Autore: Redazione Aira

Redazione AIRA Online è composta da Francesca, Luisa, Michele e Simona. Ci occupiamo della redazione articoli ed aggiornamento sito dell'associazione.
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15 TENDENZE TURISMO NEL 2020

Sia che vogliate staccare la spina, andare in un luogo poco turistico, fare un viaggio all’insegna del cibo o trascorrere le vostre giornate di vacanza facendo qualcosa di avventuroso, nel 2020 tra le “tendenze turismo” c’è quella che fa per voi.

Sono finiti i giorni in cui bastava andare in un’agenzia di viaggi per prenotare un pacchetto turistico generico. Ora le persone vogliono un viaggio che sia “a prova di Instagram”, possibilmente fatto a mano per adattarsi al meglio alle proprie esigenze. La buona notizia è che le tendenze al turismo sono cosí tante che ce n’è una adeguata per ogni budget! Qui ne elenchiamo 15 tra le nostre preferite.

1. VIAGGI PROPOSITIVI

Le tendenze al turismo sostenibile per aiutare le persone al posto di una vacanza classica non sono una novità. Le persone vogliono sapere che il proprio viaggio sta facendo del bene. Per realizzare un progetto simile non è necessario mettersi in catene, passare il tempo a costruire case per i meno fortunati o raccogliere la spazzatura sulla spiaggia. Anche solo mangiare in ristoranti locali e viaggiare all’insegna del turismo ecosostenibile, avendo rispetto dei luoghi che visitate, sará un modo per rendere la vostra vacanza propositiva.

2. EVITARE I “MUST”

Andare in città molto famose è un po’ old school.  Nel 2020 le tendenze del turismo sono quelle di cercare invece un posto meno conosciuto nel tentativo di evitare i luoghi invasi dai turisti e andare alla scoperta di terre meno esplorate. Pensate a una vacanza in Cambogia piuttosto che in Thailandia, in Groenlandia invece che in Islanda o a Chicago e Detroit invece che a New York e Los Angeles. Non ve ne pentirete.

3. CROCIERA BOUTIQUE

Perché scegliere una crociera qualsiasi quando si può avere una crociera su misura? Compagnie come Virgin stanno introducendo un’alternativa diversa da quella proposta dalla classica crociera. La crociera boutique propone un viaggio diverso, con intrattenimento a bordo selezionato nel dettaglio, itinerari nuovi e interessanti, cabine eleganti, cibo e cocktail alla moda.

4. VIAGGI CULINARI

Cosa? Non tutti scelgono la propria destinazione in base al cibo? Le tendenze al turismo culinario stanno diventando sempre piú popolari e le persone prenotano sempre più frequentemmente viaggi che coinvolgono un’esperienza di questo tipo. Che sia un road trip alla scoperta dei gusti di un paese o che vogliate dedicare un pomeriggio ad un corso di cucina tradizionale, sicuramente questo viaggio vi fará venire l’acquolina in bocca.

5. VACANZA MINIMAL E DISINTOSSICAZZIONE DIGITALE

Certo, soggiornare in un hotel di lusso è fantastico. Ma che ne dite di passare un weekend in una iurta senza elettricità? Poichè l’elettronica e il consumismo prendonosempre di più il sopravvento sulle nostre vite, alcune persone scelgono di fare una vacanza minimalista dove si può veramente sentire il flusso del proprio pensiero. Questo potrebbe comportare la scelta di un alloggio fuori mano e di fare a meno del proprio telefono.

6. SPAZIO

No, ancora non possiamo suggerirvi una navicella che vi porti a esplorare Marte, ma nel 2020 due aziende stanno pianificando voli di prova o brevi viaggi nello spazio con clienti paganti. Ci vorranno ancora almeno 5 anni prima che le persone possano effettivamente volare nello spazio e soggiornare in un hotel, ma potete iniziare a risparmiare per il vostro viaggio nello spazio già da ora!

7. SLOW TRAVEL AD IMPATTO ZERO

Ispirati dal cambiamento climatico e da attivisti come Greta Thunberg, sempre più viaggiatori pensano all’impatto che i loro viaggi stanno avendo sul pianeta. Ciò significa che invece di volare o di guidare, prendono il treno o altri mezzi pubblici per arrivare dove devono andare. Questo è fattibile soprattutto nei paesi europei e asiatici, dove è possibile viaggiare in treno in modo veloce ed economico.

8. ALLA SCOPERTA DELLE PROPRIE RADICI

Lo sapevate che sta aumentando sempre di più la diffusiobne dei kit per il test del DNA in casa? Grazie a questi molti viaggiatori sono ora interessati a visitare il paese o il continente da cui provengono i loro antenati. Forse avete scoperto di essere irlandesi o di avere radici filippine. Non importa da dove provenite, potete viaggiare lì e scoprire di più su quella cultura.

9. HOTEL VEGANO

Dato che sempre più persone scelgono di diventare vegani, gli hotel e i tour operator stanno modificando il proprio operato a favore di questa caratteristica. I nuovi hotel nel Regno Unito e negli Stati Uniti hanno rivoluzionato i prodotti da bagno, la biancheria da letto e il cibo all’insegna del veganesimo, così che i clienti possano riposare sapendo che nessun animale è stato ferito per il loro comfort.

10. VIAGGIARE SENZA CONTANTI

In alcuni paesi è sempre più difficile trovare un negozio o un ristorante che accetti contanti. Questo è un vantaggio per i viaggiatori del mondo che possono chiamare un taxi tramite un’applicazione e pagare beni e servizi utilizzando una carta di credito. In questo modo non è necessario cambiare denaro contante o pagare le spese di prelievo al bancomat.

11. FRIENDMOON

Se pensate che andare in luna di miele con il vostro nuovo partner possa essere noioso, forse una friendmoon fa per voi. Questa “luna di miele tra amici” è la nuova tendenza degli sposi che riuniscono un gruppo dei loro più cari amici e si dirigono verso il luogo della luna di miele di loro scelta per continuare i festeggiamenti dopo il matrimonio!

12. LAVORO DA REMOTO

Se lavorate in un luogo dove non vi sono concesse molte ferie, ma avete la possibilità di lavorare a distanza, non disperate. Spesso, le persone che fanno lavori del genere hanno la possibilità di lavorare da remoto. In questo modo, potrete svolgere le vostre ore di lavoro in una piccola casetta in riva al mare o in una baita di montagna. L’importante è avere una buona connessione a internet.

13. ACCRESCERE LE PROPRIE CAPACITÁ

Se avete mai voluto imparare una nuova abilità, forse il 2020 è il momento giusto per farlo. Spesso le persone usano le vacanze per andare ad imparare qualcosa di nuovo, come lavorare a maglia, codificare, lavorare il legno o la ceramica o imparare come navigare a vela.

14. VIAGGIO MULTIGENERAZIONALE

Certo, non è raro che le famiglie facciano viaggi insieme. Ma sempre più spesso capita di vedere 3, o anche 4, generazioni partire insieme per una vacanza all’insegna della famiglia. Che si tratti di un’avventura all’aperto in un parco nazionale, di un viaggio all’estero o di un’escursione di una settimana in un parco a tema, i bambini, i genitori, i nonni e persino i bisnonni possono trascorrere una bellissima esperienza condivisa.

15. COMBINAZIONE DI PAESI

Se state pianificando un grande viaggio in un paese, perché non cercate di esplorare anche quello che c’è accanto? Puoi viaggiare in Spagna, ma anche visitare il Portogallo, combinare un viaggio in Brasile con qualche giorno in Argentina, o vedere i luoghi d’interesse in Sud Africa e poi visitare la Namibia. Molti Paesi non richiedono il visto per una visita di meno di 90 giorni, a seconda del Paese di provenienza del passaporto, rendendo più facile il viaggio successivo!

www.sixt.it

Hotels on The Web

Hotels on The Web è il primo modulo formativo previsto per Gennaio 2021, a cura di Marco Vincenzi – Smarthotels.

Il programma prevede 4 moduli da 2 ore ciascuno così composto :

  • L’importanza ed il vero ruolo del Sito web
  • Il software gestionale (PMS)
  • Le agenzie online (OTA)
  • Il booking engine
  • Il CRM ed il Channel manager
  • Revenue vs prezzi fissi
  • Il progetto Smarthotels

Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Hotels on the Web vi guida verso una corretta gestione degli strumenti Web utili per una efficiente e proficua organizzazione del proprio lavoro in hotel.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Gennaio 2021. Comunicheremo più avanti le date esatte.

Jesolo, manca il personale per gli alberghi. Non si trovano lavoratori: «Preferiscono bonus e reddito di cittadinanza»

JESOLO – «Siamo nel momento clou di una stagione già di per sé molto complicata e si è aggiunto un problema gravoso: la difficoltà a reperire personale. In tanti vengono a fare il colloquio e poi ci rispondono che preferiscono rimanersene a casa, coperti da reddito di cittadinanzabonus o altre forme di sostegno».

L’allarme è del presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori, Alberto Maschio. “Molti colleghi, ma il problema riguarda anche le attività di ristorazione, stanno continuando a segnalare alla nostra segreteria, ma anche a me personalmente, la difficoltà a reperire personale: si tratta di figure professionali tra le più disparate, per un totale che si assesta attorno al 30%. Già nel mese di luglio, quando il lavoro richiedeva l’assunzione di altre persone, avevamo ottenuto una risposta non particolarmente confortante da parte di varie figure professionali; in questo momento la situazione si è aggravata. Anche LavoroTurismo, il sito leader in Italia per la ricerca di personale nei settori dell’ospitalità, della ristorazione e del turismo, con il quale l’associazione collabora, sta riscontrando difficoltà a proporre potenziali collaboratori. «Vien da pensare che a molti conviene stare a casa, anziché cercare occupazione e questo è preoccupante, anche in prospettiva futura», ha insistito Maschio.

«Il problema è imputabile in parte a una sorta di cultura dell’assistenzialismo che si sta creando: stiamo pagando potenziali lavoratori per starsene a casa. Più di qualcuno, al termine del colloquio, ci ha risposto che preferisce non venire a lavorare, perché comunque percepisce, ad esempio, il reddito di cittadinanza. Anche per evitare questa situazione e creare comunque posti di lavoro, oltre che aiutare le aziende, fin da subito avevamo proposto la decontribuzione dei rapporti di lavoro stagionali. Il concetto era semplice: visto che lo Stato comunque garantiva un sostegno alle persone, proponevamo che questo importo si tramutasse in abbattimento del costo del lavoro; le aziende avrebbero potuto permettersi di avere del personale a pieno organico (oltre che un po’ di respiro, dal punto di vista dei costi, visto che quest’anno gli incassi avranno un abbattimento di almeno il 50%) anche nei momenti iniziali più critici della stagione. Il lavoratore avrebbe avuto un compenso più alto, rispetto, ad esempio, ai vari bonus ricevuti fino ad ora, la garanzia di un posto di lavoro, creando così economia. Purtroppo non ci hanno voluto ascoltare e queste sono le conseguenze. Ricordiamoci sempre che molte imprese hanno aperto, nonostante le incognite, per un senso di responsabilità sociale, cui non sono mai venute meno, contrariamente alle istituzioni. Il primo, vero, ammortizzatore sociale sono sempre state le piccole e medie imprese”.

«L’ultima bozza del decreto di agosto – continua Maschio – prevede l’esonero dei contributi per le assunzioni a tempo determinato per turismo e terme. Visto che siamo ormai a metà del mese e che questo decreto potrebbe partire da settembre, ovvero a stagione balneare ormai quasi conclusa, è da capire se il decreto sarà o meno retroattivo; nel caso non lo fosse, sarebbe per il nostro comparto del tutto inutile, rasentando la beffa inaccettabile. Con un pizzico di malizia verrebbe da pensare che sia stato fatto volutamente per evitare un sostegno a tutte le imprese che hanno assunto migliaia di lavoratori per la stagione estiva».

Sabato 8 Agosto 2020 di Marco Corazza www.ilgazzettino.it

L’Italia rilancia il Congressuale per un Turismo senza stagioni

Turismo Congressuale in Italia…

Sì ALLE FIERE CON IL NUOVO DPCM

ENIT, 70% sul Leisure e il 30% sul MICE per la promozione dell’ Italia all’estero

L’Italia sempre di più verso crescita a valore, sostenibilità e innovazione.


ROMA, 13 AGOSTO 2020  – Con le nuove disposizioni del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri ripartono le fiere e Enit investe sulla promozione del turismo che concilia lavoro e divertimento.

L’Italia ha ancora memoria del suo posizionamento pre Covid nella classifica mondiale del turismo congressuale, dove si posizionava tra i primi 6 Paesi al mondo con 550 meeting internazionali nel 2019 (ENIT su dati ICCA) con una crescita del 5,4%.

La Penisola superava Cina (539), Giappone (527), Paesi Bassi (356), Portogallo (342), pur essendo in testa gli USA (934 meeting), la Germania (714), la Francia (595), la Spagna (578) e UK (567).

La scienza medica (17%), la tecnologia (15%) e la scienza (13%) sono i tre temi di meeting internazionali più popolari.

I viaggi per congressi raggiungono 874 milioni di euro (+7,2% sul 2018) coprendo il 15,1% del totale speso dagli stranieri per motivi d’affari. Enit per fronteggiare questa fase di incertezza lancia, da ottobre, workshop in ben 12 Paesi: Austria, Canada, Cina, Corea del Sud, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e USA per amplificare la promozione di MICE, lusso, leisure e active.

Per gli eventi successivi, Enit ha puntato specifici segmenti e mercati, tra cui MICE e Wedding a novembre.

In Europa, dove si concentra il maggior numero dei Paesi consolidati in termini di flussi turistici verso l’Italia, Enit ha concentrato le attività di promozione nei singoli mercati puntando sulla crescita a valore e come obiettivi primari la sostenibilità, l’innovazione e la destagionalizzazione.

Il Turismo Congressuale è un settore in forte espansione e cruciale per l’Italia. Già da tre anni Enit ha ripreso ad investire impegnando il 70% nel Leisure e il 30% della promozione all’estero dell’Italia nel mice. Un settore trainante: nel 2019, la spesa totale media per meeting è stata di quasi 11 miliardi di dollari, esclusi gli investimenti spin-off e lo sviluppo economico.

 
Francesca Cicatelli
Direzione Esecutiva
Comunicazione e Ufficio Stampa
Via Marghera 2 – ROMA
Cell: (+39) 392.9225216
e-mail: francesca.cicatelli@enit.it

L’ITALIA QUASI SOLD OUT PER FERRAGOSTO

GIA’ VENDUTO IL 79 % DELLE OFFERTE ONLINE
L’ITALIA PERDE MENO PIL DEGLI ALTRI PAESI

BUONE PERFORMANCE E QUASI TUTTO ESAURITO PER RIMINI, RAVELLO, CAVALLINO-TREPORTI, CILENTO E SALENTO
 
LA MONTAGNA RISPONDE ALLE ZONE BALNAERI CON LE ALPI QUASI FULL (84%) QUASI AL PARI CON LA FRANCIA (87%)
ROMA, 31 LUGLIO 2020 – L’Italia non si lascia abbattere dal Covid e anzi con il turismo reagisce meglio di altri Paesi. Il settore infatti – nonostante il contesto complesso – sta godendo di un periodo di tenuta soprattutto in alcune località. Promette bene la settimana di Ferragosto dal 10 al 16 agosto 2020: la Penisola risulta quasi sold out. L’Italia fa meglio della Spagna: già “vendute” il 79% delle disponibilità di offerte online (fonte Booking.com) mentre il Paese iberico è al 72 per cento di prenotazioni online. In Italia spiccano le maggiori destinazioni balneari: non più disponibili l’80% a Rimini, l’81% a Ravello, l’86% a Cavallino-Treporti, il 94% nel Cilento ed il 98% nel Salento. Anche la montagna italiana vede le destinazioni delle Alpi non più disponibili all’84%, correndo la competizione con quelle francesi (87%). Alla data del 30 luglio, l’analisi delle prenotazioni aeroportuali da agosto a ottobre in confronto con i competitor diretti Spagna e Francia, indicano ancora un calo delle prenotazioni sia in Italia che negli altri Paesi analizzati, nonostante l’Italia nel correre dei mesi estivi recuperi spazio di mercato. Nel complesso tra agosto e ottobre sono 191 mila 533 prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali per l’Italia, 204 mila 641 per la Spagna e 150 mila 672 per la Francia. Certo si tratta di un momento in continua evoluzione in cui le performance del settore sono evidentemente connesse all’andamento dell’epidemia in Italia e nel resto del mondo. In termini economici, tenendo costante il Pil totale dell’Italia 2019, il confronto indica che il contributo diretto del turismo all’economia italiana diminuirà di -2,6 punti percentuali nel 2020 rispetto al 2019 quando rappresentava il 5,7 del prodotto interno lordo. Si prevede, quindi, che il contributo totale (che comprende gli effetti indiretti e indotti, nonché l’impatto diretto) del settore diminuirà di -5,8 punti percentuali, rispetto al 13% del Pil nel 2019. Come per gli impatti diretti, la riduzione prevista per l’Italia è inferiore rispetto agli altri Paesi selezionati (-7,4% la Spagna sul valore 2019). Inoltre l’Italia continua a campeggiare sugli altri Paesi con 882,7mila mention totali sul travel Italia di cui 83,3 mila provenienti dal web e 799,4 mila dai social. Le mention hanno prodotto 233,7 milioni di interazioni totali. Il tema “bonus vacanza” produce un miliardo e 100 milioni di visualizzazioni seguito dal tema turismo con 362,2 milioni di visualizzazioni.
 
 
Francesca Cicatelli
Direzione Esecutiva
Comunicazione e Ufficio Stampa
Via Marghera 2 – ROMA
Cell: (+39) 392.9225216
e-mail: francesca.cicatelli@enit.it

Siamo i migliori. Lo dimostreremo

Gli italiani hanno dimostrato compostezza e senso civico indiscutibili. Ora si tratta di affrontare la ripartenza dell’economia italiana con la stessa sensibilità e senso di responsabilità.

Per l’ospitalità, risulta inderogabile la necessità di un Ministero del Turismo e del Made in Italy centrale nel Governo italiano.

Intervista con Francesco Guidugli, Presidente nazionale di SOLIDUS

“La   Fase  1  della   pandemia   di  Covid-19  è  terminata  il 4 maggio”  esordisce Francesco Guidugli, Presidente nazionale di SOLIDUS, l’associazione di secondo livello  che  raggruppa  otto delle  principali associazioni professionali del mondo

dell’ospitalità in Italia – ABI, ADA, AIH, AIRA, AIS, AMIRA, FAIPA, FIC – con circa 60.000 iscritti. “E’ finita la clausura forzata di gran parte dei 60 milioni di italiani e di una quota assai consistente dell’industria manifatturiera mentre quella dei servizi è stata bloccata pressoché nella sua interezza. In termini di perdite umane, abbiamo chiuso la Fase 1 con 30.000 morti di cui la metà nella sola regione Lombardia. E’ stata falcidiata un’intera generazione considerando che la stragrande maggioranza dei deceduti erano connazionali ultrasettantenni e ultraottantenni. Di questi, il 70% erano di genere maschile. Sono dati su cui si dovrà riflettere con calma a bocce ferme. Bisognerà riflettere con calma anche sulle scelte che sono state fatte nei decenni passati, sull’impoverimento della sanità pubblica, e di quella relativa ai medici di famiglia in maniera particolare, e sulla delega alle Regioni sia della Sanità che del Turismo, settori in cui si sono manifestate evidenti debolezze strutturali. Con la Fase 2 sono ripartite importanti filiere della produzione industriale, scelta fondamentale per poter dare ossigeno di qui a qualche settimana anche al settore dell’ospitalità, il più penalizzato in assoluto dalla pandemia. L’ospitalità per definizione si basa sulla mobilità delle persone, sulla loro possibilità di spostarsi e viaggiare, sull’esistenza di trasporti funzionanti su gomma, su rotaia, su nave, in aereo. I trasporti nei fatti sono stati bloccati, sono state perfino chiuse le frontiere tra gli Stati ma anche quelle tra le regioni. Ora si tratta di ripartire con gradualità, con prudenza, con le necessarie precauzioni a partire dalle mascherine da indossare sempre e ovunque quando ci si muove in pubblico, rispettando la distanza fisica di almeno un metro, meglio il doppio, rispetto agli estranei, sia all’aperto che sui mezzi di trasporto. Il nostro settore – ristoranti, alberghi, villaggi turistici, campeggi, pullman – non riparte subito perché la gradualità delle aperture inizia a partire dal 18 maggio e in particolare dal primo giugno. Inoltre, aprire senza pubblico non ha molto senso se non per chi voglia rodare la propria attività sulla base delle disposizioni relative alla sanificazione delle camere e degli spazi comuni, al distanziamento fisico tra Staff e ospiti, alle barriere trasparenti che dovranno essere installate alla Reception e nei ristoranti, ai percorsi che andranno stabiliti sempre per garantire la massima sicurezza sia allo Staff che agli ospiti. Si prevede che i primi ospiti saranno corporate, laddove le aziende avranno riaperto e avranno necessità di organizzare riunioni o trasferte appoggiandosi agli alberghi, poi arriveranno i turisti italiani, che potranno spostarsi più facilmente con le proprie vetture o con i mezzi pubblici. Per il 2020 il turismo incoming (oltre 45 miliardi di euro nel 2019), legato ai viaggiatori internazionali, verrà drasticamente ridotto innanzitutto dalla mancanza di voli, a meno che le compagnie aeree internazionali non registrino richieste allo stato attuale abbastanza difficili da prevedere. Potremo contare su un turismo internazionale di prossimità, da Francia, Svizzera, Austria, Germania, Slovenia, Croazia, di chi si muove in auto o in camper, sempre che la pandemia di Covid-19 lo consenta visto che anche in quei Paesi esistono limitazioni più o meno importanti alla mobilità. La pandemia ragionevolmente si attenuerà entro l’estate, forse si ridurrà ulteriormente in vista della prossima stagione invernale a seconda che abbia ragione chi pronostica un’attenuazione intrinseca della potenza del virus o chi preveda all’opposto una seconda ondata della pandemia entro l’anno. Il vaccino non sarà pronto prima del 2021 e non sarà disponibile prima della fine del prossimo anno a essere ottimisti. Siamo davvero in balia dell’incertezza e dobbiamo comportarci con la massima prudenza ma senza farci prendere dal panico o dalla frustrazione. Si riparte, e questo è di certo un fattore positivo. Si riparte tutti assieme con le precauzioni del caso, che noi italiani abbiamo dimostrato di aver condiviso e adottato con il massimo senso di responsabilità. Nel 2019 abbiamo speso oltre 25 miliardi di euro per andare all’estero. Sono soldi che quest’anno dovremmo spendere nel nostro paese, approfittando della situazione per scoprirlo o riscoprirlo: ci sono 20.000 borghi storici da vivere e visitare, ci sono alcune migliaia di chilometri tra Alpi e Appennini che ci garantiscono la migliore delle arie condizionate, quella naturale, i colleghi che propongono ospitalità sulle coste faranno del loro meglio per garantire le migliori condizioni di sicurezza e di comfort ambientale, idem nelle città d’arte, il tutto declinato con la migliore enogastronomia del pianeta, quella italiana, che consente di abbinare sport, natura, salute, sposando la digeribilità della dieta mediterranea, la più sana e gustosa del pianeta, con un clima e un territorio baciati da sempre dagli dèi del turismo. C’è il fenomeno delle seconde case che quest’anno immagino sarà sfruttato al meglio. Le navi da crociera invece quest’anno registreranno il blocco pressoché totale della loro attività. Per loro se ne riparla solo dopo la fine della pandemia. Tutto il settore è proiettato verso la Fase 3, la ripartenza a pieno regime, che dovrà aiutarci quest’anno a contenere le perdite economiche e a ripartire nel 2021 per recuperare, di lì a un paio di anni, il posto in prima fila che spetta al turismo italiano nell’ambito di un fenomeno, il turismo mondiale, che fletterà pesantemente come noi quest’anno e inizierà a recuperare nel 2021 per tornare alla normalità entro pochi anni. Mai dimenticare che nel 2019 il turismo nel mondo ha significato 1,4 miliardi di viaggiatori, oltre un triliardo di dollari di fatturato, diventando tra i primi tre comparti economici del pianeta. Una cosa questa pandemia non impedirà: che la gente continui a desiderare di viaggiare e che lo faccia appena gli è possibile. E’ accaduto qualcosa di analogo dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre del 2001. I voli furono sospesi per settimane, gli aeroporti adottarono stringenti misure di sicurezza che complicarono non poco la vita a chi viaggiava. Abbiamo digerito il tutto e il turismo è balzato in avanti con ancora maggiore vigore. Accadrà lo stesso anche questa volta. E’ nella natura umana l’impulso alla curiosità, alla scoperta dei luoghi e delle persone, al confronto con lingue e culture diverse, alla ricerca costante di esperienze ed emozioni sempre nuove. E’ un bisogno intrinseco. Nel 2020 il turismo sarà condannato al breve raggio, ai weekend, alla difficoltà per molti di potersi concedere una vacanza più lunga visto che le ferie magari le ha dovute forzatamente bruciare durante la quarantena, altri hanno visto ridursi bruscamente i guadagni perché messi in cassa integrazione o per la cessazione netta dell’attività, per i professionisti, per i lavoratori stagionali o a contratto determinato. Per tutti costoro contiamo che lo Stato faccia la sua parte e integri i mancati guadagni: lo Stato in questo momento deve ragionare non secondo logiche di bilancio ma secondo logiche di solidarietà. Primum vivere deve essere il motto sulla nostra bandiera. Si deve investire ciò che è necessario perché tutti gli italiani possano disporre dei mezzi economici non solo per sopravvivere alla pandemia ma anche per far ripartire l’economia nazionale nella quale l’industria dell’ospitalità, nella sua accezione più ampia, copre dal 25 al 30% del PIL nazionale.”

Qual è la situazione delle associazioni professionali?

E’ molto impegnativa proprio perché rappresentiamo coloro che materialmente combattono in trincea e sono stati colpiti per primi dall’attacco del virus. Moltissimi sono in cassa integrazione. Le associazioni professionali rappresentano la spina dorsale dell’industria dell’ospitalità italiana, hanno esperienza, professionalità, passione. Peccato che tutto ciò non sia stato utilizzato dal Governo italiano che ci ha completamente ignorato, nonostante i nostri appelli, mai includendoci nelle Commissioni più e meno scientifiche che sono state nominate, mai rispondendo ai nostri appelli, mai raccogliendo le nostre proposte. Anche in questa occasione l’Italia è andata in guerra con generali improvvisati, impreparati, inadeguati. Spiace dirlo ma è la constatazione di un dato di fatto. Ci siamo rivolti al ministro competente pe il nostro settore e al presidente del Consiglio perché ci ricevessero e ci consentissero di partecipare alla discussione delle misure che dovevano essere adottate per affrontare l’emergenza. Pensiamo di conoscere il nostro settore assai meglio di chi nella vita privata fa altri lavori, dall’avvocato all’onorevole di mestiere. E’ una delusione che condividiamo non solo con i nostri associati ma anche con i rappresentanti per esempio dei nostri datori di lavoro, le associazioni degli imprenditori alberghieri oltre che di molte altre associazioni, come quelle dei gestori di hotels piuttosto che di stabilimenti balneari. Temevano che disturbassimo il guidatore? Finita la pandemia, come SOLIDUS incontreremo i rappresentanti di tutte le altre associazioni professionali, dei proprietari, dei gestori dell’ospitalità in Italia. Rappresentiamo 3 milioni di italiani, centinaia di migliaia di famiglie, una consistente quota del PIL italiano, soprattutto un settore, quello del Made in Italy, che va ben oltre l’ospitalità per includere moda, design, formazione, sport, artigianato, che rappresenta il futuro per un Paese come l’Italia che dispone di un retaggio storico e culturale davvero unico sul pianeta Terra.

Come deve mutare la comunicazione post Covid?

Per chi si occupa di ospitalità, è fondamentale proporre messaggi rassicuranti. L’albergo non è un ospedale ma è un presidio sanitario del territorio da sempre. Da sempre l’albergo, a seconda della situazione storica in cui si trovava, propone un’ospitalità di qualità superiore rispetto a quella che l’ospite aveva lasciato a casa sua. Il cibo era migliore, la camera era più pulita, l’ambiente era meglio riscaldato l’inverno, nella stalla il cavallo trovava biada e avena, il personale era accogliente e disponibile. Gli alberghi sanificano camere e spazi comuni da sempre, e in maniera sempre più sofisticata a mano a mano che scienza e tecnologia ci hanno messo a disposizione detergenti e disinfettanti più efficienti ed efficaci, a mano a mano che la scienza alberghiera ha insegnato alle cameriere a pulire gli ambienti con una metodologia che elimini lo sporco anziché distribuirlo attorno come fanno molte casalinghe, a mano a mano che sono stati introdotti protocolli sanitari rigorosi quanto efficaci come l’HACCP per la conservazione e la manipolazione del cibo. Gli alberghi per legge ogni sei mesi sottopongono l’intero impianto di climatizzazione al trattamento anti legionella, che in molti alberghi è regolato con strumenti automatici che operano tutti i giorni. In questi alberghi batteri patogeni e virus sono ospiti indesiderati e messi alla porta da sempre. Idem pulci e cimici, che a volte vengono introdotte involontariamente dagli ospiti tramite le loro valigie ma che gli alberghi sanno come affrontare ed eliminare a ogni cambio di camera. Il vantaggio degli alberghi, rispetto agli ospedali, è che negli ospedali ci vanno persone ammalate, che portano con sé la loro carica di virus e batteri, rendendo oggettivamente pericolosi quei luoghi, l’albergo invece è frequentato da persone sane, allegre, con sistemi immunitari perfettamente efficienti. Guai all’albergo se diventasse simile a una sala operatoria: diventerebbe pericoloso per i sani. La comunicazione oggi deve affrontare il problema della sanificazione, che una volta era ritenuto un argomento secondario, scontato, mettendolo al centro della qualità dell’ospitalità. La vostra salute è la nostra prima preoccupazione è sempre stato il leitmotiv degli alberghi, solo che non era sbandierato. Oggi l’ospite si aspetta che lo sia. Ovviamente, a mano a mano che ci allontaneremo dalla pandemia, dobbiamo tornare a comunicare l’eccellenza della nostra offerta turistica e sottolineare ciò che rende unica l’Italia, dal suo patrimonio storico e culturale allo stile di vita. Siamo unici proprio per questo e dobbiamo raccontarlo sempre meglio. Ci sono tedeschi, austriaci, svizzeri, belgi, danesi, olandesi, scandinavi, russi, britannici, spagnoli, francesi che non vedono l’ora di tornare in Italia. Gli americani fremono dal desiderio impellente di poter tornare in Italia. Le prenotazioni in vista del 2020 erano a dir poco incredibili: negli Stati Uniti si lamentavano che non c’erano abbastanza posti in Business Class verso l’Italia… Dobbiamo essere positivi e ottimisti. L’Italia ripartirà alla grande.”

Francesco Guidugli, Presidente SOLIDUS

Webinar Aira Veneto

Carissimi, vogliamo  informarvi che Il Direttivo AIRA Veneto ha sentito l’esigenza, dopo il periodo di “lockdown”, di organizzare per martedì 26 maggio 2020 alle h.16,00 un webinar con i ragazzi ed i Professori di Accoglienza Turistica provenienti dagli Istituti Alberghieri più prestigiosi.

Il tema sarà incentrato sui “nuovi” protocolli che dovremo rispettare per poter riaprire le strutture Alberghiere e non solo.

Porteranno le loro testimonianze Mr Gianmatteo Zampieri General Manager del Baglioni Hotel Luna nonché Professionista dell’anno AIRA per Solidus.

Mr Fabio Bortolozzo Esperto Addetto al Ricevimento del Sofitel Papadopoli Hotel in Venezia.

Mr. Sandro Bravin Ideatore del Gran Premio AIRA ed esperto Professionista dell’Ospitalità nonché Socio Storico di AIRA.

Massimo Borriello

Presidenza AiraVeneto

Associazione di… Idee

Corona virus e dintorni… Viva l’Italia. L’Italia è Storia. L’Italia è vita

Durante la Guerra Fredda, tra il 1945 e il 1990, abbiamo vissuto sotto la minaccia di una guerra nucleare che avrebbe potuto porre fine alla civiltà come la conosciamo sull’intero pianeta. Albert Einstein aveva avvisato: dopo quella guerra, la successiva l’avremmo fatta con le clave.

Era un timore concreto ma nello stesso tempo astratto.

L’epidemia di corona virus del 2020 è assai meno pericolosa di una guerra nucleare ma è anche maledettamente concreta e rischia di innescare una crisi economica planetaria di proporzioni e durata imprevedibili.

È la prima epidemia del Villaggio Globale.

L’Italia è tra i Paesi più aperti al mondo, visitato ogni anno da decine di milioni di esseri umani provenienti dai cinque continenti, con milioni di italiani che viaggiano in continuazione. Virus e batteri viaggiano con gli esseri umani.

Ciò che è accaduto era inaspettato ma era anche inevitabile.

Non ci saranno macerie materiali.

Ci saranno conseguenze economiche – per gli imprenditori, per i liberi professionisti, per gli stipendiati – che vanno affrontate con il massimo spirito di solidarietà sociale prima che economica.

Ci sarà la consapevolezza che il pianeta è un unico paese e che ciò che accade in Cina ci riguarda direttamente come ciò che accade in Italia riguarda direttamente gli amici cinesi.

Ci sarà la consapevolezza che il Made in Italy incide per almeno un terzo sul PIL e che il turismo rappresenta la spina dorsale del Made in Italy.

Ci sarà la consapevolezza che in Italia è necessario un Ministero del Turismo di grande spessore per rilanciare il Centro Nord e far decollare finalmente in Sud d’Italia.

Ci vuole una progettazione turistica dell’intero territorio, declinata singolarmente per i 20.000 borghi storici e tutti i segmenti di mercato, e una comunicazione assai robusta a partire dallo slogan “Viva l’Italia. L’Italia è Storia. L’Italia è vita”.

Renato Andreoletti