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Mese: Giugno 2021

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Il turismo comunica male | Dal mondo | Dall’Italia

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Presentiamo il nuovo numero di 21 Grammi di Turismo di Emilio De Risi. Questa settimana: Il turismo comunica male, class action negli Usa, la ripresa dei viaggi iconici, aperture alberghiere in Italia.
Leggi qui (e registrati se vuoi riceverla ogni giovedì): https://emiliodr.substack.com/p/il-turismo-comunica-male-dal-mondo

Tutto cambia… tranne il modo di raccontare il turismo. L’economista Antonio Preiti, su Linkiesta, pone qualche spunto interessante:

Ossessione per il prodotto. Oggigiorno far vedere il prodotto non funziona quasi in nessun settore, allora perché si mostra sempre e solo quello? Dovremmo sapere, anche senza scomodare Maslow, che il consumo turistico tocca le stesse corde della moda e dei beni di lusso: auto-realizzazione e stima sociale.

Vecchie etichette. Nel turismo, stancamente, si continua a classificare le destinazioni secondo le caratteristiche geografiche (mare, montagna, terme), ma ormai quello che le distingue è il valore che comunicano, in altre parole il potere del brand.

Mappa mentale. Quando una persona sceglie dove andare in vacanza, crea uno schema mentale delle destinazioni possibili e per ognuna si pone delle domande. Cosa promette? Cosa posso aspettarmi? Come incontra i miei desideri? Com’è considerata dagli altri? Qual è la sua percezione generale? E su queste basi sceglierà.

Domande da porci. Chi si occupa di comunicazione turistica, dovrebbe chiedersi: a chi parliamo? Il messaggio va bene per tutti o servono linguaggi specifici? Come creare complicità con chi dovrebbe sceglierci? Qual è la nostra vera promessa? Qual è l’ironia giusta? Come giocare con gli stereotipi?

Class action contro InterContinental Hotels Group. Secondo la parte in causa, la Ihg e la Hhf (società che rivende i servizi franchising di Ihg) con il pretesto di mantenere gli standard del marchio, avrebbero costretto a usare fornitori con prezzi fuori mercato e intraprendere costosi lavori di ristrutturazione. L’azione è stata presentata dalla Aaron Hotel Group LLC (franchisee di un Holiday Inn di Ihg nel Connecticut).

Viaggi da sogno, ma senza folla. È la tendenza delineata dall’articolo del The New York Times. Con l’aumento dei vaccini e l’apertura dei paesi al turismo, molti operatori stanno segnalando la ripresa di viaggi verso i cosiddetti siti iconici (resi più belli dall’assenza di folla). 

Il viaggio della vita. Secondo la travel company Atlas Obscura «c’è molta richiesta per viaggi irripetibili» e sono sulla buona strada per vendere, entro la fine dell’estate, più tour di quanto facessero prima della pandemia. 

Prepararsi a pagare… Anche se i prezzi per i viaggi all’estero sono rimasti più o meno invariati, questi tour sono diventati molto più costosi.

Dalla Cina. I controlli sanitari più severi tra la provincia del Guangdong e Macao fanno prospettare un impatto molto negativo per la bilancia turistica di quest’ultima. Le restrizioni agli ingressi dal Guandong sono state introdotte in risposta ai nuovi casi di covid19.

Lefay resort in vendita? Secondo alcune indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore, Cassa Depositi e Prestiti sarebbe in trattativa per l’acquisto del wellness resort di Gargnano sul lago di Garda.

Nel frattempo Four Seasons… pare abbia definito un accordo per la gestione di Palazzo Marini a Roma, inoltre nel 2026 dovrebbe piantare il suo marchio anche sullo storico Danieli di Venezia.

A settembre W Hotels. Il brand del gruppo Marriott aprirà il suo primo albergo italiano a Roma. La struttura nasce dalla ristrutturazione di due edifici storici nei pressi di via Veneto ed è costata più di cento milioni di euro, sostenuti grazie al gruppo americano Kingstreet.

Contro la guida Michelin | Colloqui di gruppo| Nel mondo e in Italia

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Presentiamo un articolo a cura di Emilio De Risi, redazione 21 Grammi di Turismo, sulle risorse umane, sui nuovi investimenti, sul business travel e sulle nuove aperture.

E quindi uscimmo a riveder le stelle. C’è qualcosa di sbagliato nella guida Michelin? Le critiche aumentano, eppure molti ristoranti agognano una stella. Un articolo del Financial Times fa il punto.

Principali attacchi rivolti alla Michelin:

* Tecnico: i premi danneggiano i ristoranti poiché inducono a restringere la creatività per ottenere stelle.
* Logico matematico: come può una singola organizzazione coprire così tanti ristoranti?
* Culturale: la Michelin è troppo francese e non ha diritto di giudicare il cibo di altre culture.

Invidia. Tra gli chef c’è chi difende la guida, affermando che i media devono parlare di ristoranti per vendere, ma non amano l’idea che ci sia una realtà più esperta e competente di loro (Michelin ovviamente). Anche l’attacco culturale viene respinto, sottolineando come Tokyo oggi abbia più stelle di New York o Londra.

Globalizzazione. Non sono poche le persone a sostenere che la guida abbia creato un modello globale: da un lato si parla di ingredienti locali, dall’altro quello nei ristoranti stellati sembra tutto cibo Michelin.

Da ristorante a brand di lusso. Altro punto riguarda i tre stelle: prezzi, location, liste d’attesa impossibili hanno brutalmente estromesso la maggioranza delle persone da questi ristoranti. In poche parole, sono diventati un marchio di lusso come Ferrari.

Business Travel. L’azienda farmaceutica UCB cambia la sua travel policy. Attenuate le restrizioni, per i viaggi che non prevedono pernottamento, il sistema di prenotazione dell’azienda chiederà: non puoi fare questa attività in una riunione di Zoom? Nel primo trimestre, secondo Skift, i viaggi della UCB sono diminuiti del 90%, un bel risparmio, ma l’azienda afferma di voler rendere le riunioni più utili e ridurre le emissioni di carbonio.

E se in futuro i travel manager diventassero i censori del viaggio aziendale?

Movimenti di borsa. Trip.com ha venduto 1.386.440 azioni ordinarie di TripAdvisor (più dell’1% di quelle in circolazione). Dopo quest’operazione la online travel agency ne possiede il 4,5%, meno del 5% necessario per nominare un membro del consiglio di amministrazione di TA.

È solo una mossa finanziaria o si profila qualche cambiamento nelle alleanze?

Italia: aperture. Eccone alcune interessanti da qui a fine anno: Mira Hotels & Resorts a Follonica (52 camere e campo da golf 12 buche); Nh Hotels a Firenze con Palazzo Gaddi (86 camere); a Venezia con Grand Hotel Palazzo dei Dogi (64 camere), Murano Villa (104 camere) e Venezia Santa Lucia (101 camere). A Milano, sempre Nh hotels, ne prevede uno a CityLife (185 camere) e uno in Corso Buenos Aires (101 camere).

Italia: movimenti alberghieri. Tui venderà al gruppo indonesiano Lohia la tenuta di Castelfalfi (1.100 ettari con hotel, appartamenti, ristoranti, campo da golf, piscina e attività agricole). Th Resort, invece, punta a diventare un operatore che integri ospitalità e tour operating, nonché a quotarsi in borsa entro quattro anni.

Colloqui di gruppo. Alcune organizzazioni, specie quelle più strutturate, possono ricorrere a questa scelta per velocizzare le fasi della selezione, ma anche per valutare determinate competenze. Ecco qualche consiglio da un pezzo di Hcareers.

Da fare: Sii amichevole e mostra di saper giocare in squadra. Prepara un’introduzione che risponda alla domanda parlami di te.

Da non fare: non dominare la conversazione (non fare l’essere umano alfa), ma allo stesso tempo non appiattirti sullo sfondo. Non arrivare al colloquio senza un paio di domande da fare all’azienda.

Ristoranti che non trovano personale | Turismo Esperienziale | Dati per tirarci su

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Presentiamo un articolo a cura di Emilio De Risi, redazione 21 Grammi di Turismo, sul red district di De Wallen, sul turismo di massa, Flygskam e molto altro.

Nessuno vuole lavorare nei ristoranti. In 14 mesi si sono persi il doppio dei posti di lavoro creati tra il 2013 e il 2019, ma non dipende solo dalle chiusure, c’è un calo di persone disposte a lavorare in questo settore. Linkiesta ha analizzato alcuni dei motivi: 

* Il lavoro in sala e cucina spesso non è tutelato ed è retribuito male;

* La didattica a distanza universitaria ha riportato a casa tante giovani risorse che lavoravano soprattutto in sala;

* Molti professionisti della ristorazione hanno cercato lavoro all’estero; 

* La minore predisposizione dei giovani nell’accettare quella che da anni era la norma: sacrificarsi per la causa

Il fenomeno non è solo italiano, viene da lontano e ne avevo già parlato qui. Forse anche in Italia è arrivato il momento di riflettere su quello che c’è da riformare nella ristorazione.

New York – Londra in 3 ore e 15 minuti. Boom Supersonic, come racconta Business insider, vuole costruire un aereo che prosegua la storia del Concorde e renderlo economicamente accessibile, passando da circa 12.000 dollari a/r del Concorde negli anni ’90 a poche centinaia di dollari.

Flygskam. È La vergona di volare per motivi ambientali, ispirata da Greta Thunberg, che spinge a preferire il treno all’aereo. La norvegese Norsk e-Fuel, però, potrebbe mettere tutti d’accordo producendo un combustibile a base di energia pulita. Unico problema è che i costi di produzione sono ancora piuttosto alti.

L’ennesima startup che vuole cambiare il mondo forse opererà solo grazie agli investitori che l’hanno finanziata, ma ci ricorda che il trasporto aereo è un nodo fondamentale per andare verso un turismo sostenibile.

Un settore? Come riportano alcuni media locali, la Fondazione Carispaq ha presentato un bando per la realizzazione di progetti innovativi nel settore del turismo esperienziale nella provincia dell’Aquila.

Melassa. In un articolo su Vita, Paolo Labichino riflette su quanto negli ultimi anni il racconto di viaggio sia stato incentrato su uno storytelling che con logiche iperconsumistiche ha contribuito all’aumento all’overtourism: «Il turismo è stata una delle prime industrie a fare propria la logica dell’ experience marketing, per cui l’idea che al prodotto doveva necessariamente essere cucita intorno una qualche esperienza… esigenza che alla fine ha creato delle grandi melasse esperienziali».

Siamo tutti turisti di massa. L’idea di un turismo lento, popolato da novelli Goethe che peregrinano nel Belpaese evitando accuratamente le mete più note, è entrato in una retorica che piace a politici, conferenzieri e guru. L’articolo de Il Sole 24 Ore, racconta quanto siamo pervasi da un’idea che ci vuole sempre viaggiatori e mai turisti, dimenticandoci che la destinazione Italia è legata al turismo di massa

Usare alcune parole con una eccessiva logica di marketing le svuota di significato, con il rischio di creare delle distorsioni nella gestione delle politiche turistiche.

Le luci rosse di Amsterdam. Il governo cittadino vuole trasferire il red district dalla centrale zona di De Wallen. La sindaca Femke Halsema, dice che prima della pandemia le lavoratrici del sesso erano «fotografate e derise da orde di turisti»; ma il centro consulenza operatrici del sesso si oppone, affermando che «il turismo prima è stato pianificato e poi è sfuggito di mano».

I numeri. Il red district è passato da 10mln di visitatori nel 2005 a quasi 20mln nel 2015. Ogni settimana, pre-pandemia, c’erano circa 1000 visite a settimana.

Semplici richieste. Le rappresentanti delle lavoratrici del sesso chiedono: un numero ridotto di tour, divieto assoluto di fotografare, una certificazione di qualità per le guide.

Prenotazioni. Secondo i dati pubblicati su PhocusWire, le booking windows si stanno allargando: 80 giorni in anticipo in Emea, 70 giorni in Nord e Sud America e 54 giorni in Asia-Pacifico. Sembra che la fiducia si stia rafforzando.

Meglio dell’estremo oriente. Quella dell’Asia-Pacifico è la regione del mondo che ha subito il calo maggiore di arrivi internazionali nei primi quattro mesi (95%). Come riporta Skift, molti dei paesi di quest’area stanno faticando a riavviare la macchina del turismo, inclusi quelli lodati per l’efficacia nel contenere il virus.