Il Turismo in Italia secondo Google

Il Turismo in Italia secondo Google – Presentiamo una raccolta dei principali eventi raccontati da Emilio De Risi nel suo editoriale “21 Grammi di Turismo“.

Questa settimana abbiamo selezionato per voi :

Nel corso del 2020 c’è stato un radicale cambiamento nella tipologia di destinazioni ricercate, con un’impennata dei viaggi domestici. Sono cresciute le ricerche relative alle case vacanze (29%) e soluzioni flessibili e rimborsabili. Rispetto al 2019 le ricerche web sull’Italia dall’estero sono calate dal 50% al 75%. Le regioni italiane che hanno registrato più interesse dall’estero sono state Veneto, Trentino, Lazio e Friuli-Venezia Giulia.

Come prepararsi alla ripartenza. Nel report Google, viene citato come l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano abbia evidenziato, pur nel quadro di un forte calo, la crescita del canale di prenotazione diretto. Aumenta anche l’interesse a rendere l’esperienza degli ospiti più digitale, grazie a strumenti come check-in online, chat o assistente virtuale

L’Italia registra un triste numero di lavoratori in stand-by

2,96 miliardi ore di cassa integrazione nel 2020. Di queste la maggior parte sono state richieste dal manifatturiero, trasporto aereo e produzione auto. Secondo i dati Inps, elaborati da Il Sole 24 Ore, nei settori del turismo, alberghiero, ristorazione e attività culturali ci sono state meno ore per via dell’alto numero di contratti stagionali e flessibili. 

100 mln di euro per il Baglioni Hotel Luna. Lo storico hotel di Venezia, a un passo da Piazza San Marco, è stato venduto al private equity Reuben Brothers.

Il Turismo diventa un Ministero. La scelta di tornare a un ministero indipendente sembra improntata alla volontà di attribuire un riconoscimento al comparto. Adesso per scorporare il Turismo dal dicastero della Cultura (e renderlo ministero con portafogli) servirà una legge specifica.

Notizie dal Mondo

Marriott spinge sull’all-inclusive grazie a un accordo con la Blue Diamond Resorts, che le permetterà di aggiungere al brand Autograph Collection nuovi resort in Messico, Caraibi e Costa Rica per un totale di più di 7.000 camere.

Negli Stati Uniti nel 2020, il golf è cresciuto del 13% con un una punta massima mensile del 57%. Come racconta Travel Weekly, secondo le associazioni di riferimento molti dei nuovi golfisti sono millennials e vorranno poter giocare anche in viaggio. Che il turismo golfistico possa contribuire alla ripresa?

Il capodanno lunare, l’evento che fa spostare più persone al mondo, è stato oscurato dal covid-19: secondo la Cnn, la Cina quest’anno ha predisposto rigide restrizioni per scoraggiare gli spostamenti interni al paese.

Pillole di Marketing legate al Turismo

Bluvacanze diventa lilla. Il gruppo sponsorizzerà la stazione nei pressi del suo nuovo quartier generale: la fermata Lotto della Metro 5 di Milano, la lilla. L’accordo pubblicitario sarà di solo naming, senza nessuna vestizione pubblicitaria della stazione.

Manovre sui programmi fedeltà. Best Western Hotels & Resort ha annunciato che dimezzerà il numero di room night e punti necessari a raggiungere i vari status Elite del programma rewards della compagnia.

Pe restare aggiornati sul mondo del Turismo in Italia visto da Emilio De Risi, segui il tag, https://www.airaonline.it/tag/21-grammi-di-turismo/




Italia, Google, Mondo

Presentiamo un articolo a cura di Emilio Risi, redazione 21 grammi di turismo su alcuni fatti interessanti legati al mondo dell’hospitality.

Italia: il turismo secondo Google

Nel corso del 2020 c’è stato un radicale cambiamento nella tipologia di destinazioni ricercate, con un’impennata dei viaggi domestici. Sono cresciute le ricerche relative alle case vacanze (29%) e soluzioni flessibili e rimborsabili. Rispetto al 2019 le ricerche web sull’Italia dall’estero sono calate dal 50% al 75%. Le regioni italiane che hanno registrato più interesse dall’estero sono state Veneto, Trentino, Lazio e Friuli-Venezia Giulia.

Come prepararsi alla ripartenza. Nel report Google, viene citato come l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano abbia evidenziato, pur nel quadro di un forte calo, la crescita del canale di prenotazione diretto. Aumenta anche l’interesse a rendere l’esperienza degli ospiti più digitale, grazie a strumenti come check-in online, chat o assistente virtuale (sì, proprio come Scrollidea).

Italia

2,96 miliardi ore di cassa integrazione nel 2020. Di queste la maggior parte sono state richieste dal manifatturiero, trasporto aereo e produzione auto. Secondo i dati Inps, elaborati da Il Sole 24 Ore, nei settori del turismo, alberghiero, ristorazione e attività culturali ci sono state meno ore per via dell’alto numero di contratti stagionali e flessibili. 

100 mln di euro per il Baglioni Hotel Luna. Lo storico hotel di Venezia, a un passo da Piazza San Marco, è stato venduto al private equity Reuben Brothers.

La gestione resterà alla famiglia Polito, che grazie a quest’accordo di lease back disporrà di notevoli flussi per adeguare la struttura agli standard internazionali e alleggerire la pressione fiscale in un momento così delicato.

Il Turismo diventa un Ministero. La scelta di tornare a un ministero indipendente sembra improntata alla volontà di attribuire un riconoscimento al comparto. Adesso per scorporare il Turismo dal dicastero della Cultura (e renderlo ministero con portafogli) servirà una legge specifica.

Mondo

Marriott spinge sull’all-inclusive grazie a un accordo con la Blue Diamond Resorts, che le permetterà di aggiungere al brand Autograph Collection nuovi resort in Messico, Caraibi e Costa Rica per un totale di più di 7.000 camere.

Al momento gli hotel manterranno le rispettive identità, la conversione di marchio dovrebbe essere completata entro il 2025.

Negli Stati Uniti nel 2020, il golf è cresciuto del 13% con un una punta massima mensile del 57%. Come racconta Travel Weekly, secondo le associazioni di riferimento molti dei nuovi golfisti sono millennials e vorranno poter giocare anche in viaggio. Che il turismo golfistico possa contribuire alla ripresa?

Il capodanno lunare, l’evento che fa spostare più persone al mondo, è stato oscurato dal covid-19: secondo la Cnn, la Cina quest’anno ha predisposto rigide restrizioni per scoraggiare gli spostamenti interni al paese.




Usa | Italia | Passaporto sanitario | Dark Tourism

Presentiamo un articolo a cura di Emilio De Risi che ha lanciato un nuovo progetto editoriale “21 Grammi di Turismo”, una newsletter settimanale che seleziona, sintetizza e racconta i fatti più interessanti dell’industria turistico alberghiera.

Stati Uniti

Sposarsi a New York… Il Governatore Cuomo ha annunciato che entro il 15 marzo consentirà i ricevimenti fino a 150 ospiti, alzando l’attuale numero massimo di 50 persone.

Ci saranno delle restrizioni: i matrimoni dovranno essere approvati dal dipartimento sanitario locale; saranno consentite al massimo 150 persone (o il 50% della capacità della sede se inferiore) e bisognerà fornire test covid-19 negativo.

Pare possa essere una prova generale per la riapertura degli eventi live al coperto. Un segnale d’ottimismo, ma resta la preoccupazione sulla capacità di mantenere gli standard di sicurezza richiesti.

Italia

Zone gialle e riaperture. Agli Uffizi si aggiungono altri importanti musei come il Cenacolo Vinciano, la Pinacoteca di Brera a Milano e le Gallerie d’Italia a Milano, Napoli e Vicenza. A questi, dal 15 febbraio, potrebbero accodarsi gli impianti sciistici sui quali peserà una delle prime scelte del nuovo governo: la revoca del divieto di spostamento tra le regioni.

Non chiedere lo stato di crisi è stato un errore e adesso, secondo il Sole 24 Ore, bisogna puntare su strumenti efficaci. Eccoli:

A) Portare i finanziamenti previsti ex art.13 decreto Liquidità da 6 anni a 12 anni (poiché molti non saranno rimborsati dalle aziende);

B) Lanciare misure di medio-lungo periodo come il bond turismo a 20 anni a tasso ridotto (con garanzia dello Stato);

C) Prevedere l’esonero contributivo per tre anni (se il fatturato 2020 è inferiore del 50% allo stesso periodo del 2019);

D) Inserire più risorse nel Recovery fund;

E) Lanciare una politica del lavoro che non si fermi alla cassa integrazione ma punti alla formazione.

Europa

In Danimarca si lavora a un passaporto che dimostri le vaccinazioni. Il documento dovrebbe essere pronto entro la primavera e secondo il ministro delle finanze danese aiuterà a favorire il business travel

L’Estonia ha dichiarato che consentirà ai passeggeri che esibiranno prova della vaccinazione covid-19 di evitare la quarantena.

Nel frattempo la Commissione europea sta valutando delle proposte relative al rilascio di certificati di vaccinazione che aiutino i viaggiatori a muoversi e a stimolare il settore turistico.

Passaporto d’Immunità

Se ne parlò già durante la prima ondata e oggi, come racconta il Post, IATA (International Air Transport Association), IBM e World Economic Forum stanno lavorando ad applicazioni che certifichino le vaccinazioni.

Eppure qualcosa di condiviso già c’è. La tessera gialla (certificato internazionale di vaccinazione e profilassi) è un documento rilasciato dalla OMS o dalle autorità sanitarie nazionali che certifica la vaccinazione per specifiche malattie ed è obbligatoria per entrare in alcuni paesi.

Pur restando i timori sulla durata dell’immunità e la contagiosità dopo il vaccino, probabilmente sarebbe giusto proseguire nella direzione di uno standard condiviso come quello della tessera gialla.

Dark Tourism: una riflessione

Qual è il confine tra imparare, rendere omaggio e trasformare il luogo di un dramma in un parco a tema? Lonely Planet prova a dare qualche spunto: limitare i selfie (si concentrano sul soggetto fotografato più che sul luogo); rispettare in modo scrupoloso le indicazioni del posto visitato; evitare pose ambigue mentre si fanno fotografie.

Forse sono solo consigli di buon senso, ma è giusto ricordare che esistono modi sbagliati di visitare un luogo. La storia è fatta anche di tragedie: sta ai viaggiatori e a chi progetta il turismo approcciarle con etica, rispetto e delicatezza.

Vi terremo aggiornati con altri utili spunti… nel frattempo, vi invitiamo a registrarvi al Tag 21 grammi di turismo




Dall’undertourism ai viaggi last second: 9 trend del settore travel per prossimi mesi

Presentiamo un articolo a cura di Antonio Leggieri, redazione Forbes.it sui trend turistici del prossimo periodo.

L’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano ha attestato nel 2020 un calo del 60% (oltre 9 miliardi di euro) della componente digitale del mercato del travel italiano rispetto all’anno precedente. Ma cosa succederà nel 2021? Quali le tendenze? Ecco alcuni trend che si potrebbero riscontrare per i prossimi mesi.

1. Uno degli effetti benefici della pandemia sarà il consolidamento dell’undertourism, la tendenza a privilegiare mete poco frequentate o scoprire posti nuovi in quelle mainstream. Travolte dagli enormi afflussi pre-Covid, molte grandi città stanno consolidando le proprie strategie per il post-emergenza. Nel 2022 Amsterdam chiuderà o limiterà l’ingresso nei coffee-shop ai turisti stranieri. Quando torneranno in auge le crociere, Dubrovnik manterrà gli ingressi contingentati alla città vecchia. E in Italia? Il cervellone tecnologico installato nel 2020 sull’Isola veneziana del Tronchetto diventerà sempre più centrale nel restituire in tempo reale il numero, gli spostamenti, la nazionalità dei turisti in città e persino la loro propensione al mordi e fuggi o, di gran lunga più apprezzato in laguna, all’overnight in hotel. E a proposito di undertourism: in primavera sarà lanciato il portale a tema click-it.it.

2. A breve si creeranno nuovi corridoi aerei tra destinazioni, come quello che ha permesso, fino allo scoppio della variante, ai turisti inglesi di volare a Dubai senza alcuna quarantena. La città araba è una delle poche destinazioni al mondo con frontiere aperte: per entrare basta presentare un test Pcr negativo al Covid effettuato entro 96 ore prima della partenza e attestare che si viaggia per lavoro. A oggi a Dubai sono state somministrate due milioni di dosi di vaccino su una popolazione di 10 milioni di persone: se si continuerà di questo passo l’immunità di gregge sarà raggiunta nel giro di pochi mesi, un volano enorme per l’incoming internazionale. Altri Paesi, come lo Sri Lanka e le Seychelles, dove la vaccinazione di massa si chiuderà a marzo, stanno già pianificando l’accoglienza estiva.

3. Esclusa l’ipotesi di una nuova forte ondata della pandemia e di numerose zone rosse, le navi da crociera riprenderanno il mare a breve. Dice a Forbes Italia Leonardo Massa, country manager per l’Italia di Msc Crociere: “Siamo ripartiti il 24 gennaio con la nostra ammiraglia Grandiosa, finalmente dopo tanti mesi cominciamo a vedere un importante volume di prenotazioni per l’estate”. La Grandiosa, una delle poche navi al mondo in attività, sulla tratta mediterranea Genova-Palermo-La Valletta ospita in questi giorni mille passeggeri, contro i 3-400 di dicembre. “Ritiriamo oggi (1 febbraio, ndr) in Francia la nostra nuova nave Virtuosa e confermiamo la programmazione di tutta la nostra flotta a partire dalla primavera” conclude Massa.

4. Il last minute (viaggi entro due settimane dalla prenotazione) sarà in parte rimpiazzato dal last second (viaggi entro una settimana dalla prenotazione) su mete non pianificate di corto e medio raggio. Dal Rapporto Upgrade 2021 di Hotels.com risulta che quest’anno il 92% degli intervistati sarà più impulsivo che mai nelle scelte, anche se è notizia recente che sul portale EasyJet le prenotazioni per l’estate sono schizzate al +250% rispetto allo scorso anno. “La gente vuole tornare a viaggiare il prima possibile” afferma l’ad di EasyJet, Johan Lundgren. E – aggiungiamo – pur di sperarci, è disposta a prenotare viaggi che potrebbero non finalizzarsi.

5. Anche il 2021 sarà un anno di turismo di prossimità. Stefano Pompili, direttore generale di Veratour – tour operator romano che punta sui villaggi per ospiti di fascia medio-alta – fa il punto: “La stagione decollerà da giugno e vedrà come protagonista il turismo di vicinanza. A partire dallo scorso settembre abbiamo aggiunto alla nostra programmazione italiana quattro nuove strutture (a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna; a Tropea, in Calabria; nel Salento, a Marina di Ugento; infine, un villaggio a 5 stelle in Sicilia, vicino Cefalù, ndr) che si aggiungeranno ai sei attuali villaggi”. L’anno scorso nei tre mesi estivi Veratour ha movimentato 20mila persone, perlopiù repeaters; numeri contenuti rispetto ai consueti 200mila turisti annui, ma Pompili è moderatamente ottimista: “Le nuove strutture italiane non sono particolarmente grandi, questo ci aiuterà nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Le previsioni sono di avere tassi di occupazione dell’80-90%”.

6. Con l’inesorabile aumento dello smart working, aumenterà la propensione per la formula ibrida viaggio e lavoro. Le alternative per i nomadi digitali sono molteplici: una casa in campagna (motori di ricerca come Vrbo hanno adeguato i loro standard di sicurezza), una crociera (MSC Crociere propone offerte ad hoc come smartworking@sea), una permanenza in hotel con Medical Spa per cancellare un po’ di stress da reclusione (consigliato Villa Eden di Merano) o un trasferimento ai Caraibi per lavorare vista spiaggia (l’isola Covid-free di Anguilla offre visto di un anno al prezzo di 1.694 euro, inclusivo di test e alloggio per eventuale quarantena).

7. Meno quantità, più esperienzialità e sostenibilità. Sono passati poco più di tre anni da quando, nel 2017, dalla Svezia cominciò a diffondersi il virus buono della flygskam, la vergogna di volare provocata dagli aerei e dai loro enormi scarichi inquinanti. Nel 2019, secondo il Sustainable Travel Report di Booking.com, dieci milioni di utenti Skyscanner hanno preferito volare con compagnie che hanno dichiarato emissioni ridotte di CO2, mentre il 68% ha manifestato il desiderio di investire su esperienze di viaggio che coinvolgono la popolazione locale. Secondo alcuni addetti ai lavori, queste tendenze sono il risultato del rigurgito da overtourism pre-Covid e del bisogno di autenticità, bene sempre più prezioso in questi tempi.

8. I Big Data daranno una mano agli albergatori, una delle categorie più martoriate dal blocco mondiale degli spostamenti. Google, assieme al ministero per i Beni culturali e il Turismo (Mibact) e ad altre organizzazioni nazionali e internazionali, ha battezzato la piattaforma Hotel Insights, che offre gratuitamente ai lavoratori dell’hospitality informazioni utili sulle preferenze dei potenziali clienti e guide per rendere più performanti i siti web delle loro strutture, molti dei quali sono fermi all’età della pietra, se paragonati a giganti acchiappa-prenotazioni come Booking & Co. Da un primo utilizzo della piattaforma traspare, per tutte le principali destinazioni turistiche italiane, un calo di interesse attuale tra il 50 e il 75%.

9. Gli spostamenti seguiranno, infine, le dinamiche di familiarità e sicurezza: più o meno prossime che siano, sceglieremo destinazioni che conosciamo già o che percepiamo come sicure considerato che – stima l’OMS – il 48% dei viaggiatori teme il rischio di quarantena tanto quanto il virus. Emirates è tra le prime compagnie al mondo ad offrire una copertura totale gratuita ai propri passeggeri (spese mediche fino a 150mila euro e 100 euro al giorno di costi di quarantena, per due settimane), in caso di positività all’arrivo, indipendentemente da classe di viaggio e destinazione. La compagnia di bandiera degli Emirati Arabi è antesignana anche nel rodaggio dello IATA Travel Pass, il nuovo passaporto sanitario digitale.




Il turismo cambia rotta: ora il prezzo non basta

Presentiamo un articolo a cura della redazione di TTG Italia.com sui nuovi Trend del turismo.

Gli ultimi 20 anni della storia del turismo sono stati una corsa disperata alla ricerca del prezzo più basso. La concorrenza si è fatta via via più spietata, trascinando ogni settore (dal trasporto aereo alla distribuzione) in una competizione dove era la tariffa finale a dominare. Tutto questo, però, potrebbe essere sul punto di finire.

Il Covid ha stravolto l’economia in generale e il turismo in particolare. E in questo secondo caso potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri.

Secondo una ricerca realizzata da AllClear Travel Insurance, ripresa da travelmole.com, per i viaggiatori la sicurezza e la qualità sono più importanti del prezzo. Per il 44% degli intervistati, infatti, è proprio l’aspetto sanitario il più importante. Molto più della tariffa finale.

Se il trend si dovesse confermare nel medio periodo, per gli schemi del business si potrebbe rivelare un drastico cambio di rotta. E per molte aziende questo potrebbe voler dire rivedere completamente il business model. Perché se è vero che una maggiore propensione alla spesa a fronte di un prodotto di qualità può favorire una redditività più marcata è anche vero che le strategie aziendali negli ultimi anni sono state volte a ottimizzare le tariffe finali e battere la concorrenza.

Ma i cambiamenti potrebbero avvenire anche sul fronte delle destinazioni, dal momento che l’orientamento non sarebbe più sulle mete economiche ma su quelle che garantiscono gli standard più alti.

La rivoluzione potrebbe essere appena iniziata.




Arriva Hotel Insights, la piattaforma per gli albergatori

Presentiamo un articolo a cura della redazione di Forbes.it sull’importanza delle nuove piattaforme digitali per la ripresa del turismo.

Una piattaforma a disposizione degli albergatori, pensata per spingere la ripresa del turismoGoogle ha scelto l’Italia per il primo lancio locale di Hotel Insightsun nuovo strumento che offrirà agli operatori informazioni e risorse – senza costi – per intercettare la domanda potenziale del settore.

“La trasformazione digitale è indispensabile per soddisfare il bisogno di crescita economica a cui l’Italia si trova di fronte”, ha dichiarato Fabio Vaccarono, vicepresidente di Google. “Abbiamo deciso di supportare il Paese con il nostro piano ‘Italia in digitale’.

Hotel Insights conferma questo impegno e lo fa con particolare attenzione al turismo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia. Vuole fornire agli operatori strumenti, risorse e progetti di formazione specifici, per farsi trovare pronti quando si tornerà a viaggiare”.

La piattaforma è stata presentata assieme al ministero per i Beni culturali e il Turismo (Mibact), all’Agenzia nazionale del turismo e all’Organizzazione mondiale del turismo, oltre a Confindustria alberghi, Federalberghi e Federturismo Confindustria. Metterà a disposizione, tra l’altro, anche un programma di formazione dedicato ai professionisti. Permetterà di ottenere informazioni sulle ricerche compiute dai potenziali turisti e sulla loro provenienza. Google Hotel Insights darà suggerimenti su come sfruttare i dati e sviluppare la conoscenza di strumenti e asset digitali utili alla propria attività.

“L’intuizione di una piattaforma per sostenere i nostri alberghi contribuirà alla ripartenza del turismo, in una fase di maturazione dell’offerta”, ha assicurato Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria al turismo del Mibact. “Poter contare su strumenti digitali davvero innovativi significa anche consolidare il ruolo delle destinazioni turistiche di domani, le cosiddette smart destination, in cui la tecnologia gioca un ruolo centrale per migliorare la vita dei turisti, ma anche dei residenti. I dati diventano così uno strumento per un utilizzo più attento e responsabile delle risorse. Il turismo diventa più maturo e sostenibile”.

Le aziende capaci di accelerare la trasformazione digitale e la transizione alla sostenibilità saranno le prime a uscire dalla crisi provocata dal Covid e potrebbero addirittura uscirne rafforzate. È il principale risultato di uno studio presentato da Accenture al World economic forum di Davos, condotto tramite interviste a oltre 4mila dirigenti di aziende di 13 paesi, operative in 19 settori e con ricavi superiori al mezzo miliardo di dollari all’anno. I leader delle imprese con base in Europa, in particolare, prevedono di tornare ai livelli di redditività pre-pandemia in circa 18 mesi.

Il 49% dei dirigenti intervistati ha registrato ricavi e profitti in calo negli ultimi 12 mesi e non prevede miglioramenti entro la fine dell’anno. Un altro 19% ha dichiarato di avere ottenuto ottimi risultati finanziari, ma di aspettarsi una flessione nel 2021. Il restante 32% – quello che lo studio definisce come “leader di domani” – è convinto che i profitti cresceranno nei prossimi 12 mesi.

La ricerca conclude che le imprese all’avanguardia nell’adozione del digitale e della sostenibilità hanno probabilità due volte e mezzo maggiori rispetto alle concorrenti di essere “leader di domani”.

“La trasformazione digitale ha caratterizzato il secondo decennio del XXI secolo”, ha affermato Jean-Marc Ollagnier, amministratore delegato di Accenture Europa. “Le società che si sono adeguate rapidamente e su grande scala sono risultate vincenti. Il nuovo decennio porterà un’altra ondata di cambiamenti, definiti dalla transizione alla sostenibilità. Il modo in cui le imprese sapranno attuare una strategia congiunta determinerà la rapidità con cui usciranno dalla crisi”.

Lo studio evidenzia anche come il 45% delle aziende stia dando la priorità agli investimenti sia nel digitale, sia nella sostenibilità. Il 40% prevede, in particolare, di puntare sull’intelligenza artificiale, il 37% sul cloud. Il 31% sta utilizzando risorse per creare modelli di business orientati alla sostenibilità.

A livello continentale, il 45% delle imprese è convinta di realizzare i suoi obiettivi di crescita per il 2021. Le più ottimiste sono le aziende britanniche (59%), francesi (52%) e tedesche (51%). Il pessimismo domina invece in Italia (34%) e in Spagna (31%).

“Anche le aziende che riconoscono le opportunità che derivano dall’accelerazione della transizione al digitale e alla sostenibilità incontrano ostacoli lungo il percorso”, ha commentato Fabio Benasso, presidente e amministratore delegato di Accenture Italia. “Tra le sfide principali figurano la definizione di un modello di business efficace per realizzare prodotti sostenibili, la liberazione di risorse e la capacità di passare rapidamente da progetti pilota a iniziative su larga scala”.

Oltre a delineare l’importanza della cosiddetta “twin transformation”, lo studio ne illustra anche i passaggi fondamentali.

  • Favorire modelli di business orientati alla sostenibilità e abilitati dalla tecnologia. I leader della “twin transformation” generano in questo modo più del 10% dei loro ricavi.
  • Unire le risorse per trasformare le applicazioni tecnologiche in pratiche sostenibili. I leader della trasformazione congiunta allocano oltre il 10% dei ricavi annui in ricerca e sviluppo.
  • Guidare, abilitare e coltivare il talento. I leader della “twin transformation” garantiscono il continuo livello di occupazione delle proprie risorse e si impegnano nella loro riqualificazione e aggiornamento.

“C’è un motivo per cui il dna ha la forma di una doppia elica”, ha aggiunto Benasso. “La struttura a spirale della molecola fondamentale della vita è di importanza critica per la replica, l’adattamento e la crescita. Trovo che questa sia una metafora potente anche per le imprese che si trovano nel mezzo di due trasformazioni parallele, quella digitale e quella della sostenibilità. Le aziende che continueranno a percorrere strade già battute saranno spettatrici impotenti, in uno scenario in cui i loro concorrenti diventeranno sempre più competitivi e dinamici. Dovranno perciò seguirne l’esempio e liberare il valore della fusione tra le tecnologie più innovative e due dei tradizionali punti di forza dell’Europa: sostenibilità e solidarietà”.

Prendete 2.500 under 30 con 2.500 idee visionarie per il futuro della mobilità e metteteli a confronto. Questo è Visionary Days, innovativo format ideato da Carmelo Traina (26 anni), prodotto da giovani per altri giovani e sponsorizzato da Stellantis per scovare le idee che possano migliorare la qualità della nostra vita quando ci muoviamo, estendendo i confini della mobilità come la conosciamo. L’ultima edizione, la terza, si è svolta lo scorso novembre, quando persone con differenti background si sono incontrate virtualmente per discutere dei cambiamenti in corso sul nostro pianeta e su come dare un nuova forma al futuro, individuando le nuove frontiere tracciate dalla globalizzazione e dalla rivoluzione tecnologica in atto.




MyStay: ideale Guest Experience Platform

Presentiamo l’articolo di Luisa Rellini relativo a MyStay, la Guest Experience platform ideale per la gestione delle procedure di reception e concierge.

Prima di accettare l’incarico, ho pensato di analizzare tutti i benefit dei quali si può godere… Sono lieta presentare MyStay, ovvero uno strumento di ricevimento senza contatto

Soluzione che aumenterà i tuoi servizi e i tuoi ricavi ad un livello nuovo, più snello, con tempi di attesa azzerati e dove si potrà gestire il rapporto con l’ospite in modo altrettanto professionale ed invitante.

MyStay è un software rivolto sia agli albergatori, host ma naturalmente anche ai viaggiatori.

MyStay è stato pensato per accogliere ed accompagnare il proprio ospite dal momento della prenotazione fino a dopo il soggiorno. Utilizzabile da qualsiasi device, naturalmente anche in formato app per i dispositivi iOS e Android. Software per le strutture ricettive che entra direttamente nello smartphone dei viaggiatori per offrire un efficiente servizio di Reception e Concierge in one place.

Lo sapevi che la situazione post Covid19 ha inesorabilmente cambiato le cose? Vediamo alcuni aspetti :

  • L’occupazione media di hotel è pari a 8%
  • Il servizio di upselling online è aumentato fino a 9 volte
  • Il tempo di permanenza in reception per il check-in è pari a 5 minuti
  • L’85% degli ospiti preferisce e richiede il check-in online

Preferisco non approfondire il discorso relativo al costo del personale o a quanto è stato sacrificato in questo 2020 così faticoso e 2021 tutto da ripensare…

MyStay è uno strumento 5-in 1, ovvero uno strumento globale o Guest Experience Manager che collega le strutture ricettive alberghiere o extralberghiere con i loro ospiti dopo la prenotazione e rende i processi di accoglienza senza contatto (c.d. contactless).

Le 5 funzioni che svolge sono :

  • Comunica
  • Check-in online
  • Informa
  • Processi di upselling
  • Check-out online

Vantaggi da evidenziare utilizzando un sistema di questo tipo:

  1. Automatizza la tua reception
  2. SMS automatici per informare ed invogliare il tuo ospite fino all’arrivo (introduzione, servizi utili, offerte di upselling ecc)
  3. Check-in online, tutto in 1 click
  4. Informazioni utili e dettagliate su sicurezza e misure di prevenzione adottate con orari ecc
  5. Check-out online, con pagamento online ed invio ricevuta o fattura per email
  6. Gestione dati ed interessi personalizzati per ospite: Più informazioni hai, maggiori opportunità puoi avere perchè il tuo ospite riceva quanto si aspetta o anche più dell’atteso
  7. Personalizzazione offerta con un catalogo smart digitalizzato e periodicamente aggiornato
  8. Recensioni dai tuoi ospiti : sempre molto utili per aumentare e migliorare i servizi
  9. Migliora il tuo revenue con i tuoi servizi di Upsell : cosa offri in più? Qualche esempio potrebbe essere magari l’early check-in o il check-out tardivo, room service, transfer e parking, speciali e preziosi pensati apposta per il tuo ospite (online shop, souvenir o pensiero personalizzato, anniversario ecc)
  10. Gestione dei promemoria digitalizzati: quante cose possono servire al nostro ospite? Quali sono le tue richieste primarie e quali ti immagini che il tuo ospite richieda? Anticipa le domande… tutto nelle FAQ
  11. Crea la tua pagina personalizzata su App con info e sfizi creativi
  12. Offri un servizio utile H24, così che il tuo o ospite sappia che può sempre contare su un aiuto anche quando non vi è personale di reception in servizio

Che altro?

Integrabile con più di 40 PMS … è solo da provare o richiedere maggiori informazioni per quanto concerne installazione, creazione materiale e contenuti nonchè costi.




Le nuove indennità

Presentiamo le prime indicazioni sulle indennità previste dal decreto-legge 30 novembre 2020, n. 157 stabilite da INPS e dal direttore generale Gabriella Di Michele.

Il decreto-legge 30 novembre 2020, n. 157, recante “Ulteriori misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ha previsto – in continuità con le misure di cui al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, al decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, al decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, e di cui al decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 – ulteriori misure finalizzate al sostegno di alcune categorie di lavoratori le cui attività lavorative sono state colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.

In attesa della pubblicazione dell’apposita circolare dell’Istituto, con la quale verranno fornite nel dettaglio le novità legislative del richiamato decreto-legge n. 157 del 2020, nonché le istruzioni operative per l’attuazione delle stesse, con il presente messaggio si forniscono alcune prime informazioni in ordine alle misure e alle indennità introdotte dal decreto-legge medesimo, nonché in ordine ai termini – previsti a pena di decadenza dallo stesso decreto – di presentazione delle domande per l’accesso alle indennità a favore dei lavoratori tutelati.

L’articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 157 del 2020 ha previsto l’erogazione di un’ulteriore indennità una tantum dell’importo pari a 1.000 euro a favore dei soggetti già beneficiari dell’indennità di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge n. 137 del 2020.

In ragione di detta previsione, l’Istituto provvederà ad erogare automaticamente – senza che si richieda la presentazione di apposita domanda – la predetta indennità a favore dei lavoratori appartenenti alle seguenti categorie, qualora gli stessi siano stati già beneficiari dell’indennità di cui al richiamato articolo 15, comma 1:
lavoratori stagionali e lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
lavoratori intermittenti;
lavoratori autonomi occasionali;
lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
lavoratori dello spettacolo.

Il medesimo articolo 9 del decreto-legge n. 157 del 2020 ha altresì previsto il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva a favore dei lavoratori appartenenti alle categorie di cui sopra che non hanno già beneficiato dell’indennità di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge n. 137 del 2020, prevedendo per ciascuna categoria requisiti specifici per l’accesso alle
indennità di cui trattasi, nonché la presentazione di apposita domanda all’INPS.

Considerato, infine, che il decreto-legge n. 157 del 2020 ha fissato i termini di presentazione delle domande per l’accesso alle indennità dallo stesso introdotto e ha altresì previsto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande per l’accesso alle indennità di cui
all’articolo 9 del decreto-legge n. 104 del 2020, si riportano di seguito tutti i termini entro i quali è possibile presentare le domande per l’accesso alle indennità di cui al decreto-legge n.157 del 2020, di cui al decreto-legge n. 137 del 2020, nonché per l’accesso alle indennità di cui al decreto-legge n. 104 del 2020.

  1. Domande indennità di cui all’articolo 9, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto-legge n. 157 del 2020: termine di presentazione 15 dicembre 2020.
    Il rilascio del nuovo servizio per la presentazione delle suddette domande verrà reso noto con apposita comunicazione sul sito dell’Istituto.
  2. Domande indennità di cui all’articolo 15, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto-legge n. 137 del 2020: termine di presentazione 18 dicembre 2020.
  3. Domande indennità di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 104 del 2020: termine di presentazione 15 dicembre 2020.
    Con riferimento ai servizi telematici di presentazione delle domande di cui ai precedenti punti 2 e 3, si fa presente che gli stessi sono già attivi e disponibili nel sito internet dell’Istituto.




Parte il Piano “Italia Cashless”

Presentiamo un articolo pubblicato sul sito www.governo.it sul Cashless.

Italia Cashless è il piano messo a punto dal Governo per incentivare l’uso di carte di credito, debito e app di pagamento, per modernizzare il Paese e favorire lo sviluppo di un sistema più digitale, veloce, semplice e trasparente. Ogni piccola spesa quotidiana può diventare un guadagno.

Già a partire dall’8 dicembre e fino al 31 dicembre, con Extra Cashback di Natale, sono sufficienti 10 acquisti con carte di credito, carte di debito, bancomat e Satispay per ottenere il 10% di rimborso, fino a un massimo di 150 euro, da accreditare nei primi mesi del 2021.

Con il cashback, a partire dal 1 gennaio 2021, si ottiene il rimborso del 10% sull’importo degli acquisti effettuati con carte o app di pagamento in negozi, bar, risoranti, supermercati, grande distribuzione, artigiani e professionisti. Non c’è un importo minimo di spesa ed è possibile ottenere rimborsi fino a 300 euro l’anno. Ogni 6 mesi, se si effetuano un minimo di 50 pagamenti si riceverà il 10% dell’importo speso, fino ad un massimo di 150 euro di rimborso complessivo. Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 Euro.

Per partecipare è necessario avere SPID o la Carta d’Identità elettronica (CIE)

Per tutte le informazioni e le modalità di partecipazione visitare il sito www.cashlessitalia.it




Richiesta incontro urgente con Nunzia Catalfo

Richiesta incontro urgente con l’ Onorevole Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro e Politiche Sociali.

Siamo lieti condividere questa lettera di confronto inviata dal Presidente Solidus Francesco Guidugli.

Augurandoci di ricevere quanto prima un qualche riscontro, alleghiamo la Lettera inviata dal Presidente Solidus F. Guidugli in data 23 Novembre 2020.




Destination

Destination è il primo modulo formativo previsto per Gennaio 2021, a partire dalle ore 19.00

Il programma prevede 4 moduli da 1 ora ciascuno così composto :

  • 7 Gennaio : L’ambasciatore territoriale, a cura di Nicola Guariglia.
  • 14 Gennaio : Storytelling del territorio – come vendere di più e meglio le esperienze del territorio, a cura di Concetta D’Emma.
  • 21 Gennaio : La Destinazione – come, quando e perchè, a cura di Gianfranco Rondi.
  • 28 Gennaio : La Promozione territoriale – Il tour operator post Covid, a cura di Mino Reganato


Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Destination vi guida verso una buona promo-commercializzazione della propria destinazione con tanti utili spunti e strumenti web.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Gennaio 2021.

Non mancate!




Big data e intelligenza artificiale per rilanciare il turismo

Presentiamo un articolo di Roberta Milano, Tourism digital strategist Associazione Copernicani di Network Digital 360

Già prima del covid il digitale era considerato un driver fondamentale per il turismo, in tutte le fasi del viaggio. A maggior ragione oggi, il settore ha bisogno di indicatori e informazioni in tempo reale per prevedere scenari, evoluzione dei comportamenti e attuare le opportune strategie.

Il turismo è uno dei settori più colpiti dall’attuale crisi. Purtroppo, è una delle poche certezze che abbiamo in questo periodo. Viaggi, ristorazione, esperienze e servizi complementari, pernottamenti, voli, agenzie di viaggio, ma anche eventi, congressi, fiere, spettacoli e cultura stanno soffrendo una crisi senza precedenti. L’elenco sarebbe lunghissimo.

I turisti torneranno, ma c’è il rischio che l’offerta sia sempre più gestita dai colossi del digitale, con profitti sempre più risicati per gli operatori del settore nostrani. Ecco perché serve subito un piano Turismo 4.0, focalizzato sull’analisi dei dati e in grado di dare una visione di lungo termine che permetta al paese di essere competitivo rispetto a realtà, come la vicina Spagna, con una più veloce capacità di reazione.

L’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) prevede un calo complessivo mondiale del 70% per tutto il 2020 e un ritorno ai livelli del 2019 in termini di arrivi internazionali previsto per il 2023, con un range dai 2 ai 4 anni a seconda dei diversi scenari che si manifesteranno e delle diverse aree geografiche.

A differenza del senso comune, in Italia soprattutto, dove viene spesso associato al divertimento, all’effimero, al non essenziale, il turismo è una vera e propria industria che dà lavoro a molte famiglie. Il suo apporto all’economia non è affatto marginale: vale circa il 13% del nostro PIL, il 14,9% dell’occupazione e il 7,9% dell’export totale (World Travel & Tourism Council, Economic Impact Report 2019).

La situazione 2020 è molto diversa. Durante la recente Fiera Internazionale di Rimini, TTG Travel Experience, l’unica fiera internazionale tenutasi con grande coraggio in tutta Europa, sono stati presentati dati che fotografano una realtà italiana drammatica. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, nel secondo trimestre 2020 il Turismo è stato uno dei settori più gravemente colpiti dalla crisi; in particolare le agenzie di viaggio hanno registrato un -93% di fatturato, la ristorazione -66%, sport, cultura e intrattenimento -60% e ospitalità -58%. L’ Ecommerce Travel degli operatori con sede in Italia è calato del -56% e sceso a un valore complessivo di 4,8 miliardi di euro. Se la seconda metà dell’anno si era aperta con un moderato ottimismo vista la timida ma costante ripresa dell’estate, l’attuale seconda ondata che sta attraversando l’Europa non lascia spazio a buone previsioni.

Già prima della pandemia il digitale era considerato un driver fondamentale, dilatando la sua importanza a tutte le fasi del viaggio, dalla prenotazione prima di partire alla consultazione (mappe, siti, acquisti, marketing di prossimità) durante la vacanza. A maggior ragione oggi. La pandemia ha, infatti, determinato una forte accelerazione digitale della domanda e dell’offerta. Secondo un sondaggio McKinsey, in Europa le aziende hanno vissuto in pochi mesi una trasformazione digitale equivalente a tre anni nelle relazioni con i clienti e di sette anni nell’adozione interna di prodotti e tecnologie digitali.

Il tema è quindi quanto mai strategico per prepararsi alla ripresa in un mercato turistico che sarà completamente diverso per flussi, distribuzione, comportamenti, rapporti di forza e player.

Purtroppo, l’Italia scontava e sconta l’arretratezza tecnologica e digitale ben evidenziata dal Digital Economy and Society Index DESI[: siamo al 25° posto, perdendo una posizione, nell’indice generale 2020 e addirittura all’ultimo posto (28°) per “human capital”. Ciò significa che mancano ancora delle competenze digitali di base, anche nel turismo.

Se per alcuni settori l’impatto del Covid-19 può tradursi in un “semplice” calo delle vendite e in lievi variazioni delle preferenze, per turismo ed enogastronomia la crisi è totale in quanto riguarda contemporaneamente sia la domanda sia l’offerta. L’estate è stata un piccolo test di cosa servirà in futuro: con un turismo straniero a lungo raggio totalmente assente (pensiamo ai turisti USA che erano il primo mercato in molte zone, soprattutto nelle città d’arte), un turismo principalmente domestico, una piccola quota di clientela estera influenzata in primo luogo dalla prossimità (Germania, Svizzera, Francia), la scelta prevalente dell’auto come mezzo di trasporto, la scomparsa quasi totale del turismo business causa smartworking e annullamento eventi (la città di Milano sta subendo un impatto profondo e prevedibilmente duraturo), ogni vecchio posizionamento è saltato. Le ricerche, i dati e le strategie pre-pandemia sono diventate quasi carta straccia, nel senso che hanno perso il valore di riferimento statistico o predittivo. Abbiamo un’urgente necessità di nuovi dati in grado di fotografare una situazione che cambia continuamente per creare nuove strategie e modelli flessibili di azione. Il settore ha quanto mai bisogno di contare su indicatori e informazioni in tempo reale per poter prevedere scenari, evoluzione dei comportamenti e attuare le opportune strategie, anticipando il più possibile il processo decisionale. È proprio sulla velocità di reazione, infatti, che si determineranno i nuovi assetti e la competitività futura dei diversi Paesi.

Interessante quanto prevede di realizzare la Spagna, peraltro primo paese per competitività nel turismo secondo il World Economic Forum. La Ministra spagnola dell’Industria del Commercio e del Turismo, Reyes Maroto, ha appena annunciato, lo sviluppo di nuovi strumenti strategici basati su Big Data e soluzioni tecnologiche, individuati quali elementi chiave per il rilancio del settore e per mantenere la leadership competitiva della Spagna in un mercato globale.

Nello specifico ha illustrato il Tourism Data Viewer, una piattaforma per visualizzare facilmente i dati, uno spazio web unico da cui sarà possibile accedere alle diverse fonti statistiche sia per le organizzazioni pubbliche sia per quelle private e creare, in ultima analisi, un nuovo modello di conoscenza.

A novembre verrà anche lanciato il Directorio de Soluciones Tecnológicas para los Destinos Turísticos Inteligentes dove sarà possibile trovare una serie di soluzioni tecnologiche (prodotti/servizi) disponibili nel mercato nazionale degli operatori tecnologici e digitali specializzati in questo settore. L’obiettivo è facilitare l’accesso, per le Destinazioni Turistiche, alla conoscenza di soluzioni e risorse che le aiutino a migliorare la propria competitività, in modo che si generi un punto di incontro tra domanda e offerta tecnologica. Lo strumento è strutturato sulla base dei cinque assi che supportano la metodologia DTI (Destino Turístico Inteligente o Smart Destination) ed è completamente gratuito. Il catalogo comprende 90 aziende e 115 soluzioni tecnologiche che vanno da quelle legate all’intelligenza artificiale, assistenti virtuali o sistemi di data analytics, passando per strumenti di marketing, CRM, videomapping, realtà virtuale, ascolto attivo o web design. Sarà presente anche l’obiettivo Sostenibilità con l’offerta di strumenti tecnologici finalizzati alla gestione efficiente dell’acqua, della qualità dell’aria, dell’energia o dei rifiuti.

È inoltre previsto un piano più di visione a medio termine, denominato Smart Tourism, che mirerà ad accelerare la trasformazione digitale dell’attività turistica nell’ambito dell’Agenda Digitale 2025.

Dove non arriva il pubblico, o dove arriva parzialmente, si offre il privato.

D’altra parte, secondo una ricerca Travelport, oltre il 70% del management alberghiero è disposto a pagare per accedere a rapporti esterni aggiuntivi, e oltre il 55% di questi lo fa già per avere una visione aggregata del settore. Sia chiaro, in periodi di cambiamenti così repentini i dati servono ma serve ancora di più la capacità di interpretarli. Vanno infatti coniugati fattori esogeni (epidemiologi, economici, normativi) con gli effetti su abitudini, comportamenti, aspettative ed emozioni, in uno scenario di viaggio nuovo che va componendosi giorno per giorno. Ma navigare a vista è comunque la peggior scelta si possa fare in funzione della ripresa. Vediamo alcuni esempi.

La prima OTA europeaeDreams ODIGEO, ha lanciato una piattaforma di Intelligenza Artificiale per le analisi dei trend di viaggio e creare un indicatore per le destinazioni sulle tendenze della domanda. Il servizio fornisce insight di qualità riguardo le tendenze del settore a livello globale e le abitudini dei viaggiatori ed è finalizzato a supportare gli enti del turismo e travel decision makers, nazionali e locali, nello sviluppo di strategie efficaci. Il Gruppo utilizza un set avanzato di algoritmi per elaborare dati resi anonimi di oltre 21 miliardi di ricerche annuali di viaggi online e per fornire informazioni in tempo reale.

Con il nome di City PortalAirbnb ha recentemente annunciato un progetto pilota con 15 città e agenzie turistiche globali. L’azienda sta sperimentando una piattaforma di condivisione delle informazioni che, secondo quanto si apprende, aiuterà i decisori locali a monitorare gli effetti dell’home-sharing. Punta a fornire al personale municipale un accesso più efficiente ai dati e informazioni sul rispetto o meno delle leggi locali. Ogni città della sperimentazione, San Francisco e Seattle per citarne alcune, avrà accesso a una nuova dashboard di dati e a uno staff dedicato di Airbnb. Il cruscotto, laddove consentito, fornirà ulteriori informazioni sui visitatori, inclusa la città di origine e le informazioni demografiche, per aiutare gli uffici a indirizzare meglio le loro campagne pubblicitarie e di marketing.

Sabre e Google stanno sviluppando una Artificial Intelligence – driven technology platform che rappresenta una novità assoluta nel settore dei viaggi. Il progetto, presentato con il nome di Sabre Travel AI ™, è una combinazione tra l’infrastruttura cloud, l’intelligenza artificiale e le capacità di machine learning di Google con la profonda conoscenza del settore dei viaggi di Sabre “per creare soluzioni di terza generazione che siano più intelligenti, veloci e convenienti”.

Le aziende clienti disporranno di contenuti altamente pertinenti, personalizzati e rapidi per soddisfare al meglio le esigenze del viaggiatore di oggi e, in ultima analisi, creare maggiori opportunità di crescita.

In tempi difficili per il settore alberghiero, avere accesso a dati di qualità è, come detto, fondamentale e anche le singole catene si muovono in questa direzione. Hilton e Amadeus hanno annunciato, proprio il 22 ottobre, il rinnovo e l’espansione dell’esclusiva partnership di Business Intelligence. Queste soluzioni forniscono i dati di mercato più completi e predittivi nel settore dell’ospitalità, consentendo agli albergatori di far avanzare il processo decisionale, ottimizzare il mix di canali e rafforzare i ricavi per camera.

Amazon approfitta del boom obbligato del contatto a distanza nel turismo per lanciare la sua piattaforma Amazone Explore. Si tratta di un nuovo servizio, che consente ai suoi clienti di prenotare delle esperienze virtuali ma al tempo stesso interattive. Basterà collegarsi in streaming, attraverso il proprio computer (il servizio non è ancora ottimizzato per il mobile) con degli esperti locali. Le esperienze possono essere incentrate su tour di luoghi lontani ma anche sulla creatività, l’apprendimento di abilità manuali/culinarie o, in alcuni casi, lo shopping in boutique da tutto il mondo. Ad oggi il servizio è in fase di test, disponibile solo in USA e su invito, ma sono già visibili alcune proposte come fare un tour a piedi a Oslo o fare shopping nella Little Champlain Street del Quebec, Esiste già un’offerta di turismo esperienziale virtuale, più o meno interattivo: da YouTube o Google Earth o Airbnb. L’esperienza di Amazon Explore sembra diversa perché è una sessione individuale tra l’ospite e lo spettatore, abilitata da video unidirezionale (la privacy dell’acquirente viene protetta) mentre l’audio e bidirezionale per una comunicazione in tempo reale.

Sul fronte VR – Virtual Reality – non si contano comunque le iniziative sviluppate da singoli operatori, sia pubblici sia privati, durante e dopo il lockdown. Dalla Napa Valley fino all’Italia, è stato un fiorire di degustazioni di vini (previo acquisto in e-commerce) a distanza su zoom e diversi enti del turismo hanno realizzato video VR o immersivi per mantenere alto il livello di engagement. L’Organizzazione Nazionale del Turismo del Giappone ha realizzato il film VR a 360 gradi che, “tra tradizioni, natura e modernità”, continua la promozione in attesa delle prossime olimpiadi.

National Geographic ha creato video a 360° di luoghi naturali e siti di immersione che, se abbinati a un visore VR Oculus Quest, possono offrire agli utenti la possibilità di nuotare con le megattere in Antartide o esplorare le barriere coralline dell’Indonesia.

Segnalo anche la nuova campagna video 8D di Tourism Australia. Sfruttando l’innovativa tecnologia audio 8D, sei video accompagnano gli spettatori in un viaggio sensoriale, immergendoli in panorami, suoni e trame unici di destinazioni iconiche. È la prima volta che un ente turistico utilizza questa tecnologia per una serie di video e lo scopo non è, ovviamente, una call to action immediata, ma lo stupore, l’emozione: tecnologia al servizio della “semplice” promozione verso quelle persone che continuano a desiderare esperienze di viaggio, ma fisicamente non possono realizzarle.

Infine, una curiosità: a Tokyo un’azienda, la First Airlines, dal 2016 forniva viaggi virtuali e immersivi in Italia, a Parigi, alle Hawaii e a New York in un contesto del tutto simile a quello di un volo reale, con tanto di cabina, dimostrazione delle misure di sicurezza e servizio pasto. Dopo il lockdownd e le restrizioni ha visto incrementare il fatturato del 50%, a testimonianza di un desiderio di viaggiare, per nulla ridotto.

L’elemento sicurezza è diventato una delle componenti determinanti del viaggio, da quello business a quello leisure. Secondo una ricerca di Amadeus il 66% dei viaggiatori intervistati afferma che conoscere in anticipo le informazioni sulle misure di prevenzione COVID-19 sia “molto importante” prima di prenotare un hotel, il 62% manifesta lo stesso approccio per i viaggi aerei.

Anche in questo caso molte le novità che trovano nel digitale una soluzione.

La startup TravelPerk ha lanciato pochi giorni fa TravelSafe API rendendo accessibili, in tempo reale, i dati sulle restrizioni di viaggio e sui rischi legati al Pandemia di Covid19. Si tratta di un prodotto in abbonamento mensile che consente ai fornitori di viaggi di integrare le informazioni relative alla pandemia sulle restrizioni nelle destinazioni durante il processo di prenotazione con il servizio che estrae dati da fonti ufficiali e siti web governativi locali.

Viene anche calcolato il livello di rischio per i viaggi in un determinato paese, basandosi sull’analisi in tempo reale del tasso di riproduzione dell’epidemia. Sono stati impiegate e sviluppate tecnologie avanzate di elaborazione delle informazioni, processi di aggiornamento automatico dei livelli di rischio e strumenti digitali interni per facilitare il controllo di questi dati da parte degli analisti.

Per soddisfare la crescente richiesta dei consumatori di esperienze contactless, Booking.com sta collaborando con la promettente startup Futurestay per fornire il check-in online negli affitti a breve termine presenti sulla sua piattaforma. Gli affitti a breve, infatti, sembrano aver sofferto meno l’impatto della crisi rispetto agli hotel incontrando un maggior favore dei turisti estivi. Booking vuole sfruttare al massimo la tendenza e lavorerà attraverso partner per estendere il check-in online ai circa 6,5 milioni di case, appartamenti e altri luoghi unici in cui soggiornare presenti nel suo sito. Oltre a Futurestay, Booking collabora anche con Hotelbird e Abitari per fornire ai propri partner (host) gli strumenti e la tecnologia su misura di cui hanno bisogno per rispondere efficacemente all’evoluzione del viaggio in atto.

Anche la ristorazione sta forzatamente investendo sulla Touchless Experience. Con la pandemia si sono diffusi esponenzialmente i menù digitali, a cui è possibile accedere con un QR Code o altre soluzioni simili. Alcuni stanno ulteriormente innovando il servizio attraverso app anche proprietarie che consentano la gestione digitale di programmi fedeltà, offerte, ordini, modalità di pagamento, prenotazioni, asporto. Un percorso nato per necessità ma che, attraverso la raccolta digitale dei dati, può offrire nuove possibilità di marketing.

La digitalizzazione della filiera e una crescita della più generale cultura digitale sono indicate, anche dall’Europa, come asset prioritari per la ripresa del turismo non appena il mercato si riaprirà. Lo scenario tracciato dai pochi ma significativi esempi riportati sopra, evidenzia quanto la tecnologia e il digitale siano pervasivi nel turismo, dalla ricerca alla promozione, dalla profilazione alla vendita. Su questo fronte, si giocherà la futura competitività dell’Italia.

Come destinazione e come sistema di imprese ci aspettano difficili sfide. Sono in gioco tantissimi posti di lavoro e l’economia stessa del nostro Paese che tanto si basa su turismo e ristorazione. Il World Economic Forum ha appena pubblicato il report The Future of Jobs 2020: il grafico sotto dimostra quanto a rischio sia l’occupazione nel nostro settore nel mondo: rischiano il lavoro il 47% degli occupati di Accomodation and Food Services; al secondo posto ma molto distanziati, con rischio stimato del 15%, Retail, Trasportation and Education. È facile immaginare che, in Italia, il dato sia ancora più preoccupante.

Per questi motivi, ora che si torna a spingere sull’Industria 4.0, sarebbe opportuno ripensare anche ad un incisivo Piano Turismo 4.0. Mancano le competenze digitali di base e specializzate, anche se il mercato necessita proprio di tali competenze. Senza interventi strutturali e una visione di innovazione a lungo termine, non potremo competere con i colossi del digitale e con altre destinazioni più lungimiranti. L’Italia riprenderà a riempirsi di turisti, non è questo il problema. Solo che verrà venduta sempre più da altri, con fatturati e profitti sempre più ridotti. Il settore turismo richiede interventi e investimenti diversi rispetto all’industria: il piano deve rispettarne le specificità, non può essere una semplice estensione delle misure previste per altri comparti. Non possiamo continuare a pensare solo con mentalità industriale in un’Italia che ha nel terziario, nel turismo, nella cultura e nell’enogastronomia un suo punto di forza distintivo.