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	Commenti per AIRA &#8211; Associazione Italiana Ricettività e Accoglienza	</title>
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	<description>Associazione Professionale Operatori del Turismo</description>
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		<title>
		Commenti su Extra-alberghiero, i numeri nascosti del turismo di Echi dal Parnaso		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/extra-alberghiero-i-numeri-nascosti-del-turismo/#comment-86</link>

		<dc:creator><![CDATA[Echi dal Parnaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 07:38:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13573#comment-86</guid>

					<description><![CDATA[Grazie, Mino, delle argomentate spiegazioni che sembrano confermare ciò che penso, ossia quanto di... poco edificante si celi dietro certe tipologie di &quot;mercato&quot;.
Le immobiliari serie hanno una loro ragione d&#039;essere che può tornare utile alle necessità delle persone, ma certe altre “presenze” - diffuse un po&#039; ovunque sul territorio - incidono senz&#039;altro in modo negativo, se non deleterio, sull&#039;immagine stessa del settore ricettivo e dell&#039;ospitalità nazionale.
Ritengo, tra l&#039;altro, che le valutazioni da lei esposte su quanto di &quot;opaco, disordinato o improvvisato&quot; alberga nel vasto comparto della ricettività, possano offrire ottimi spunti di riflessione anche ai suoi colleghi dell&#039;hôtellerie.

C. B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Mino, delle argomentate spiegazioni che sembrano confermare ciò che penso, ossia quanto di&#8230; poco edificante si celi dietro certe tipologie di &#8220;mercato&#8221;.<br />
Le immobiliari serie hanno una loro ragione d&#8217;essere che può tornare utile alle necessità delle persone, ma certe altre “presenze” &#8211; diffuse un po&#8217; ovunque sul territorio &#8211; incidono senz&#8217;altro in modo negativo, se non deleterio, sull&#8217;immagine stessa del settore ricettivo e dell&#8217;ospitalità nazionale.<br />
Ritengo, tra l&#8217;altro, che le valutazioni da lei esposte su quanto di &#8220;opaco, disordinato o improvvisato&#8221; alberga nel vasto comparto della ricettività, possano offrire ottimi spunti di riflessione anche ai suoi colleghi dell&#8217;hôtellerie.</p>
<p>C. B.</p>
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		<title>
		Commenti su Extra-alberghiero, i numeri nascosti del turismo di Mino Reganato		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/extra-alberghiero-i-numeri-nascosti-del-turismo/#comment-84</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mino Reganato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:22:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.airaonline.it/extra-alberghiero-i-numeri-nascosti-del-turismo/#comment-83&quot;&gt;Echi dal Parnaso&lt;/a&gt;.

La sua osservazione è assolutamente pertinente e apre un tema che meriterebbe un approfondimento specifico.
A mio avviso occorre distinguere due livelli: quello immobiliare e quello ricettivo. L’affitto transitorio, soprattutto quando ha una durata mensile o annuale e risponde a esigenze abitative e rientra naturalmente nel mercato immobiliare, quando però l’offerta viene proposta con logiche di brevissimo periodo, con rotazione frequente degli Ospiti, prezzi dinamici, promozione su portali e finalità chiaramente turistica, allora il confine con la ricettività diventa molto più sottile ed è proprio lì che nasce il problema. Non si tratta di criminalizzare le agenzie immobiliari, che svolgono un ruolo legittimo e importante ma di comprendere che una parte dell’offerta abitativa, quando viene immessa sul mercato con finalità para-ricettive, produce effetti diretti sull’ospitalità, sulla percezione della destinazione, sui prezzi, sulla qualità dell’accoglienza e anche sulla concorrenza con le strutture regolari. Il punto che Lei evidenzia sulle offerte qualitativamente deboli o con prezzi fuori logica è centrale perché una destinazione non viene giudicata solo dall’hotel a quattro stelle o dal ristorante segnalato nelle guide ma anche dall’appartamento improvvisato, dalla camera proposta male, dalla casa presentata come “esperienza” quando in realtà è soltanto un alloggio mediocre venduto a prezzo turistico. Tutto questo pesa eccome sull’immagine complessiva del territorio ed é per questo che credo che il tema non sia più soltanto “alberghiero contro extra-alberghiero” ma mercato dell’ospitalità regolato contro mercato opaco, disordinato o improvvisato.
Se un soggetto vende accoglienza, anche attraverso canali immobiliari, deve accettare che quella proposta entri in una cornice di trasparenza, qualità minima, correttezza informativa con una responsabilità verso l’Ospite e verso la destinazione, diversamente non stiamo più parlando di libera iniziativa ma di un pezzo di mercato che incide sul turismo senza assumersene pienamente il peso.
Come menzionato nel mio articolo, il CIN in questo senso non è la soluzione di tutti i problemi ma rappresenta almeno un primo principio: quello di chi opera nell’ospitalità che deve essere identificabile, poi serviranno controlli, competenze, lettura dei dati e soprattutto una visione più seria del rapporto tra immobiliare, turismo e qualità dell’accoglienza perché vendere un letto non significa automaticamente fare ospitalità e vendere male un letto, oggi, può danneggiare un’intera destinazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.airaonline.it/extra-alberghiero-i-numeri-nascosti-del-turismo/#comment-83">Echi dal Parnaso</a>.</p>
<p>La sua osservazione è assolutamente pertinente e apre un tema che meriterebbe un approfondimento specifico.<br />
A mio avviso occorre distinguere due livelli: quello immobiliare e quello ricettivo. L’affitto transitorio, soprattutto quando ha una durata mensile o annuale e risponde a esigenze abitative e rientra naturalmente nel mercato immobiliare, quando però l’offerta viene proposta con logiche di brevissimo periodo, con rotazione frequente degli Ospiti, prezzi dinamici, promozione su portali e finalità chiaramente turistica, allora il confine con la ricettività diventa molto più sottile ed è proprio lì che nasce il problema. Non si tratta di criminalizzare le agenzie immobiliari, che svolgono un ruolo legittimo e importante ma di comprendere che una parte dell’offerta abitativa, quando viene immessa sul mercato con finalità para-ricettive, produce effetti diretti sull’ospitalità, sulla percezione della destinazione, sui prezzi, sulla qualità dell’accoglienza e anche sulla concorrenza con le strutture regolari. Il punto che Lei evidenzia sulle offerte qualitativamente deboli o con prezzi fuori logica è centrale perché una destinazione non viene giudicata solo dall’hotel a quattro stelle o dal ristorante segnalato nelle guide ma anche dall’appartamento improvvisato, dalla camera proposta male, dalla casa presentata come “esperienza” quando in realtà è soltanto un alloggio mediocre venduto a prezzo turistico. Tutto questo pesa eccome sull’immagine complessiva del territorio ed é per questo che credo che il tema non sia più soltanto “alberghiero contro extra-alberghiero” ma mercato dell’ospitalità regolato contro mercato opaco, disordinato o improvvisato.<br />
Se un soggetto vende accoglienza, anche attraverso canali immobiliari, deve accettare che quella proposta entri in una cornice di trasparenza, qualità minima, correttezza informativa con una responsabilità verso l’Ospite e verso la destinazione, diversamente non stiamo più parlando di libera iniziativa ma di un pezzo di mercato che incide sul turismo senza assumersene pienamente il peso.<br />
Come menzionato nel mio articolo, il CIN in questo senso non è la soluzione di tutti i problemi ma rappresenta almeno un primo principio: quello di chi opera nell’ospitalità che deve essere identificabile, poi serviranno controlli, competenze, lettura dei dati e soprattutto una visione più seria del rapporto tra immobiliare, turismo e qualità dell’accoglienza perché vendere un letto non significa automaticamente fare ospitalità e vendere male un letto, oggi, può danneggiare un’intera destinazione.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Commenti su Extra-alberghiero, i numeri nascosti del turismo di Echi dal Parnaso		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/extra-alberghiero-i-numeri-nascosti-del-turismo/#comment-83</link>

		<dc:creator><![CDATA[Echi dal Parnaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:05:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13573#comment-83</guid>

					<description><![CDATA[Caro Reganato, mi permetta una domanda. Tra chi opera nel mercato ricettivo non dovrebbero rientrare anche le agenzie immobiliari, in relazione agli affitti transitori (settimanali, mensili o annuali)?
Lo chiedo perché sulle piattaforme immobiliari, che seguo da un po&#039; di tempo per ragioni personali, si vedono offerte e proposte qualitativamente &quot;deboli&quot; o sconcertanti, con prezzi fuori da ogni logica. 
Tutto ciò non può avere un peso specifico rilevante nell&#039;ambito della ricettività e dell&#039;ospitalità? Grazie. 

C. B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Reganato, mi permetta una domanda. Tra chi opera nel mercato ricettivo non dovrebbero rientrare anche le agenzie immobiliari, in relazione agli affitti transitori (settimanali, mensili o annuali)?<br />
Lo chiedo perché sulle piattaforme immobiliari, che seguo da un po&#8217; di tempo per ragioni personali, si vedono offerte e proposte qualitativamente &#8220;deboli&#8221; o sconcertanti, con prezzi fuori da ogni logica.<br />
Tutto ciò non può avere un peso specifico rilevante nell&#8217;ambito della ricettività e dell&#8217;ospitalità? Grazie. </p>
<p>C. B.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su L&#8217;ospitalità della mente: come accogliamo idee diverse dalle nostre di Echi dal Parnaso		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/lospitalita-della-mente-come-accogliamo-idee-diverse-dalle-nostre/#comment-82</link>

		<dc:creator><![CDATA[Echi dal Parnaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:50:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13563#comment-82</guid>

					<description><![CDATA[I modelli sociali oggi in voga, errati o fuorvianti e spesso d&#039;origine alloctona, sono alla radice del moltiplicarsi di mediocrità e superficialità, egoismi e vanità in troppi individui che vengono contagiati da presunzione e voglia di facile protagonismo. In essi, fatalmente, s&#039;allarga la forbice fra le crescenti pretese ed il vuoto umano e morale di cui sono preda, spesso inconsciamente.
Analizzarne le ragioni può essere un primo passo, ma per uscire da un simile contesto occorre ribaltare l&#039;impostazione e gli orizzonti mentali, sia collettivi che personali.
È piuttosto evidente come la frenetica corsa al &#039;nullismo&#039; dei social, o al bullismo pilotato dai media, comprometta progressivamente le menti suggestionabili, facendo di esse dei relitti spirituali privi di qualunque accento positivo da condividere con la collettività.

C. B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I modelli sociali oggi in voga, errati o fuorvianti e spesso d&#8217;origine alloctona, sono alla radice del moltiplicarsi di mediocrità e superficialità, egoismi e vanità in troppi individui che vengono contagiati da presunzione e voglia di facile protagonismo. In essi, fatalmente, s&#8217;allarga la forbice fra le crescenti pretese ed il vuoto umano e morale di cui sono preda, spesso inconsciamente.<br />
Analizzarne le ragioni può essere un primo passo, ma per uscire da un simile contesto occorre ribaltare l&#8217;impostazione e gli orizzonti mentali, sia collettivi che personali.<br />
È piuttosto evidente come la frenetica corsa al &#8216;nullismo&#8217; dei social, o al bullismo pilotato dai media, comprometta progressivamente le menti suggestionabili, facendo di esse dei relitti spirituali privi di qualunque accento positivo da condividere con la collettività.</p>
<p>C. B.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Il lato oscuro delle recensioni di Oversale: Gestione delle Prenotazioni Efficiente - Notizie su Ospitalità Travel e Turismo		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/il-lato-oscuro-delle-recensioni/#comment-81</link>

		<dc:creator><![CDATA[Oversale: Gestione delle Prenotazioni Efficiente - Notizie su Ospitalità Travel e Turismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 08:28:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13520#comment-81</guid>

					<description><![CDATA[[&#8230;] le recensioni non andrebbero mai sottovalutate. Allego un link ad un articolo dedicato proprio alla gestione delle recensioni e conseguenze sia sul piano reputazionale che inevitabilmente su quello [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] le recensioni non andrebbero mai sottovalutate. Allego un link ad un articolo dedicato proprio alla gestione delle recensioni e conseguenze sia sul piano reputazionale che inevitabilmente su quello [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Il lato oscuro delle recensioni di Mino Reganato		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/il-lato-oscuro-delle-recensioni/#comment-80</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mino Reganato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:31:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13520#comment-80</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.airaonline.it/il-lato-oscuro-delle-recensioni/#comment-78&quot;&gt;Echi dal Parnaso&lt;/a&gt;.

Condivido gran parte della riflessione, soprattutto nel passaggio in cui si sottolinea che il primo interlocutore di un problema debba essere la direzione della struttura e non immediatamente il tribunale mediatico dei social. È un principio di equilibrio che nel turismo si sta progressivamente perdendo. Una struttura ricettiva seria deve certamente accettare la critica, anche dura, quando è motivata, circostanziata e finalizzata a segnalare un reale disservizio, le recensioni autentiche, persino quelle negative, possono rappresentare uno strumento utile di crescita professionale. Il problema nasce quando il giudizio smette di essere una valutazione e diventa una leva di pressione. Oggi molte strutture vivono in una sorta di tensione reputazionale permanente, dove il confine tra diritto di critica e intimidazione morale rischia talvolta di diventare molto sottile e questo non aiuta nessuno, né gli operatori né gli stessi clienti corretti.
Credo però che il tema più profondo sia proprio quello culturale che si evidenzia. L’ospitalità si fonda su un patto implicito di rispetto reciproco, da una parte chi lavora nel turismo deve mantenere professionalità, ascolto, disponibilità e capacità di assumersi responsabilità quando qualcosa non funziona, dall’altra, il Cliente dovrebbe ricordare che dietro una reception, una sala o un servizio ci sono persone non bersagli impersonali su cui scaricare frustrazioni o esercitare potere. Negli ultimi anni abbiamo costruito un sistema dove spesso la velocità del giudizio ha sostituito la qualità del confronto, si recensisce in pochi secondi ciò che magari richiederebbe dialogo, contesto e buon senso e purtroppo, talvolta, la recensione viene utilizzata non per raccontare un’esperienza ma per condizionare economicamente una struttura. La vera sfida del turismo moderno non sarà eliminare le recensioni negative — che fanno parte del mercato e della trasparenza — ma recuperare una cultura della responsabilità reciproca, dove il diritto di esprimere un’opinione non venga confuso con il diritto di colpire senza misura perché l’autorevolezza di un settore non si costruisce soltanto attraverso standard, servizi o marketing ma anche attraverso il livello umano e civile delle relazioni che riesce a generare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.airaonline.it/il-lato-oscuro-delle-recensioni/#comment-78">Echi dal Parnaso</a>.</p>
<p>Condivido gran parte della riflessione, soprattutto nel passaggio in cui si sottolinea che il primo interlocutore di un problema debba essere la direzione della struttura e non immediatamente il tribunale mediatico dei social. È un principio di equilibrio che nel turismo si sta progressivamente perdendo. Una struttura ricettiva seria deve certamente accettare la critica, anche dura, quando è motivata, circostanziata e finalizzata a segnalare un reale disservizio, le recensioni autentiche, persino quelle negative, possono rappresentare uno strumento utile di crescita professionale. Il problema nasce quando il giudizio smette di essere una valutazione e diventa una leva di pressione. Oggi molte strutture vivono in una sorta di tensione reputazionale permanente, dove il confine tra diritto di critica e intimidazione morale rischia talvolta di diventare molto sottile e questo non aiuta nessuno, né gli operatori né gli stessi clienti corretti.<br />
Credo però che il tema più profondo sia proprio quello culturale che si evidenzia. L’ospitalità si fonda su un patto implicito di rispetto reciproco, da una parte chi lavora nel turismo deve mantenere professionalità, ascolto, disponibilità e capacità di assumersi responsabilità quando qualcosa non funziona, dall’altra, il Cliente dovrebbe ricordare che dietro una reception, una sala o un servizio ci sono persone non bersagli impersonali su cui scaricare frustrazioni o esercitare potere. Negli ultimi anni abbiamo costruito un sistema dove spesso la velocità del giudizio ha sostituito la qualità del confronto, si recensisce in pochi secondi ciò che magari richiederebbe dialogo, contesto e buon senso e purtroppo, talvolta, la recensione viene utilizzata non per raccontare un’esperienza ma per condizionare economicamente una struttura. La vera sfida del turismo moderno non sarà eliminare le recensioni negative — che fanno parte del mercato e della trasparenza — ma recuperare una cultura della responsabilità reciproca, dove il diritto di esprimere un’opinione non venga confuso con il diritto di colpire senza misura perché l’autorevolezza di un settore non si costruisce soltanto attraverso standard, servizi o marketing ma anche attraverso il livello umano e civile delle relazioni che riesce a generare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Il lato oscuro delle recensioni di Echi dal Parnaso		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/il-lato-oscuro-delle-recensioni/#comment-78</link>

		<dc:creator><![CDATA[Echi dal Parnaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:49:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13520#comment-78</guid>

					<description><![CDATA[Vorrei esprimermi sull’argomento, opportunamente proposto dall’estensore di questo servizio, nell&#039;ottica del cliente/ospite di una struttura ricettiva. 
Ritengo sia bene sottolineare che, nel caso in cui prevalgano l&#039;insoddisfazione o la necessità di esprimere una critica sul trattamento ricevuto, la prima cosa da fare è rivolgersi direttamente alla direzione, in prima persona o per iscritto. 
Soltanto successivamente, ma solo se non si ricevesse adeguata o soddisfacente risposta, ci si potrebbe affidare ai social perché è giusto, se qualcosa non ha funzionato a dovere, che altri potenziali clienti ne siano informati.
Il vero problema, però, è dato dallo stato in cui versa la società nel suo complesso. Se l&#039;humus che alimenta i comportamenti delle persone - come si può constatare ogni giorno - è corrotto, o comunque compromesso, è difficile aprire spazi proficui alla positività. 
I destini della civiltà non s’inventano, né si reindirizzano mostrando disprezzo per gli altri o tenendo il coltello fra i denti, ma vanno alimentati dalla capacità di ciascuno di offrire il meglio di sé con coerenza ed umiltà, educazione, apertura mentale e massima disponibilità.
Io stesso in primis, come persona che usufruisce di un servizio alberghiero, devo mostrarmi all’altezza del mio ruolo sul piano etico ed umano. 
Non ho il diritto di scrivere ciò che mi pare solo per il fatto che pagherò il conto: devo sentirmi, invece, in dovere di valutare con attenzione e col supporto di validi argomenti la veridicità e la reale portata del mio giudizio negativo, attribuendo il giusto peso alle parole con le quali intendo esprimere la mia insoddisfazione.
Troppa gente scrive perché ha dei tasti a disposizione, a volte senza nemmeno usare il cervello; oppure mostrandosi incapace di dare senso compiuto al proprio ragionamento, o di articolare una frase facendo un uso corretto della lingua dei padri e... della punteggiatura.

C. B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei esprimermi sull’argomento, opportunamente proposto dall’estensore di questo servizio, nell&#8217;ottica del cliente/ospite di una struttura ricettiva.<br />
Ritengo sia bene sottolineare che, nel caso in cui prevalgano l&#8217;insoddisfazione o la necessità di esprimere una critica sul trattamento ricevuto, la prima cosa da fare è rivolgersi direttamente alla direzione, in prima persona o per iscritto.<br />
Soltanto successivamente, ma solo se non si ricevesse adeguata o soddisfacente risposta, ci si potrebbe affidare ai social perché è giusto, se qualcosa non ha funzionato a dovere, che altri potenziali clienti ne siano informati.<br />
Il vero problema, però, è dato dallo stato in cui versa la società nel suo complesso. Se l&#8217;humus che alimenta i comportamenti delle persone &#8211; come si può constatare ogni giorno &#8211; è corrotto, o comunque compromesso, è difficile aprire spazi proficui alla positività.<br />
I destini della civiltà non s’inventano, né si reindirizzano mostrando disprezzo per gli altri o tenendo il coltello fra i denti, ma vanno alimentati dalla capacità di ciascuno di offrire il meglio di sé con coerenza ed umiltà, educazione, apertura mentale e massima disponibilità.<br />
Io stesso in primis, come persona che usufruisce di un servizio alberghiero, devo mostrarmi all’altezza del mio ruolo sul piano etico ed umano.<br />
Non ho il diritto di scrivere ciò che mi pare solo per il fatto che pagherò il conto: devo sentirmi, invece, in dovere di valutare con attenzione e col supporto di validi argomenti la veridicità e la reale portata del mio giudizio negativo, attribuendo il giusto peso alle parole con le quali intendo esprimere la mia insoddisfazione.<br />
Troppa gente scrive perché ha dei tasti a disposizione, a volte senza nemmeno usare il cervello; oppure mostrandosi incapace di dare senso compiuto al proprio ragionamento, o di articolare una frase facendo un uso corretto della lingua dei padri e&#8230; della punteggiatura.</p>
<p>C. B.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su L’architettura morale delle reception di Luigi Crispo		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/larchitettura-morale-delle-reception/#comment-77</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi Crispo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 20:11:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13509#comment-77</guid>

					<description><![CDATA[Splendido &quot;lavoro&quot;, bravissimo Damiano. 
Leggendolo sono riaffiorati in me bellissimi ricordi professionali, legati proprio a quel valore dell&#039;accoglienza che descrivi in maniera estremamente particolare.
Ci sono tre aspetti che mi hanno affascinato particolarmente:
-Il lusso che non schiaccia: l’idea che la vera nobiltà sia nel saper salutare bene sotto un lampadario importante è una vera lezione di stile;
-La reception come termometro sociale: analizzare come trattiamo l&#039;estraneo attraverso l&#039;architettura dei filtri e delle barriere è un’intuizione brillante;
-Il preludio di fiducia: descrivere l’ingresso come una &quot;promessa&quot; spiega perfettamente perché la prima impressione sia, in realtà, un atto morale.
Un post profondo e &quot;necessario&quot;. Complimenti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Splendido &#8220;lavoro&#8221;, bravissimo Damiano.<br />
Leggendolo sono riaffiorati in me bellissimi ricordi professionali, legati proprio a quel valore dell&#8217;accoglienza che descrivi in maniera estremamente particolare.<br />
Ci sono tre aspetti che mi hanno affascinato particolarmente:<br />
-Il lusso che non schiaccia: l’idea che la vera nobiltà sia nel saper salutare bene sotto un lampadario importante è una vera lezione di stile;<br />
-La reception come termometro sociale: analizzare come trattiamo l&#8217;estraneo attraverso l&#8217;architettura dei filtri e delle barriere è un’intuizione brillante;<br />
-Il preludio di fiducia: descrivere l’ingresso come una &#8220;promessa&#8221; spiega perfettamente perché la prima impressione sia, in realtà, un atto morale.<br />
Un post profondo e &#8220;necessario&#8221;. Complimenti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su L’architettura morale delle reception di Luisa Rellini		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/larchitettura-morale-delle-reception/#comment-76</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luisa Rellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:46:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13509#comment-76</guid>

					<description><![CDATA[Complimenti per la bella descrizione del lavoro in Reception.
Sono d&#039;accordo su quanto racconti, sull&#039;empatia che ogni receptionist dovrebbe offrire al proprio ospite come la giusta architettura per rendere un ambiente tanto accogliente quanto ispirante.
Personalmente ho dei bei ricordi, ottima e lunga esperienza dove spesso ho riconosciuto nei clienti stranieri - più che Italiani - il piacere di  condividere momenti della loro vacanza o aspetti anche meno gradevoli in cui fornire assistenza quanto più efficace possibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per la bella descrizione del lavoro in Reception.<br />
Sono d&#8217;accordo su quanto racconti, sull&#8217;empatia che ogni receptionist dovrebbe offrire al proprio ospite come la giusta architettura per rendere un ambiente tanto accogliente quanto ispirante.<br />
Personalmente ho dei bei ricordi, ottima e lunga esperienza dove spesso ho riconosciuto nei clienti stranieri &#8211; più che Italiani &#8211; il piacere di  condividere momenti della loro vacanza o aspetti anche meno gradevoli in cui fornire assistenza quanto più efficace possibile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su L’architettura morale delle reception di Echi dal Parnaso		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/larchitettura-morale-delle-reception/#comment-75</link>

		<dc:creator><![CDATA[Echi dal Parnaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 07:32:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=13509#comment-75</guid>

					<description><![CDATA[Davvero brillante l’idea di individuare nei compiti della reception ‘un preludio’. Termine coinvolgente, azzeccato e denso di significati per chi accetta - beninteso - di aprirsi non solo all’ospite, ma anche al concetto stesso di accoglienza quale mezzo d&#039;attribuzione di valore aggiunto al proprio lavoro.
Il ‘preludio’ inteso come introduzione ad uno spettacolo musicale, o ad una &#039;pièce&#039; teatrale, è una metafora singolare e centrata allorquando traduce i comportamenti quotidiani del professionista addetto al ricevimento, il suo modo di porsi nei confronti del proprio interlocutore. 

Una rappresentazione realistica e sincera che si svolge entro uno spazio circoscritto, nel quale il receptionist è chiamato a fare da anfitrione e da onesto mediatore; con personalità, ma senza personalismi, restando fedele a sé stesso, al suo modo di essere. Come un attore capace che senta il dovere d’esprimersi al meglio, di tradurre realisticamente in energia positiva il momento in cui una porta, come un sipario, si apre su luoghi e persone non conosciute. 

La reception (in senso lato) come luogo che “possiede una propria architettura morale”, la “soglia” ospitale a disposizione di chi sa accogliere e di chi, contestualmente, sa farsi accogliere. 
Presenza, discrezione, capacità di leggere il momento. C’è una visione “panoramica” delle cose nell’articolo, ricco di umana sensibilità e di rilevanti dettagli, firmato da Damiano Oberoffer che sotto traccia, in antitesi ai luoghi comuni, ci svela… un segreto. 
Non la bellezza, ma la Gentilezza salverà il mondo.

C. B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero brillante l’idea di individuare nei compiti della reception ‘un preludio’. Termine coinvolgente, azzeccato e denso di significati per chi accetta &#8211; beninteso &#8211; di aprirsi non solo all’ospite, ma anche al concetto stesso di accoglienza quale mezzo d&#8217;attribuzione di valore aggiunto al proprio lavoro.<br />
Il ‘preludio’ inteso come introduzione ad uno spettacolo musicale, o ad una &#8216;pièce&#8217; teatrale, è una metafora singolare e centrata allorquando traduce i comportamenti quotidiani del professionista addetto al ricevimento, il suo modo di porsi nei confronti del proprio interlocutore. </p>
<p>Una rappresentazione realistica e sincera che si svolge entro uno spazio circoscritto, nel quale il receptionist è chiamato a fare da anfitrione e da onesto mediatore; con personalità, ma senza personalismi, restando fedele a sé stesso, al suo modo di essere. Come un attore capace che senta il dovere d’esprimersi al meglio, di tradurre realisticamente in energia positiva il momento in cui una porta, come un sipario, si apre su luoghi e persone non conosciute. </p>
<p>La reception (in senso lato) come luogo che “possiede una propria architettura morale”, la “soglia” ospitale a disposizione di chi sa accogliere e di chi, contestualmente, sa farsi accogliere.<br />
Presenza, discrezione, capacità di leggere il momento. C’è una visione “panoramica” delle cose nell’articolo, ricco di umana sensibilità e di rilevanti dettagli, firmato da Damiano Oberoffer che sotto traccia, in antitesi ai luoghi comuni, ci svela… un segreto.<br />
Non la bellezza, ma la Gentilezza salverà il mondo.</p>
<p>C. B.</p>
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