<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞: 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞	</title>
	<atom:link href="https://www.airaonline.it/%F0%9D%90%90%F0%9D%90%AE%F0%9D%90%9A%F0%9D%90%A7%F0%9D%90%9D%F0%9D%90%A8-%F0%9D%90%A2-%F0%9D%90%A5%F0%9D%90%AE%F0%9D%90%A8%F0%9D%90%A0%F0%9D%90%A1%F0%9D%90%A2-%F0%9D%90%AC%F0%9D%90%A6%F0%9D%90%9E/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.airaonline.it/%f0%9d%90%90%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%a5%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%a1%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%ac%f0%9d%90%a6%f0%9d%90%9e/</link>
	<description>Associazione Professionale Operatori del Turismo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Mar 2026 18:24:32 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Mino Reganato		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/%f0%9d%90%90%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%a5%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%a1%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%ac%f0%9d%90%a6%f0%9d%90%9e/#comment-38</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mino Reganato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 16:57:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=12804#comment-38</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.airaonline.it/%f0%9d%90%90%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%a5%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%a1%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%ac%f0%9d%90%a6%f0%9d%90%9e/#comment-37&quot;&gt;Echi dal Parnaso&lt;/a&gt;.

Lodevole replica che sottolinea un problema di molte realtà territoriali che vedono snaturata la loro identità culturale. Quando un centro storico perde residenti anno dopo anno, quando i laboratori artigiani scompaiono e vengono rimpiazzati da prodotti pseudo-locali fabbricati altrove, quando l’offerta commerciale diventa indistinguibile da quella di qualunque altra città turistica del mondo, il problema è lo snaturamento.
Lo spopolamento dei cosiddetti “indigeni” – chi viveva, lavorava e tramandava cultura in quei luoghi – non è una categoria morale, è un fatto e con loro scompare il vero Made in Italy, quello fatto di filiere corte, competenze tramandate, identità territoriali non replicabili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.airaonline.it/%f0%9d%90%90%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%a5%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%a1%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%ac%f0%9d%90%a6%f0%9d%90%9e/#comment-37">Echi dal Parnaso</a>.</p>
<p>Lodevole replica che sottolinea un problema di molte realtà territoriali che vedono snaturata la loro identità culturale. Quando un centro storico perde residenti anno dopo anno, quando i laboratori artigiani scompaiono e vengono rimpiazzati da prodotti pseudo-locali fabbricati altrove, quando l’offerta commerciale diventa indistinguibile da quella di qualunque altra città turistica del mondo, il problema è lo snaturamento.<br />
Lo spopolamento dei cosiddetti “indigeni” – chi viveva, lavorava e tramandava cultura in quei luoghi – non è una categoria morale, è un fatto e con loro scompare il vero Made in Italy, quello fatto di filiere corte, competenze tramandate, identità territoriali non replicabili.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Echi dal Parnaso		</title>
		<link>https://www.airaonline.it/%f0%9d%90%90%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%a5%f0%9d%90%ae%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%a1%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%ac%f0%9d%90%a6%f0%9d%90%9e/#comment-37</link>

		<dc:creator><![CDATA[Echi dal Parnaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 09:09:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.airaonline.it/?p=12804#comment-37</guid>

					<description><![CDATA[È molto difficile accettare che la realtà ci sfugga di mano, stravolgendo il nostro vissuto. Tuttavia, guardando negli occhi la gioventù di oggi, valutandone anche superficialmente i &#039;desiderata&#039; o i punti di vista si capisce che &quot;ieri&quot; è una parola di quattro lettere che dice qualcosa soltanto a chi ha un&#039;età non più verde. Che il termine &quot;oggi&quot; traduce gli inutili tentativi di specchiarci nei nostri figli, nutrendo l&#039;illusione di portare un po&#039; di noi stessi con loro verso un &quot;domani&quot; che non potrà mai appartenerci.

A ciascuno il suo tempo, come suggeriscono le parole del poeta libanese Khalil Gibran:

&quot;I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa. Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri perché essi hanno i loro pensieri. 
Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime, perché esse abitano la casa del domani che voi non potete visitare neppure nei sogni. Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non potete cercare di renderli simili a voi. 
Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.

Il fenomeno della turistificazione del territorio, esposto nell’articolo
con dettagliato realismo ed un po&#039; di amarezza, è probabilmente inevitabile: una sorta di… mutazione genetica, figlia del progressivo ricambio generazionale, delle crescenti disponibilità di tempo e denaro d’una pletora di persone in ogni angolo del pianeta e dell’improvvida, settaria o superficiale gestione dei flussi.

Tuttavia, il desiderio che traspare nel servizio di proteggere gli aspetti tradizionali e virtuosi del viaggiare, la vera essenza del turismo &#039;slow&#039; non è certamente nostalgico; non è neppure illusorio. È semplicemente umano, intelligente e ricco di significati laddove si sofferma sul “prezzo nascosto”, imposto dal planetario e dilagante spadroneggiare del fenomeno ‘overturism’.

Specialmente in Italia, dove l&#039;autenticità ed i millenari equilibrî di siti storici ricchi di fascino, di tradizioni e di vita vissuta sono a rischio di omologazione. Un processo estraneo ad essi che ne snatura l&#039;essenza, riducendo inesorabilmente al silenzio il senso d’appartenenza di chi vi risiede e l’ancestrale poetica del Genius loci.

C. B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È molto difficile accettare che la realtà ci sfugga di mano, stravolgendo il nostro vissuto. Tuttavia, guardando negli occhi la gioventù di oggi, valutandone anche superficialmente i &#8216;desiderata&#8217; o i punti di vista si capisce che &#8220;ieri&#8221; è una parola di quattro lettere che dice qualcosa soltanto a chi ha un&#8217;età non più verde. Che il termine &#8220;oggi&#8221; traduce gli inutili tentativi di specchiarci nei nostri figli, nutrendo l&#8217;illusione di portare un po&#8217; di noi stessi con loro verso un &#8220;domani&#8221; che non potrà mai appartenerci.</p>
<p>A ciascuno il suo tempo, come suggeriscono le parole del poeta libanese Khalil Gibran:</p>
<p>&#8220;I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa. Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri perché essi hanno i loro pensieri.<br />
Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime, perché esse abitano la casa del domani che voi non potete visitare neppure nei sogni. Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non potete cercare di renderli simili a voi.<br />
Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.</p>
<p>Il fenomeno della turistificazione del territorio, esposto nell’articolo<br />
con dettagliato realismo ed un po&#8217; di amarezza, è probabilmente inevitabile: una sorta di… mutazione genetica, figlia del progressivo ricambio generazionale, delle crescenti disponibilità di tempo e denaro d’una pletora di persone in ogni angolo del pianeta e dell’improvvida, settaria o superficiale gestione dei flussi.</p>
<p>Tuttavia, il desiderio che traspare nel servizio di proteggere gli aspetti tradizionali e virtuosi del viaggiare, la vera essenza del turismo &#8216;slow&#8217; non è certamente nostalgico; non è neppure illusorio. È semplicemente umano, intelligente e ricco di significati laddove si sofferma sul “prezzo nascosto”, imposto dal planetario e dilagante spadroneggiare del fenomeno ‘overturism’.</p>
<p>Specialmente in Italia, dove l&#8217;autenticità ed i millenari equilibrî di siti storici ricchi di fascino, di tradizioni e di vita vissuta sono a rischio di omologazione. Un processo estraneo ad essi che ne snatura l&#8217;essenza, riducendo inesorabilmente al silenzio il senso d’appartenenza di chi vi risiede e l’ancestrale poetica del Genius loci.</p>
<p>C. B.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
