro immobilizzato e maggiore rischio di deterioramento o obsolescenza; una quantitΓ  insufficiente poteva invece compromettere il servizio. L’economo doveva quindi trovare continuamente un equilibrio tra disponibilitΓ  e rotazione, conoscere i consumi medi dei reparti, individuare eventuali anomalie e comprendere perchΓ© determinati prodotti venissero utilizzati piΓΉ velocemente del previsto. Attraverso il magazzino era possibile leggere l’albergo: se aumentavano improvvisamente i consumi senza una corrispondente crescita dell’attivitΓ , qualcosa meritava di essere verificato e se un prodotto rimaneva fermo per mesi, probabilmente era stato acquistato male o in quantitΓ  eccessiva. Un reparto che richiedeva continuamente approvvigionamenti superiori agli standard, necessitava di un controllo piΓΉ approfondito per comprenderne la ragione. Il controllo delle scorte era quindi anche controllo della gestione. Forse proprio per questo l’economato rappresentava un passaggio importante nella formazione dei futuri direttori perchΓ© costringeva a confrontarsi contemporaneamente con cucina, ristorante, bar, housekeeping, manutenzione, amministrazione e fornitori. Ogni reparto aveva le proprie esigenze e ciascun responsabile considerava, comprensibilmente, prioritarie le necessitΓ  della propria area. L’economo doveva invece sviluppare una visione trasversale e trovare un equilibrio tra esigenze operative, qualitΓ  e sostenibilitΓ  economica. In altre parole, imparava a ragionare non soltanto come responsabile di una funzione, ma nell’interesse complessivo dell’albergo. Con il passare degli anni questa figura Γ¨ progressivamente scomparsa da molte strutture, gli organici si sono ridotti, alcune funzioni sono state accorpate, gli acquisti sono stati affidati direttamente ai responsabili di reparto, all’amministrazione o alla proprietΓ  e nelle catene sono cresciute le centrali di acquisto. Anche la logistica Γ¨ profondamente cambiata e oggi consegne frequenti e sistemi informatizzati consentono di lavorare con magazzini molto piΓΉ contenuti rispetto al passato. Tutto questo appartiene alla naturale evoluzione dell’impresa alberghiera e sarebbe anacronistico sostenere che ogni hotel debba necessariamente ripristinare la figura dell’economo cosΓ¬ come esisteva quarant’anni fa. La questione che ritengo interessante Γ¨ un’altra: eliminando quella posizione, siamo certi di aver mantenuto tutte le competenze che essa garantiva? Chi controlla realmente oggi la convenienza degli acquisti? Chi verifica sistematicamente gli aumenti applicati dai fornitori? Chi mette in relazione quantitΓ  acquistate, presenze, consumi e produzione? Chi controlla le rese? Chi verifica le giacenze e la loro rotazione? Chi confronta periodicamente le condizioni commerciali? E soprattutto, chi possiede l’autorevolezza e la competenza necessarie per dire a un responsabile di reparto che una determinata richiesta, pur legittima dal punto di vista operativo, non Γ¨ economicamente conveniente per l’azienda? Sono domande che diventano ancora piΓΉ importanti in una fase nella quale la redditivitΓ  alberghiera Γ¨ sottoposta alla pressione crescente dei costi. Possiamo lavorare sul pricing, migliorare l’occupazione, aumentare l’ADR e utilizzare strumenti sempre piΓΉ sofisticati di revenue management, ma una parte del risultato economico continua a dipendere da come spendiamo ciΓ² che siamo riusciti a incassare. Forse, quindi, non abbiamo bisogno di riportare indietro le lancette dell’orologio e ricreare necessariamente il vecchio economato, abbiamo perΓ² bisogno di recuperare quella cultura del controllo, della conoscenza del prodotto e della negoziazione che quella figura rappresentava perchΓ© un albergo non migliora il proprio risultato soltanto quando riesce a vendere una camera a qualche euro in piΓΉ, lo migliora anche quando acquista correttamente ciΓ² che serve per erogare quella camera e tutti i servizi che la accompagnano.

Ed Γ¨ probabilmente questa la lezione piΓΉ attuale lasciata da una professione che abbiamo quasi dimenticato: saper vendere Γ¨ fondamentale, ma saper comprare rimane una delle prime regole per saper gestire.


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Mino Reganato

Mino Reganato

Mino Reganato Γ¨ un professionista nella gestione alberghiera e turistica. Con una lunga esperienza nel mondo dell’ospitalitΓ , opera nella gestione, nello sviluppo e nel rilancio di strutture ricettive, collaborando con proprietΓ , investitori e realtΓ  imprenditoriali in diverse aree del territorio italiano. La sua attivitΓ  si concentra su interventi operativi mirati al recupero della marginalitΓ , all’ottimizzazione dei costi e al riposizionamento strategico delle strutture alberghiere. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli direzionali, sviluppato progetti di destination management e affiancato imprese turistiche in fasi di crescita e riorganizzazione. Autore e formatore, Γ¨ attivamente impegnato nella diffusione di una cultura dell’ospitalitΓ  piΓΉ consapevole, moderna e orientata ai risultati. Oggi affianca hotel e strutture ricettive nei momenti piΓΉ delicati del loro ciclo di vita, con un approccio diretto, concreto e orientato all’azione. È Vice Presidente Nazionale di AIRA – Associazione Italiana RicettivitΓ  e Accoglienza – e ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali nel settore turistico e alberghiero, quali: β€’ Premio Solidus Italia come "Hotel Professional of the Year" (2017) β€’ Premio Turismo Responsabile Italiano (2013) β€’ Premio Turismo Responsabile Italiano (2010) β€’ Premio Web Tourism Italiano (2009) β€’ Premio Web Tourism Italiano (2006)

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