Intervista al presidente di AIRA Luciano Manunta

Intervista al Presidente di AIRA Luciano Manunta, a cura di Antonio e Giovanni

Buon Pomeriggio amici e colleghi che ogni giorno seguite la nostra rubrica. Oggi abbiamo incontrato il Presidente dell’AIRA (Associazione Italiana Ricettività e Accoglienza), Luciano Manunta e, davanti un buon aperitivo, abbiamo scambiato due chiacchiere e attraverso delle domande abbiamo chiesto per i nostri lettori amici e colleghi quanto segue:

1. Quindi oggi siamo assieme al Presidente dell’associazione A.I.R.A.(Associazione italiana ricettività e accoglienza). Ci racconti chi è Luciano Manunta, del suo percorso professionale e da cosa nasce la passione per l’Hotellerie?

MI chiamo Luciano Manunta, ho 59 anni, dirigo, sono operativo in albergo e mi occupo di Consulenza e soprattutto di formazione. Il mio “incontro” con l’hotel avvenne nel Giugno del 1978, su consiglio di un amico che mi convinse a propormi per la stagione estiva nell’albergo in cui lui già lavorava. Fui assunto come commis di sala e fin da subito mi fu chiaro cosa avrei voluto fare da grande…lavorare al ricevimento.

Le successive due stagioni estive (tra un anno scolastico e l’altro) non fecero altro che convincermi ancor di più della scelta fatta. Mi fu data la possibilità di maturare esperienza anche negli altri reparti grazie all’apertura del Direttore, che non smetterò mai di ringraziare, non solo per avermi trasmesso visione e passione per una professione che ancora oggi amo profondamente ma anche per avermi convinto a puntare sull’esperienza all’estero per le lingue.

Dopo quasi 4 anni (fra Inghilterra, Francia e Germania) feci ritorno in Italia e Milano che, da allora, è diventata la mia casa. L’esperienza maturata mi stimolò a frequentare corsi di approfondimento ed aggiornamento e attraverso questi conoscere ed entrare nel meraviglioso mondo A.I.R.A.

Le prime collaborazioni con gli istituti alberghieri come “esperto” per la terza area mi aprirono di fatto le porte per cominciare ad occuparmi di formazione. Ancora oggi collaboro con diverse società di formazione e mi occupo, da presidente, dell’Associazione in cui sono cresciuto e continuo a crescere… l’A.I.R.A. (Associazione Italiana Ricettività e Accoglienza).

2. L’associazione AIRA di cosa si occupa e chi sono i suoi rappresentanti?

L’Associazione A.i.r.a. fu fondata nel 1969 e l’acronimo stava per Associazione Impiegati di Ricevimento d’Albergo. Alla fine degli anni ’90 l’evoluzione del reparto di ricevimento la portò ad un primo cambiamento dello statuto trasformandola in Associazione Italiana Impiegati d’Albergo e da quest’anno in Associazione Italiana Ricettività e Accoglienza.

Il tutto nasce dall’esigenza di uscire dal concetto di reparto ed aprire a tutto il mondo dell’hospitality che fanno dell’Accoglienza il servizio primario, Alberghiero, extralbeghiero, Tour Operator, Agenzie di Viaggio, studenti ed insegnanti degli istituti superiori del turismo ….in pratica a tutti coloro che si occupano direttamente o indirettamente di Accoglienza e Ospitalità.

Stiamo ultimando e cominciando a riempire di contenuti il nostro sito www.airaonline.it attraverso il quale ogni Socio potrà fruire costantemente di informazioni , novità ed aggiornamenti e beneficiare di quattro webinar mensili (gratuiti) su tanti argomenti (vedi lista sotto) a cura di validi esperti di settore. (Revenue, Comunicazione, F&B, Food Cost, Pms, Crm, Counseling, Coaching, Housekeeping, Unconventional Guest, Anbasciatori terrioriali e Amministrazione).

3. Noi italiani siamo considerati maestri dell’Ospitalità, ma in albergo risiede ancora o è cambiato qualcosa? Cosa bisogna migliorare nelle strutture alberghiere per far sì che non ci siamo mai recensioni negative?

Le frasi fatte come i luoghi comuni, secondo me, lasciano il tempo che trovano. Per troppo tempo l’Ospite è stato visto, da molti colleghi, come un pollo da spennare determinando con un effetto boomerang un’idea falsata degli Italiani coinvolgendo nello stesso calderone anche i professionisti che mettono sempre l’Ospite al centro delle proprie attenzioni.

Sono convinto che uno dei compiti di ogni singola associazione del comparto turistico alberghiero debba essere quello di educare i propri iscritti alla cultura dell’Accoglienza ed alla tutela dei turisti che mai come negli ultimi mesi sono mancati e che per altri mesi ancora, purtroppo, ci mancheranno.

4. Negli ultimi anni nelle strutture alberghiere vengono spesso a mancare le figure professionali, pur sapendo che in albergo ci sono delle norme, spesso in evoluzione e in ogni reparto ci sono delle competenze specifiche. Sarebbe opportuno allargare la formazione a chi gestisce o dirige una struttura turistica-alberghiera?

Sulla formazione, con me, si sfonda una porta aperta. Non vi è dubbio sul fatto che l’approssimazione si sia diffusa fin troppo nel nostro settore e a farne le spese siano state e sono le stesse figure professionali che facevano e farebbero ancora oggi la differenza. Ad uno chef de rang si preferisce un “portapiatti” ad un Barman un “barista” ad un direttore un giovane di poche pretese che abbia giusto una parvenza di conoscenza dell’hotel da “dirigere”.

Il direttore di “Hotel Domani” Renato Andreoletti alcuni anni orsono “consigliava” di rendere obbligatoria la laurea per gestire un esercizio ricettivo…io mi accontenterei dell’obbligo della presenza di un Direttore d’Albergo certificato che possa garantire, con le sue conoscenze, una qualità di servizio grazie a collaboratori professionisti. Tutto il Sistema Hospitality ne gioverebbe tantissimo.

5. Negli ultimi anni gira tutto intorno al web, quanto oggi è importante la tecnologia, internet, social, ecc… per una struttura alberghiera? Cosa è cambiato negli anni con l’avvento di questi canali?

Mi è sempre piaciuto cercare e trovare nelle novità nuove opportunità. Faccio parte di una generazione che in albergo ha cominciato a lavorare quando non esistevano pc, sotware gestionali, pms… ed il revenue non era altro che la perfetta conoscenza del mercato che ogni Capo Ricevimento doveva avere.

La tecnologia unita alla Rete ed al Web ha letteralmente stravolto il modo di operare e di comunicare. Il low cost nelle compagnie di trasporto ha fatto il resto. Oggi abbiamo la possibilità di sfruttare appieno tutti questi vantaggi che dovrebbero sempre e comunque essere canalizzati alla cura e al superamento delle aspettative in positivo di ogni singolo Ospite.




L’Italia vista da un barattolo di Nutella

Vi presentiamo una fantastica iniziativa di Enit a cura di Francesca Cicatelli, ufficio stampa di Enit

Enit– Agenzia Nazionale del Turismo italiana celebra la penisola con un tour virtuale

Uno sguardo al barattolo più dolce d’Italia e inizia il viaggio in 3d

Si chiama “Ti amo Italia” la special edition inneggia alla straordinarietà del nostro paese con immagini da collezione selezionate da Enit

Dal 12 ottobre 2020 

ROMA, 18 SETTEMBRE 2020

L’Italia con Enit griffa la Nutella con un’edizione speciale a sostegno dell’amore per la Penisola.

Si chiama “Ti Amo Italia” la nuova confezione in edizione limitata e da collezione che infonde tutta la gioia di vivere e la positività delle immagini più suggestive dell’Italia da gustare con il cucchiaino.

La Special Edition uscirà il 12 ottobre 2020 e sarà un invito a ricordare quanta meraviglia ci circonda, promuovendo un processo di riscoperta dello straordinario nell’ordinario.

Sarà composta da una serie limitata di 30 vasetti che celebrano il Paese, toccando tutte le regioni.

Dai borghi alle montagne, dalle isole alle città, dalle acque cristalline ai paesi colorati: ogni vasetto è uno scorcio d’Italia. E’ stata realizzata in collaborazione con Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo per valorizzare e promuovere il territorio italiano e diffondere maggiore consapevolezza sulla bellezza che ci circonda e su quanto questi luoghi siano a portata di mano e accessibili a tutti.

I vasetti saranno soltanto l’inizio di un viaggio che porterà i consumatori a visitare virtualmente 30 località d’Italia, rimanendo comodamente seduti a casa.
Inquadrando il QR code su ogni vasetto sarà infatti possibile vivere un’esperienza immersiva di virtual reality.

I contenuti saranno fruibili all’interno di una piattaforma digitale, dove si potrà inoltre mettere alla prova le proprie conoscenze legate al territorio, alla storia, alla cultura e godere di video-ricette legate alla tradizione culinaria del paese rivisitate in chiave Nutella.

L’Italia ancora una volta protagonista, un luogo dove ogni cosa è legata all’unicità delle sue ricchezze eterogenee: i suoi luoghi, dai più noti ai più nascosti; le sue persone, di diverse età, etnie, genere; le sue ricette tradizionali, che sono espressione di tutte le sfumature d’Italia attraverso le diverse interpretazioni in cucina.

“Un viaggio multisensoriale per coinvolgere ogni persona in uno storytelling suggestivo e inesauribile di esperienze visive e gastronomiche. Enit promuove l’immagine dell’Italia nel mondo, lo fa con ben 28 sedi in tutto il globo. Questo progetto contribuirà ad affermare l’Italianità e le eccellenze del Made in Italy con un brand immediatamente riconoscibile” dichiara il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

Nutella firma il suo amore per l’Italia su ogni vasetto e ci ricorda che per cogliere il buono della vita non serve cercare lontano, a volte basta soltanto guardarsi attorno.
In questo difficile momento per un settore strategico della nostra Economia come il turismo, Nutella si stringe, di proposito, accanto all’Enit per valorizzare presso gli italiani la loro ricchezza nazionale più grande: la bellezza dell’Italia stessa, quella vera e reale, fatta di natura ed arte, città e borghi, mari e montagne, quella che il mondo intero ci invidia” dichiara Alessandro d’Este Amministratore Delegato di Ferrero Commerciale Italia.

I luoghi rappresentati dai vasetti sono:
1.    Abruzzo: Gran Sasso
2.    Basilicata: Matera
3.    Calabria: Arco Magno di San Nicola Arcella
4.    Campania: Faraglioni di Capri
5.    Emilia Romagna: Portici di Bologna
6.    Friuli Venezia Giulia: Vigneto di Savorgnano – Lago di Fusine
7.    Lazio: Civita di Bagnoregio – Monte Circeo – Via Appia Antica
8.    Liguria: Cinque Terre
9.    Lombardia: Lago di Como
10.  Marche: Colli di San Severino
11.  Molise: Cascate di Santa Maria del Molise
12.  Piemonte: Langhe – Monte Rosa – Lago Maggiore
13.  Puglia: Alberobello – Roca Vecchia
14.  Sardegna: Arcipelago della Maddalena – Su Nuraxi di Barumini
15.  Sicilia: Scala dei Turchi – Stromboli
16.  Toscana: Val d’Orcia
17.  Trentino Alto Adige: Parco Adamello Brenta – Lago di Braies
18.  Umbria: Piani di Castelluccio
19.  Valle d’Aosta: Gran Paradiso
20.  Veneto: Venezia – Burano




Italiani all’estero? No grazie

Italiani all’estero? No grazie, solo 3 su 100 ha varcato il confine.

Qui di seguito presentiamo una panoramica a cura di Francesca Cicatelli, dell’ Ufficio Stampa Enit

Il 97% degli Italiani ha scelto la penisola : oltre 24 milioni di viaggiatori in treno da Nord a Sud…

Gli Italiani soddisfatti della vacanza : l’Italia prende un 8 come valutazione.

Relax e Benessere al mare superano il piacere del cibo.
Italia percepita come sicura dall’ 85% dei vacanzieri italiani

Ancora vacanze in autunno per il 58% degli Italiani anche nelle città d’arte.

Il 33% degli Italiani già pensa al Natale in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania.

ROMA, 14 SETTEMBRE 2020 – Estate senza fine.
Il desiderio di vacanza si prolunga fino all’autunno e le previsioni lasciano sperare: il  58% di Italiani ha in programma almeno un soggiorno in quel periodo stando ai dati Enit- Agenzia Nazionale del Turismo.
Saranno ancora vacanze al mare (57%) o in montagna (48%), ma si prevede anche un ritorno alle città d’arte (42%).

Tra gli altri tipi di soggiorni ci sono quelli enogastronomici (29%), al lago (29%) e alle terme (28%).

Il 33% poi già pensa alle vacanze di Natale, per il 92% in Italia, in particolare in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania.

All’estero, on the top il Nord Europa. Enit ha intervistato oltre 4 mila persone nell’ultima settimana di agosto (dal 24 al 30) per fare il punto sull’estate.
E dal bilancio emerge che il 41% degli italiani non ha potuto fare vacanza, mentre il 59% della popolazione ha effettuato almeno 1 periodo fuori casa: il 42% ha trascorso un periodo di vacanza mentre il 17% ha passato due o più periodi fuori dalla propria residenza.

In media le ferie sono durate 7 notti (il 34% soggiorni tra le 3 e le 6 notti, il 24% 1 o 2 notti, il 22% tra le 7 e le 10 notti ed il 20% oltre 10 notti).

La maggior parte degli italiani è rimasta in patria nel 97% dei casi, preferendo destinazioni quali l’Emilia Romagna, la Puglia e la Sicilia, tutte sul podio del periodo scelte dal 9% dei vacanzieri italiani.

Buone performance anche quelle della montagna con il Trentino Alto Adige (8%), ma anche la Toscana (8%), il Piemonte (7%) e la Lombardia (7%).
All’estero (3%), gli italiani sono rimasti in Europa mediterranea (35%), in Nord Europa (24%) o nell’Est europeo (14%).

In media una famiglia ha speso 850 euro per una vacanza e tre su dieci arrivano a spendere mille euro. La maggior parte degli italiani è andata infatti in vacanza in coppia (46%) o in famiglia con i figli (40%), mentre solo il 17% si è spostata con amici. Il 7% ha scelto la vacanza da solo.

“I dati resi noti dall’Enit sono confortanti, sia per quanto riguarda il numero delle presenze dei vacanzieri nei mesi di luglio e agosto, sia per la scelta fatta dalla maggioranza degli italiani di rimanere nel nostro Paese per trascorrere il periodo di ferie” dichiara Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretaria al Turismo del Mibact.

“Fin dall’inizio – aggiunge Bonaccorsi – avevamo invitato gli italiani a fare le vacanze nel nostro Paese, riscoprendo le meraviglie diffuse lungo tutta la Penisola: dal mare alle montagne, dai borghi alla natura incontaminata. Sono confortanti anche i dati che prevedono il prolungamento della stagione anche a settembre e nei mesi autunnali. Periodo, quest’ultimo, in cui gli italiani potranno continuare a utilizzare il bonus vacanze, valido fino al 31 dicembre”.
 
“L’hotel 3 stelle e più (25%) resta la modalità del soggiorno preferita dagli italiani, sebbene il 16% sia stato ospite da amici e parenti, il 13% sia stato in appartamento in affitto, il 12% in un B&B. Segue la casa di proprietà (7%) ed il villaggio turistico (7%)” dichiara il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

“Le strutture ricettive hanno dimostrato un rapido adeguamento alle nuove disposizioni e la versatilità e la scrupolosità con cui si è proceduto hanno contribuito a garantire, insieme al senso di responsabilità di ciascun viaggiatore, la sicurezza del viaggio e della conoscenza dei luoghi senza inficiare la vacanza” conclude Palmucci.

Ancora dall’indagine Enit, a contribuire alle spese il Bonus Vacanze richiesto dal 23% dei vacanzieri, che servirà a sostenere anche le vacanze autunnali e di Natale poiché il 14% l’ha richiesto ma non lo ha ancora speso, mentre in estate l’ha utilizzato il 9% dei soggiornanti.

La vacanza ricercata dagli italiani post lockdown ha visto prevalere la voglia di mare (60%) che alla fine ha addirittura doppiato la vacanza in montagna (30%) e quella naturalistica (25%).

Ma i vacanzieri nostrani cercano dalla vacanza l’esperienza culturale (24%) e il relax (23%). Il giudizio degli italiani sulla vacanza è stato molto positivo: voto medio 8 su 10 per una vacanza che ha avuto il gusto del relax e del benessere (75%), tanto desiderato dopo una stagione così difficile.

Apprezzata la bellezza del luogo di vacanza (32%), il mare (31%), il fatto di aver goduto di una esperienza positiva (23%) ma anche del cibo e della buona cucina italiana (23%). L’85% dei vacanzieri tornerebbe il prossimo anno o fra due nello stesso posto.

Il tema sicurezza ha dato garanzia all’85% degli italiani per le misure adottate nelle strutture in cui erano ospiti, all’80% per le misure sul territorio. Nel complesso dell’estate tra italiani e stranieri sono stati circa 24 milioni i viaggiatori sulle tratte di Trenitalia e che hanno apprezzato la costa adriatica in particolare la Puglia ma anche sul Tirreno la Liguria, la Toscana, Il Lazio, la Campania e la Calabria.
Anche i passeggeri Italo, sul target prevalente entro i 40 anni, hanno apprezzato tutto il network comprese le nuove tratte che attraversano l’Italia da Torino a Reggio Calabria e da Milano ad Ancona.

Stando ad Anas e Autostrade i volumi di traffico sono aumentati del 4% ad agosto rispetto a quanto registrato nelle settimane precedenti, portando la settimana di Ferragosto quasi in pari rispetto all’anno scorso (-3,8%).




Room Division e Housekeeping

Room Division e Housekeeping (HP) è l’ottavo modulo formativo organizzato da AIRA previsto per Ottobre 2021, a cura di Alessia Santoro – Ospitality.

Il modulo formativo prevede 4 moduli da 2 ore ciascuno durante cui verranno affrontate le seguenti tematiche :

  • Il vero cuore pulsante dell’albergo
  • Il Set up e la creazione delle tipologie delle camere
  • Quality Management : standard qualitativi e quantitativi
  • Come, cosa ed a chi vendere
  • L’importanza della segmentazione della clientela
  • La gestione del MICE e l’impatto sulla Room Division
  • Housekeeping : L’importanza dell’organizzazione


Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Il modulo vi guida verso una corretta ed efficace gestione del lavoro in Hotel.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Ottobre 2021. Comunicheremo più avanti le date esatte.




Solidus e Milano che riparte

Da ” Piazza Duomo: le voci dalla città, le risorse per ripartire”

La Milano che si impegna a ripartire vista dai professionisti dell’accoglienza turistico alberghiera, 8 associazioni nazionali del settore unite in una sola confederazione con sede a Milano. Manager, Chef di cucina, Maitre d’hotel, Sommelier, Impiegati e Portieri, Governanti e Barmen per un totale di 57.600 soci.

Abbiamo chiesto a Francesco Guidugli, Presidente nazionale di Solidus di descriverci la Milano del turismo che riparte.

Milano nel 2019 era diventata la seconda destinazione turistica d’Italia dopo Roma sopravanzando anche Venezia come fatturato e soprattutto come valore aggiunto prodotto dai turisti che a Milano spendevano almeno il doppio rispetto alle altre principali destinazioni turistiche nazionali. Non era solo la città del turismo, era tra le capitali mondiali del design, del fashion, della moda oltre che della finanza, dell’istruzione, dell’HiTech. Trainata da Milano, la Lombardia stava diventando la regione di punta del turismo in Italia con l’obiettivo, per le Olimpiadi della neve del 2026, di diventare la regione di punta del sistema Italia con la cerimonia di inaugurazione a Milano e la Valtellina ad accogliere alcune delle gare più significative.

Si parla di circa 4 milioni di turisti in meno, un calo dei consumi di circa 900 milioni, professionisti e lavoratori del settore, circa 30.000 in cassa integrazione e lavoratori stagionali ed occasionali senza occupazione per lungo tempo.

Solo a metà giugno, timidamente, alcune strutture hanno ricominciato a riaprire seppur con numero ridotto di camere disponibili. Dopo la presa di coraggio di luglio e fine agosto con settembre si stanno rompendo gli indugi e i grandi nomi dell’hotellerie milanese riaprono le porte e con coraggio riprendono le attività.

Gli alberghi milanesi garantiscono i più alti standard di sicurezza sia nelle aree dedicate agli ospiti che nelle zone riservate ai dipendenti. Un po’ più complicata è la situazione dei ristoranti. Molti non riescono ancora a riaprire.

Solidus si è impegnata fin da subito in rappresentanza dei suoi 57.600 iscritti analizzando la situazione che si andava a sviluppare a causa del virus in Italia, Europa e mondo intero.

Tanti sono stati i collegamenti on line di ogni tipo e a ogni livello. Si sono anche concretizzati momenti di confronto diretto con le massime Istituzioni del Paese, arrivando ad accordi nazionali per alcuni versi storici rispetto al passato.

Con l’inizio ritardato della stagione estiva, almeno parte del settore, ha ricominciato a operare con risultati molto diversi fra settore e settore, regione e regione. La stagione, ancora in corso, dovrà essere analizzata per meglio comprenderne tutti gli effetti, cosa che faremo anche per le nostre professioni.

Renderemo visibili le nostre conclusioni ed indicazioni sul nostro sito Solidusturismo e sulla nostra pagina Facebook.

Ci rincuora apprendere che Milano, per il mercato francese e non solo torna ad essere percepita come destinazione sicura, insieme alla grande determinazione dei milanesi e dei Professionisti dell’Ospitalità siamo certi che con determinazione e volontà usciremo da questa situazione e riprenderemo ad essere protagonisti della nuova crescita della grande Milano.

Entro il 2021/2022 anche la Milano turistica tornerà alla normalità perché il mondo comunque non si ferma e Milano ne è uno dei poli di riferimento a livello planetario.




Il Catering e il Banqueting post-covid

Nonostante le grandi difficoltà che stiamo affrontando, il mondo degli eventi a piccoli passi sta ripartendo, chiaramente adottando un nuovo modo di lavorare che implica il rispetto dei nuovi protocolli. Attualmente non esiste un numero massimo di partecipanti a un evento per cui diventa fondamentale mantenere il distanziamento sociale di almeno un metro.

Le nuove regole da seguire sono semplici: in primis bisogna sanificare gli ambienti in cui vengono allestiti i catering e i banqueting, successivamente bisogna misurare la temperatura dei dipendenti e dei partecipanti all’evento e fornire loro il gel per la disinfezione delle mani. Tutti gli ospiti devono avere con sè la mascherina e utilizzarla qualora l’evento venga organizzato in un posto chiuso oppure anche all’aperto qualora non si riesca a mantenere  la distanza di sicurezza. E’ doveroso, inoltre, tracciare gli ospiti mantenendo i loro contatti per 14 giorni.

E’ molto interessante evidenziare l’aspetto del buffet nei Catering. I nuovi protocolli prevedono due possibilità: il servizio singolo effettuato dal cameriere che personalmente porta gli alimenti desiderati dal cliente al suo tavolo su un piatto singolo oppure il buffet assistito con un cameriere che, dietro al banco delle pietanze, prepara il piatto secondo le richieste dell’ospite, che ovviamente deve restare a distanza.

E’ chiaro che il senso di responsabilità debba appartenere non soltanto agli operatori del settore, ma anche tutti i partecipanti agli eventi.




Marketing

Marketing è il settimo modulo formativo organizzato da AIRA previsto per Settembre 2021.

Il modulo formativo prevede 4 moduli da 2 ore ciascuno durante cui verranno affrontate le seguenti tematiche :

  • Cosa non è il Marketing
  • La creazione di un concept
  • Gli strumenti digitali per promuovere l’albergo
  • L’importanza di aver un UPS (Unique Point Selling)
  • I social media
  • Analisi delle statistiche del Web
  • Marketing sempre più Revenue oriented


Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Il modulo vi guida verso una corretta ed efficace gestione del lavoro in Hotel.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Settembre 2021. Comunicheremo più avanti le date esatte.




Budgeting e CDG

Budgeting e CDG (Cassa del Giorno) è il sesto modulo formativo organizzato da AIRA previsto per Giugno 2021.

Il modulo dedicato al Budgeting prevede 4 moduli da 2 ore ciascuno durante cui verranno affrontate le seguenti tematiche :

  • Budget e Break Even Point
  • Centri di costo e di ricavo
  • Coefficienti di imputazione
  • Stesura, Analisi e Lettura di un budget
  • L’importanza del monitoraggio
  • Magazzino ed Inventario
  • Statistiche e Potere di acquisto


Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Il modulo Budgeting e CDG vi guida verso una corretta ed efficace gestione del lavoro in Hotel.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Giugno 2021. Comunicheremo più avanti le date esatte.




Intervista al nuovo Presidente della confederazione Solidus Francesco Guidugli

Da “La Rubrica di Antonio e Giovanni” di ABI PROFESSIONAL

Buongiorno e buona Domenica, amici, amiche, colleghi e colleghe che seguite la nostra rubrica. Ieri sera io e Giovanni abbiamo avuto il piacere di incontrare anche se attraverso i canali web il Presidente della confederazione SOLIDUS Francesco Guidugli.

SOLIDUS è la confederazione che raggruppa tutte le associazioni di categoria nel mondo dell’ospitalità turistica – alberghiero, abbiamo chiesto al Presidente attraverso qualche domanda di parlare un pò del nostro mondo professionale.

1. IN BREVE CI PUÒ RACCONTARE CHI È FRANCESCO GUIDUGLI E QUALE È STATO IL SUO PERCORSO PROFESSIONALE? DOVE NASCE LA PASSIONE PER QUESTA PROFESSIONE E QUANTO HA INVESTITO PER RAGGIUNGERE GLI OBBIETTIVI CHE SI È PREFISSATO FIN DA QUANDO HA DECISO DI INTRAPRENDERE IL MONDO DEL TURISMO E DEL FOOD AND BEVERAGE?

Sono nato a La Spezia nel 1957, sposato e padre di due figli. La mia vita nel mondo alberghiero è nata un giorno di fine scuole medie quando in classe entrò un professore di scuola alberghiera con un depliant di presentazione dell’IPAS di Lerici. Rimasi affascinato dalle materie di studio, ma soprattutto per le lingue, inglese, francese e tedesco.

Alla fine del primo anno di scuola andai subito a lavorare a Cervo Ligure (IM) come principiante di ricevimento. Quando i miei genitori vennero a prendermi per riportarmi a casa, avevo 15 anni e mezzo, il Direttore dell’albergo disse loro che se avevo intenzione di proseguire su quella strada, era quella giusta per me. Alla fine del secondo anno, la scuola mi segnalò al Jolly Hotel di La Spezia, che cercava un segretario. Dichiarando i miei 16 anni e mezzo, il Direttore mi disse che aveva bisogno di un impiegato con un po’ più di esperienza. Salutandolo manifestai il mio dispiacere perché stavo perdendo una buona occasione in quanto da grande avrei voluto fare il Direttore d’albergo.

Ero già sulla porta, mi fece ritornare indietro e ripetere ciò che avevo appena detto. Mi provò due settimane ed al termine della prova mi fece firmare il mio primo contratto con la Jolly Hotels. Terminato il terzo anno e dopo 6 mesi a Londra come cameriere per praticare la lingua rientrai in Jolly Hotels, dove, dopo la parentesi del servizio Militare, ho lavorato per il resto della mia vita professionale. La Spezia per molti anni, poi, Taormina, Milano, Torino, New York salendo i gradini da segretario a Vice Direttore.

La prima direzione nel 1993 a Siracusa, poi Catania, Ravenna, Genova e Milano in NH Hotel Group che nel frattempo aveva acquisito la gloriosa Jolly Hotels. Nelle diverse città sono stato chiamato a ricoprire incarichi come VP del Settore Turismo a Catania ed a Genova, Probiviro per Confindustria, Amministratore Delegato in Convention Bureau a Genova, in A.D.A Presidente Regionale in Liguria, VP Regionale in Lombardia, VP Vicario dal 2009 al 2014, Maestro del Lavoro 2009, Cavaliere al Merito della Repubblica 2005 ed Ufficiale al Merito della Repubblica 2012.

Nel 2009 Professionista dell’anno A.D.A. per Solidus. Da Aprile 2018 sono in pensione e da gennaio 2020 Presidente di Solidus Turismo, la Confederazione delle Associazioni professionali del mondo alberghiero italiano.

Ovviamente, non è stato facile costruire giorno per giorno il percorso che ha caratterizzato la mia carriera. La passione per il lavoro nel settore alberghiero è nata per caso, nessuno in famiglia ha mai lavorato in una qualsiasi attività, ma, sin dal primo giorno che iniziai a frequentare la scuola alberghiera mi resi conto che era affascinante ascoltare i professori delle materie tecniche che raccontavano le loro esperienze. Quando poi al termine del primo anno andai a lavorare per la prima stagione tutto divenne più chiaro, mi piaceva il lavoro e ….. mi divertivo ! Avevo 15 anni e mezzo, il che significa che ho iniziato ben presto a sacrificare un po’ della mia vita di svaghi con i miei amici, io lavoravo quando loro erano in vacanza, al sabato e la domenica ero in servizio, così nelle giornate o periodi di festa. I sacrifici anche economici sono arrivati nel proseguo, a Parigi mi sono finanziato tre mesi di scuola, così come a New York per tre periodi di ferie consecutive. Le ferie le usavo per approfondire la conoscenza delle lingue straniere.

Ritengo di aver investito bene e fatto sacrifici anche nella scelta di rendermi disponibile a movimenti operativi ovunque la mia azienda mi chiedeva di andare, scelta che oggi guardandomi indietro sono contento di aver fatto senza alcun pentimento in quanto certamente chiave dei miei successi avendo avuto la possibilità di vedere e conoscere meglio il mio lavoro, luoghi, e persone che rimangono nei miei ricordi più belli.

2. DA QUANDO È DIVENTATO PRESIDENTE DI SOLIDUS, CONTINUANDO IL MANDATO DEL MAESTRO CARLO ROMITO, HA TROVATO DIFFICOLTÀ A CONFRONTARSI CON I PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI CHE COMPONGONO SOLIDUS? QUALI SONO I PROGETTI FUTURI APPENA TUTTO RITORNI ALLA NORMALITÀ?

Il mio mandato in Solidus è iniziato il primo giorno di gennaio 2020. Sin da subito mi sono concentrato sulla conoscenza della Confederazione, la nostra missione, la nostra organizzazione, la fotografia dello stato dell’arte, le consegne di Carlo Romito che ha aiutato a crescere moltissimo nei suoi sei anni di presidenza. Ho messo molto entusiasmo e passione in questi primi passi da presidente, coinvolgendo nei miei primi movimenti i componenti, il Consiglio Direttivo ed i coordinamenti regionali. Impegno che non è passato inosservato agli occhi esperti dei Presidenti delle 8 Associazioni che compongono Solidus.

Questo ha creato ovviamente fiducia nel mio iniziale operato portandoli a condividere e ad assicurarmi la loro massima attenzione e collaborazione.

L’emergenza Sanitaria dovuta al Covid, purtroppo, ha intralciato enormemente la programmazione che avevo in mente, soprattutto relativa all’ organizzazione della Confederazione, dei suoi organismi e le relative attività. In questi giorni (inizio settembre) stiamo anche noi cercando di accelerare la nostra ripresa, riprendendo quanto interrotto ed adattandolo alla nuova realtà.

I nostri focus saranno orientati verso le scuole per garantire la nostra presenza, collaborazione e contributi alla formazione ed orientamento degli studenti, daremo seguito ai contatti con le forze politiche con le quali abbiamo dialogato in questi mesi ove abbiamo offerto i nostri suggerimenti nella ricerca di trovare soluzioni alle problematiche causate dalla drammatica situazione che ha interessato il turismo del nostro paese. Ci adopereremo per incontrare i rappresentanti di tutte le altre associazioni professionali, dei proprietari, dei gestori dell’Ospitalità in Italia per cercare una coesione ed espressione unica che possa aiutarci ad affrontare serie trattative con il governo per perorare le esigenze di un settore economico che ha un peso rilevante nel nostro paese.

3. OGGI SI FA UN PO’ DI CONFUSIONE DI RUOLI ALL’INTERNO DI UNA STRUTTURA ALBERGHIERA, QUANTO È IMPORTANTE IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PROFESSIONALI ALL’INTERNO DI ESSE? QUANTO SONO IMPORTANTI LE GERARCHIE PROFESSIONALI ALL’INTERNO DI UNO STAFF?

Il nostro è un comparto che è sempre stato e continuerà ad essere molto attento ai cambiamenti, lo abbiamo visto soprattutto negli ultimi anni come sono cambiati i comportamenti degli Ospiti, come è cambiato il mercato e cosa hanno generato l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Giocoforza anche all’ interno delle organizzazioni del lavoro nelle strutture grandi o piccole che siano, di qualsiasi tipologia ed in qualsiasi luogo, gli adattamenti sono necessari per migliorare le prestazioni sia di qualità che gestionali a beneficio, poi comunque, di tutti.

La flessibilità nei ruoli è una delle virtù che maggiormente si evidenziano ormai negli ambienti di lavoro di qualsiasi genere. Nel mondo del lavoro in albergo o in qualsiasi struttura turistica la risorsa che riesce a offrire un contributo immediato ad una situazione di necessità temporanea o anche continuativa ha maggiori opportunità di crescita all’ interno dell’azienda ed arricchisce notevolmente la propria esperienza.

Certo, questa flessibilità deve essere intesa mantenendo la mansione originaria come prevalente sull’ operatività giornaliera o in generale, escludendo ovviamente l’assunzione in un ruolo ma l’utilizzo sistematico predominante in un altro.

Le associazioni professionali non essendo organizzazioni sindacali poco possono fare a questo riguardo, certamente hanno il compito di aiutare i propri appartenenti a comprendere e meglio gestire, con consigli adeguati, quelle situazioni locali o specifiche portate a loro conoscenza.

Le gerarchie professionali all’ interno di uno staff sono certamente fondamentali soprattutto in presenza di figure preparate che sanno gestire le risorse umane e le relative operatività. Sappiamo tutti cosa significa la gestione di una struttura o un reparto in mano ad una figura poco capace, problemi a non finire all’ interno dei team, disgregamento, turn over, assenza di risultati.

Un capo servizio professionale o un datore di lavoro preparato garantiscono stabilità, motivazioni, voglia di crescere e modellare figure pronte al ricambio generazionale oltre ai risultati attesi dall’ azienda.

4. SECONDO LEI LE ASSOCIAZIONI QUANTO DOVREBBERO INVESTIRE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E QUANTO PER CREARE UN ALBO DEI PROFESSIONISTI PER FAR SI CHE CI RICONOSCANO TALI? QUANTO È IMPORTANTE IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PROFESSIONALI ALL’INTERNO DI ESSE?

Da quanto vedo le associazioni professionali stanno investendo molto sulla formazione professionale, direi che le attività di tutte sono maggiormente dedicate alla formazione dei propri associati e certamente chi si associa ha proprio nella ricerca alla formazione professionale la motivazione principale.

In occasione del lockdown tutte le associazioni professionali hanno fatto un grandissimo e utilissimo lavoro di formazione. Ogni associazione ha organizzato webinair di buon livello a beneficio dei propri associati, mantenendo i contatti, facendo sentire la propria presenza e dando consigli ed aiuti concreti a chi ne aveva bisogno.

ABI PROFESSIONAL ha fatto davvero la sua parte mettendo in campo tanti professionisti che si sono esibiti in prove on line che hanno avuto molto successo. Ritengo che in questa drammatica occasione le Associazioni professionali hanno dato prova della loro utilità e preparazione. Sarebbe auspicabile un forte aumento di associati proprio dovuto all’ esposizione mediatica e passa parola positivo che si è sviluppato sul territorio nazionale.

Gli Albi professionali sono ormai superati, oggi si parla e ci si indirizza verso la “Certificazione delle Competenze”. Con la ripresa delle attività e una auspicabile “normalizzazione” del sistema scuole, alta formazione ecc. ecc. come Solidus riprenderemo i contatti con alcuni partner quali Ospitalia, Enaip, Università dei Sapori, ecc. con i quali sono state avviate già in passato al riguardo strategie comuni a beneficio futuro di tutte le 8 associazioni.

Per maggiore comprensione, la certificazione delle competenze è un’attestazione, un atto mediante il quale si attesta che una persona, valutata secondo regole prestabilite, possiede i requisiti necessari per operare con competenza e professionalità in un determinato settore di attività. La certificazione assicura che determinate persone possiedano, mantengano e migliorino nel tempo la necessaria competenza e professionalità; questo significa che attraverso la certificazione viene offerto al mercato un rilevatore di professionalità immediato, oggettivo e garantito da un ente terzo (Un organismo di certificazione operante ai sensi della norma ISO 17024) e non dallo stesso professionista, con un livello di attendibilità notevolmente diverso e conferisce un vantaggio competitivo nei confronti di altri soggetti non certificati. La certificazione delle competenze è un qualcosa di dinamico che segue nel tempo il percorso professionale della persona garantendo il mantenimento nel tempo delle competenze certificate.

5. OGGI SI CONTANO TANTE SCUOLE ALBERGHIERE SECONDO LA SUA ESPERIENZA IL PROGRAMMA ATTUALE È UN BUON PROGRAMMA O ERA MEGLIO QUALCHE ANNO FA CHE ERA PIÙ SETTORIZZATO? COSA SECONDO LEI GLI ISTITUTI ALBERGHIERI DOVREBBERO CAMBIARE O MIGLIORARE?

Sul territorio nazionale esistono realtà di vere e proprie eccellenze e purtroppo molte realtà meno valide, il tutto dovuto alla mancanza di linee guida omogenee e principi che consentano la diffusione delle pratiche migliori ed i giusti indirizzi gestionali di formazione, orientamento e reale pratica operativa.

Considerando l’importanza del settore turismo nella vita economica del nostro paese e la rilevanza che l’operato dei professionisti dell’ospitalità si riflette in termini di immagine del Paese e del Made in Italy, sarebbe arrivato il momento di selezionare l’accesso alle scuole alberghiere a studenti con giuste motivazioni, orientamenti alla mansione da consolidare o meglio indirizzare, evitando, pertanto, di accogliere chi trova nella scuola alberghiera un ripiego alla mancanza di idee relative al proprio percorso scolastico e professionale futuro. Le scuole alberghiere dovrebbero consentire un maggiore coinvolgimento pratico degli allievi nelle strutture alberghiere consentendo loro di vivere le esperienze del mondo reale velocizzando l’apprendimento con periodi di stage anche di durata superiore, personalizzati e in collaborazione con strutture turistiche che siano in grado di accompagnare gli studenti a livelli ottimali di preparazione.

Un maggiore utilizzo nelle scuole dei professionisti facenti parte delle associazioni professionali del mondo alberghiero è uno dei punti che possono migliorare i programmi degli Istituti sia alberghieri che non, soprattutto in prospettiva di orientamento alla professione dello studente.

6. GLI ALBERGATORI E I DIRETTORI DI OGGI TENGONO SEMPRE MENO ALLA FIGURA PROFESSIONALE, SPESSO TENDONO A RISPARMIARE NEI SERVIZI AL CLIENTE E SUL PERSONALE, A VOLTE NON ATTUANDO NEMMENO IL CCNL, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA COSA DOVREBBE CAMBIARE NEL SETTORE TURISTICO ALBERGHIERO? COSA CONSIGLIA AGLI ALBERGATORI AI DIRETTORI E A CHI VUOLE INTRAPRENDERE LA STRADA PROFESSIONALE NEL SETTORE TURISTICO ALBERGHIERO?

Per quelle che sono le mie informazioni posso affermare che sia gli albergatori che i direttori tengono molto ad avere al proprio interno valide figure professionali, non è sempre facile o possibile centrare gli obiettivi gestionali e a volte si deve scegliere tra figure professionali qualificate e figure meno preparate e quindi disposte ad accettare condizioni economiche meno vantaggiose e che assicurano un contributo alla gestione della struttura tutto sommato sufficiente. Ciò che tutti auspichiamo è che a seguito della crisi del Turismo causata dalla pandemia vengano rivisti ed adottati comportamenti e visioni virtuose rimettendo al giusto posto proprio l’importanza delle professionalità e l’utilizzo di risorse alle quali garantire una formazione continua, crescita di esperienze, possibilità di carriera e un adeguato riconoscimento economico. L’emergenza sanitaria e le conseguenze dovute al lockdown mondiale hanno certamente inferto un duro colpo al settore turismo sia in Italia che nel mondo ma il virus non ha distrutto la voglia della gente di viaggiare nel mondo per lavoro o per piacere e soprattutto non ha, in Italia, portato via le bellezze culturali e paesaggistiche e tanto meno l’esperienza e la professionalità di chi ogni giorno lavora con passione nelle proprie realtà. La passione e la volontà saranno le forze che consentiranno, nel tempo, al nostro settore di riprendersi e garantire a chi già opera ed a chi vorrà intraprendere la strada professionale nel settore turismo i successi e le soddisfazioni che solo le nostre professioni sanno darci.

GRAZIE PRESIDENTE, PER AVERCI DATO LA POSSIBILITÀ DI SCAMBIARE DUE CHIACCHIERE CON LEI, PER PARLARE E DIVULGARE LA NOSTRA BELLA PROFESSIONE NEL MONDO TURISTICO ALBERGHIERO. SPERIAMO LA PROSSIMA VOLTA INCONTRARLA DI PERSONA NELLA NOSTRA AMATA TERRA DI SICILIA DOVE È SEMPRE IL BENVENUTO.




Associazioni professionali d’hotel: le potenzialità future

E’ innegabile che il ruolo delle associazioni professionali sia cambiato nel tempo, abbandonando la centralità amicale.

La forte componente “dopolavoristica” ha ceduto il passo alle odierne esigenze professionali del socio e non, che vede nell’associazione un’opportunità di accrescimento professionale ed eventualmente di supporto per una collocazione lavorativa.

Le caratteristiche richieste qualche decennio fa a chi operava nel comparto sono mutate completamente, subendo una progressiva evoluzione. Basti vedere il ruolo di direttore d’albergo: si è passati dal ruolo di “padrone di casa” a quello di manager a 360 gradi: il direttore d’albergo oggi deve essere un professionista dotato di un’alta formazione con competenze multidisciplinari che spaziano da elementi di marketing e promozione sino alla gestione contabile.

La necessità di aggiornare le proprie competenze, tecniche e personali, interessa non solo i soggetti con responsabilità manageriali, ma anche quelli cui sono affidate mansioni di tipo operativo.

Il forte cambiamento che sta interessando il comparto turistico-alberghiero è testimoniato dalla diffusione di profili che richiedono compentenze e capacità specifiche, basti pensare alla miriade di nuove professioni create con l’avvento di Internet.

A latere, vi è l’annosa mancanza di una formazione adeguata che crea, di fatto, una scarsa professionalizzazione del settore rispetto a valori ottimali.

Tale situazione è notevolmente danneggiata da un’offerta formativa frammentata e in alcuni casi di inadeguato insegnamento.

A mio avviso, l’attività formativa continua, attraverso i corsi di aggiornamento e/o specialistici, presso apposite scuole di alta formazione o prodotte da entità formative costituite da figure professionali di spessore, rappresenterebbe una soluzione, fermo restando che venga attivato un iter formativo di base che trasmetta le competenze necessarie per operare nel settore e si adegui alle rapide evoluzioni del mercato turistico.

Tale attività deve rivolgersi indistintamente a lavoratori di tutti i livelli, a partire da quelli con ruoli operativi e tanto nelle piccole strutture ricettive quanto in quelle medio-grandi. Oggi nel sistema turistico italiano, e ancor più nel settore alberghiero e della ristorazione, il tema della formazione rappresenta un “nodo” da risolvere al più presto.

Tra i requisiti fondamentali per i “formatori”, l’esperienza dovrebbe superare la teoria.

In virtù di quanto esposto, le associazioni professionali potrebbero inserirsi a pieno titolo quale “contenitore di opportunità formative” da offrire al settore. Queste hanno competenze e titoli per poterlo fare in favore di una rilevante domanda (e di un’urgente necessità) di conoscenze professionali.

Un’associazione professionale riconosciuta rappresenta, peraltro, una garanzia sul mercato e per l’importante “cantera”, da dove gli alberghi e non solo, potrebbero prelevare professionisti e servizi qualitativi.

La cultura imprenditoriale del settore snobba questa importante opportunità a “parametro zero”, per dirla in termini calcistici, preferendo il suggerimento di un amico (la classica raccomandazione) che il più delle volte si rivela non efficace e nei casi più estremi rompe amicizie durature a causa dei drammatici esiti della “segnalazione”, oltre a creare problemi alla gestione della struttura.

In precedenti articoli ho fortemente evidenziato la necessità di obbligare la proprietà alberghiera ad “assoldare” un direttore o responsabile certificato, proprio per le catastrofiche vicissitudini che si succedono nell’ hotellerie italiana che, ricordo, causano un effetto domino su tutto il contenitore di una destinazione turistica.

Prezzi troppo alti o anche troppo bassi, quando gestiti senza senso, abbassano notevolmente la brand reputation dell’area, creando anche problemi a quelle strutture che invece adottano protocolli qualitativi e hanno personale con alto spessore professionale. Al di là di questo, penso che con l’attuale gestione di una struttura ricettiva, non si possa più improvvisare, bisogna sempre essere al passo con i tempi e costantemente “formati”.

E chi meglio delle Associazioni professionali specifiche per settore potrebbe fornire di più?

Io penso che nessuno in nessuna parte del mondo possa parlare di futuro del proprio popolo o della propria organizzazione senza parlare di formazione. Chiunque controlli la formazione dei nostri ragazzi controlla il futuro”: Wilma Mankiller (politica e attivista statunitense)




Coaching

Coaching è il quinto modulo formativo organizzato da AIRA previsto per Maggio 2021, a cura di Silvia Spano – Ospitality.

Il modulo dedicato al Coaching prevede 4 moduli da 2 ore ciascuno durante cui verranno affrontate le seguenti tematiche :

  • La relazione con sè stessi
  • Autenticità e Congruenza
  • L’influenza delle emozioni nella relazione con i colleghi e con l’ospite
  • Il self-control : Come tenere un comportamento adeguato
  • L’importanza del saper ascoltare
  • Il coaching
  • Il counseling


Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Il modulo Coaching vi guida verso una corretta gestione delle relazioni sia con l’ospite sia con i colleghi nonchè verso una efficace gestione del lavoro in Hotel.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Maggio 2021. Comunicheremo più avanti le date esatte.




Comunicazione

Comunicazione è il quarto modulo formativo organizzato da AIRA previsto per Aprile 2021, a cura di Luciano Manunta – Presidente AIRA e Consulente alberghiero – Ospitality.

Il modulo dedicato alla gestione della Comunicazione prevede 4 moduli da 2 ore ciascuno durante cui verranno affrontate le seguenti tematiche :

  • La gestione del colloquio telefonico
  • La comunicazione verbale e paraverbale
  • Empatia ed Assertività
  • Le parole killer
  • La personalizzazione del servizio
  • La centralità dell’ospite
  • L’importanza del Feedback


Vi terremo aggiornati nel corso dei mesi per maggiori informazioni.

Il modulo Comunicazione vi guida verso una corretta gestione dell’ospite prima, durante e dopo il suo soggiorno.

Questo modulo formativo è previsto in programma per Aprile 2021. Comunicheremo più avanti le date esatte.