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Dall’undertourism ai viaggi last second: 9 trend del settore travel per prossimi mesi

Presentiamo un articolo a cura di Antonio Leggieri, redazione Forbes.it sui trend turistici del prossimo periodo.

L’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano ha attestato nel 2020 un calo del 60% (oltre 9 miliardi di euro) della componente digitale del mercato del travel italiano rispetto all’anno precedente. Ma cosa succederà nel 2021? Quali le tendenze? Ecco alcuni trend che si potrebbero riscontrare per i prossimi mesi.

1. Uno degli effetti benefici della pandemia sarà il consolidamento dell’undertourism, la tendenza a privilegiare mete poco frequentate o scoprire posti nuovi in quelle mainstream. Travolte dagli enormi afflussi pre-Covid, molte grandi città stanno consolidando le proprie strategie per il post-emergenza. Nel 2022 Amsterdam chiuderà o limiterà l’ingresso nei coffee-shop ai turisti stranieri. Quando torneranno in auge le crociere, Dubrovnik manterrà gli ingressi contingentati alla città vecchia. E in Italia? Il cervellone tecnologico installato nel 2020 sull’Isola veneziana del Tronchetto diventerà sempre più centrale nel restituire in tempo reale il numero, gli spostamenti, la nazionalità dei turisti in città e persino la loro propensione al mordi e fuggi o, di gran lunga più apprezzato in laguna, all’overnight in hotel. E a proposito di undertourism: in primavera sarà lanciato il portale a tema click-it.it.

2. A breve si creeranno nuovi corridoi aerei tra destinazioni, come quello che ha permesso, fino allo scoppio della variante, ai turisti inglesi di volare a Dubai senza alcuna quarantena. La città araba è una delle poche destinazioni al mondo con frontiere aperte: per entrare basta presentare un test Pcr negativo al Covid effettuato entro 96 ore prima della partenza e attestare che si viaggia per lavoro. A oggi a Dubai sono state somministrate due milioni di dosi di vaccino su una popolazione di 10 milioni di persone: se si continuerà di questo passo l’immunità di gregge sarà raggiunta nel giro di pochi mesi, un volano enorme per l’incoming internazionale. Altri Paesi, come lo Sri Lanka e le Seychelles, dove la vaccinazione di massa si chiuderà a marzo, stanno già pianificando l’accoglienza estiva.

3. Esclusa l’ipotesi di una nuova forte ondata della pandemia e di numerose zone rosse, le navi da crociera riprenderanno il mare a breve. Dice a Forbes Italia Leonardo Massa, country manager per l’Italia di Msc Crociere: “Siamo ripartiti il 24 gennaio con la nostra ammiraglia Grandiosa, finalmente dopo tanti mesi cominciamo a vedere un importante volume di prenotazioni per l’estate”. La Grandiosa, una delle poche navi al mondo in attività, sulla tratta mediterranea Genova-Palermo-La Valletta ospita in questi giorni mille passeggeri, contro i 3-400 di dicembre. “Ritiriamo oggi (1 febbraio, ndr) in Francia la nostra nuova nave Virtuosa e confermiamo la programmazione di tutta la nostra flotta a partire dalla primavera” conclude Massa.

4. Il last minute (viaggi entro due settimane dalla prenotazione) sarà in parte rimpiazzato dal last second (viaggi entro una settimana dalla prenotazione) su mete non pianificate di corto e medio raggio. Dal Rapporto Upgrade 2021 di Hotels.com risulta che quest’anno il 92% degli intervistati sarà più impulsivo che mai nelle scelte, anche se è notizia recente che sul portale EasyJet le prenotazioni per l’estate sono schizzate al +250% rispetto allo scorso anno. “La gente vuole tornare a viaggiare il prima possibile” afferma l’ad di EasyJet, Johan Lundgren. E – aggiungiamo – pur di sperarci, è disposta a prenotare viaggi che potrebbero non finalizzarsi.

5. Anche il 2021 sarà un anno di turismo di prossimità. Stefano Pompili, direttore generale di Veratour – tour operator romano che punta sui villaggi per ospiti di fascia medio-alta – fa il punto: “La stagione decollerà da giugno e vedrà come protagonista il turismo di vicinanza. A partire dallo scorso settembre abbiamo aggiunto alla nostra programmazione italiana quattro nuove strutture (a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna; a Tropea, in Calabria; nel Salento, a Marina di Ugento; infine, un villaggio a 5 stelle in Sicilia, vicino Cefalù, ndr) che si aggiungeranno ai sei attuali villaggi”. L’anno scorso nei tre mesi estivi Veratour ha movimentato 20mila persone, perlopiù repeaters; numeri contenuti rispetto ai consueti 200mila turisti annui, ma Pompili è moderatamente ottimista: “Le nuove strutture italiane non sono particolarmente grandi, questo ci aiuterà nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Le previsioni sono di avere tassi di occupazione dell’80-90%”.

6. Con l’inesorabile aumento dello smart working, aumenterà la propensione per la formula ibrida viaggio e lavoro. Le alternative per i nomadi digitali sono molteplici: una casa in campagna (motori di ricerca come Vrbo hanno adeguato i loro standard di sicurezza), una crociera (MSC Crociere propone offerte ad hoc come smartworking@sea), una permanenza in hotel con Medical Spa per cancellare un po’ di stress da reclusione (consigliato Villa Eden di Merano) o un trasferimento ai Caraibi per lavorare vista spiaggia (l’isola Covid-free di Anguilla offre visto di un anno al prezzo di 1.694 euro, inclusivo di test e alloggio per eventuale quarantena).

7. Meno quantità, più esperienzialità e sostenibilità. Sono passati poco più di tre anni da quando, nel 2017, dalla Svezia cominciò a diffondersi il virus buono della flygskam, la vergogna di volare provocata dagli aerei e dai loro enormi scarichi inquinanti. Nel 2019, secondo il Sustainable Travel Report di Booking.com, dieci milioni di utenti Skyscanner hanno preferito volare con compagnie che hanno dichiarato emissioni ridotte di CO2, mentre il 68% ha manifestato il desiderio di investire su esperienze di viaggio che coinvolgono la popolazione locale. Secondo alcuni addetti ai lavori, queste tendenze sono il risultato del rigurgito da overtourism pre-Covid e del bisogno di autenticità, bene sempre più prezioso in questi tempi.

8. I Big Data daranno una mano agli albergatori, una delle categorie più martoriate dal blocco mondiale degli spostamenti. Google, assieme al ministero per i Beni culturali e il Turismo (Mibact) e ad altre organizzazioni nazionali e internazionali, ha battezzato la piattaforma Hotel Insights, che offre gratuitamente ai lavoratori dell’hospitality informazioni utili sulle preferenze dei potenziali clienti e guide per rendere più performanti i siti web delle loro strutture, molti dei quali sono fermi all’età della pietra, se paragonati a giganti acchiappa-prenotazioni come Booking & Co. Da un primo utilizzo della piattaforma traspare, per tutte le principali destinazioni turistiche italiane, un calo di interesse attuale tra il 50 e il 75%.

9. Gli spostamenti seguiranno, infine, le dinamiche di familiarità e sicurezza: più o meno prossime che siano, sceglieremo destinazioni che conosciamo già o che percepiamo come sicure considerato che – stima l’OMS – il 48% dei viaggiatori teme il rischio di quarantena tanto quanto il virus. Emirates è tra le prime compagnie al mondo ad offrire una copertura totale gratuita ai propri passeggeri (spese mediche fino a 150mila euro e 100 euro al giorno di costi di quarantena, per due settimane), in caso di positività all’arrivo, indipendentemente da classe di viaggio e destinazione. La compagnia di bandiera degli Emirati Arabi è antesignana anche nel rodaggio dello IATA Travel Pass, il nuovo passaporto sanitario digitale.