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Uno degli errori piรน frequenti che continuo a riscontrare nel settore alberghiero e turistico รจ la convinzione che esistano segmenti di mercato migliori in assoluto, quasi che il problema di una struttura si risolva individuando il target di moda del momento e cercando poi di rincorrerlo con qualche adattamento superficiale. รˆ una convinzione comoda, rassicurante, perfino seducente perchรฉ fa pensare che il mercato sia una specie di catalogo dal quale scegliere la categoria apparentemente piรน promettente per cominciare subito a lavorare meglio, in realtร  il turismo non funziona affatto cosรฌ e chi da anni vive questo settore sul campo sa bene che non esiste un segmento giusto in assoluto, esiste semmai il segmento giusto per una determinata offerta, per una determinata struttura, per una localitร  precisa, per un certo livello di servizi, per una certa capacitร  gestionale e per una precisa identitร  commerciale, tutto il resto appartiene alla sfera delle illusioni che spesso popolano i convegni, le presentazioni e i discorsi troppo generici ma che difficilmente producono risultati veri nella vita quotidiana di un albergo.

Questo principio, che dovrebbe essere elementare, viene ancora aggirato da troppi operatori i quali continuano a ragionare come se ampliare il numero dei segmenti da intercettare significasse automaticamente ampliare il mercato. Cercare di intercettare tutti i segmenti di mercato per il proprio albergo significa, nella maggior parte dei casi, non intercettarne nessuno, significa parlare a tutti senza convincere davvero nessuno e significa costruire una comunicazione cosรฌ larga da diventare debole. Come riportato nel mio libro โ€œVendere Ospitalitร  nel turismo che cambiaโ€ un albergo che tenta di essere insieme business, leisure, family, romantico, esperienziale, pet friendly, workation, gruppi, sportivo, senior e magari anche luxury senza possedere una vera coerenza interna, finisce per trasmettere un messaggio confuso e oggi il Cliente non sceglie piรน la confusione, perchรฉ il mercato gli consente di confrontare, selezionare, approfondire, leggere recensioni e percepire molto rapidamente se una struttura ha unโ€™anima riconoscibile oppure no.

Il punto centrale รจ che la segmentazione non รจ un gioco di etichette e non รจ nemmeno un esercizio accademico utile solo per riempire qualche pagina di piano marketing. La segmentazione, quando viene fatta con criterio รจ un atto di veritร  imprenditoriale, significa capire chi siamo davvero che cosa siamo in grado di offrire con continuitร , quale promessa possiamo mantenere e per quale Cliente quella promessa ha un valore concreto. Nel turismo di oggi non basta piรน avere camere decorose, una buona posizione o un sito internet aggiornato, occorre essere riconoscibili agli occhi di un Cliente preciso, occorre che quel Cliente senta che quella struttura puรฒ dargli qualcosa che non si limita allโ€™Ospitalitร  di base ma che si lega alla motivazione del viaggio, al tempo disponibile, allo stile di permanenza, alla soglia di comfort desiderata, alla qualitร  dellโ€™esperienza complessiva. In altre parole, non si vende piรน soltanto una camera si vende una compatibilitร  e questa compatibilitร  nasce soltanto quando esiste un incontro reale tra lโ€™identitร  dellโ€™offerta e le attese di una parte di mercato ben definita.

Negli ultimi anni si รจ parlato molto dei cosiddetti segmenti emergenti, spesso con toni quasi salvifici e come se bastasse nominarli per trasformarli in opportunitร . Il bleisure, per esempio รจ stato indicato come una delle nuove frontiere dellโ€™Ospitalitร  perchรฉ incrocia il viaggio di lavoro con il desiderio di prolungare la permanenza per ragioni personali ed รจ senza dubbio un segmento interessante, ma non per tutti. Puรฒ funzionare bene in quelle localitร  dove esiste un minimo di domanda professionale, dove il contesto offre elementi fruibili anche in tempi brevi e dove la struttura sa garantire velocitร , efficienza, connettivitร , comfort operativo e qualche forma intelligente di relazione con il territorio ma se questi elementi non esistono, se la localitร  non ha una leggibilitร  sufficiente o se lโ€™albergo non sa sostenere le esigenze del viaggiatore che lavora, allora il bleisure resta una bella parola inglese da usare nei depliant e nulla di piรน ed รจ proprio qui che si consuma lโ€™equivoco piรน pericoloso, perchรฉ si finisce per inseguire il nome del segmento invece di chiedersi se si possiedono davvero le condizioni per accoglierlo.

Lo stesso ragionamento vale per il turismo esperienziale, altra formula che ha avuto una diffusione enorme e che proprio per questo rischia spesso di essere svuotata di significato. Parlare di esperienza รจ diventato semplice, forse troppo semplice, oramai chiunque promette autenticitร , contatto con il territorio, emozione, scoperta, immersione nella cultura locale ma il viaggiatore interessato davvero a questo tipo di soggiorno non cerca slogan, cerca coerenza, cerca una struttura che non sia un corpo estraneo rispetto alla destinazione ma che sappia interpretarla con naturalezza e ancora, cerca entitร  locali che sappiano raccontare un luogo senza trasformarlo in una cartolina banale, una proposta gastronomica che abbia una relazione reale con il contesto o ancora, suggerimenti, dettagli, atmosfere, piccoli accessi privilegiati, occasioni vere di contatto con ciรฒ che rende un posto differente dagli altri. Se tutto questo manca, se lโ€™hotel รจ neutro, impersonale, genericamente corretto ma non espressivo, quel segmento non verrร  davvero conquistato, potrร  forse essere attirato da una fotografia ben scelta o da una frase ben costruita ma non troverร  ciรฒ che si aspettava e quindi non genererร  nรฉ ritorno nรฉ reputazione qualificata. Tale condizione, lascia campo aperto a un quesito da porre in sede di costruzione di una struttura ricettiva unitamente allโ€™implementazione dei servizi da offrire: a quale segmento si rivolgerร  la struttura ricettiva?

Analizzando poi le segmentazioni di potenziali Ospiti alle quali indirizzare lโ€™offerta di servizi, indubbiamente ve ne sono alcune che meritano attenzione e una arguta riflessione come quella riferita ai senior attivi, una fascia di domanda che in molti territori puรฒ rappresentare unโ€™opportunitร  molto concreta. Parliamo di persone che spesso dispongono di tempo, di una certa capacitร  di spesa, di attenzione alla qualitร , di desiderio di viaggio meno convulso e piรน sensato ma anche in questo caso sarebbe sbagliato considerare il segmento in modo automatico. Il Cliente maturo non chiede soltanto accoglienza, chiede fluiditร , comfort reale, accessibilitร , chiarezza, tranquillitร , buona ristorazione, cura dei dettagli, qualitร  del sonno, personale educato e disponibile, ambienti che non creino frizione.

Anche il mondo delle famiglie, spesso raccontato in modo troppo sommario, รจ molto piรน complesso di quanto si pensi. Dire che si vuole attrarre il segmento family non basta quasi piรน a definire niente, perchรฉ oggi le famiglie non costituiscono un blocco omogeneo in quanto ci sono genitori con bambini piccoli che cercano praticitร , sicurezza, facilitร  nei pasti e negli orari, spazi ben organizzati e una struttura che alleggerisca il carico del viaggio, famiglie con ragazzi adolescenti che hanno esigenze completamente diverse e che valutano la libertร  di movimento, la connettivitร , la vicinanza a certe attivitร  o la possibilitร  di non sentirsi in un ambiente pensato solo per lโ€™infanzia, nuclei multigenerazionali che desiderano vivere insieme il soggiorno ma con livelli differenti di comfort e autonomia. Anche qui, dunque, la questione non รจ dire โ€œsiamo adatti alle famiglieโ€, ma domandarsi a quali famiglie si vuole parlare e quale esperienza si รจ realmente in grado di rendere fluida e piacevole. La stessa prudenza dovrebbe valere per un altro segmento sul quale si รจ scritto e detto moltissimo come quello dei remote worker e della workation. รˆ indubbio che il lavoro a distanza abbia aperto scenari nuovi e che alcune localitร  possano trarre vantaggio da una domanda che unisce permanenze medio-lunghe, bisogno di tranquillitร  e desiderio di vivere luoghi meno congestionati ma anche qui bisogna evitare di trasformare una possibilitร  in una formula universale. Chi lavora da remoto non cerca solo una camera con una scrivania e una connessione accettabile, vuole affidabilitร  tecnica, silenzio, spazi funzionali, tempi gestibili, servizi semplici ma efficaci, e soprattutto un contesto che renda sostenibile la permanenza per piรน giorni. Se la destinazione non รจ facilmente raggiungibile, se mancano servizi essenziali, se la struttura non sa offrire elasticitร  di soggiorno e qualitร  di vita, questo segmento resterร  marginale, ecco perchรฉ insisto sul fatto che i segmenti emergenti contano soltanto quando si innestano davvero su una proposta credibile, diversamente restano categorie astratte, buone per le slide ma non per il conto economico.

Nelle strutture alberghiere indipendenti, soprattutto quelle inserite in localitร  minori, il tema della segmentazione assume un valore ancora piรน decisivo. In una destinazione forte la struttura puรฒ talvolta beneficiare di una domanda che arriva comunque, trascinata dalla notorietร  del luogo, dalla forza spontanea dei flussi, dallโ€™appeal consolidato della meta mentre in una localitร  secondaria questo non accade con la stessa intensitร . Lรฌ lโ€™hotel non puรฒ permettersi di essere generico, perchรฉ non esiste quasi mai un mercato sufficiente a premiare lโ€™indistinto, servirebbe invece una lettura molto piรน chirurgica della domanda possibile. Bisogna capire quali segmenti siano davvero compatibili con la geografia del luogo, con la sua accessibilitร , con il patrimonio di contenuti che puรฒ esprimere, con la stagionalitร , con il livello medio dei servizi presenti sul territorio e con la capacitร  del singolo albergo di diventare un punto di riferimento riconoscibile. Proprio qui entrano in gioco quei segmenti verticali che spesso non fanno notizia ma che per molte realtร  rappresentano mercati piรน concreti e redditizi di altri, penso ad esempio al turismo religioso, a quello culturale ben tematizzato, allโ€™enogastronomia non folkloristica, ai cammini, al cicloturismo, ai piccoli eventi, ai raduni di interesse, ai soggiorni legati alla memoria dei luoghi, alla genealogia, alle motivazioni di salute e benessere, ai viaggi legati a specifiche occasioni di studio, di incontro, di partecipazione, tutti segmenti che raramente producono lโ€™effetto mediatico delle grandi tendenze ma che molto spesso offrono una domanda piรน motivata, meno dispersiva, piรน attenta al contenuto e meno sensibile soltanto al prezzo.

Naturalmente tutto questo porta con sรฉ una conseguenza importante e cioรจ che la segmentazione non puรฒ nascere soltanto dal marketing, deve prima di tutto essere una scelta gestionale. Un albergo che vuole rivolgersi al cicloturismo non lo fa perchรฉ inserisce una bicicletta nella grafica del sito ma perchรฉ organizza servizi reali, pensa alla colazione in modo funzionale, prevede un deposito sicuro, facilita lโ€™asciugatura dellโ€™abbigliamento tecnico, conosce i percorsi, attiva convenzioni intelligenti, forma il personale a rispondere a bisogni specifici. Un albergo che punta al mercato business non lo fa perchรฉ usa la parola corporate nella comunicazione, ma perchรฉ garantisce tempi certi, velocitร , silenzio, efficienza, connettivitร  impeccabile, ristorazione compatibile con i ritmi di lavoro e una gestione amministrativa rapida mentre la struttura ricettiva che si rivolge al segmento esperienziale non lo fa perchรฉ mette in homepage il termine autenticitร  ma perchรฉ vive davvero il territorio, lo sa raccontare e sa trasformare la permanenza in un accesso credibile a una realtร  locale.

A mio avviso รจ proprio qui che il turismo alberghiero italiano commette ancora un errore culturale di fondo in quanto si pensa troppo spesso che il mercato vada rincorso e troppo poco a un mercato da selezionare, paventando che scegliere significhi escludere quando invece scegliere significa rafforzarsi. Al contrario un albergo che ha il coraggio di individuare due o tre segmenti coerenti con la propria natura lavora meglio su tutto. lavora meglio sulla comunicazione, perchรฉ sa cosa dire e a chi dirlo, sul pricing, perchรฉ non costruisce tariffe casuali ma pensate in funzione di una domanda piรน leggibile e soprattutto sulla formazione del personale, perchรฉ capisce quali attenzioni contano davvero.

In fondo la reputazione di un albergo non nasce dal fatto che piaccia un poโ€™ a tutti in modo indistinto ma da quando comincia a essere riconosciuto come la scelta giusta da un determinato tipo di Ospite e questo riconoscimento crea passaparola qualificato, generando recensioni realmente utili.

Il turismo che cambia non chiede agli alberghi di essere tutto per tutti chiede piuttosto di essere qualcosa di preciso per qualcuno che possa davvero apprezzarlo e la strategia dunque, smette di essere teorica e comincia a diventare reddito, reputazione, continuitร .

Alla fine la questione รจ piรน semplice di quanto appaia: i segmenti emergenti che contano davvero non sono quelli piรน citati, piรน celebrati o piรน alla moda, sono quelli che incontrano in modo autentico la veritร  dellโ€™offerta, tutto il resto รจ confusione e nel turismo la confusione scompagina ma non riempie le camere.


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Mino Reganato

Mino Reganato

Mino Reganato รจ un professionista nella gestione alberghiera e turistica. Con una lunga esperienza nel mondo dellโ€™ospitalitร , opera nella gestione, nello sviluppo e nel rilancio di strutture ricettive, collaborando con proprietร , investitori e realtร  imprenditoriali in diverse aree del territorio italiano. La sua attivitร  si concentra su interventi operativi mirati al recupero della marginalitร , allโ€™ottimizzazione dei costi e al riposizionamento strategico delle strutture alberghiere. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli direzionali, sviluppato progetti di destination management e affiancato imprese turistiche in fasi di crescita e riorganizzazione. Autore e formatore, รจ attivamente impegnato nella diffusione di una cultura dellโ€™ospitalitร  piรน consapevole, moderna e orientata ai risultati. Oggi affianca hotel e strutture ricettive nei momenti piรน delicati del loro ciclo di vita, con un approccio diretto, concreto e orientato allโ€™azione. รˆ Vice Presidente Nazionale di AIRA โ€“ Associazione Italiana Ricettivitร  e Accoglienza โ€“ e ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali nel settore turistico e alberghiero, quali: โ€ข Premio Solidus Italia come "Hotel Professional of the Year" (2017) โ€ข Premio Turismo Responsabile Italiano (2013) โ€ข Premio Turismo Responsabile Italiano (2010) โ€ข Premio Web Tourism Italiano (2009) โ€ข Premio Web Tourism Italiano (2006)

4 pensieri su “๐Ž๐ ๐ง๐ข ๐ก๐จ๐ญ๐ž๐ฅ ๐ก๐š ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐œ๐ฅ๐ข๐ž๐ง๐ญ๐ž

  1. “La segmentazione non รจ un gioco di etichette, nรฉ un esercizio accademico e non puรฒ nascere soltanto dal marketing ma, prima di tutto, deve essere una scelta gestionale”.
    In estrema sintesi, questa frase ripresa dall’articolo di Mino Reganato esprime un concetto essenziale: anzichรฉ โ€œsparare nel mucchioโ€ o inseguire qualunque cosaโ€ฆ che si muova, occorre avere le idee chiare ed una precisa visione di ciรฒ che si vuole, di quale sia il proprio ruolo nel contesto entro il quale si opera.
    Un concetto che si puรฒ definire โ€˜esistenzialeโ€™ quando si conduce un’attivitร  di accoglienza che vede nellโ€™ospite un bene primario; una posizione che darร  buoni frutti, se la proposta รจ credibile e ben gestita, anche a livello economico.
    Questa visione richiede, peraltro, coerenza e coraggio, pragmaticitร  e lungimiranza: qualitร  non semplici da coltivare o da possedere, ma in grado dโ€™attrarre ospiti e categorie ben distinte di persone in sintonia con i concetti espressi in questo servizio, favorendo cosรฌ il raggiungimento di risultati concreti.
    Si sa che rincorrere costa fatica in qualunque ambito della vita; e si suppone che ciรฒ valga anche per chi lavora nel comparto alberghiero. Ciรฒ provoca spesso insoddisfazione, scoramento ed un’inutile dispersione di energie e di risorse.
    Risultanze decisamente poco professionali.
    Meglio valutare la sostanza delle cose ed agire con oculatezza – come suggerisce l’esperto autore dell’articolo – facendo in modo che la coerenza nelle scelte strategiche e lโ€™autenticitร  dell’offerta prevalgano sulle illusioni o su sciocche, fuorvianti pretese.

    C. B.

  2. E’ una pratica a cura di numerosi alberghi, decisamente difficile da cambiare. La causa a mio avviso รจ da imputare a una visione distorta dove la ricerca dei numeri e soltanto i numeri rappresentano l’obiettivo primario a prescindere, gestita attraverso una promozione della struttura “a pioggia” con l’obiettivo di “prendere” tutto ciรฒ che arriva dai mercati turistici. Tale, รจ un classico segnale sintomatico di “constructio ad sensum” come avviene in una forma grammaticale quando prevale il senso generico delle parole.

  3. Le chiedo la cortesia di chiarire un mio dubbio. In questo genere di promozioni vanno incluse anche quelle grosse catene alberghiere che si affidano a piattaforme piuttosto note e diffuse su larga scala come “Voyage Privรฉ”, dove propongono sconti esagerati per riempire le camere? Lo fanno, forse, per reagire alla concorrenza (sleale) delle societร  come ”Airbnb’ e simili? Grazie

    C. B.

  4. In relazione al Suo quesito, vi sono alcune metodologie di applicazione relative alla promozione e vendita dei servizi alberghieri su piattaforme quali “Voyage Privรฉ”. Alcuni alberghi per amplificare la propria immagine online, inseriscono pochissime camere in vendita (in genere mai piรน di 5 per un albergo di circa 90/100 camere) proponendo una “special rate” con l’obiettivo di far conoscere la struttura in modo veloce ed economico sui motori di ricerca, attraverso la presenza sui portali di vendita. Altri alberghi invece, adottano scelte meno oculate e percorrono “strade” stoltamente piรน facili, affidandosi quasi completamente a questo mezzo di intermediazione. Tali, rappresentano proprio ciรฒ che ho riportato nel mio articolo: strutture ricettive che immettono sui mercati la propria offerta “a pioggia” senza predefinire i segmenti relativi ai flussi turistici potenzialmente interessati alla tipologia di albergo, alla sua ubicazione e al novero dei servizi offerti. Vi sono poi alberghi che perseguono “chirurgicamente” la massimizzazione delle camere vendute giornalmente (personalmente ho avuto esperienze tali nella ex catena Jolly Hotel) e applicano una gestione flessibile del pricing dei servizi per cui al raggiungimento di vendita di un numero di camere prefissato con un prezzo “di collocamento”, al fine di diminuire il rischio dell’invenduto, iniziano ad aumentare/ridurre le tariffe sino al completamento delle camere disponibili.

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